Facebook e il progetto Libra: una criptovaluta per trasferire denaro "come le foto"

Facebook e il progetto Libra: una criptovaluta per trasferire denaro "come le foto"

Zuckerberg sta pensando ad un sistema di pagamenti interno al social network e basato su blockchain, ma gli interrogativi sono ancora molti

di pubblicata il , alle 08:21 nel canale Web
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La scorsa settimana il Wall Street Journal ha pubblicato alcune indiscrezioni secondo le quali Facebook è al lavoro da circa un anno per realizzare e lanciare una propria piattaforma di pagamenti basata su stablecoin. Il progetto, con il nome in codice di "Libra" è orientato allo sviluppo di una criptovaluta che permetta agli utenti del social network di poter trasferire denaro e fare acquisti online, senza l'ampia volatitlità che normalmente contraddistingue le normali criptovalute.

Un progetto che avrebbe portato il social network di Mark Zuckerberg a prendere contatti e ad intrattenere confronti con realtà del calibro di Visa e Mastercard, e pure con società nel campo dei servizi finanziari come First Data Corp allo scopo di raccogliere un miliardo di dollari come collaterale per compensare l'eventuale volatilità della stablecoin. Facebook avrebbe poi avvicinato realtà di e-commerce per cercare di ottenere supporto al nuovo mezzo di pagamento.

La divisione blockchain di Facebook è stata istituita a maggio del 2018, inzialmente con lo scopo di "esplorare la tecnologia". Da allora il team si è allargato e oggi si contano più di 20 posizioni aperte per la divisione blockchain. Secondo alcune indiscrezioni circolate nelle ultime ore vi sarebbe anche il professore del MIT Christian Catalini al lavoro sul progetto Libra. Catalini è noto poiché è stato uno dei coordinatori del MIT Bitcoin Project nel 2014, iniziativa che ha raccolto 500 mila dollari al fine di distribuire bitcoin per un valore di 100 dollari a ciascuno degli studenti dell'ateneo. Nel 20118 Catalini ha firmato assieme al professor Joshua Gans dell'Università di Toronto un report sul valore dei crypto token e ha recentemente realizzato una pubblicazione assieme a Susan Athey di Stanford e a Catherine Tucker, anch'essa del MIT, riguardante l'assenza di coerenza tra i presunti interessi del pubblico circa la privacy e la facilità con cui lo stesso pubblico tende a non dare importanza a questi aspetti.

Privacy è stata la parola d'ordine della recente conferenza F8, nella quale però la parola blockchain non è mai stata pronunciata. Zuckerberg durante il suo intervento ha però dichiarato: "Credo che inviare e ricevere denaro dovrebbe essere semplice come inviare e ricevere una foto", alludendo poi a "pagamenti semplici e sicuri" come un elemento chiave della nuova direzione verso la privacy.

Un portavoce di Facebook ha ribadito una dichiarazione già rilasciata in precedenza: "Come molte altre realtà, anche Facebook sta esplorando modi di far leva sul potere della tecnologia blockchain. Questo nuovo team sta esplorando molte applicazioni differenti".

Resta comunque ancora una spessa nebbia su quella che potrà essere l'effettiva incarnazione della nuova piattaforma di pagamenti, e numerose sono le ipotesi circolate in questi giorni. Oltre ad andare a supportare un sistema di trasferimento di valore tra gli utenti, Facebook potrebbe pensare di usare i token proprietari per remunerare gli utenti che visualizzano inserzioni pubblicitarie o cliccano su di esse, oppure ancora incoraggiare gli inserzionisti ad usarlo per il pagamento di pubblicità e servizi. Il professor Gans è tuttavia scettico su queste ipotesi, perché mettono in campo numerose complessità da risolvere. Gans sottolinea inoltre come l'invio di token ad una società, rispetto alla circolazione tra amici e familiari, è più complicato in quanto le società saranno naturalmente portate a convertire alla fine del mese i propri coin in denaro reale.

Facebook si trova a dover affrontare ancora svariati grattacapi, non da ultimo quello di determinare come incanalare denaro all'interno e all'esterno del sistema, un processo che di norma per le varie criptovalute è gestito dagli exchange. Gans sottolinea inoltre che un progetto di questo tipo deve confrontarsi con la realtà del sistema economico globale, basato su dollari, euro, yen e altre valute. Anche se la stablecoin di Facebook fosse supportata da un paniere di valute, non potrà "essere stabile rispetto a qualsiasi moneta del mondo".

Infine il primo contatto di Facebook con il mondo blockchain potrebbe risolversi in un sistema tipo "punti fedeltà", ovvero token che possono essere guadagnati e spesi per servizi Facebook o usati presso commercianti partner. Non si tratterebbe in questo caso di una cosa inedita, almeno come concetto: Uber ad esemio ha i suoi Uber Cash e Apple ha recentemente annunciato Apple Card.

Come detto, permane molta incertezza. "Ci sono molte variabili. E Facebook non sempre fa ciò che ci aspettiamo" ha dichiarato Gans. Intanto gli analisti di Barclays stimano che il nuovo progetto Libra, una volta operativo, potrebbe consentire a Facebook di incrementare il proprio fatturato di 3-19 miliardi di dollari entro il 2021.

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