Studio dimostra legame fra smartphone e tumori: ma c'è da preoccuparsi?

Studio dimostra legame fra smartphone e tumori: ma c'è da preoccuparsi?

Nel corso del fine settimana si è parlato spesso di uno studio di NTP sulla possibile relazione fra uso di smartphone e insorgere di tumori. Ma è davvero così preoccupante la situazione?

di pubblicata il , alle 13:31 nel canale Telefonia
 

La scorsa settimana il National Toxicology Program (NTP) ha rilasciato i risultati parziali di uno studio della durata di due anni e mezzo che ha trovato alcune relazioni fra le radiazioni prodotte dai telefoni cellulari e i tumori a cuore e cervello. Condotti su ratti di genere maschile, gli esperimenti hanno dimostrato un'incidenza superiore di tumori sui roditori esposti alle radiazioni tipiche dei telefoni cellulari. È chiaro che detta così la notizia si presta per occupare le prime pagine dei giornali, ed è chiaro che la stampa e i siti online non si sono fatti sfuggire la possibilità di colpire la tecnologia di turno. Ma c'è davvero da preoccuparsi?

Andiamo con ordine: i ricercatori che hanno partecipato agli esperimenti sostengono che i tumori su cervello e cuore che hanno osservato in alcuni roditori di sesso maschile sono da considerare "probabilmente il risultato di esposizioni lungo l'intero corpo" a radiazioni di radiofrequenza (RFR) modulate usando gli standard GSM e CDMA. A differenza dei raggi X, che sono radiazioni ionizzanti e la loro esposizione porta a noti rischi di cancro, gli standard del settore mobile sfruttano radiazioni non ionizzanti, ovvero che non trasportano sufficiente energia per modificare lo stato degli elettroni dagli atomi o dalle molecole.

Ad oggi non sono mai state scoperte prove del tutto convincenti sul legame fra radiazioni di radiofrequenza e tumori, ed è per questo che le nuove scoperte di NTP hanno raggiunto senza troppe difficoltà le pagine di tante realtà mediatiche di stampo generalista e non. Ma ci sono delle considerazioni da fare. Prima di tutto i ratti non sono esseri umani; inoltre l'aumento nei tumori riscontrato nei test è indubbiamente molto basso. Valutando però la diffusione odierna di telefoni cellulari nella vita di tutti i giorni, anche un rischio molto basso può rappresentare un grave pericolo nella salute pubblica. Secondo il leader del progetto Ron Melnick, il nuovo studio "pone la fine" all'idea dell'assenza di rischio da parte delle radiazioni prodotte dalle reti cellulari.

Ma ci sono stati anche studi in passato che hanno dimostrato che non vi fosse alcuna correlazione fra le due cose, alcuni anche particolarmente recenti. In Australia lo scorso mese è stato dimostrato che nel paese non c'è stato alcun aumento di casi di tumori al cervello legati all'aumento della popolarità nell'uso dei telefoni cellulari, in chiaro contrasto rispetto alle scoperte effettuate da NTP.

Il test di NTP consisteva nell'esporre i roditori alle radio frequenze tipicamente utilizzate nelle comunicazioni cellulari negli Stati Uniti, quindi con frequenze di 900MHz per i ratti e 1900MHz per i topi. I roditori sono stati esposti per circa nove ore al giorno a partire dal grembo, fino ai primi anni della loro vita, fatto che secondo gli studi ha aumentato, sui roditori maschi, l'incidenza della formazione di gliomi maligni del 3,3% sia con le frequenze tipiche dello standard GSM che quelle CDMA. Non è stata riportata alcuna incidenza invece sul gruppo di controllo, che non è stato mai esposto alle radio frequenze. Nel caso dei roditori di genere femminile l'incidenza è stata inferiore: 1,1% con radiazioni GSM, 2,2% con radiazioni CDMA.

La scoperta di NTP sembra decisamente preoccupante, tuttavia è stata accolta con particolare scetticismo da alcuni esponenti del mondo medico: la portata dello studio, in altre parole, non può essere collegata ad annunci così eclatanti. Il Dr. Aaron Carroll, professore presso la School of Medicine della Indiana University, ha studiato approfonditamente gli esperimenti sostenendo che ci sono elementi che dovrebbero innescare qualche dubbio: per cominciare, nonostante siano stati riportati lievi aumenti di alcuni tipi di cancro nei ratti maschi, per le femmine trattate con gli stessi segnali non è stato registrata alcuna differenza significativa fra esposte e non.

Per quanto riguarda l'incidenza di tumori al cervello, l'aumento è stato statisticamente significativo solo per i segnali CDMA, e non quelli GSM. Un risultato "sorprendente" perché i telefoni GSM emettono più radiazioni delle controparti compatibili con le reti CDMA, ma nello studio i livelli d'esposizione sono stati mantenuti a valori costanti fra i gruppi paralleli. E, visto che la principale differenza fra GSM e CDMA deriva dagli standard di dati, ci potrebbero essere teoricamente differenze significative solo se il DNA fosse corruttibile dal codice binario.

Questo suggerisce che il dato raccolto negli studi possa essere semplicemente una variazione casuale, tanto più che, come sottolinea Carroll, anche i tassi di cancro più elevati riscontrati nello studio sono "ben all'interno della gamma storica". Altri esperti definiscono lo studio come "statisticamente poco efficace", con dimensioni troppo piccole del campione per eliminare ogni dubbio. Non è ancora possibile pertanto stabilire con esattezza la correlazione fra radio frequenze cellulari e tumori, almeno fino a quando non verranno effettuati altri studi più significativi e con risultati meno altalenanti.

Questo perché ci sono altri aspetti particolarmente interessanti nelle nuove scoperte: il gruppo di ratti esposti ai segnali radio ha vissuto una vita più duratura rispetto ai non esposti, ma ragionando alla stessa maniera dovremmo ammettere che l'esposizione alle radiazioni si traduce in una durata della vita superiore. Carroll invece scrive che può significare, molto più semplicemente, che il gruppo "esposto" ha sviluppato un tumore come parte inevitabile del processo di invecchiamento, laddove il gruppo non esposto è morto prima che eventuali tumori potessero svilupparsi.

Insomma, dobbiamo preoccuparci? Non più di quanto non lo facessimo prima sembrerebbe la risposta più saggia da dare al momento. La nuova ricerca lancia un campanello d'allarme nemmeno del tutto nuovo, tuttavia non riesce a provare con certezza assoluta l'esistenza di una correlazione. Rimaniamo in attesa di ulteriori aggiornamenti, ma al momento in cui scriviamo la scienza sostiene che le radiazioni dei cellulari sono non ionizzanti e a bassa energia, proprio come le onde radio, il Wi-Fi e il Bluetooth. Tecnologie il cui uso si è diffuso in maniera esponenziale a partire dagli anni '80, periodo di tempo in cui di fatto i casi di cancro sono diminuiti fra gli esseri umani.

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39 Commenti
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Bivvoz30 Maggio 2016, 13:44 #1
Dei risultati di un solo studio non bisognerebbe manco parlarne.
max50ddr30 Maggio 2016, 13:50 #2
Sono anni che c sono questi studi...ma ormai siamo talmente dipendenti che difficilmente qualcuno smetterebbe di usare i cellulare
LordPBA30 Maggio 2016, 13:50 #3
Non sono esperto ma:

la penetrazione di un'onda in un corpo dipende dall'intensita' e dalla dimensione (volume) del corpo. I ratti sono piuttosto piccoli rispetto ad un uomo.
E poi... incidenza del 3%... fa ridere rispetto alle incidenze a due cifre delle sostanze chimiche nell'aria e negli alimenti..

In ogni caso, come tutte le cose: meglio non abusare
demon7730 Maggio 2016, 14:04 #4
La verità è che ci sono una miriade di variabili e situazioni.. dimostrare in modo inconfutabile la diretta dipendenza tra le onde elettromagnetiche dei cellulari ed eventuali tumori è assai difficile.
Certo è plausibile considerare che ci sia questa eventualità.

Come comportarsi poi è altrettanto variabile.. molto spesso la percezione di un determinato rischio è ingigantita a dismisura da mode mediatiche.. cose che ovviamente allontanano kilometri dalla reale entità del rischio effettivo.
Nel caso di tumori è più giusto parlare di probabilità.

La verità è che (purtroppo) siamo esposti ad agenti cancerogeni ogni giorno:
Raggi UV, Polveri sottili, Fumo (anche passivo), fibre di amianto aerodisperse, Carni rosse e salumi, agenti chimici ecc. ecc.
Se non siamo già tutti morti è perchè la probabilità effettiva di sviluppare un tumore è estremamente ridotta.
Dumah Brazorf30 Maggio 2016, 14:09 #5
(Uno dei tanti) Studi[S]o[/S] dimostra legame fra smartphone e tumori: [S][COLOR="Red"]ma[/COLOR][/S] c'è da preoccuparsi?

Fixed
rvrmarco30 Maggio 2016, 14:25 #6
Originariamente inviato da: Bivvoz
Dei risultati di un solo studio non bisognerebbe manco parlarne.


Non capisco di cosa tu stia parlando.

Il sistema scientifico di peer-reviewing dovrebbe essere fatto in modo che ogni studio che arriva a pubblicazione sia attendibile di per sè.

Non esistono i risultati di un solo studio, perché un paper ha almeno una ventina di citazioni di studi precedenti.

L'innovazione si basa proprio su quello che non vorresti fosse fatto.

boh, vabbe.
gd350turbo30 Maggio 2016, 14:35 #7
ma c'è da preoccuparsi?

Coloro che vivono in perenne simbiosi con il cellulare forse...

le persone "normali" no di certo !
demon7730 Maggio 2016, 14:46 #8
Originariamente inviato da: gd350turbo
Coloro che vivono in perenne simbiosi con il cellulare forse...

le persone "normali" no di certo !


Purtroppo l'insorgenza di un tumore è una questione probabilistica..
come giocare al lotto: puoi giocare tutta la vita e non vincere mai niente ma per controparte puoi pure giocare una sola volta e fare jackpot.

Tuttavia mi rendo perfettamente conto che se uno deve vivere col terrore di "fare jackpot" giocando anche una sola volta è rovinato.
emanuele8330 Maggio 2016, 15:00 #9
quando mettete notizie del genere fatemi il favore di mettere almeno qualche fonte (gruppo di ricerca, articolo sientifico in cui si pubblica lo studio etc etc con qualche bel link)

poi spiegatemi questa perché è proprio forte:

E, visto che la principale differenza fra GSM e CDMA deriva dagli standard di dati, ci potrebbero essere teoricamente differenze significative solo se il DNA fosse corruttibile dal codice binario.


vi lascio con un bel link:

https://www.youtube.com/watch?v=0Rnq1NpHdmw
sbudellaman30 Maggio 2016, 15:01 #10
Il 3% in più? Mi sembra un incremento ridicolo sinceramente.

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