Qualcomm Snapdragon X2 Elite: l'architettura del SoC per i notebook del 2026
In occasione del proprio Architecture Deep Dive 2025 Qualcomm ha mostrato in dettaglio l'architettura della propria prossima generazione di SoC destinati ai notebook Windows for ARM di prossima generazione. Snapdragon X2 Elite si candida, con sistemi in commercio nella prima metà del 2026, a portare nuove soluzioni nel mondo dei notebook sottili con grande autonomia
di Paolo Corsini pubblicato il 19 Novembre 2025 nel canale PortatiliQualcommSnapdragonWindowsARMnotebook consumer
Sono trascorse alcune settimane dallo Snapdragon Summit 2025, evento durante il quale Qualcomm ha annunciato la nuova generazione di SoC per i notebook Windows on ARM. Parliamo di Snapdragon X2 Elite, una famiglia di prodotti che punta ad elevare ulteriormente il livello prestazionale ottenibile con questa tipologia di sistemi notebook sottili e al contempo mantenere la tradizione di lunga autonomia lontano dalla presa di corrente.
Se allo Snapdragon Summit Qualcomm aveva anticipato alcune delle caratteristiche tecniche di questi prodotti, è stato nei giorni scorsi in occasione dell'Architecture Deep Dive 2025 che l'azienda ha fornito molti più dettagli su questi prodotti. L'evento, tenutosi a San Diego, ci ha permesso anche di visitare alcuni degli uffici dell'azienda assistendo a diverse demo e incontrando molte delle persone direttamente responsabili di questo progetto.

E' ipotizzabile che durante il CES 2026 di Las Vegas, a inizio gennaio, tanto Qualcomm come i partner produttori di notebook mostreranno prodotti in funzione. Il debutto commerciale è stato per il momento indicato nella prima metà del 2026: sarà forse nelle prossime settimane che questo arco di tempo verrà maggiormente definito dall'azienda, allineandosi con la disponibilità sugli scaffali dei primi modelli.
La piattaforma Snapdragon X2 Elite
Parlare di Snapdragon Elite X2 presuppone analizzarne la piattaforma nel suo complesso. Questo chip integra infatti al proprio interno diversi componenti, a partire da due differenti tipologie di cluster core passando per la GPU Adreno sino all'NPU Hexagon. Come vedremo nelle differenti versoni di chip cambiano alcune componenti interne legate soprattutto alla parte CPU, ma è anche all'esterno che Qualcomm ha introdotto alcuni elementi unici tra le varie varianti.

Il controller memoria è integrato all'interno del die ma in Snapdragon X2 Elite Extreme, la versione top di gamma, la memoria LPDDR5x è integrata direttamente nel package del SoC nel numero di 3 chip. Questo permette di avere un'architettura del controller memoria da 192bit di ampiezza, con una bandwidth massima teorica che tocca il valore di 228 GB/secondo quando si utilizzano chip a 9523 MT/s.

Per le altre versioni di chip la memoria è quella tradizionale montata su scheda madre, in questo caso collegata con un bus da 128bit di ampiezza e quindi capace di valori di bandwidth massimi teorici che son più ridotti del 33%. Spetterà ai vari partner produttori di notebook scegliere quanta memoria abbinare a questo SoC, con il massimo di 128GB di memoria che possono essere indirizzati.

Al centro del SoC troviamo una memoria cache Last Level da 9MB di capacità, capace di offrire una bandwidth superiore del 70% rispetto al SoC di precedente generazione. Questa memoria è condivisa dinamicamente tra i vari componenti del SoC, a seconda delle specifiche necessità del momento.
Il SoC Snapdragon X2 Elite è collegato, a livello di piattaforma, ad altri componenti Qualcomm a partire dal nuovo modem-RF 5G Snapdragon X75, in grado di toccare velocità di 10 Gbps in download e di 3,5 Gbps in upload quale picco. Qualcomm FastConnect 7800 è la soluizione WiFi 7 abbinata, in grado di gestire velocità di picco sino a 5,8 Gbps oppure in alternativa sino a 4,3 Gbps quando la banda a 6GHz non è disponibile.

Saranno i vari partner produttori di notebook a scegliere quali e quante porte I/O saranno integrate nei propri prodotti, ma la flessibilità di Snapdragon X2 Elite da questo punto di vista è elevata:
- supporto a 3 USB-C 40 Gbps;
- supporto a 12 linee PCIe 5.0 e 4 linee PCIe 4.0;
- gestione di due SSD NVMe via collegamento PCIe 5.0, oltre a UFS 4.0;
- supporto a schede memoria SDUC con SD Express e a SDXC con UHS-I.
Parlando di sicurezza, la piattaforma implementa supporto alla tecnologia Snapdragon Guardian, che permette di gestire il PC da remoto non solo da Wi-Fi ma anche da rete dati cellulare (accensione, blocco, gestione remota e troubleshooting). Questo si abbina alla tecnologia Microsoft Pluton, oltre al Qualcomm Secure Processing Unit integrato: è evidente come questo approccio strizzi l'occhio non solo all'utenza consumer ma anche a quella commercial, presso la quale del resto le precedenti generazioni di piattaforme Qualcomm avevano registrato una certa diffusione.
Alcuni componenti del SoC sono pensati per gestire una logica di funzionamento "always on", così da gestire servizi essenziali quando il dispositivo è in sospensione o in uno degli sleep states. Questo approccio non solo permette di limitare i consumi ma fornisce anche un rapido riavvio del sistema quando richiesto. Un esempio di componente interno always on è il Sensing Hub: anche questo componente è sempre attivo, pronto a catturare informazioni provenienti da componenti quali sensori, videocamera, microfono oppure dalla rete Wi-Fi o dalle connessioni Bluetooth.
La componente audio implementa supporto simultaneo a un massimo di 8 microfoni e 8 altoparlanti, in base a quanto implementato dallo specifico produttore nei propri notebook. Il Sensing HUB gestisce gli input provenienti dalla fotocamera, governando il wake & lock automatico, l'adaptive dimming dello schermo e lonlocker detection. Sono tutte funzionalità che migliorano l'esperienza d'uso del notebook, gestendo al meglio la privacy dell'utente.

Nel SoC troviamo Spectra, un ISP a 18bit che può gestire due videocamere da 36MP @ 30fps contemporaneamente e che proviene dalla tradizione di Qualcomm nel mondo dei SoC per smartphone. Supporta inoltre 2 sensori RGB e due sensori IR contemporaneamente. La VPU Adreno gestisce il processamento dei flussi video: può eseguire encode a 8K UHD a 30fps, oppure un decode Dual Stream 8K a 30fps. La VPU è inoltre in grado di eseguire contemporaneamente l'encode di un flusso video 8K 30 fps e il decode di un secondo flusso sempre 8k a 60 fps.
La DPU Adreno, Display Processing Unit, permette ai produttori di notebook di configurare sino a 4 flussi video 4K a 144Hz di refresh, o in alternativa 4 flussi video a risoluzione 5K con refresh di 60Hz. Da menzionare anche il supporto Quick Charge 5+, grazie al quale i notebook Snapdragon X2 Elite potranno essere caricati con una potenza massima di 140 Watt mantenendo la temperatura dell'alimentatore su valori contenuti anche grazie ai sistemi avanzati di protezione per tensione e corrente.
Qualcomm ha rimarcato come l'intera piattaforma sia un design scale up e scale down: è quindi possibile sviluppare versioni del SoC Snapdragon X2 Elite più potenti o più semplici a seconda delle specifiche necessità del mercato che dovessero presentarsi.

Molto interessante questo grafico fornito dall'azienda che mostra come Snapdragon X2 Elite sia un SoC pensato per operare al massimo delle sue potenzialità tanto quando alimentato da rete elettrica come da batteria. Tra le due modalità di funzionamento non ci sono di fatto tangibii differenze a livello prestazionale, cosa che non sempre accade con i notebook in commercio.
La CPU Oryon
Cuore di Snapdragon X2 Elite è la componente CPU, basata su architettura Oryon di terza generazione. Qualcomm ha scelto di implementare in questa nuova famiglia di prodotti 3 diverse versioni di SoC, che si distinguono tra di loro principalmente per l'architettura della componente CPU:
- Snapdragon X2 Elite Extreme: SOC con 18 core e memoria embeddata a livello di package. Nome identificativo X2E-96-100.
- Snapdragon X2 Elite: SOC con 18 core e memoria montata sulla scheda madre. Nome identificativo X2E-88-100.
- Snapdragon X2 Elite: SOC con 12 core e memoria montata sulla scheda madre. Nome identificativo X2E-84-100.

La componente CPU Oryon vede al proprio interno la presenza di 2 differenti tipologie di cluster indicati con il nome di Prime e Performance. Se per tutte il numero di core integrato è lo stesso, pari a 6, cambiano la tipologia e quindi le prestazioni velocistiche.
Il cluster Prime è quello più potente: all'interno di ciascuno dei due trovano posto 6 core identici, 16MB di cache L2 fully coherent unitamente al nuovo Qualcomm Matrix Engine. Rispetto ai core Oryon di precedente generazione Qualcomm ha implementato varie migliorie in termini di Branch Prediction, Load-Store e Prefetching ottimizzando altre componenti interne dell'architettura. Più in generale il lavoro portato avanti da Qualcomm è andato nella direzione di rendere questi core più ampi e veloci, fornendo maggiori risorse e intervenendo sulla frequenza di clock così da incrementarla il più possibile.
Ogni core Prime opera ad una frequenza massima che può essere pari a 5GHz, nel momento in cui uno solo dei core del cluster è sfruttato al 100%. Quando i core utilizzati al 100% diventano due la frequenza di clock scende a 4,8GHz, passando a 4,47GHz quando sono 3 i core attivi e scendendo sino a 4,45GHz quando i core occupati per cluster sono 4, 5 oppure tutti e 6.

A questo risultato in termini di frequenza di clock si è arrivati beneficiando del processo produttivo N3x di TSMC, specifico per le alte prestazioni. Qualcomm non ha fornito indicazioni sulla dimensione del die di Snapdragon X2 Elite, indicando solo che al suo interno trovano posto oltre 31 miliardi di transistor.
Il performance cluster integra al suo interno 6 core identici tra di loro, abbinati ad una cache L2 da 12 Mbytes con una frequenza di clock che come abbiamo detto è pari a 3,6GHz. E' stato pensato per offrire migliore efficienza enegetica, soprattutto con riferimento a scenari d'uso con consumi inferiori a 2 Watt. L'architettura out of order dei core Performance è simile a quella dei core Prime ma con meno execution pipes e un'ampiezza inferiore, meno windows out of order execution, cache più contenute e dimensioni inferiori delle TLB.

Una delle novità di Snapdragon X2 Elite è l'integrazione di un Matrix Engine in ciascuno dei cluster, componente che per la prima volta è stato integrato in un SoC Qualcomm per il mondo dei PC.
In una delle demo alle quali abbiamo assistito è stato possibile monitorare il consumo di picco dei 3 differenti core di un sistema Snapdragon X2 Elite Extreme di tipo uncontrained, quindi senza limitazioni in termini di consumo massimo. Utilizzando il benchmark Cinebench MT abbiamo registrato un consumo, al 100% di utilizzazione delle risorse, pari a circa 28 Watt per ciascuno dei core Prime e di poco meno di 7 Watt per quello Performance. Per i primi frequenza di clock stabile a 4,45GHz per tutti i core, mentre per il secondo il valore di picco mantenuto stabilmente è stato di 3,6GHz.
Questi dati si riferiscono ad un notebook reference sviluppato da Qualcomm e non destinato alla commercializzazione. Vedremo che livelli di consumo e prestazioni saranno resi accessibili dalle specifiche implementazioni sviluppate dai partner OEM con i propri modelli destinati al mercato.

Sul piano prestazionale, i nuovi core Prime Oryon permettono di ottenere un incremento delle prestazioni velocistiche sino al 39% rispetto ai modelli di precedente generazione allo stesso livello di potenza, con uno scenario di elaborazione single threaded come quello del benchmark Geekbench 6,5. Alternativamente, il nuovo core Prime in single threaded raggiunge lo stesso livello prestazionale del modello di precedente generazione con un consumo inferiore del 43%.
GPU Adreno: sempre più frames al secondo
Adreno è il nome con il quale Qualcomm identifica da sempre le GPU contenute all'interno delle proprie architetture SoC. Quanto implementato in Snapdragon X2 Elite, indicato con il nome di Adreno X2, rappresenta un netto balzo in avanti rispetto alla precedente generazione. L'azienda infatti dichiara un incremento sino a 2,3x della velocità del chip, con un miglioramento dell'efficienza complessiva del 125%: a parità di potenza Adreno X2 riesce ad essere sino al 70% più veloce della GPU Adreno X1 di precedente generazione.

L'architettura della GPU Adreno X2 vede la presenza di quelli che l'azienda chiama slice, in numero pari a 4: si tratta di unità di elaborazione complete e indipendenti, che condividono tra di loro il command processor e che includono al proprio interno tutto quello che è necessario alla pipeline grafica per operare. La frequenza di clock della GPU è di 1,85GHz quale massimo, al pari di quanto visto per la componente CPU Oryon anche in questo caso con un netto balzo in avanti rispetto alla precedente generazione.

Qualcomm ha fornito alcune indicazioni prestazionali della nuova GPU Adreno X2, differenziando i dati tra SoC Snapdragon X2 Elite Extreme con bus memoria a 192bit e quello Snapdragon X2 Elite con bus a 128bit. Nel confronto con il chip di precedente generazione il margine di vantaggio è netto, con la soluzione Extreme che sfrutta il bus memoria più ampio in quei giochi che sono maggiormente dipendenti dalla bandwidth della memoria di sistema.

Introducendo nel confronto le soluzioni concorrenti x86 top di gamma di Intel e AMD, almeno per quanto riguarda la componente GPU integrata, il SoC Snapdragon X2 Elite Extreme si comporta molto bene riuscendo a far registrare frames al secondo medi superiori in media del 50% rispetto alla proposta Intel Core Ultra series 2 e del 29% prendendo quale riferimento la proposta AMD Ryzen AI 9.

La GPU Adreno X2 integra supporto hardware al ray tracing, grazie alla presenza di 16 unità dedicate: questo permette di supportare questa tecnica sia nei giochi di attuale generazione, come con quelli che arriveranno in commercio. Il chip ha supporto Microsoft DXR 1.1 oltre a quello alle Vulkan Ray Pipeline; per quanto riguarda il rendering tradizionale troviamo invece supporto a DirectX 12.2 Ultimate e Shader Model 6.8 Feature.

Qualcomm ha integrato per la prima volta nella GPU Adreno X2 la Adreno High Performance Memory, una memoria SRAM da 21MB di capacità divisa in 4 slice da 5,25MB ciascuna. Mette a disposizione una bandwidth sino a 4TB/s per gli shader processore permette di ridurre gli spostamenti di dati tra le differenti unità, migliorando il rapporto tra prestazioni e consumo e in questo modo offrendo una positiva ricaduta sull'efficienza complessiva.

Qualcomm metterà a disposizione dei propri clienti anche uno Snapdragon Control Panel assieme ai nuovi SoC, compatibile anche con le architetture di precedente generazione, oltre a fornire un aggiornamento dei driver a cadenza mensile nel prossimo futuro così da poter garantire un supporto immediato nel momento del rilascio di nuovi titoli.
AI: sempre più potenza con la NPU Hexagon
In Snapdragon X2 Elite non manca della logica dedicata all'intelligenza artificiale: l'NPU Hexagon di nuova generazione è in grado di offrire una potenza di calcolo sino a 80 TOPS, in incremento del 78% rispetto a quanto implementato nella precedente generazione di SoC.

Qualcomm ha implementato nella nuova NPU Hexagon il doppio di master ports per incrementare la bandwidth della memoria, la capacità di indirizzare DMA a 64bit e il processamento di 12 threads in parallelo. Questo ha permesso di ottenere un incremento del 143% in termini di throughput scalar e del 127% quando a bandwidth del bus. La parte di vector processing vede la presenza di 8 engine paralleli, ai quali è stato integrato il supporto ai formati FP8 e BF16: questo ha permesso di ottenere un incremento del throughpt vector del +143% speculare a quello scalar.
In termini di matrix processing altre innovazioni implementate nella NPU Hexagon hanno permesso di incrementare il throughput del 78% rispetto alla soluzione di precedente generazione.

E' interessante rimarcare come le differenti unità di elaborazione interna al SoC gestiscano i vari ambiti di elaborazione IA: tanto CPU come GPU e NPU concorrono, infatti, nell'elaborazione di queste differenti tipologie di calcoli. La CPU è utilizzata per gli ambiti IA più piccoli, per modelli di piccole dimensioni dove sia maggiormente richeista capacità di calcolo con matematica di tipo scalar e code branchy.
La GPU entra in scena per ambiti a più elevate prestazioni, dove spicchi l'utilizzo di shader core e sia richiesta elaborazione di matematica di tipo vettoriale. I compiti più gravosi sono però quelli per i quali la NPU è stata sviluppata: in questo caso spiccano le elaborazioni matriciali e l'utilizzo di codice neurale, con il risultato finale ottenuto che è il migliore in termini di rapporto tra prestazioni e consumi complessivi.

La risultante è quella di poter fornire, secondo i dati condivisi da Qualcomm, la più elevata potenza di elaborazione in termini di TOPS generati da una NPU per PC portatili.
I primi benchmark comparativi
Durante una delle sessioni Qualcomm ci ha messo a disposizione dei notebook basati sulle 3 versioni di piattaforma Snapdragon X2 Elite: le due declinazioni a 18 core, standard e Extreme, affiancate da quella a 12 core.

Per la soluzione X2 Elite Extreme la piattaforma reference è indicata come Unconstrained, cioè senza vincoli nel sistema di hardware monitoring che ne mantengano il consumo entro un valore predefinito. Per le altre due soluzioni, quelle standard a 12 e 18 core, il reference design è caratterizzato da un limite di consumo massimo pari a 22 Watt.

Il benchmark Geekbench misura le prestazioni lato CPU, nelle due modalità ST Single Threaded e MT Multi Threaded. Si notano le differenze in termini di massima frequenza di clock single core ottenibile con la versione Extreme, oltre alla generale scalabilità delle prestazioni quando vengono sfruttati in parallelo tutti i core a disposizione del SoC.

Passando ai due test, ST e MT, di Cinebench il quadro non cambia di fatto: anche in questo casi si nota molto bene la scalabilità dei risultati quando si sfruttano tutti i core a disposizione del sistema. Con entrambi questi test l'incidenza della maggiore bandwidth della memoria di sistema di fatto non si fa sentire, in quanto tale componente incide solo marginalmente sui risultati ottenuti.

I due test di 3DMark sono stati presi quale riferimento per le prestazioni della GPU integrata: qui emergono le differenze in termini di frequenze di funzionamento massime del SoC, con un impatto anche legato alla bandwidth della memoria di sistema soprattutto nel benchmark 3DMark Steel Nomad Light.

I test legati alla NPU evidenziano differenze marginali tra i 3 chip, ma del resto non poteva essere diversamente visto che tale componente è identico in tutte le versioni di SoC Snapdragon X2 Elite e sempre in grado di fornire una capacità di elaborazione di 80 TOPs.

A completare il quadro i test legati alla produttività, tra browser e applicazioni office: le differenze tra i 3 SoC sono molto contenute nel complesso, con solo un marginale margine di vantaggio della versione Snapdragon X2 Elite Extreme data dalla leggermente superiore frequenza di clock mantenuta dal notebook in modalità unconstrained.
La promessa di notebook veloci e con tanta autonomia
Al termine di questa analisi architetturale delle nuove soluzioni Qualcomm Snapdragon X2 Elite cresce l'attesa di poterne vedere le implementazioni commerciali che saranno proposte dai vari partner dell'azienda di San Diego.
Dovremo però attendere ancora non pochi mesi, in quanto la comunicazione ufficiale parla di un debutto commerciale nel corso della prima metà del 2026. E' probabile che in occasione del CES di Las Vegas, a gennaio 2026, emergeranno nuovi dettagli in merito. Quanto mostrato sino ad ora da Qualcomm parla di una piattaforma molto efficiente e interessante, in grado di rivaleggiare al meglio sul piano prestazionale con quelle concorrenti basate su architettura x86 oltre che contro le proposte ARM sviluppate da Apple. Tutto questo mantenendo la capacità storica di queste soluzioni di assicurare funzionamento per lungo periodo quando alimentate a sola batteria.

Al centro continuiamo a trovare la piattaforma Microsoft Windows on ARM, per la quale Qualcomm lavora a stretto contatto con l'azienda di Seattle. Nel corso di questi anni la crescente disponibilità di applicazioni native per questo ambiente ha reso le soluzioni PC Windows on ARM sempre più interessanti, tanto per l'ambito consumer come per quello commercial. Vedremo se con le soluzioni Snapdragon X2 Elite Qualcomm e i partner produttori di notebook saranno capaci di guadagnare l'interesse di un numero superiore di clienti, incrementando la quota di mercato nel settore dei PC portatili.







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