Ecco perché Fire Phone di Amazon potrebbe ledere enormemente la privacy dell'utente

Ecco perché Fire Phone di Amazon potrebbe ledere enormemente la privacy dell'utente

Presentato con alcune caratteristiche esclusive, il nuovo Fire Phone di Amazon potrebbe invadere la privacy del possessore come mai nessun altro smartphone prima d'ora

di Nino Grasso pubblicata il , alle 10:31 nel canale Telefonia
Amazon
 

Lo scandalo della NSA ha cambiato il modo di vedere alcuni aspetti legati alla sicurezza del web per un numero elevatissimo di utenti. Tuttavia, una caratteristica del nuovo Amazon Fire Phone, presentato da una delle più grosse multinazionali al mondo, è passata sostanzialmente inosservata. A porre l'attenzione sull'argomento è John Koetsier.

Secondo il giornalista di VentureBeat, Firefly potrebbe invadere la privacy di chi usa Fire Phone come mai avvenuto in qualsiasi altro smartphone della concorrenza. La feature, come riportavamo in occasione dell'annuncio del dispositivo, permette di identificare oggetti fra libri, film, videogiochi, musica e molto altro, semplicemente puntando la fotocamera o il microfono verso di essi e premendo il tasto dedicato.

Koetsier pone l'attenzione proprio sull'implementazione del tasto, lo stesso utilizzato per accedere alla fotocamera e scattare fotografie. In sostanza, secondo VentureBeat, ogni volta che viene usata la fotocamera, si utilizza a propria insaputa anche Firefly, e viceversa. In più, viene azionato anche il microfono per registrare i suoni ambientali.

Amazon Fire Phone, Firefly

Ma non basta: quello che fa Firefly, sostanzialmente, è inviare quanto memorizzato attraverso fotocamera e microfono al "leader globale delle tecnologie di cloud, alla compagnia che ha praticamente inventato quanto viene ad oggi chiamato big data analytics, e al più grande rivenditore online del selvaggio west" - scrive la pubblicazione americana, continuando - "Ad Amazon.com, insomma".

La potenza di calcolo richiesta per il processamento, l'analisi ed il matching delle foto è estremamente superiore a quella permessa dal Qualcomm Snapdragon 800 di Fire Phone, così come il database di immagini e file audio a cui si attinge per il riconoscimento automatico non è possibile da integrare su un dispositivo da 32GB di storage. In sostanza, è praticamente ovvio che Firefly fa uso di tecnologie in cloud, i cui server disporranno di tutti i contenuti che andremo a scansionare.

Le foto che invieremo per il matching contengono tutti i metadati tipici catturati da un dispositivo mobile, fra cui, oltre al soggetto dello scatto, i dati per la geolocalizzazione. Amazon potrà ottenere informazioni da un database senza precedenti, secondo VentureBeat, conoscendo cosa si possiede, dove si va, cosa si fa, chi c'è di importante nella propria vita, i propri hobby e le proprie passioni e cosa si potrebbe voler acquistare nel prossimo futuro. Tutti dati a cui potrebbe avere accesso, senza troppi problemi considerati i precedenti, anche la NSA.

Insomma, Amazon Fire Phone potrebbe non essere lo smartphone da regalare a compagna, moglie, genitore, o a chi non è esattamente consapevole di quello che può significare l'uso di una tecnologia come Firefly in termini di privacy per l'utente.

È possibile conoscere maggiori informazioni su Amazon Fire Phone e sulle caratteristiche tecniche implementate in questa pagina.

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23 Commenti
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pin-head20 Giugno 2014, 10:45 #1
ma per cortesia, quanto fud.
sono prezzolati da apple o samsung?
Bivvoz20 Giugno 2014, 10:47 #2
Non capisco cosa cambia rispetto ai servizi di MS, Google, Apple o altri.
A parte la speculazione che scattando qualsiasi foto si usa firefly che è tutta da dimostrare.

Poi ci si preoccupa del fatto che "forse" scattando una foto di mandano i dati di geo localizzazione ad Amazon quando ogni volta che sblocco lo smartphone mi avvisa quanto tempo di metterei a tornare a casa da quella posizione e quindi ovviamente manda i dati di geo localizzazione a Google.
floc20 Giugno 2014, 12:49 #3
dopo quella del virus dei chinafononini arriva sta notizia... E ti rendi conto di quanto cerchino di manipolare il mercato.
s0nnyd3marco20 Giugno 2014, 13:46 #4
Originariamente inviato da: M47AMP
Dall'articolo:
"Lo scandalo della NSA ha cambiato il modo di vedere alcuni aspetti legati alla sicurezza del web per un numero elevatissimo di utenti".

NON ABBASTANZA da ciò che si può toccar con mano e vedere con i propri occhi.
Che lo facciano in molti, praticamente tutti, ovvero violare quotidianamente la nostra privacy, diventa un modo di rafforzare il laissez faire nella testa delle persone.

E' un de profundis per la privacy, non certo il dies irae.

Snowden e Assange passano per delinquenti nell'immaginario collettivo, NON come persone che hanno corso e che tuttora corrono dei rischi che per la maggior parte di noi sarebbero inaccettabili, ovvero SONO DELLE PERSONE CORAGGIOSE.

Questa è la cattiva coscienza dei pavidi e che al paragone non si riesce a sopportare, tutti teniamo famiglia, meglio dunque per noi tutti che i due siano vilipesi alla stregua dei delinquenti comuni.

Con Assange non ci sono andati certo per il sottile: l'accusa nei suoi confronti è stata anche quella di stupro, pur di arrivare a un'estradizione dal Regno Unito alla Svezia per reati comuni e di lì agli USA con ogni evidenza.

Per Snowden non hanno potuto infangarlo fino a tale tipo di infamia, in compenso lo hanno costretto a rifugiarsi in Russia stabilendo così una sorta di parità della guerra delle spie contro altre spie.

Veramente la nostra è un'epoca buia, non vi è un solo Grande Fratello ma più di uno: che cosa può la verità contro la continua campagna diffamatoria dei governi e delle potenze economiche (e politiche) loro alleate?

Il Big Data Analytics di NSA è nato forse per partenogenesi?

In molti evitano di porsi delle domande, oppure di porle, per paura delle risposte.


Originariamente inviato da: M47AMP
Bradley Edward Manning, condannato a 35 anni di prigione quale fonte di Wiki Leaks.

Non mi ricordo più chi lo propose o lo candidò per il premio Nobel della Pace, evidentemente tutti preferiscono altri, stando al poco clamore suscitato all'epoca da tale accadimento.

Se intorno a lui si fosse creata un'opinione pubblica favorevole ne avremmo sicuramente sentito parlare in ben altri modi che la semplice curiosità.


AMEN
(IH)Patriota20 Giugno 2014, 14:12 #5
Originariamente inviato da: Bivvoz
Non capisco cosa cambia rispetto ai servizi di MS, Google, Apple o altri.
A parte la speculazione che scattando qualsiasi foto si usa firefly che è tutta da dimostrare.


Sicuramente è tutta da dimostrare ma il plus di firefly è che oltre alla geolocalizzazione (o a quello che scrivi nelle email) viene inviato materiale audio/video da analizzare.

Da una parte questo aiuta a calibrare meglio la pubblicità e ci eviterà a 20 anni di doversi vedere la pubblicità della polident o dei pannoloni per anziani in favore di qualcosa di più interessante/attinente, dall' altra il solito dubbio di lasciare frame della nostra vita in mano a perfetti sconosciuti.

Quello che un po' inquieta è che non c'è una policy chiara ed esaustiva (vale per tutti) al momento dell' attivazione di smartphone o servizi che elenchi esattamente cosa stiamo passando, è tutto confuso, articolatissimo ed a volte incompleto, tipo che google che ammette (dopo diverse sollecitazioni) che da postini delle loro caselle email si riservano di analizzare bene cosa ci sia scritto dentro...

L' unica soluzione (visto che tutti sono orientati in questo senso) è evitare di avere tutto presso un unico "spione" frammentando un po' la ricostruzione digitale della nostra vita, magari così tra 20 anni saremo ancora un po' più liberi nelle scelte e un po' meno BOT
Bivvoz20 Giugno 2014, 15:50 #6
Originariamente inviato da: (IH)Patriota
Sicuramente è tutta da dimostrare ma il plus di firefly è che oltre alla geolocalizzazione (o a quello che scrivi nelle email) viene inviato materiale audio/video da analizzare.

Da una parte questo aiuta a calibrare meglio la pubblicità e ci eviterà a 20 anni di doversi vedere la pubblicità della polident o dei pannoloni per anziani in favore di qualcosa di più interessante/attinente, dall' altra il solito dubbio di lasciare frame della nostra vita in mano a perfetti sconosciuti.

Quello che un po' inquieta è che non c'è una policy chiara ed esaustiva (vale per tutti) al momento dell' attivazione di smartphone o servizi che elenchi esattamente cosa stiamo passando, è tutto confuso, articolatissimo ed a volte incompleto, tipo che google che ammette (dopo diverse sollecitazioni) che da postini delle loro caselle email si riservano di analizzare bene cosa ci sia scritto dentro...

L' unica soluzione (visto che tutti sono orientati in questo senso) è evitare di avere tutto presso un unico "spione" frammentando un po' la ricostruzione digitale della nostra vita, magari così tra 20 anni saremo ancora un po' più liberi nelle scelte e un po' meno BOT


Ok tutto quello che vuoi, ma perché a nessuno frega una cippa che Google now, siri e cortana facciano la stessa identica cosa?
grana20 Giugno 2014, 19:28 #7
Originariamente inviato da: Bivvoz
Ok tutto quello che vuoi, ma perché a nessuno frega una cippa che Google now, siri e cortana facciano la stessa identica cosa?

Fonti? Non mi pare che il business di Microsoft e Apple sia vendere pubblicità tramite profilazione utente…

Ognuno è libero di vendere i propri dati personali come vuole, ma evitiamo di dire cose che non sono vere.
Bivvoz20 Giugno 2014, 19:43 #8
Originariamente inviato da: grana
Fonti? Non mi pare che il business di Microsoft e Apple sia vendere pubblicità tramite profilazione utente…

Ognuno è libero di vendere i propri dati personali come vuole, ma evitiamo di dire cose che non sono vere.


Ma devo darti io le fonti?
Cercati bing ads in un motore di ricerca.
Apple forse non vende direttamente la pubblicità ma é risaputo che profila di tutto.

Poi magari sforzari 1 minuto a cercare su google prima di accusare gli altri di dire cose non vere.
grana20 Giugno 2014, 19:45 #9
Originariamente inviato da: Bivvoz
Ma devo darti io le fonti?
Cercati bing ads in un motore di ricerca.
Apple forse non vende direttamente la pubblicità ma é risaputo che profila di tutto.


Allora denunciali, visto che non rientra nell'accordo di licenza.

O forse non sei convinto che tutti quanti trattengano tutti questi dati?
grana20 Giugno 2014, 19:49 #10
Originariamente inviato da: Bivvoz
Ma devo darti io le fonti?
Cercati bing ads in un motore di ricerca.
Apple forse non vende direttamente la pubblicità ma é risaputo che profila di tutto.

Poi magari sforzari 1 minuto a cercare su google prima di accusare gli altri di dire cose non vere.


Profilano di tutto? Cos'è tutto? Se vuoi fare informazione devi essere preciso e dire le tue fonti. Non ho detto che Apple e Microsoft non vendono pubblicità, ma che non è il loro business (come lo è per google).

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