Sean Duffy (amministratore ad interim della NASA) indica le direttive dell'agenzia spaziale per la conquista della Luna
Sean Duffy (amministratore ad interim della NASA) ha scritto un lungo editoriale su Fox News dove indica le direttive dell'agenzia spaziale statunitense per la conquista della Luna battendo la Cina e per supportare l'esplorazione in LEO.
di Mattia Speroni pubblicata il 17 Settembre 2025, alle 20:16 nel canale Scienza e tecnologiaNASAArtemisCNSA
Nelle scorse settimane il tema della sfida alla Luna tra Cina e USA è stata al centro dell'attenzione mediatica per via di alcuni eventi, come un'udienza del Congresso statunitense ma anche per i test svolti dalla CNSA per il programma lunare con equipaggio cinese e per alcune dichiarazioni da parte di diversi esponenti, tra i quali Sean Duffy, amministratore ad interim della NASA.

Duffy è tornato ancora sull'argomento con un editoriale pubblicato sul sito Fox News (emittente televisiva con la quale ha collaborato per la parte economica). Nel lungo testo si legge di come gli Stati Uniti temano che la Cina possa riuscire a superarli per quanto riguarda l'esplorazione umana dello Spazio e per questo dovrebbero essere messe in atto alcune azioni volte a migliorare l'efficienza dell'agenzia spaziale statunitense.
Sean Duffy e le priorità della NASA per la Luna
L'amministratore ad interim ha fatto esternazioni molto pesanti scrivendo come "oggi la NASA si trova alla deriva. Mentre la NASA ha realizzato diversi successi nell'era moderna, come la più lunga presenza umana continuativa in orbita terrestre bassa e l'invio di più rover e lander su Marte, l'esplorazione umana dello Spazio profondo è rimasta stagnante per decenni. Nessun astronauta americano si è avventurato oltre l'orbita terrestre bassa dal 1972".

Sean Duffy indica tra le problematiche che affliggerebbero l'agenzia spaziale statunitense la gestione di programmi costosi e in ritardo, troppa burocrazia e la distrazione nel seguire agende non correlate all'esplorazione spaziale. Per questo si sta puntando a ridurre i programmi scientifici della NASA, riducendo il budget complessivo e cancellando o terminando alcune missioni, mentre ci sarebbero maggiori investimenti (pari a circa 1 miliardo di dollari) per il programma Artemis e più in generale per l'esplorazione umana dello Spazio.
L'obiettivo sarebbe quello di riportare l'essere umano (statunitense) sulla Luna prima della fine del mandato di Donald Trump, battendo al contempo la Cina. A differenza del programma Apollo, il programma Artemis guarda a una presenza stabile sulla Luna puntando anche verso lo sbarco su Marte nei prossimi anni. Il dirigente ha sottolineato anche come questo sarà possibile tagliando gli sprechi e focalizzandosi su questi obiettivi (lanciando una "frecciata" ad altri politici a Washington accusati di "aver distorto la verità").
Ci sono poi due direttive che dovranno essere rispettate per avere una permanenza duratura sulla Luna da parte degli USA e della NASA. La prima direttiva riguarda la capacità di produrre energia attraverso la fissione nucleare inviando reattori sulla Luna così da avere energia a sufficienza indipendentemente dalla presenza del Sole. L'idea non è nuova ma non è mai stata concretizzata. Ora l'amministrazione sembra intenzionata a portare a termine il progetto.

La seconda direttiva invece punta ad accelerare l'adozione delle stazioni spaziali commerciali (Axiom Station, Haven-1, Haven-2, Orbital Reef, etc.) che sostituiranno la ISS dal 2031 in poi. Per questo saranno stanziati fondi a supporto dell'industria privata così da accelerare lo sviluppo ed evitare che le uniche stazioni spaziali in orbita bassa siano Tiangong (Cina) e ROS (Russia).
Sempre all'interno dell'editoriale si può leggere come "la posta in gioco non poteva essere più alta. Per la prima volta dalla Guerra Fredda, gli Stati Uniti affrontano un formidabile rivale nello Spazio. La Cina sta portando avanti i piani per una base lunare. Se gli Stati Uniti esitano, Pechino potrebbe compiere ciò che molti chiamano il piano di rilievo con implicazioni di vasta portata per la sicurezza e la leadership globale. L’America non può permettere di lasciare che ciò accada".
Sempre Duffy indica tra gli sprechi sia il razzo spaziale NASA SLS che la missione Mars Sample Return. Il primo probabilmente volerà ancora per un certo periodo (quantomeno fino ad Artemis III, ma grazie al supporto di alcuni senatori repubblicani potrebbe arrivare anche ad Artemis V) mentre per Mars Sample Return è sempre più vicina la cancellazione. Nulla è ancora stabilito e il Congresso dovrà votare la proposta di budget della NASA e solo a quel punto si potrà capire la direzione che prenderà l'agenzia.









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1 Commenti
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peccato che senza il Mars Sample Return non conosceremo mai la natura del campione.
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