WhatsApp, rischio sanzione dall'Antitrust

WhatsApp, rischio sanzione dall'Antitrust

L'AGCM ha avviato un procedimento nei confronti di WhatsApp per via di alcune clausole vessatorie presenti nei termini d'uso

di pubblicata il , alle 12:41 nel canale Telefonia
WhatsApp
 

Nel bollettino settimanale rilasciato dall'AGCM il 28 agosto c'è posto anche per WhatsApp, che viene accusata di clausole vessatorie che gli utenti devono forzatamente accettare se vogliono usufruire dell'app di messaggistica. L'Antitrust ha pertanto avviato un procedimento ai danni della società che si concluderà entro 120 giorni con un'eventuale multa pecuniaria, a meno che non venga accettato il ricorso e vengano discusse altre modalità in risposta all'illecito.

Sono parecchie le modalità vessatorie applicate da WhatsApp ai propri utenti: esclusioni e limitazioni di responsabilità in capo a WhatsApp molto ampie e assolutamente generiche, la possibilità di interruzioni del servizio decise unilateralmente da WhatsApp senza motivo e senza preavviso, il diritto generico esercitabile da WhatsApp (ma non dall'utente) di risolvere il contratto in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo e non consentire più l'uso dei servizi.

E ancora, un'altra modalità vessatoria è relativa al diritto generico di introdurre modifiche anche economiche nei termini d'uso del servizio. Nei termini si legge anche "un generico diritto esercitabile dalla società di recedere dagli ordini senza fornire rimborsi", o anche clausole relative alla traduzione in lingua italiana di alcune parti del contratto. WhatsApp non ha ottemperato alle richieste dell'Autorità in merito a queste violazioni all'interno di una delibera dello scorso maggio.

La società avrebbe dovuto pubblicare sulla propria pagina web, in chiaro, l'informativa sul procedimento effettuato ai suoi danni e il suo esito, informando così i suoi utenti anche per mezzo del sito web Professionista. Adesso WhatsApp dovrà fornire entro quaranta giorni eventuali documenti capaci di provare il contrario avendo il diritto di organizzare una difesa. Il tutto con l'obiettivo di concludere il procedimento entro 120 giorni dalla comunicazione dello stesso.

Stando a quanto si apprende su ansa.it la società sta valutando la possibilità di effettuare un ricorso.

Resta aggiornato sulle ultime offerte

Ricevi comodamente via email le segnalazioni della redazione di Hardware Upgrade sui prodotti tecnologici in offerta più interessanti per te

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

54 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
demon7730 Agosto 2017, 13:49 #1
Pur sapendo che io sarei l'eventuale parte "avvantaggiata" in caso di intervento dell'antitrust.. SONO TOTALMETE IN DISACCORDO CON QUESTA COSA.

Ricapitoliamo un attimo.. WHATSAPP è una app PRIVATA rilasciata GRATIS per l'utilizzo da parte di chiunque.
Offre quindi un servizio totamente gratuito di iniziativa privata.

E' OVVIO E SCONTATO che nel contratto ci sia scritto a chiare lettere che chi gestisce whatsapp fa quel che vuole come vuole e quando vuole con la SUA app.
E aggiungerei "CI MANCHEREBBE ALTRO".

Con che diritto si va a dire che loro devono garantire un certo tipo di servizio e continuità???
E' come dire che si obbliga il verduraio sotto casa a tenere aperto fino alle 10 perchè alla gente fa comodo così.
cocky30 Agosto 2017, 14:05 #2
Ma da quello che leggo da quest articolo, sono clausole presenti anche in altri regolamenti di ben altre realtà.....
giuliop30 Agosto 2017, 14:16 #3
Originariamente inviato da: demon77
Pur sapendo che io sarei l'eventuale parte "avvantaggiata" in caso di intervento dell'antitrust.. SONO TOTALMETE IN DISACCORDO CON QUESTA COSA.

Ricapitoliamo un attimo.. WHATSAPP è una app PRIVATA rilasciata GRATIS per l'utilizzo da parte di chiunque.
Offre quindi un servizio totamente gratuito di iniziativa privata.

E' OVVIO E SCONTATO che nel contratto ci sia scritto a chiare lettere che chi gestisce whatsapp fa quel che vuole come vuole e quando vuole con la SUA app.
E aggiungerei "CI MANCHEREBBE ALTRO".


(Posto che non so se effettivamente Whatsapp sia in posizione dominante, e che comunque è tutto un altro discorso)
Le regole cambiano quando domini il mercato. Il fatto che sia gratuita e privata è irrilevante, quando tu arbitrariamente hai il potere di discriminare e di fatto anche causare danni.

Originariamente inviato da: demon77
Con che diritto si va a dire che loro devono garantire un certo tipo di servizio e continuità???
E' come dire che si obbliga il verduraio sotto casa a tenere aperto fino alle 10 perchè alla gente fa comodo così.


No: è come se ci fosse un verduraio che distribuisce il 99% della verdura e tu gli imponessi di dare un servizio continuo e a tutti, senza discriminazioni e senza la possibilità di decidere, per qualsivoglia motivo, che a te la verdura non la dà; e vorrei vedere, se appunto questi decidesse che a te non regala verdura perché non gli stai simpatico, se continueresti a dire "CI MANCHEREBBE ALTRO".
Dinofly30 Agosto 2017, 14:39 #4
Originariamente inviato da: demon77
Pur sapendo che io sarei l'eventuale parte "avvantaggiata" in caso di intervento dell'antitrust.. SONO TOTALMETE IN DISACCORDO CON QUESTA COSA.

Ricapitoliamo un attimo.. WHATSAPP è una app PRIVATA rilasciata GRATIS per l'utilizzo da parte di chiunque.
Offre quindi un servizio totamente gratuito di iniziativa privata.

E' OVVIO E SCONTATO che nel contratto ci sia scritto a chiare lettere che chi gestisce whatsapp fa quel che vuole come vuole e quando vuole con la SUA app.
E aggiungerei "CI MANCHEREBBE ALTRO".

Con che diritto si va a dire che loro devono garantire un certo tipo di servizio e continuità???
E' come dire che si obbliga il verduraio sotto casa a tenere aperto fino alle 10 perchè alla gente fa comodo così.


Per fortuna all'antitrust decidono persone che hanno competenza di economia industriale e comprendono pienamente il concetto di "posizione dominante" di mercato e il pericoli che ne derivano.

detto ciò, tutti questi servizi "gratuiti" non sono veramente gratuiti in quanto noi remuneriamo queste società in natura: con i dati del nostro utilizzo delle applicazioni e l'attenzione che ci dedichiamo.
Marko#8830 Agosto 2017, 14:44 #5
La cosa della posizione dominante è -in questo caso- ridicola. Nel senso, posso capire software tipo Windows, di fatto indispensabili per un sacco di utilizzi (non di suo ma per via di moltissimi applicativi per lavoro che non esistono per Linux o per MacOS). Ma whatsapp è un programmino di messaggistica, si può vivere senza e non si è "costretti" ad utilizzarlo come invece Windows...quindi io non gli romperei le balle, non forniscono un medicinale raro o un software senza il quale si è in mezzo alla strada, forniscono uno dei tanti software per comunicare con la gente. Se non mi piace non lo uso, se lo uso mi adeguo alle condizioni. E per la cronaca, a me non piace ma lo uso senza lamentarmi troppo perchè ho alcuni contatti frequenti che non ne vogliono sapere di aggiungere Telegram.
gd350turbo30 Agosto 2017, 15:01 #6
Originariamente inviato da: Marko#88
E per la cronaca, a me non piace ma lo uso senza lamentarmi troppo perchè ho alcuni contatti frequenti che non ne vogliono sapere di aggiungere Telegram.


Anche a me capita di trovare contatti che non ne vogliono sapere di telegram...
E non ne capisco il motivo, possono convivere benissimo le due app...
Whatsapp ha più gente ma meno funzioni, telegram ha meno gente ma più funzioni, usandoli entrambi si ha tanta gente e tante funzioni !
giuliop30 Agosto 2017, 15:06 #7
Originariamente inviato da: Marko#88
La cosa della posizione dominante è -in questo caso- ridicola. Nel senso, posso capire software tipo Windows, di fatto indispensabili per un sacco di utilizzi (non di suo ma per via di moltissimi applicativi per lavoro che non esistono per Linux o per MacOS). Ma whatsapp è un programmino di messaggistica, si può vivere senza e non si è "costretti" ad utilizzarlo come invece Windows...


Stai decidendo arbitrariamente tu dove finiscono le cose indispensabili e iniziano quelle superflue; ti potrei benissimo rispondere che nessun software è strettamente indispensabile per sopravvivere, e quindi anche Windows non dovrebbe essere soggetto a queste leggi.

Originariamente inviato da: Marko#88
quindi io non gli romperei le balle, non forniscono un medicinale raro o un software senza il quale si è in mezzo alla strada, forniscono uno dei tanti software per comunicare con la gente.


Visto che parli di farmaci, faccio un esempio così su due piedi, forse non perfetto: Onlus che ha pochi soldi (quindi non si può permettere servizi a pagamento) e che si occupa di assistenza ai malati terminali. I suoi medici e collaboratori usano Whatsapp non perché la preferiscano ad altro, ma semplicemente perché è la più diffusa, e questo comporta che abbiano più probabilità di comunicare con altri medici e pazienti. Migrare su Telegram (che fra l'altro anch'io uso per il 99,9% dei messaggi), o qualsiasi altro servizio, è di fatto impossibile, proprio perché ti manca la caratteristica fondamentale di Whatsapp, ovvero ossere la più diffusa (e se vogliamo dare retta all'Antitrust, quella in posizione dominante) e un "disservizio" su Whatsapp potrebbe anche essere fatale.
silviop30 Agosto 2017, 15:19 #8
>Rubrica. L'utente fornirà regolarmente i numeri di telefono degli utenti WhatsApp e degli >altri contatti presenti nella sua rubrica telefonica. L'utente conferma di essere >autorizzato a fornirci tali numeri per consentirci di fornire i nostri Servizi.

Io non ho autorizzato nessuno che conosco a dare il mio numero di cellulare ad altri ma a dico di chiederlo sempre a me, molti pero' hanno installato WA e hanno il mio numero in rubrica che dite faccio partire le denuncie?
lucaf30 Agosto 2017, 15:21 #9
La cosa che mi fa pensare è un altra: l'ANTITRUST avvia un provedimento contro WA per le clausole vessatorie contenute nel contratto: BENE.
MA
Possibile che nessuno (magistratura, polizia postale, Garante), proprio nessuno, apra bocca per il vero scandalo relativo a WA e cioè l'accesso alla rubrica del telefono e la sottrazione dei dati degli utenti?
Se io, nel mio lavoro, chiedo i dati a Pinco Pallino e poi cedo questi dati ad altri senza il suo permesso, Pinco Pallino mi può denunciare e vincerebbe.
E invece WA che fa lo stesso per centinaia di milioni di persone????
boh
boh
boh
Ma allora andiamo tutti a rubare.... che è lo stesso....
Daytona30 Agosto 2017, 15:41 #10
ok... AGCM ci prova...

...e gli altri stati europei cosa dicono ?!

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^