Open source e uffici pubblici
Anche in Italia si inizia a parlare dell'introduzione di software open source nella pubblica amministarzione
di Fabio Boneschi pubblicata il 11 Marzo 2002, alle 11:34 nel canale Programmi
Anche in Italia si inizia a parlare dell'introduzione di software libero o con licenza open source nelle istituzioni pubbliche.
Tralasciando motivazioni "filosofiche", le ragioni di questa nuova sensibilità sono ormai arcinote: prodotti quali Windows e Office, essendo i più diffusi sul mercato, sono anche i più vulnerabili ed esposti al rischio virus. Questa caratteristica non è certo "ideale" per l' installazione di sistemi votati alla custodia di informazioni riservate e coperte dalla normativa sulla privacy.
Al discorso "sicurezza" segue il problema costo delle licenze e assistenza.
Soluzioni Open Source, oltre ad essere più economiche e per certi versi più supportate dall'assistenza, garantirebbero un maggior rispetto degli standard (senza ricorrere all'utilizzo di formati proprietari..) e di conseguenza garantirebbero un più semplice scambio e condivisione di file tra le varie strutture.
Purtroppo resta il problema di fondo relativo alla radicalità con cui i prodotti rilasciati con licenza commerciale sono utilizzati e conosciuti (pensiamo a quanto siano diffusi Windows e Office in tutti gli uffici pubblici!). Ai dipendenti della pubblica amministrazione sarebbe richiesto indubbiamente un certo sforzo per "ri-imparare" un nuovo pacchetto software.
Fonte: Punto Informatico
Tralasciando motivazioni "filosofiche", le ragioni di questa nuova sensibilità sono ormai arcinote: prodotti quali Windows e Office, essendo i più diffusi sul mercato, sono anche i più vulnerabili ed esposti al rischio virus. Questa caratteristica non è certo "ideale" per l' installazione di sistemi votati alla custodia di informazioni riservate e coperte dalla normativa sulla privacy.
Al discorso "sicurezza" segue il problema costo delle licenze e assistenza.
Soluzioni Open Source, oltre ad essere più economiche e per certi versi più supportate dall'assistenza, garantirebbero un maggior rispetto degli standard (senza ricorrere all'utilizzo di formati proprietari..) e di conseguenza garantirebbero un più semplice scambio e condivisione di file tra le varie strutture.
Purtroppo resta il problema di fondo relativo alla radicalità con cui i prodotti rilasciati con licenza commerciale sono utilizzati e conosciuti (pensiamo a quanto siano diffusi Windows e Office in tutti gli uffici pubblici!). Ai dipendenti della pubblica amministrazione sarebbe richiesto indubbiamente un certo sforzo per "ri-imparare" un nuovo pacchetto software.
Fonte: Punto Informatico










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