in collaborazione con Microsoft

Cloud DR - ASR, Backup e Disaster Recovery su Azure

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Azure Site Recovery permette di gestire al meglio backup dei dati e procedure di disaster recovery all'interno dell'ambiente cloud di Microsoft, sia per datacenter Hyper-V che per le macchine fisiche e VMware

di pubblicata il , alle 10:01 nel canale Web
MicrosoftAzure
 

Azure Site Recovery rende disponibile un punto di ripristino sicuro dei propri dati in cloud, in virtù di una tecnologia di protezione del dato continua: una necessità dalla quale molte aziende non possono prescindere, sia per ridurre i costi che per velocizzare le tempistiche di lavoro. I piani possono essere personalizzati, il che vuol dire che le applicazioni e i dati sono recuperati in un momento solo: in termini concreti le perdite sono ridotte al minimo e così anche i possibili errori. Quando il sito primario torna nel pieno delle proprie funzionalità, il ritorno all'infrastruttura virtualizzata è agevolato: non ci si accorge nemmeno di quel che è successo. 

Tali opportunità sono valide sia per i datacenter Hyper-V che per le macchine fisiche e VMware; a ciò occorre aggiungere la possibilità di eseguire dei controlli di ripristino dell'infrastruttura originale e delle verifiche di disaster recovery ogni volta che si vuole. Sia i server fisici locali che le macchine virtuali possono essere protetti nel modo più efficace, approfittando di una soluzione di continuità aziendale e di ripristino di emergenza che trova nell'affidabilità una delle sue caratteristiche più evidenti e più apprezzabili. Tanto la replica quanto il failover possono essere organizzati e automatizzati non solo in Azure, ma anche in un centro dati locale, all'insegna della massima flessibilità che si possa desiderare. 

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Entrando più nel dettaglio, dopo che la protezione per i server fisici e le macchine virtuali è stata configurata si può dare il via alla replica nella posizione secondaria. Quando anche la replica è stata portata a termine, si può procedere con i failover, da eseguire a seconda delle esigenze che si desidera soddisfare. Il pregio di Azure Site Recovery è che consente di supportare vari tipi di failover, così da coprire i casi più diversi sempre con la stessa efficacia.

Il failover di test, per esempio, può essere effettuato senza tempi di inattività e senza la perdita di alcun dato per effettuare un'esercitazione finalizzata al ripristino di emergenza o per convalidare la strategia di replica, avendo la certezza che non vi sia alcun impatto nei confronti dell'ambiente di produzione né sulla replica. Un failover pianificato, a sua volta, diminuisce in modo significativo in tempi di inattività che sono direttamente connessi con l'arresto della macchina virtuale all'interno del server primario; vi si ricorre per effettuare il failback in seguito al failover da primario a secondario o, semplicemente, per completare una manutenzione pianificata e programmata.

Per quel che riguarda i failback, nel caso in cui il failover venga effettuato in Azure, le funzionalità di resilienza del programma proteggono le macchine virtuali: con l'esecuzione in Azure si può precisare direttamente l'indirizzo IP che si vuole assegnare, mentre non si può mantenere un indirizzo IP pubblico. Ovviamente si può provvedere anche a un failover parziale, vale a dire un failover che non riguarda un sito intero ma solo una parte di esso, adoperando per la connessione dell'applicazione ai componenti dell'infrastruttura in esecuzione all'interno del sito primario una VPN da sito a sito. 

Registrati gratuitamente al webinar che si terrà Mercoledì 9 Marzo alle ore 11

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