L'Ufficio dell'Ispettore Generale ha analizzato i lander lunari di SpaceX e Blue Origin del programma Artemis: diverse le criticità
Il contenimento della spesa per lo sviluppo dei lander lunari di SpaceX e Blue Origin destinati al programma Apollo sarebbe solo uno degli aspetti positivi. L'OIG avrebbe però rilevato diverse criticità e tempistiche incerte.
di Mattia Speroni pubblicata il 12 Marzo 2026, alle 18:49 nel canale Scienza e tecnologiaNASAArtemisBlue OriginSpaceX
La NASA sta cercando di rispettare le ultime tempistiche annunciate per il lancio della missione Artemis II attualmente fissata per l'inizio di aprile. Nel frattempo l'amministratore dell'agenzia, Jared Isaacman, ha apportato alcune modifiche sostanziali a come si svolgeranno le missioni, con l'allunaggio che è stato spostato dalla terza alla quarta missione, con Artemis III che sarà destinata a rimanere in orbita bassa terrestre per provare le tecnologie legate ai lander lunari per le missioni con equipaggio di SpaceX (Starship) e Blue Origin (Blue Moon MK2).
NASA has partnered with SpaceX and Blue Origin to develop lunar landers for Artemis missions. Our new audit examined the Agency’s management of these contracts and made recommendations to improve government spending and enhance crew safety and survival: https://t.co/PqkKRAzDV0 pic.twitter.com/GLQy8RKm1O
— NASA Office of Inspector General (@NASAOIG) March 10, 2026
Proprio lo sviluppo dei due lander lunari del programma è finito sotto la lente dell'Ufficio dell'Ispettore Generale (OIG) che ne ha esaminato progressi ma anche le criticità emerse per comprendere la fattibilità e le tempistiche, oltre alla sicurezza complessiva. Una delle buone notizie è che, grazie all'utilizzo di contratti a prezzo fisso, c'è stato un contenimento della spesa. Di contro le tempistiche sembrerebbero non essere state rispettate e questo metterebbe a rischio la sfida con la Cina, che potrebbe arrivare prima in questa nuova "corsa alla Luna". Questo è quello che sappiamo.
L'Ufficio dell'Ispettore Generale e i lander di Artemis
Iniziando da SpaceX con la versione modificata di Starship, l'OIG ha evidenziato, come già noto, che saranno necessari oltre 10 voli delle versioni tanker per permettere il rifornimento del lander lunare in orbita bassa terrestre. La società ha dichiarato di poter riuscire a lanciare un tanker ogni 6 giorni mentre Starship potrà "attendere" la navicella Orion (lanciata da NASA SLS) in NRHO (orbita halo quasi rettilinea) per circa 100 giorni prima di proseguire per la Luna.

La NASA ha dichiarato in passato che chiederà a SpaceX una missione senza equipaggio per dimostrare le capacità di allunaggio del grande lander (molto più grande di quello delle missioni Apollo). Secondo l'OIG però il programma non sta proseguendo con le tempistiche attese e non sarà pronto per il 2027, quando dovrebbe svolgersi la prova in LEO, inoltre il trasferimento di propellente tra due Starship è stato posticipato di oltre 12 mesi rispetto alle attese e non è mai stato dimostrato. I fallimenti mostrati durante lo sviluppo (in particolare con la seconda versione) sono un'altra fonte di preoccupazione.

Nel documento si legge anche di un "attrito" tra NASA e SpaceX a causa del requisito richiesto dalla prima della possibilità di avere una manovrabilità manuale completa che non sarebbe stata ancora soddisfatta. Viene ricordato inoltre che Starship è molto alta (circa 52 metri) e quindi potrebbe essere a rischio inclinamento eccessivo e ribaltamento sulla superficie lunare che è sconnessa e ricca di crateri.

La struttura del lander lunare di SpaceX inoltre prevede la cabina di pilotaggio, l'ambiente dell'equipaggio e l'airlock sulla sommità raggiungibile tramite un ascensore/montacarichi esterno. Se questo dovesse avere un problema grave l'equipaggio si troverebbe bloccato sulla superficie senza possibilità di rientrare a bordo.
Per quanto riguarda invece Blue Origin Blue Moon MK2, l'OIG ha indicato tra le criticità un'architettura complessa che prevede un veicolo per il trasporto e uno per il rifornimento oltre al lander lunare stesso. Questo modello utilizza poi idrogeno e ossigeno liquidi, con il primo che è particolarmente ostico da gestire.

La strategia di Blue Origin sarebbe quella di far allunare due lander lunari Blue Moon MK1 (versione cargo) prima di un lander MK2 (versione equipaggio) senza astronauti a bordo così da dimostrare che le tecnologie sono rodate e sicure. Anche in questo caso l'OIG sottolinea i ritardi nello sviluppo, con la Critical Design Review (CDR) posticipata di 8 mesi, con un ritardo previsto di 11 mesi.
Allo stato attuale la dimostrazione della missione senza equipaggio è prevista non prima di Febbraio 2029. La NASA vorrebbe invece allunare nel 2028 (Artemis IV) per cercare di battere la Cina che potrebbe farlo tra il 2029 e il 2030. Come SpaceX, anche Blue Origin non ha dimostrato la capacità di trasferimento del propellente criogenico in microgravità né la sua conservazione su lunghi periodi di tempo, soprattutto con l'idrogeno che è più complesso da gestire.
Viene anche sottolineato che il lander lunare Blue Origin potrebbe non essere compatibile nativamente con le tute spaziali sviluppate da Axiom Space mentre l'airlock potrebbe dover subire delle modifiche. Il controllo manuale di questo modello non sarebbe ancora stato definito chiaramente.
Durante le prove senza equipaggio di entrambi i lander lunari di Artemis non sono attualmente previsti i test di sottosistemi come ECLSS (supporto vitale), airlock e sistema di discesa sulla superficie lunare. Proprio a causa della natura dei test la massa dei due lander potrebbe non essere rappresentativa.

Come scritto in altre occasioni, la NASA ha aumentato anche gli standard di sicurezza richiesti e le probabilità di successo. Per esempio per Artemis viene riportato come l'agenzia abbia calcolato una soglia di perdita dell'equipaggio di 1 su 40 per le operazioni lunari e di 1 su 30 per le per Artemis III e Artemis IV. A titolo di confronto il programma Space Shuttle era pensato per una soglia di 1 su 100, ma venne poi determinato che i primi voli avevano in realtà una soglia di 1 su 10. Durante il programma Apollo invece il rischio di perdita dell'equipaggio era di 1 su 10. Un ulteriore confronto indica come la soglia per il programma commerciale con equipaggio per la Stazione Spaziale Internazionale abbia una soglia di 1 su 500 per l'ascesa e il docking e di 1 su 200 se si considera una permanenza di circa 210 giorni.
L'OIG indica come la NASA attualmente non abbia sviluppato capacità di recupero di un equipaggio che abbia riscontrato problemi durante le missioni del programma Artemis (dalla III alla V). Queste valutazioni potrebbero cambiare nei prossimi mesi grazie ai progressi delle due società, ma sono un "campanello d'allarme" preoccupante per la supremazia spaziale statunitense.










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