Storage organico, una prospettiva futuribile?

Storage organico, una prospettiva futuribile?

Una proteina organica modificata geneticamente potrebbe permettere la realizzazione di dischi ad alta capacità in grado di immagazzinare fino a 50TB di dati

di pubblicata il , alle 11:39 nel canale Storage
 

Il futuro dello storage è nei dischi organici? Sì, almeno secondo il professor Venkatesan Renugoplakrishnan dell'Harvard Medical School di Boston e il team di ricerca del colosso giapponese NEC, che hanno studiato una modalità per immagazzinare fino a 50 Terabyte di dati su un singolo disco del diametro dei normali CD e DVD che prevede l'impiego di una sostanza basata su una particolare proteina.

Si tratta della batteriodopsina, una proteina che si trova nella membrana di archeobatteri che vivono in ambienti paludosi e salmastri, che è in grado di modificare la propria struttura quando colpita da energia in forma di fotoni, ovvero dalla luce. Un batterio come l'Halobacterium salinarium fa uso di questa proteina come fonte d'energia, dal momento che la batteriodopsina trasforma i fotoni accumulati in energia chimica, rilasciandola velocemente e permettendo così le funzioni basilari del batterio. Durante questo processo la struttura della molecola ritorna alla forma originaria.

Il professore dall'impronunciabile cognome ha dovuto modificare geneticamente il batterio in modo tale che la proteina prodotta rilasci molto più lentamente l'energia assorbita, facendo sì che la struttura acquisita dopo l'assorbimento dei fotoni venga mantenuta per molto tempo. In questo modo l'informazione può essere conservata e la proteina diventa adatta per impieghi di storage. La batteriodopsina è inoltre caratterizzata da dimensioni ridottissime, fattore che ne permette l'accorpamento in elevatissime quantità, consentendo quindi la realizzazione di dischi ad elevata capacità.

La batteriodopsina è in grado di assorbire radiazioni al massimo fino a 585 nanometri di lunghezza d'onda, ovvero luce di colore giallo-verde. Nel caso, quindi, questi studi dovessero portare alla realizzazione di un prodotto commerciale, sarà quindi necessaria la realizzazione di unità equipaggiate con un diverso diodo laser rispetto a quelli attualmente impiegati per DVD (650 nanometri di lunghezza d'onda, laser rosso) e Blu-Ray e HD DVD (405 nanometri di lunghezza d'onda, laser blu).

Il gruppo di ricerca stima di poter realizzare un disco USB e di metterlo in commercio nel giro di 12 mesi e un prodotto di storage ottico in una finestra temporale successiva di 6 o 12 mesi.

Fonte: ABC Online

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59 Commenti
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Paganetor14 Luglio 2006, 11:44 #1
toh, un nuovo standard si prospetta all'orizzonte!?
davidon14 Luglio 2006, 11:44 #2

storage organico

io ce l'ho già
è la fossa biologica della casa al mare



se mi sospendono... me lo merito
ciaobye
.Kougaiji.14 Luglio 2006, 11:47 #3
Azzo davvero interessante
Paganetor14 Luglio 2006, 11:47 #4
"Un batterio come l'Halobacterium Salinarium fa uso di questa proteina come fonte d'energia, dal momento che la batteriodopsina trasforma i fotoni accumulati in energia chimica, rilasciandola velocemente e permettendo così le funzioni basilari del batterio. Durante questo processo la struttura della molecola ritorna alla forma originaria."

vale quasi di più la pena vedere se si può utilizzare come alternativa ai pannelli solari....
LinoX-7914 Luglio 2006, 11:50 #5

Modifiche genetiche alle proteine?

Cara redazione...
Le proteine sono molecole, non possono essere modificate geneticamente (in quanto non hanno DNA) casomai possono essere modificate chimicamente.
loveandpeace7414 Luglio 2006, 11:50 #6

Già sentito...

Questa notizia gira da parecchi anni, la prima volta l'ho letta su Focus nel 1997, all'epoca non si parlava di Tb ma si prospettava una cosa del genere, mi sa che devono passare parecchi anni prima che si veda qualcosa...
dema8614 Luglio 2006, 11:51 #7
Originariamente inviato da: Paganetor
"Un batterio come l'Halobacterium Salinarium fa uso di questa proteina come fonte d'energia, dal momento che la batteriodopsina trasforma i fotoni accumulati in energia chimica, rilasciandola velocemente e permettendo così le funzioni basilari del batterio. Durante questo processo la struttura della molecola ritorna alla forma originaria."

vale quasi di più la pena vedere se si può utilizzare come alternativa ai pannelli solari....

Per i pannelli solari stavano provando a costruire celle fotovoltaiche a base di cloroplasti.
mentalrey14 Luglio 2006, 11:51 #8
Sembra quasi di parlare di Startek con le Gelatine Bioneurali.
Il discorso e' interessantissimo, si dal punto di vista di avere
dei batteri di palude O_O che mi fanno da storage, (speriamo che non soffrano di influenza o che la attacchino a noi).
Sia per a capienza che per quella postilla sulla "durata"...
semrerebbe quasi che il "rilascio prolungato" dell'informazione
significhi che avremo storage con scadenza tipo fagioli.
Chiaramente si tratta di ironiche speculazioni da parte mia.
Max Power14 Luglio 2006, 11:52 #9
Originariamente inviato da: davidon
io ce l'ho già
è la fossa biologica della casa al mare



se mi sospendono... me lo merito
ciaobye


Me l'hanno svuotata una settimana fa, era piena che versava

Cmq già anni fa si parlava di utilizzare le sanguisughe come storage biologico.... , non sto scherzando.
mentalrey14 Luglio 2006, 11:54 #10
P.S. non che gli attulai supporti ottici siano meglio...quante persone
hanno perso i dati su DVD scadenti, dopo un annetto dalla registrazione.

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