Samsung, accusato di corruzione l'erede Lee Jae-Yong. L'azienda nuovamente sotto i riflettori

Samsung, accusato di corruzione l'erede Lee Jae-Yong. L'azienda nuovamente sotto i riflettori

L'erede del colosso sudcoreano è stato interrogato giovedì come principale accusato di aver pagato oltre 18 milioni di dollari in cambio di favori dal governo. Il rischio è il suo arresto con conseguenze anche per Samsung.

di Bruno Mucciarelli pubblicata il , alle 18:01 nel canale Telefonia
Samsung
 

Samsung è di nuovo sotto i riflettori, questa volta non per la vicenda legata ai propri smartphone, ma per ciò che sta accadendo alla dirigenza del colosso sudcoreano. Il suo vice presidente, Lee Jae-Yong, ultimo arrivato nella famiglia che ha portato al vertice l'azienda è stato messo sotto accusa dal procuratore coreano per corruzione nei confronti del governo di Park Geun-hye e della sua stretta collaboratrice Choi Soon-sil.

Il mandato di arresto per il nipote diretto di Lee Byung-chul, fondatore del gruppo Samsung, è scattato dopo che il "piccolo" del colosso sudcoreano è stato ufficialmente sospettato di aver pagato tangenti al governo del proprio paese in cambio di favori nella riorganizzazione societaria proprio del gruppo Samsung nel 2015. Il tutto sembra essere riconducibile al Presidente della Repubblica Park Geun-hye che sotto stretto consiglio della sua confidente, Chio Soon-sil, figlia dello sciamano che si era presa cura della famiglia del presidente dopo la morte del padre e della figlia, ha "costretto" alcune aziende coreane come Samsung a versare ingenti somme di denaro nei confronti di fondazioni private riconducibili proprio a Soon-sil.

Da qui la volontà da parte del procuratore di capire il motivo del versamento di 18 milioni di dollari realizzato proprio dal nipote del fondatore di Samsung ad una società con sede in Germania. Lee Jae-Yong, durante le oltre 22 ore di interrogatorio, ha sempre negato ogni tipo di corruzione realizzata proprio con l'ex Presidente della Repubblica o con suoi collaboratori in cambio di favori governativi. I vertici dell'azienda durante alcune audizioni al Parlamento avevano affermato di aver versato soldi ad alcune fondazioni ma di non aver mai avuto o chiesto in cambio favori dal governo.

Insomma un nuovo ed importante "grattacapo" per Samsung che dopo essere stata fortemente colpita dalla debacle con le esplosioni e il successivo ritiro dei Galaxy Note 7, deve ora difendere i vertici della propria azienda da accuse di corruzione ricollegate al governo.

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2 Commenti
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qboy17 Gennaio 2017, 18:09 #1
Non per fare l'avvocato del diavolo ma :
Il tutto sembra essere riconducibile al Presidente della Repubblica Park Geun-hye che sotto stretto consiglio della sua confidente, Chio Soon-sil, figlia dello sciamano che si era presa cura della famiglia del presidente dopo la morte del padre e della figlia, ha "costretto" alcune aziende coreane come Samsung a versare ingenti somme di denaro nei confronti di fondazioni private riconducibili proprio a Soon-sil.


Se Renzi qua in Italia avesse "obbligato" Marchionne a donare qualcosina alla sua campagna elettorale o partito,costui volente o nolente lo fa e basta
SpyroTSK17 Gennaio 2017, 20:34 #2
Il nome è sbaligato!!!
non è Chio Soon-sil ma bensì Choi Soon-sil

https://en.wikipedia.org/wiki/Choi_Soon-sil

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