Il nucleo della cometa interstellare 3I/ATLAS potrebbe avere un diametro compreso tra gli 820 metri e i 1050 metri
Secondo un nuovo studio dell'Università di Canterbury, il nucleo della cometa interstellare 3I/ATLAS potrebbe avere un diametro compreso tra gli 820 metri e i 1050 metri ridimensionando quindi le prime cifre che lo indicavano fino a 5,6 km.
di Mattia Speroni pubblicata il 23 Dicembre 2025, alle 21:15 nel canale Scienza e tecnologiaNASAESAESO
Negli scorsi giorni la cometa interstellare 3I/ATLAS ha raggiunto il punto più vicino alla Terra (a circa 269 milioni di chilometri). Pur non rappresentando un pericolo per il nostro Pianeta, è un'occasione ideale per raccogliere quanti più dati possibili mentre l'oggetto spaziale si sta dirigendo verso Giove per poi proseguire verso l'esterno del Sistema Solare per non fare più ritorno. Il terzo oggetto interstellare mai individuato, dopo 1I/'Oumuamua e 2I/Borisov, potrebbe rivelarci nuovi segreti con il passare del tempo.

Uno studio pubblicato nell'archivio arXiv dal titolo The size of 3I/ATLAS from non-gravitational acceleration e non ancora sottoposto a revisione paritaria cerca di stimare le dimensioni del nucleo della cometa interstellare così da comprenderne anche gli effetti sull'accelerazione non gravitazionale dovuta alla sua attività e all'interazione con il Sole.
La cometa interstellare 3I/ATLAS e le dimensioni del nucleo
Secondo i due ricercatori dell'Università di Canterbury la cometa interstellare potrebbe avere un nucleo con diametro compreso tra gli gli 820 metri e i 1050 metri. Questo restringerebbe l'incertezza che indicava in precedenza una dimensione compresa tra poche centinaia di metri a pochi chilometri (veniva indicato fino a 5,6 km). Per arrivare a questa conclusione sono stati impiegati i dati raccolti da strumenti come il telescopio spaziale James Webb, il radiotelescopio ALMA, il telescopio spaziale SPHEREx e il telescopio TRAPPIST–North.

Gli scienziati hanno determinato quanto la velocità della cometa interstellare sia cambiata mentre si avvicinava al Sole oltre a determinare come l'interazione con il calore solare e la luce abbiano portato alla dispersione di gas e polveri (facendo diminuire la massa). La valutazione è stata possibile grazie ai dati dell'accelerazione non gravitazionale considerando anche le perdite di massa e che rendono coerente il diametro del nucleo cometario pari a circa un chilometro con una densità di 0,5 g/cm³. Si potrebbe avere un ulteriore miglioramento della stima delle dimensioni quando ci saranno nuovi dati sul degasamento in altre zone della traiettoria.

Sempre analizzando i dati dei vari strumenti coinvolti, l'accelerazione non gravitazionale della cometa interstellare 3I/ATLAS durante il periodo del 6 agosto, dovrebbe essere stata legata all'emissione di anidride carbonica (come riportato dal JWST e da SPHEREx). La polvere invece, per quanto espulsa dal nucleo, non avrebbe avuto un impatto decisivo sull'accelerazione del corpo stesso. Alcune incertezze permangono perché parte dell'anidride carbonica potrebbe derivare dalla chioma cometaria e non dal nucleo stesso. In generale serviranno molte altre osservazioni e quanti più dati possibili per comprendere le caratteristiche di questo oggetto unico.










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