Google lancia Android O Developer Preview: tutte le novità

Google lancia Android O Developer Preview: tutte le novità

Un po' a sorpresa Google ha rilasciato la prima Developer Preview di Android O. In questa pagina trovate tutte le novità presenti nella release appena rilasciata

di Nino Grasso pubblicata il , alle 11:21 nel canale Telefonia
GoogleAndroid
 

A circa un anno di distanza dalla prima versione Alpha di Android N,  Google ha lanciato la prima Developer Preview di Android O, la versione del SO del robottino verde prevista per fine 2017. Non ci sono grandi novità di tipo cosmetico, ma solo piccoli lavori di finitura che andranno immancabilmente a migliorare l'esperienza d'uso per gli utenti. Trattandosi di una prima versione alpha ne sconsigliamo assolutamente l'installazione se non su dispositivi secondari o semplicemente per la curiosità di conoscere quello che dobbiamo aspettarci dalla prossima versione di Android.


Icone adattive di Android O

Inoltre non tutte le funzionalità aggiuntive previste per il debutto di Android O sono già presenti: "[Android O] è ai suoi albori e altre feature arriveranno nel tempo. C'è ancora da fare molto lavoro di stabilizzazione e di performance, ma almeno si avvia", scrive la stessa Google. Trattandosi di una versione ancora in fase embrionale Google non offre la prima Developer Preview di Android O via OTA per gli utenti iscritti al programma Android Beta. Per installarla è infatti necessario scaricare l'immagine dal sito ufficiale e armeggiare con il dispositivo e i tool necessari.

Android O Developer Preview è adesso disponibile sui seguenti dispositivi:

  • Pixel e Pixel XL
  • Pixel C
  • Nexus Player
  • Nexus 5X e Nexus 6P 

Ma cosa c'è di nuovo su Android O, o almeno sulla sua prima versione pubblica? Passiamo in rassegna le sue novità qui di seguito:

  • Background limits: Doze e Doze on the Go sono state le due funzionalità rispettivamente di Marsmhallow e Nougat per abilitare una modalità di risparmio energetico per le app in background. Su Android O ci sarà un'evoluzione dell'approccio delle due modalità precedenti con l'obiettivo di offrire la maggiore durata della batteria possibile senza compromettere l'esperienza d'uso. Google ha introdotto dei "limiti automatici" sulle attività che le app possono compiere in background, come ad esempio la cadenza dell'aggiornamento della posizione. Le novità aiuteranno gli sviluppatori a creare app capaci di rimanere in background senza compromettere l'autonomia dello smartphone.
  • Notification channels: i canali di notifica sono categorie definite dalle app per i contenuti presenti sulle notifiche. Gli utenti possono avere così un maggiore controllo sulle singole tipologie di app modificando con una sola impostazione il comportamento delle notifiche di tutte le app che appartengono ad una determinata categoria.
  • API per il riempimento automatico: Android può utilizzare già i cosiddetti password manager, tuttavia con Android O sarà più semplice per lo sviluppatore implementare le funzionalità di un password manager all'interno dell'ecosistema grazie ad API specifiche rilasciate da Google. L'utente potrà selezionare un'app per il riempimento automatico nei campi di testo (ad esempio le credenziali d'accesso dei siti, nomi utente, password, indirizzi) dalle Impostazioni del dispositivo, utilizzando i dati ovunque voglia all'interno del sistema operativo.
  • Picture in Picture e nuove feature per la gestione delle finestre: il multi-window è diventato una realtà con Nougat su Android, mentre con la nuova versione sarà presente anche una modalità PiP (Picture in Picture) sia su smartphone che su tablet. Gli utenti potranno così continuare la riproduzione di un video mentre rispondono ad un messaggio di testo o compiono qualsiasi altra operazione. Fra le altre opzioni per la gestione delle finestre troviamo una nuova modalità di sovrapposizione e il supporto al multi-display per lanciare un attività su un display esterno.
  • Risorse dei caratteri via XML: le applicazioni di terze parti possono adesso utilizzare caratteri differenti da quelli di sistema, semplicemente dichiarandoli nei layout XML.
  • Icone adattive: con Android O è possibile creare icone adattive che il sistema può mostrare in forme differenti sulla base delle caratteristiche dell'interfaccia utente utilizzata. Il sistema gestisce le animazioni sulla base delle icone scelte, utilizzandole inoltre nelle diverse schermate dell'interfaccia grafica in cui appaiono (launcher, scorciatoie, impostazioni, finestre di condivisione).
  • Supporto ai gamut di colore più estesi per le app: gli sviluppatori di app per immagini su Android possono adesso sfruttare i dispositivi che hanno display che supportano gamut particolarmente estesi. Su Android O sarà garantito il supporto di AdobeRGB, ProPhoto RGB, DCI-P3, e altri, da attivare individualmente su ogni singola app.
  • Connettività: Android O introduce diverse novità in ambito audio, aumentando la qualità via Bluetooth attraverso nuovi codec ad alta fedeltà come LDAC. Sul fronte connettività troviamo inoltre il supporto di Wi-Fi Aware (per comunicare con altri dispositivi senza la necessità di un access point), che richiede comunque hardware compatibile. 
  • AAudio API per Pro Audio: Android O integra nuove API native progettate nello specifico per app che richiedono audio ad alte performance e con il minimo della latenza (ad esempio per i professionisti).

Android O contiene nella sua prima versione anche altre funzionalità, come un supporto più intuitivo per la navigazione via tastiera nelle app (pensata soprattutto per le app di Google Play su Chrome OS), migliorie su WebView con nuove API che gestiscono gli errori e i crash, ottimizzazioni nelle API Java 8 Language. Hanno contribuito alle novità alcuni partner commerciali di Google, fra cui nel sito ufficiale viene menzionato il supporto di Sony per l'introduzione del codec LDAC nella piattaforma.

Maggiori informazioni su Android O possono essere trovate sul sito ufficiale, ma è ancora presto per farsi un'idea sul sistema operativo. Le novità più succulente arriveranno probabilmente con le prossime release, secondo noi non prima della Google I/O in cui Big G potrebbe annunciare tutte le maggiori evoluzioni del suo prossimo sistema operativo mobile.

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