Project Ara, ecco perché non ha funzionato secondo Motorola

Project Ara, ecco perché non ha funzionato secondo Motorola

Il Senior Manager di Motorola spiega come l'approccio di Google con il proprio smartphone modulare non abbia funzionato. Troppo tecnologico e poco consumer. Stephen McDonnell ha parole anche per LG che con il suo G5 non ha convinto l'utenza finale.

di Bruno Mucciarelli pubblicata il , alle 16:31 nel canale Telefonia
MotorolaGoogle
 

Il progresso tecnologico degli ultimi anni ha permesso di realizzare prodotti sempre più avanzati e con funzionalità che permettono all'utente finale un utilizzo quotidiano a 360 gradi. Non ultimo il Project Ara di Google che sappiamo prevedeva l'idea di creare uno smartphone completamente modulare da un'idea della startup Phonebloks di Motorola. Un progetto decisamente ambizioso che purtroppo non ha visto uno sviluppo definitivo ma anzi si è fermato alla fase di prototipo lasciando l'amaro in bocca a molti utenti che nel nuovo progetto "futuristico" di Google credevano molto.

Proprio su Project Ara, il Senior Manager per l'ecosistema Moto Mods, ha voluto dire la sua sostanzialmente su quali sono stati gli aspetti negativi che hanno portato al fallimento e quali invece le differenze con altri progetti di modularità portati a termine con successo. Stephen McDonnell ha innanzitutto dichiarato come il progetto sia stato impostato male dall'azienda di Mountain View durante la sua prima fase. Sì perché secondo il dirigente, Google, ha cercato di portare avanti il progetto Ara solo a livello tecnologico, indirizzandosi sulle peculiarità prettamente tecniche dello smartphone e non su quello che poi sarebbe stato l'impatto con il pubblico utilizzatore. Praticamente lo smartphone modulare di Google aveva raggiunto un livello tecnologico mai visto su altri progetti ma lo stesso dispositivo non avrebbe cambiato troppo le cose a chi lo avesse utilizzato poi tutti i giorni rispetto ad uno smartphone classico.

Lo stesso Senior Manager ne ha anche per LG che con il proprio G5 modulare aveva cercato di portare una filosofia simile, anche se in modo molto meno marcato. Anche in questo caso, sappiamo come lo smartphone con batteria intercambiabile, non abbia catturato l'attenzione del pubblico. Il motivo? Secondo Stephen McDonnell è presto detto: LG G5 non permette di cambiare i propri moduli "a caldo", ossia senza dover spegnere lo smartphone e questo per l'utente finale è un punto decisamente a sfavore.

In questo proprio Motorola è riuscita a cambiare un po' le carte in tavola con i propri Moto Z e soprattutto i Moto Mods. Effettivamente riuscire a porre un modulo accessorio, come un proiettore o una cassa audio JBL o un sensore fotografico Hasselblad, senza dover spegnere lo smartphone è sicuramente utile e ben utilizzabile dall'utente finale che in un attimo può procedere alla modifica del proprio smartphone in ogni momento e soprattutto in ogni situazione. Questo secondo il Senior Manager significa adottare una giusta e corretta progettazione di un nuovo smartphone "utile" per l'utente.

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7 Commenti
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SoxxoZ30 Gennaio 2017, 16:42 #1
Il Senior Manager Motorola dice che la miglior implementazione dei moduli è quella di Motorola, Ah.
TheDarkAngel30 Gennaio 2017, 16:47 #2
Beh ma stranamente ha dato una argomentazione valida, nessuno vuole spegnere il telefono per un modulo.
demon7730 Gennaio 2017, 17:32 #3
Originariamente inviato da: TheDarkAngel
Beh ma stranamente ha dato una argomentazione valida, nessuno vuole spegnere il telefono per un modulo.


E non solo.. un altro importante elemento è il rapporto costi/benefici.
Se oggi come oggi un buon smartphone costa 200/250 euro e campa mediamente tra i due e i tre anni ovvio che non ha senso investire più di un tot per dei moduli che alla fine andranno a morire con lo smartphone stesso, vuoi per problemi di compatibilità, vuoi per usura o obsolescenza in generale.
TheDarkAngel30 Gennaio 2017, 20:19 #4
Originariamente inviato da: demon77
E non solo.. un altro importante elemento è il rapporto costi/benefici.
Se oggi come oggi un buon smartphone costa 200/250 euro e campa mediamente tra i due e i tre anni ovvio che non ha senso investire più di un tot per dei moduli che alla fine andranno a morire con lo smartphone stesso, vuoi per problemi di compatibilità, vuoi per usura o obsolescenza in generale.


Assolutamente, ho un mi5 pagato 199€ che letteralmente fa le scarpe al mio vecchio 6p, mai scambio fu più interessante ed emblematico dell'attuale mercato. I veri assassini dell'ara sono stati i cinesi, hanno reso usa e getta gli smartphone con un livello qualitativo pazzesco.
Giouncino30 Gennaio 2017, 21:02 #5
Originariamente inviato da: TheDarkAngel
Assolutamente, ho un mi5 pagato 199€ che letteralmente fa le scarpe al mio vecchio 6p, mai scambio fu più interessante ed emblematico dell'attuale mercato. I veri assassini dell'ara sono stati i cinesi, hanno reso usa e getta gli smartphone con un livello qualitativo pazzesco.


concordo, io ho il fratello "minore" redmi 4 pro ed è una bomba: ha spazzato via tutta la concorrenza per i miei gusti
AlexAlex31 Gennaio 2017, 09:23 #6
Originariamente inviato da: TheDarkAngel
Beh ma stranamente ha dato una argomentazione valida, nessuno vuole spegnere il telefono per un modulo.

Insomma, non si parlava di collegare un accessorio al volo quando serve come una fotocamera o delle casse aggiuntive ma proprio di sostituire dei componenti fondamentali come cpu, memeoria, moduli di connessione, ecc... quindi lo spegnere il telefono non mi sembra un gran problema in questo caso, lo si fa solo sporadicamete quando c'è necessità di un aggiornamento (che so, ad esempio sostituire il vecchio modulo 4G del telefono con il nuovo 5G appena uscito).
Ma facile che i costi rendano alla fine assurda la cosa, visto che è probabile che alla fine un modula venga a costare quasi come un telefono nuovo. Alla fine è lo stesso motivo per cui oggi è spesso più conveniente buttare le cose vecchie invece di ripararle.
andbad31 Gennaio 2017, 14:11 #7
Originariamente inviato da: AlexAlex
Insomma, non si parlava di collegare un accessorio al volo quando serve come una fotocamera o delle casse aggiuntive ma proprio di sostituire dei componenti fondamentali come cpu, memeoria, moduli di connessione, ecc... quindi lo spegnere il telefono non mi sembra un gran problema in questo caso, lo si fa solo sporadicamete quando c'è necessità di un aggiornamento (che so, ad esempio sostituire il vecchio modulo 4G del telefono con il nuovo 5G appena uscito).
Ma facile che i costi rendano alla fine assurda la cosa, visto che è probabile che alla fine un modula venga a costare quasi come un telefono nuovo. Alla fine è lo stesso motivo per cui oggi è spesso più conveniente buttare le cose vecchie invece di ripararle.


Esatto. Il problema sono i costi. O meglio, i guadagni. Un chip, qualunque esso sia, costa pochi €. A volte una decina. Sostituire un chip 4G con un 5G avrebbe un costo irrisorio. Ma il modulo avrebbe ricarichi pazzeschi e sarebbe dunque fuori mercato. Quindi dovrebbero farlo costare molto poco e, di conseguenza, andrebbero a minare i guadagni dei telefoni tradizionali.
Ergo il ragionamento di google è stato "Non diamo la zappa sui piedi a quelli che attualmente ci stanno facendo guadagnare uno sfracelo" (aka, Cinafonini).

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