SanDisk e Seagate, due parole sul mondo dello storage

SanDisk e Seagate, due parole sul mondo dello storage

In occasione del CES, i CEO di SanDisk e Seagate hanno avuto modo di affrontare insieme il discorso relativo al futuro del mondo dello storage

di pubblicata il , alle 10:02 nel canale Storage
SandiskSeagate
 

Come abbiamo avuto modo di riportare nel corso degli ultimi giorni, uno dei trend più chiari delineati dall'appena chiuso CES di Las Vegas è il proliferare, nel corso degli anni a venire, di soluzioni tablet e smartphone sempre più evolute. Le nuove proposte, dal design compatto e fatte per essere portate in giro, sono sviluppate su memoria flash: ecco quindi che ascoltare le opinioni di Seagate e Sandisk, due aziende leader nel segmento storage, risulta particolarmente interessante.

Steve Luczo è il CEO di Seagate, mentre Sanjay Mehrotra è il CEO di SanDisk: per tutti coloro che non lo sapessero, o non se lo ricordassero, la prima società è uno dei più importanti produttori di hard disk tradizionali, la seconda è invece attiva sul mercato delle memorie flash.

Dal punto di vista economico le entrate di Seagate passano quelle di SanDisk. Le ultime capitalizzazioni, che rispecchiano il sentimento della borsa, quotano SanDisk a 12 miliardi di dollari e Seagate a "soli" a 7 miliardi di dollari.

Il motivo di questa differenza è da leggersi nel ruolo chiave che le memorie flash occupano al momento sul mercato. SanDisk, è stata, sin dalla sua iniziale presenza sul mercato dedicata al mercato flash: prima con le chiavette USB, poi si è specializzata nella commercializzazione di chip per i dispositivi multimediali e per gli smartphone. Porprio questi ultimi, secondo le parole di Mehrotra, rappresentano il cuore del mercato di SanDisk oggi.

L'innovazione sul mercato delle memorie flash è in piena attività, i processi per miniaturizzare continuamente i chip di memoria continuano a fare passi in avanti e, proprio in occasione del CES di Las Vegas, SanDisk ha presentato un nuovo prodotto capace di di garantire 128GB di capienza in uno spazio estremamente compatto.

D'altro canto gli hard disk continuano a giocare un ruolo chiave, merito soprattutto dalla continua diffusione sul mercato di periferiche che generano contenuti multimediali sempre più di qualità, che necessitano giocoforza di ampi spazi di storage. Nonostante la maggior parte di soluzioni tablet siano state sviluppate con memoria flash, inoltre, alcuni modelli, fanno impiego di soluzioni hard disk tradizionali, ha affermato Luczo.

Seagate al CES ha mostrato un nuovo disco da 320GB che ha uno spessore di soli 9 millimetri, che rappresenta una unità particolarmente interessante per i dispositivi portatili. Tutti coloro che comprano le soluzioni tablet, ha continuato Luczo, sono tipicamente anche possessori di notebook e utilizzano gli hard disk tradizionali per salvare buona parte dei loro dati.

Al momento le previsioni su prodotti con tecnologia tradizionale vedono una linea di sviluppo di almeno 10 anni, riporta il CEO di Seagate. Secondo Luczo, la stessa cosa non può essere detta per la tecnologia NAND flash che si troverà ad affrontari seri problemi conseguenti alla miniaturizzazione dei chip.

La risposta di Mehrotra arriva e non si fa attendere "fino a pochi anni fa nessino credeva che la memoria NAND sarebbe stata in grado di arrivare alla generazione 2X, il prossimo anno sarà determinante per i 24 nanometri".

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2 Commenti
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Paganetor11 Gennaio 2011, 10:08 #1
le vedo ancora molto distanti come soluzioni, con poche sovrapposizioni: capienti, economici e delicati i dischi tradizionali, veloci, relativamente costosi e resistenti i supporti basati su memorie flash.

secondo me per i prossimi 4-5 anni ci sarà ampio spazio per entrambe le tecnologie. Oltre non so
kliffoth11 Gennaio 2011, 15:10 #2
Io ancora mi fido degli HD tradizionali.

non sono un esperto ma recentemente ho cercato informazioni dovendo mettere una nuova unità nel portatile.
Il nocciolo per me era la durata.
Alcuni articoli dicono che gli SSD sono ormai più affidabili dei dischi tradizionali, ma pare che senza switch in memoria in realtà non vadano lontano nel tempo.
Poi le performance degli SSD sono ancora fortemente dipendenti dal controller.

...Sinceramente ho preso un WD Skorpio Black e sono felice.

Penso che nei prossimi anni la situazione volgerà definitivamente a favore degli SSD, ma non mi sembrano ancora maturi (da più parti ad esempio si legge di problemi in raid...)

Forse il vero problema è nel file system odierno, che è stato pensato tenendo a mente la logica di un HD meccanico, e in fondo il TRIM altro non fa che mettere una pezza ad un problema di file system

Il tutto "a mio avviso" e da ignorante della materia

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