Tariffe nazionali per le chiamate e gli SMS fra paesi UE: cosa cambia con il nuovo atto della Commissione

Tariffe nazionali per le chiamate e gli SMS fra paesi UE: cosa cambia con il nuovo atto della Commissione

La Commissione Europea ha adottato un nuovo atto di esecuzione sulle comunicazioni intra UE che consente agli operatori di applicare le stesse tariffe nazionali anche alle chiamate e agli SMS verso altri Paesi dell'Unione

di pubblicata il , alle 14:01 nel canale Telefonia
 

Nuove regole europee ridefiniscono il quadro delle comunicazioni intra UE, cioè le chiamate e gli SMS da uno Stato membro verso un altro Paese dell'Unione, con l'obiettivo di avvicinare sempre di più i prezzi al dettaglio a quelli applicati sul mercato nazionale e rafforzare le tutele per gli utenti finali.

La Commissione Europea ha adottato un regolamento di esecuzione che dà seguito all'Articolo 5a del Regolamento (UE) 2015/2120 sull'accesso a internet aperto, modificato dal Gigabit Infrastructure Act. In particolare, sono state stabilite in modo puntuale le condizioni per cui gli operatori possono scegliere di non differenziare più i prezzi tra comunicazioni nazionali e intra UE, applicando quindi la stessa tariffazione al dettaglio per chiamate e messaggi verso altri Stati membri.

Chiamate e SMS intra UE

Si tratta del primo atto di esecuzione specificamente dedicato alle comunicazioni intra UE, che arriva dopo la proroga dei massimali regolati per queste chiamate fino al 30 giugno 2032 e affianca, senza sovrapporsi, il quadro già noto sul roaming "Roam Like At Home". Il nuovo regolamento di esecuzione consente agli operatori che lo desiderano di azzerare il differenziale di prezzo tra le chiamate nazionali e quelle intra UE, a condizione che adottino una politica di utilizzo corretto e che rispettino precise regole di trasparenza verso i consumatori.

Il documento della Commissione - riportato da MondoMobileWeb - chiarisce che le comunicazioni intra UE hanno natura diversa rispetto al roaming, poiché non riguardano l'uso periodico del servizio in viaggio ma il traffico generato da un Paese verso un altro, e che quindi richiedono un approccio dedicato per evitare eccessi di consumo e comportamenti opportunistici. In questo quadro si inserisce anche il ruolo di BEREC, l'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche, chiamato a fornire un benchmark aggiornato sui volumi medi di utilizzo per supportare l'applicazione pratica delle regole.

Lo schema delineato dalla Commissione Europea prevede che gli operatori possano decidere volontariamente di non applicare prezzi differenti per le comunicazioni nazionali e intra UE, rinunciando quindi ai massimali regolati e adottando una tariffazione unica per i propri clienti sul territorio dell'Unione. Per poter usufruire di questa facoltà, ogni operatore deve introdurre una politica di utilizzo corretto che definisca che cosa si intende per uso "tipico" delle chiamate e degli SMS intra UE, sulla base dei dati contenuti nel rapporto di benchmark di BEREC relativo al Paese in cui opera o, in mancanza, sui valori medi europei.

Il nuovo atto della Commissione UE disciplina anche la possibilità per gli operatori di adottare misure antifrode nel momento in cui scelgono di applicare la stessa tariffazione alle comunicazioni nazionali e intra UE, con l'obiettivo di evitare pratiche di arbitraggio tariffario e schemi di frode come l'International Revenue Share Fraud o l'uso improprio di SIM dedicate. Fra gli strumenti a disposizione degli operatori ci saranno il monitoraggio dei pattern di traffico per individuare anomalie e la sospensione temporanea del servizio in attesa di verifiche.

Il nuovo regolamento di esecuzione avrà applicazione fino al 31 dicembre 2028, mentre il quadro generale delle tariffe massime intra UE resterà valido almeno fino al 2032, con una revisione prevista entro il 2027 per valutare ulteriori modifiche. Secondo la Commissione, lo schema volontario di equiparazione delle tariffe nazionali e intra UE può costituire un passo iniziale verso una possibile graduale riduzione delle differenze di prezzo al dettaglio all'interno del mercato unico, in continuità con quanto già fatto in passato per il roaming.

1 Commenti
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djfix1323 Dicembre 2025, 10:16 #1
sembra solo una legge per tutelare gli operatori: se tu dovessi fare prezzi migliori degli altri non sarebbe concorrenza sleale... se tutti fanno prezzi bassi, scrivendo le regole del buon consumatore, nessuno vi accuserà di fare cartello.

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