SpaceX compra piattaforme petrolifere per lanciare Starship dal mare?
Elon Musk, attraverso SpaceX, avrebbe acquistato due piattaforme petrolifere per trasformarle in piattaforme di lancio per i suoi razzi Starship come annunciato qualche tempo fa. Cosa ci aspetta per il futuro?
di Mattia Speroni pubblicata il 19 Gennaio 2021, alle 14:21 nel canale Scienza e tecnologiaSpaceX
Continuano gli interessanti sviluppi nella zona di Boca Chica (in Texas). SpaceX infatti potrebbe aver acquistato nel corso degli scorsi mesi due piattaforme petrolifere da una società in fallimento per la realizzazione di piattaforme di lancio per il lancio di Starship (nella configurazione Super Heavy e Starship).

Non è così strano che SpaceX abbia fatto questa mossa (non ancora confermata ufficialmente). A Giugno 2020 lo stesso Elon Musk aveva scritto su Twitter dell'idea della costruzione di piattaforme per il lancio dei suoi razzi inoltre, nei vecchi render risalenti a circa due anni fa si notavano già degli spazioporti situati su piattaforme galleggianti.
Dal petrolio allo Spazio grazie a SpaceX
Come scritto sopra, manca ancora l'ufficialità ma ci sono diversi indizi raccolti dalle persone che stanno raccontando l'impresa di Elon Musk in Texas. Per esempio le due piattaforme hanno nome in codice di Deimos e Phobos che sono "stranamente" anche i due satelliti naturali di Marte.

Una delle due piattaforme petrolifere chiamata Deimos (foto di Jack Beyer)
Certo, trovare piattaforme petrolifere nelle zone del Texas non è effettivamente così strano, ma che l'acquisizione sia fatta dalla società Lone Star Mineral Development, facente capo a Bret Johnsen che a sua volta è CFO e Presidente del gruppo strategico di acquisizioni in SpaceX è decisamente interessante.
Attualmente i lavori su Super Heavy sono in una fase ancora iniziale anche se dovremmo vedere il primo lancio di prova (salto) entro la fine del 2021. Nella zona dei pad sta sorgendo la base di supporto per il lancio simile, ma non uguale, a quella che si può vedere ai piedi di Starship.

Una delle due piattaforme ripresa dal mare nella zona di Boca Chica (foto di SPadre)
Le piattaforme petrolifere attualmente sembrano ancora quasi intatte anche se i lavori potrebbero procedere a ritmo spedito, in base a quali saranno effettivamente i piani di Elon Musk. Ci vorranno probabilmente dei mesi prima di vedere una trasformazione consistente e nel mentre ci sarà spazio per i test di Starship con i vari salti ad altezze sempre maggiori.
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6 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoanche la beffa!
Altro fattore da non sottovalutare: se pensa anche al turismo spaziale o a voli suborbitali per ricconi che non vogliono sprecare una giornata intera per viaggiare da un capo all'altro del mondo, in questo modo può piazzare pad di lancio ed atterraggio fuori dalle acque territoriali ed al limite dalle ZEE (Zone Economiche Esclusive) pagando tasse solo alla nazione dove è registrata la piattaforma.
anche la beffa!
non serve più il petrolio???
era una battuta, certo che serve e servirà ancora per molte applicazioni.
anche se le compagnie petrolifere hanno stimato una durata di estrazione rimanente tra i 40 e gli 80 anni
con una specie di grande campana sotto il razzo che sta per partire, cercando il momento propizio del risalimento di questi gas, la piattaforma affonderà ma il gas in emersione, acceso in maniera (per quantità e tempi) ancora da studiare, potrebbe dare un boost supplementare non indifferente al razzo che si starà alzando, la tempistica di accensione motori oltre alle potenze in atto, sono importanti... risparmiando parte del combubbstibile a bordo del razzo per spinte più avanti nella traiettoria,
in questo modo si risolverebbe anche il problema estrazione del predetto gas metano.
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