Recensione OnePlus 15: potenza da vendere e batteria enorme dentro un nuovo design

Recensione OnePlus 15: potenza da vendere e batteria enorme dentro un nuovo design

OnePlus 15 nasce per alzare l'asticella delle prestazioni e del gaming mobile. Ma non solo, visto che integra un display LTPO 1,5K a 165 Hz, OxygenOS 16 con funzioni AI integrate e un comparto foto con tre moduli da 50 MP al posteriore. La batteria da 7.300 mAh con SUPERVOOC 120 W e AIRVOOC 50 W è la ciliegina sulla torta per uno smartphone che promette di offrire un'esperienza d'uso senza alcun compromesso

di , pubblicato il nel canale Telefonia
OnePlus
 

La serie flagship di OnePlus ha costruito la propria reputazione su velocità percepita e fluidità, valori che sul nuovo OnePlus 15 vengono perseguiti puntando a offrire soluzioni a livello di silicio e software che riducono i colli di bottiglia tipici degli smartphone top di gamma sotto carico prolungato.

Alla base della progettazione di questo smartphone c'è stato, secondo il produttore, il concetto secondo cui ogni frame e ogni tocco abbiano priorità e percorso dedicati, evitando migrazioni di task inutili, dissipando il calore in modo mirato e garantendo stabilità di rete anche in scenari complessi a più pareti, con un approccio che richiama le ottimizzazioni storiche del marchio ma le porta più vicino al kernel e al driver grafico.

Sul fronte delle funzionalità software, OxygenOS 16 introduce Plus Mind e strumenti AI utili nella quotidianità, mentre la parte fotografica evolve lato calcolo con il DetailMax Engine per unire risoluzione e gamma dinamica su scatti ad alta definizione, proseguendo un filo conduttore storico dell'azienda "Never Settle", che promuove l'innovazione continua.

Indice

Specifiche tecniche

Lo smartphone adotta la piattaforma Snapdragon 8 Elite Gen 5 con CPU Oryon fino a 4,608 GHz e GPU Adreno 840, mentre la memoria si basa sulla tecnologia LPDDR5X in tagli da 12 o 16 GB, abbinata a storage UFS 4.1 da 256 o 512 GB. La gestione dei thread è affidata a un sistema proprietario che ottimizza l'allocazione per attività di gioco, ma beneficia anche in compiti creativi come esportazioni video o batch di foto, riducendo le attese e contenendo la deriva termica.

OnePlus 15 è uno smartphone di dimensioni generose, per via del suo display LTPO da 6,78 pollici: il pannello può vantare risoluzione 1,5K (2772x1272 pixel), profondità colore a 10 bit e copertura DCI‑P3, ed è capace di modulare la frequenza da 1 a 120 Hz in uso generale e di spingersi fino a 165 Hz nei titoli che lo supportano. La sua protezione è affidata a Gorilla Glass Victus 2, mentre la cornice uniforme da 1,15 mm rende l'esperienza d'uso molto immersiva. Sotto la scocca è presente un chip dedicato per la risposta al tocco, che garantisce un riconoscimento istantaneo a 3200 Hz, intervenendo sulla latenza percepita tanto nello scroll quanto nei controlli rapidi in gioco.

La batteria Silicon NanoStack da 7.300 mAh utilizza una struttura dual‑cell per bilanciare velocità di ricarica e temperatura, e può essere ricaricata attraverso le tecnologie proprietarie SUPERVOOC a 120 W e AIRVOOC 50 W, rispettivamente con cavo e wireless. Fra le tecnologie deputate al miglioramento della gestione energetica c'è Bypass Charging, con cui è possibile alimentare direttamente il sistema attraverso l'adattatore a muro, minimizzando cicli inutili e calore accumulato in batteria. La chimica e la gestione termica sono pensate per operatività anche a -20 °C, utile per chi affronta climi rigidi o attività all'aperto.

Il reparto connettività include Wi‑Fi 7 con canali fino a 320 MHz a 6 GHz e un chip Wi‑Fi dedicato progettato per attenuare la perdita di segnale attraverso più pareti e gestire priorità del traffico in titoli compatibili; sono presenti Bluetooth 6.0 con codec SBC, AAC, LDAC, aptX, aptX HD, aptX Adaptive e LHDC 5.0, NFC per pagamenti e pairing rapido, oltre a 5G con ampia copertura di bande e GPS dual‑band L1/L5 affiancato da GLONASS, Galileo, BeiDou e QZSS; la porta USB‑C è 3.2 Gen 1 per trasferimenti dati e collegamenti accessori.

Il sistema di raffreddamento 360 Cryo‑Velocity combina una vapor chamber 3D da 5.731 mm², uno strato di grafite bianca posteriore per la diffusione del calore e uno strato di aerogel frontale che isola il pannello dagli effetti del SoC; il motore aptico X‑axis di nuova generazione cura il feedback nelle gesture e nei giochi, mentre l'audio OReality con triplo microfono e cancellazione del rumore supporta una registrazione più pulita della voce anche in scene rumorose.

Il comparto fotografico posteriore adotta tre moduli da 50 MP, con una principale Sony IMX906 da 1/1,56" con OIS e apertura f/1.8, un ultra‑grandangolo OV50D da 116° con autofocus per macro e tele periscopico S5KJN5 con zoom ottico 3,5x e promessa di "optical quality" fino a 7x, con OIS per maggiore stabilità sulle lunghe focali.

La frontale è una 32 MP Sony IMX709 con matrice RGBW per captare più luce in interni, con video fino a 4K 60 e funzioni di stabilizzazione elettronica. Lato video, il comparto posteriore raggiunge gli 8K a 30 fps e 4K fino a 120 fps, con opzioni slow‑motion a 1080p@240 e 720p@480, oltre a modalità Pro Video, Long Exposure, Dual‑View, Tilt‑Shift, Underwater e scanner di testo/documenti.

Il lato software è affidato a OxygenOS 16 basato su Android 16, con Plus Mind integrazioni AI come il Registratore con trascrizione, Portrait Glow per ritratti in condizioni difficili, AI Scan per digitalizzare documenti e PlayLab per testare funzioni sperimentali; Parallel Processing 2.0 migliora la reattività nelle transizioni, mentre gesture predittive e Dual App Control aiutano nel multitasking avanzato; la sicurezza biometrica è garantita dal sensore di impronte a ultrasuoni sotto il display, affiancato da una dotazione di sensori completa che include giroscopio ad alta precisione, barometro, sensore di colore e laser per l'autofocus.

La scocca ottiene una serie completa di resistenze IP (IP66, IP68, IP69, IP69K) per polvere e acqua, con protezione anche a getti ad alta pressione e temperatura fino a 80 °C; la costruzione adotta trattamento MAO sul frame per una finitura di grado ceramico più resistente e gradevole al tatto, con colorazioni Infinite Black, Ultra Violet e Sand Storm.

Specifiche tecniche OnePlus 15

  • Sistema operativo: OxygenOS 16 basato su Android 16
  • SoC: Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5 con CPU Oryon fino a 4,608 GHz e GPU Adreno 840
  • Memorie: 12/16 GB LPDDR5X; 256/512 GB UFS 4.1
  • Display: LTPO 6,78" 1,5K (2772×1272), 10 bit, DCI‑P3, 1–120 Hz (fino a 165 Hz nei giochi), Gorilla Glass Victus 2, chip touch con sampling istantaneo 3200 Hz
  • Fotocamere posteriori:
    • 50 MP principale Sony IMX906 1/1,56" f/1.8 OIS;
    • 50 MP ultra‑grandangolo OV50D 116° AF;
    • 50 MP tele periscopico S5KJN5 3,5x ottico, 7x "optical quality" OIS
    • Video 8K 30 fps, 4K fino a 120 fps, Dolby Vision
  • Fotocamera anteriore:
    • 32 MP Sony IMX709 RGBW, video fino a 4K 60 fps
  • Connettività: 5G Dual SIM; Wi‑Fi 7 (6 GHz fino a 320 MHz) con chip Wi‑Fi dedicato; Bluetooth 6.0; NFC; GPS dual‑band; USB‑C 3.2 Gen 1; IR
  • Batteria: 7.300 mAh (dual‑cell, Silicon NanoStack)
  • Ricarica:
    • 120 W SUPERVOOC cablata;
    • 50 W AIRVOOC wireless;
    • Bypass Charging
  • Dimensioni: 161,4 x 76,7 x 8,2 mm
  • Peso: da 211 g a 215 g
  • Colori: Infinite Black; Ultra Violet; Sand Storm

Design

Linee essenziali e proporzioni rigorose raccontano un progetto che punta alla coerenza visiva prima ancora che all'effetto scenico, con cornici uniformi da 1,15 mm su tutti i lati a creare un rettangolo perfettamente simmetrico che valorizza i contenuti e riduce le distrazioni. Il vetro frontale Gorilla Glass Victus 2 protegge il display, che può vantare cornici estremamente ridotte grazie alla tecnologia LIPO (Low Injection Pressure Over-molding), che consente di ridurre le cornici preservando al contempo l'integrità dei circuiti periferici, un compromesso spesso critico nei bordi ultra‑sottili.

Spostandoci sul retro, il riferimento formale a OPPO Find X9 Pro è evidente per impostazione e pulizia delle superfici, quasi un gemello separato da scelte minime su finiture e taglio del modulo; a sua volta, quella sobrietà geometrica ricorda un certo smartphone con la mela morsicata sul retro, anche per l'attenzione maniacale ad allineamenti, rientranze e distribuzione dei pieni e dei vuoti, con l'obiettivo di far scomparire il "dispositivo" dietro al contenuto.

OnePlus 15 e OPPO Find X9 Pro sono quindi dei cloni? La risposta è no, visto che cambia parecchio quello che c'è sotto la scocca e nell'isola delle fotocamere: innanzitutto la piattaforma hardware è diversa, Snapdragon 8 Elite Gen 5 rispetto al Dimensity 9500, così come il comparto fotografico con OPPO che ha mantenuto l'esclusiva per il suo periscopio da 200 MP. La batteria, inoltre, è da 7500 mAh sul modello della casa madre, mentre OnePlus 15 si ferma a 7300 mAh.

Tornando al design, il modulo fotocamera segue un tracciato geometrico preciso, allineato secondo angoli e direttrici pensati per dare continuità tra isola ottica, frame e superficie posteriore, evitando stacchi netti e superfici interrotte. Il trattamento del telaio è stato realizzato con tecnologia MAO (Micro-Arc Oxidation), con cui è stata realizzata una finitura di grado ceramico su base metallica che migliora resistenza ai graffi e garantisce una sensazione fresca al tatto, con vantaggi anche sul fronte ambientale rispetto a processi più tradizionali. Il risultato è un guscio posteriore "setoso", che restituisce una sensazione estremamente gradevole al tatto e che si fa apprezzare anche sul piano dell'eleganza.

La palette cromatica include Infinite Black, Ultra Violet (quello della nostra prova) e Sand Storm, tre interpretazioni di uno stesso linguaggio: sobrio nel primo, cangiante e dinamico nel secondo grazie a una doppia trama reattiva alla luce, tecnico nel terzo con accenti materici che dialogano con il frame trattato; la scelta di texture e micro‑lavorazioni limita la visibilità delle impronte e aggiunge profondità alla superficie, senza scivolare in effetti lucidi eccessivi.

La robustezza strutturale è certificata da una dotazione IP tra le più complete, con resistenze a polvere e acqua che includono scenari di alta pressione e temperature elevate; un livello di protezione che libera dall'ansia d'uso in contesti outdoor senza ricorrere a rinforzi vistosi. I pesi nell'intorno dei 211‑215 grammi - in base alla colorazione - e lo spessore di 8,2 mm rendono OnePlus 15 non proprio un peso piuma, ma sono numeri che possiamo giustificare facilmente in considerazione della diagonale del display, e ancor più interessanti se aggiungiamo al computo anche la batteria da oltre 7000 mAh, caratteristica che fino a una generazione fa sembrava impossibile su un device di questo calibro.

Ergonomia e interazione beneficiano di una disposizione dei controlli razionale, con porta USB‑C 3.2 Gen 1 e carrellino dual nano‑SIM nella parte inferiore insieme a uno dei due speaker stereo (l'altro è nella capsula telefonica, come da prassi). I tasti fondamentali sono sulla destra, con bilanciere del volume monotasto a due vie al di sopra del tasto di accensione. Sulla sinistra ritorna il Plus Key, che avevamo già visto con la precedente generazione. Si tratta di una scorciatoia fisica che l'utente puà personalizzare: una singola pressione può ad esempio richiamare Plus Mind per salvare al volo contenuti e contesti senza passare dagli screenshot, oppure aprire funzioni assegnate dall'utente con logiche diverse per singola, doppia pressione e pressione prolungata.

Si configura come un comando tattile che riduce attriti e tempi morti per le operazioni che l'utente svolge con maggiore frequenza, e sì... c'è anche la possibilità di attivare la suoneria o la vibrazione, facendo le veci di quello che a suo tempo era l'alert slider, uno dei simboli della line-up del produttore.

Nel complesso, il capitolo design racconta uno smartphone che sceglie la disciplina formale e la qualità tattile al posto dell'effetto speciale, affidando a materiali, trattamenti e proporzioni il compito di definire carattere ed eleganza, su uno smartphone che di certo non sfigura con i modelli più importanti del settore. L'esperienza premium viene ancor più definita da un feedback aptico X‑axis che restituisce risposte pulite e controllate, e da un lettore d'impronte a ultrasuoni sotto lo schermo estremamente affidabile e reattivo.

Software, hardware e prestazioni

OxygenOS 16 costruisce un'esperienza che fa della fruibilità la priorità, come del resto è una consuetudine per il produttore cinese: interfaccia leggera, tempi di risposta immediati e una logica di esecuzione che anticipa le azioni grazie a Parallel Processing 2.0, così le animazioni successive iniziano mentre le precedenti si chiudono e la continuità tra home, drawer e multitasking guadagna naturalezza; Predictive Back Gesture aiuta nelle transizioni contestuali, mentre Dual App Control consente di interagire con due app sulla stessa schermata con precisione, riducendo il numero di tocchi necessari e mantenendo la concentrazione sul contenuto.

Plus Mind è il centro di raccolta intelligente per ciò che serve ricordare: con un gesto o con Plus Key si salva l'informazione senza passare da screenshot, si organizza in Mind Space e si trasforma in azione contestuale (un indirizzo diventa evento, un numero si converte in contatto, una lista si rende ricercabile), con possibilità di richiamo tramite linguaggio naturale; l'integrazione con un modelli IA consente di incrociare note e contesto per proporre itinerari, promemoria o riepiloghi, mentre il trattamento dei dati su cloud privato cifrato preserva la riservatezza quando è necessario calcolo esterno.

La suite AI include strumenti orientati alla produttività e alla creatività:

  • AI Recorder trascrive riunioni distinguendo i parlanti e consente ricerche semantiche nei contenuti,
  • AI Scan pulisce documenti, lavagne e ricevute con conversione rapida in PDF,
  • AI Writer aiuta a riformulare testi e generare bozze,
  • AI Portrait Glow, sul fronte imaging, interviene su illuminazione del volto e micro‑contrasto per ritratti più equilibrati,
  • funzioni come Perfect Shot ottimizzano parametri in modo non invadente, lasciando spazio al controllo manuale quando serve.
  • AI PlayLab, infine, è il laboratorio per funzionalità sperimentali: moduli come YumSee per tradurre menu o riconoscere piatti e PartyUp per trasformare immagini in clip tematiche aprono a scenari rapidi di condivisione; l'idea è offrire un'area sandbox dove testare novità senza interferire con il flusso principale, mantenendo la promessa di fluidità che contraddistingue l'interfaccia.

La parte visiva cura tanto l'impatto quanto l'ergonomia: Illuminance Animation dà coerenza ai passaggi di luce, le Motion Cues aiutano l'orientamento con micro‑feedback percettivi, e le opzioni di personalizzazione della lockscreen introducono stili di orologio, widget contestuali e sfondi dinamici senza penalizzare la reattività generale del sistema. L'ecosistema si estende oltre il telefono con una connettività trasversale più solida: condivisione immediata di file e app verso PC e tablet, controllo fotocamera e sincronizzazione notifiche con dispositivi indossabili compatibili, continuità tra schermi per copia/incolla e trasferimenti rapidi; il tutto senza dover configurare flussi complessi, grazie a un layer di collegamento che privilegia semplicità e stabilità.

Sul piano della sicurezza, la separazione tra elaborazione locale e servizi in cloud segue un principio di minima esposizione: ciò che può restare sul dispositivo non lascia il perimetro, e quando serve delega remota, i dati viaggiano in forma cifrata in un ambiente isolato dal fornitore stesso; aggiornamenti e patch si integrano con un sistema di permessi chiaro e un pannello privacy leggibile, per scelte informate senza dover scavare tra menu.

La catena prestazionale lavora su tre pilastri: SoC di vertice, chip dedicato al tocco e chip Wi‑Fi proprietario, orchestrati da un sistema di schedulazione che sostituisce la Completely Fair Scheduler standard in scenari di gioco. Secondo quanto dichiarato dal produttore, OnePlus CPU Scheduler monitora in tempo reale i core e assegna i thread di gioco come task "energy‑aware" per bilanciare i carichi, ridurre tempi di attesa e inibire migrazioni ridondanti, con taglio fino al 22,74% delle istruzioni su task chiave, attese ridotte del 66% e un +49% in efficienza computazionale nei casi individuati dal produttore come critici. La grafica beneficia della pipeline Next‑Gen HyperRendering che ristruttura il driver Vulkan per fondere comandi in "super‑istruzioni", con un +80% di efficienza per frame e interpolazione temporale eseguita nativamente sulla GPU del SoC; questa scelta evita i ritardi di 10‑20 ms degli approcci con chip esterni, consente di registrare i frame generati e riduce tearing e artefatti perché i frame interpolati derivano dall'analisi delle informazioni sottostanti ai frame originali, non da mera simulazione; in pratica, è possibile abilitare 120 fps "nativi con interpolazione on‑GPU" a risoluzione 1,5K in titoli pesanti.

Lo smartphone utilizza una tecnologia di dissipazione del calore chiamata 360 Cryo‑Velocity che combina vapor chamber 3D da 5.731 mm², grafite posteriore e aerogel anteriore per isolare il pannello, con benefici nella costanza dei frame e nel comfort al tatto durante sessioni prolungate.

Tutte queste ottimizzazioni sono svolte intorno alla Snapdragon 8 Elite Gen 5 Mobile Platform, piattaforma hardware che adotta CPU Oryon di terza generazione fino a 4,6 GHz, affiancata da una GPU Adreno 840 con il nuovo Adreno High Performance Memory che introduce cache dedicata alla grafica insieme a feature come Mesh Shading e Tile Memory Heap per il risparmio di banda. La CPU, in particolare, prevede una configurazione All Big Core con due Oryon V3 Phoenix L a 4,6 GHz e 6 Oryon V3 Phoenix M a 3,62 GHz. La piattaforma spinge l'AI on‑device a nuovi livelli con la Hexagon NPU più rapida (fino a +37%) mai presentata, supporto a INT2/FP8 e architettura a micro‑tile per inferenza. Sul fronte connettività troviamo il modem‑RF X85 5G (fino a 12,5 Gbps) e modulo FastConnect 7900 per Wi‑Fi 7, Bluetooth 6.0 e UWB, il tutto costruito su processo TSMC N3P a 3-nm,

Il risultato è uno smartphone dalle prestazioni eccezionali con un throttling termico che non si è mai rivelato invasivo durante le nostre prove, capace di garantire una fluidità percepita praticamente perfetta con le app di uso quotidiano e con l'interfaccia utente di OxygenOS 16. Anche nel gaming OnePlus 15 si pone ai vertici della categoria con un attenzione che di solito si trova negli smartphone dedicati: ne parliamo nel capitolo di seguito. Nei benchmark che potete consultare di seguito, è possibile notare come Snapdragon 8 Elite Gen 5 sia oggi un chiaro valore aggiunto in termini di prestazioni rispetto a molti altri dispositivi concorrenti.

Nei nostri test non abbiamo notato fenomeni di surriscaldamento preoccupanti, con il calore che viene effettivamente distribuito in maniera omogenea lungo tutta la superficie dello smartphone, anche abilitando la modalità ad alte prestazioni come profilo energetico. Nelle sessioni più lunghe ed intensive si nota comunque una certa tendenza a diventare caldo, soprattutto ai bordi, condivisa con tutti gli smartphone della stessa fascia di mercato. Display e retro, però, non diventano mai fastidiosi. Da questo punto di vista è, nella generazione attuale, davvero difficile fare di meglio, anche se le prestazioni sono abbastanza in linea con il "fratello" OPPO Find X9 Pro dotato di piattaforma hardware MediaTek.

3D Mark Steel Nomad Light

Punteggio finale

3D Mark Wild Life Extreme

Punteggio finale

Geekbench 6

Single-Core

Geekbench 6

Multi-Core

Geekbench 6

GPU

Antutu 11

Punteggio

CPDT Benchmark

Scrittura sequenziale

CPDT Benchmark

Lettura sequenziale

CPDT Benchmark

Memory copy

GFX Bench 5

Aztec Ruins (HT) - Offscreen (1440p)

GFX Bench 5

Car Chase - Offscreen (1080p)

Google Octane 2.0

Octane Score

Speedometer 2.0

Test via browser

OnePlus 15 e il gaming

La filosofia nella progettazione dell'ultimo top di gamma di OnePlus è stata quella di costruire un flagship che renda il gioco una costante fluida e prevedibile, non un'esperienza episodica; al centro c'è OP Gaming Core, architettura a livello kernel che rimpiazza logiche generiche di schedulazione e rendering con una catena specializzata per i giochi, nata da decine di migliaia di righe di codice proprietario e un ampio parco brevetti, così da tenere insieme frame rate, latenza di tocco e stabilità termica sotto un'unica regia.

Il pacchetto OP Performance Tri‑Chip orchestra tre componenti coordinate: Performance (Snapdragon 8 Elite Gen 5 con integrazioni hardware per OP Gaming Core), Touch (chip dedicato con Next‑Gen HyperTouch) e Wi‑Fi G2; l'idea non è aggiungere potenza di picco, ma ridurre l'attrito tra input, pipeline grafica e rete, evitando che un collo di bottiglia annulli i vantaggi degli altri.

Il chip touch introduce un'elaborazione sincrona che evita contese con il rendering e spinge il sampling istantaneo a 3200 Hz, con letture a 330 Hz per 1‑5 dita e 290 Hz fino a 10 dita; nei numeri rilasciati dal produttore, la stabilità del tocco cresce del 37,5%, l'accuratezza dello swipe del 46,16% e i "mis‑tap" calano anche quando il dito è umido o sudato, una condizione comune nelle sessioni competitive; il risultato pratico è una traiettoria più pulita nei micro‑aggiustamenti e una mira che segue il polpastrello senza scatti.

La pipeline Next‑Gen HyperRendering riscrive il driver Vulkan per fondere micro‑comandi in "super‑istruzioni", con guadagni di efficienza per frame attorno all'80% e una forma di interpolazione temporale eseguita direttamente sulla GPU del SoC; questa scelta consente frame "nativi con interpolazione on‑GPU" mantenendo bassa la latenza di visualizzazione, evitando i ritardi di 10‑20 ms tipici dei chip esterni e permettendo anche la registrazione dei frame generati senza artefatti marcati.

Il sistema di schedulazione proprietario sposta i thread di gioco in una classe "energy‑aware" che riduce migrazioni inutili, accorcia le attese e taglia istruzioni ridondanti; nelle misure interne si parla di -22,74% di istruzioni su task chiave, -66% di tempi di attesa e +49% di efficienza computazionale nei casi target, elementi che, tradotti sul campo, significano minimi più alti e meno oscillazioni durante fight intensi o scene affollate, con un frame pacing più regolare.

La rete gioca un ruolo paritario: il chip Wi‑Fi G2 è progettato per penetrazione del segnale e stabilità oltre pareti, con algoritmi regionali che danno priorità al traffico dei giochi; in scenari reali, la latenza dopo attraversamento di muri scende fino al 26% e la velocità può migliorare fino a 5x in condizioni problematiche, con strumenti come Smart Link e Battle Stream Priority pensati per mantenere ping basso e costante su titoli supportati.

OnePlus FPS Max è l'ombrello che allinea pannello 165 Hz, driver GPU, controller display, chip touch e codice dei giochi per abilitare 165 fps nativi nei titoli compatibili. Il produttore sottolinea il caso di Call of Duty Mobile che, con il preset "smooth" a 165 fps, è possibile registrare un frame rate medio di circa 164,8 fps medi a soli 3,7 W. La lista di giochi compatibili copre titoli come Brawl Stars, Clash Royale, Subway Surfers, Standoff 2, Dragon Ball Legends, Deemo II e GTA Liberty City Stories.

Per i giochi più gravosi, l'obiettivo è la costanza: in scenari tipo Genshin Impact si puntano 60 fps con minimi oltre 57 fps e un controllo attivo delle termiche, mentre su BGMI/PUBG e MLBB il target è 120 fps con minimi sopra 115 fps; la differenza non è solo nel numero massimo, ma nel modo in cui il dispositivo difende il frame rate quando la scena si complica, evitando quegli "stutter" che costano la partita più di un semplice drop.

Funzioni lato utente completano il quadro con strumenti mirati e poco invasivi: Game Tools per overlay discreti di fps e temperatura, registrazione con supporto ai frame generati dall'interpolazione on‑GPU, blocco delle notifiche e chiamate ridotte a banner per evitare interruzioni.

Display

Il pannello LTPO da 6,78" in risoluzione 1,5K (2772x1272 pixel) supporta una profondità colore a 10 bit, copertura DCI‑P3 e gestisce i gradienti e tonalità senza banding percepibile; la frequenza variabile scorre da 1 a 120 Hz nell'uso generale e raggiunge 165 Hz nei titoli supportati, così la fluidità visiva si adatta al contenuto mentre la gestione energetica evita sprechi quando la scena è statica.

La qualità percepita passa anche dalla taratura: modalità ProXDR, riduzione del punto di bianco e funzioni di Eye Care avanzate (con certificazione TÜV Rheinland Intelligent Eye Care 5.0) collaborano per rendere più confortevoli sessioni lunghe, con luminosità minima a 1 nit e strategie di mitigazione dell'affaticamento che includono anche promemoria; la protezione è affidata a Gorilla Glass Victus 2, mentre il layer costruttivo con tecnologia LIPO consente cornici uniformi da 1,15 mm preservando i circuiti periferici del display.

Il chip dedicato alla risposta al tocco porta il sampling istantaneo a 3200 Hz, riducendo la latenza nelle micro‑correzioni e migliorando la precisione nei movimenti rapidi, un vantaggio che si avverte nello scorrimento dell'interfaccia (fra le più fluide che abbiamo mai visto) quanto nei controlli dei giochi ad alto frame rate. L'ottimo video viene accoppiato a un audio di buon livello, senza rendere necessario l'uso di auricolari o impianti esterni per godere di un'esperienza multimediale di buon livello.

A seguito della nostra consueta batteria di test effettuata al colorimetro, possiamo confermare che quello di OnePlus 15 è un pannello che si fa notare per prestazioni di rilievo sia in ambito luminoso sia cromatico. La luminosità di picco raggiunge i 3611 nits con APL al 15%, un valore fra i più alti della categoria, superato soltanto da OPPO Find X9 Pro - con ogni probabilità equipaggiato del medesimo pannello, quindi le differenze risiedono in varianti di produzione. Questa brillantezza garantisce leggibilità ottimale anche sotto la luce solare diretta. Con schermata completamente bianca, il display mantiene comunque 1852 nits, risultato che pone OnePlus 15 tra i dispositivi più luminosi della categoria.

Luminosità

Area 15%

Luminosità

Area 100%

Il rapporto di contrasto è perfetto, caratteristica intrinseca della tecnologia OLED: ogni pixel può spegnersi completamente per restituire neri assoluti, eliminando la patina grigiastra tipica degli LCD - soprattutto al buio - e garantendo profondità d'immagine eccezionale. La differenza si apprezza soprattutto nei contenuti scuri, dove i dettagli emergono con naturalezza senza compromessi sulla resa cromatica.

Profilo Standard (più preciso)

Spazio Colore CIE 1931 - Coordinate cromatiche Yxy

OnePlus 15 - Standard
. Gamut misuratoCoperturaRapporto
. REC BT.70999.91%132.01%
. DCI P3 D6596.75%97.31%
. Adobe RGB88.52%97.86%
. BT.202069.79%69.82%

Bilanciamento RGB

OnePlus 15 - Standard

Curva di Gamma SDR

OnePlus 15 - Standard
. Luminanza misurata
. Gamma standard 2.2
Rapporto di contrasto: 43,081 : 1

DeltaE - Macbeth Color Checker

OnePlus 15 - Standard

Il profilo predefinito Standard si configura come modalità di riferimento per chi cerca la massima fedeltà allo spazio colore DCI-P3, uno standard cinematografico che definisce il triangolo cromatico utilizzato nella produzione cinematografica digitale e che negli ultimi anni è diventato riferimento anche per smartphone e tablet. OnePlus 15 copre circa il 97% del triangolo P3, percentuale che assicura riproduzione accurata della stragrande maggioranza dei contenuti.

Il bilanciamento del bianco presenta una lievissima dominante verde-blu, rilevabile esclusivamente con strumenti di misura ma invisibile a occhio nudo. La curva di gamma si attesta su valori molto precisi rispetto allo standard 2.2, aspetto che invece si traduce in mezzitoni correttamente esposti e transizioni tonali graduali. La precisione cromatica trova conferma nel DeltaE medio di 1,6, misurato con i campioni del Macbeth Color Checker: valori sotto 2 indicano fedeltà cromatica elevatissima, rendendo il display adatto anche a chi lavora con contenuti fotografici o necessita di riferimenti cromatici affidabili.

Profilo Vivido (più esteso)

Spazio Colore CIE 1931 - Coordinate cromatiche Yxy

OnePlus 15 - Vivido
. Gamut misuratoCoperturaRapporto
. REC BT.709100.00%140.93%
. DCI P3 D6599.61%103.89%
. Adobe RGB91.03%104.47%
. BT.202074.50%74.53%

Bilanciamento RGB

OnePlus 15 - Vivido

Curva di Gamma SDR

OnePlus 15 - Vivido
. Luminanza misurata
. Gamma standard 2.2
Rapporto di contrasto: 38,207 : 1

DeltaE - Macbeth Color Checker

OnePlus 15 - Vivido

La modalità più estesa porta le dimensioni del triangolo di gamut P3 quasi al 104%, saturando maggiormente i colori per un impatto visivo più acceso. Il bilanciamento del bianco mantiene una lieve dominante blu-verde con temperatura leggermente più fredda rispetto al profilo standard, ma entro limiti accettabili. La curva di gamma risulta meno precisa e restituisce mezzitoni più luminosi, con un DeltaE che sale a 2,9: l'immagine appare più satura ma rimane comunque entro parametri sufficienti per la fruizione, meno indicata per l'elaborazione professionale.

Riproduzione HDR

Curva di Gamma HDR

OnePlus 15 - Standard (HDR)
. Luminanza misurata
. Gamma SMPTE2084 HDR
Rapporto di contrasto: ∞ : 1

Spazio Colore CIE 1931 - Coordinate cromatiche Yxy

OnePlus 15 - Standard (HDR)
. Gamut misuratoCoperturaRapporto
. REC BT.70999.75%127.85%
. DCI P3 D6594.09%94.24%
. Adobe RGB86.66%94.77%
. BT.202067.59%67.61%

Bilanciamento RGB

OnePlus 15 - Standard (HDR)

La riproduzione HDR conferma le qualità del pannello con luminosità massima di 1268 nits, copertura del triangolo P3 al 94% e bilanciamento del bianco con lieve dominante verde-blu visibile solo tramite strumenti. La curva di gamma SMPTE HDR 2084 si dimostra complessivamente precisa, con un'eccezione: dal 40% al 75% delle mezze luci si nota una netta sovraesposizione che rende le immagini più luminose rispetto ai riferimenti (digressione che abbiamo trovato su una grande maggioranza di device mobile). La riproduzione mantiene comunque un ottimo livello grazie alla luminosità di picco superiore ai 1200 nits, che valorizza i contenuti ad ampia gamma dinamica con impatto estetico notevole.

Autonomia

OnePlus non si è contenuta molto neanche in termini di batteria, integrando sul suo nuovo top di gamma un'unità "Silicon NanoStack" (termine con cui OnePlus sottolinea con amperaggio da 7.300 mAh. La batteria è realizzata attraverso un'architettura dual‑cell che consente di unire una capienza sopra la media a un controllo ottimale delle temperature, con chimica ottimizzata per cicli profondi e operatività anche a -20 °C.

La distribuzione della corrente su due celle riduce le perdite resistive durante ricarica e scarica, mentre il sistema 360 Cryo‑Velocity coopera con le componenti del sistema di dissipazione per smaltire il calore dove serve e isolare le dita dal punto più caldo. Il risultato è una temperatura a nostro avviso inferiore alla media dei flagship non solo durante l'uso dello smartphone, ma anche durante la ricarica.

Per quanto riguarda le tecnologie di ricarica, OnePlus 15 utilizza la collaudata SUPERVOOC proprietaria a 120 W, che permette di raggiungere il 100% in circa 40 minuti partendo dall'1%. Un risultato a mio parere eclatante se si considerano i 7000 mAh e oltre dell'unità integrata, abbinata all'uso di fasi di corrente costante e tensione costante con una curva più dolce agli ultimi punti percentuali per limitare stress e micro‑degrado nel tempo.

C'è anche il supporto ad AIRVOOC 50 W, che offre un'alternativa wireless valida per top‑up rapidi in ufficio o sul comodino, con controllo termico attivo, Molto comoda, soprattutto per i gamer incalliti, la funzione Bypass Charging, pensata per il gaming direttamente collegati alla rete, che alimenta direttamente il sistema senza sollecitare la batteria nelle sessioni più lunghe.

Autonomia

Test overall

Lo smartphone ha ottenuto un punteggio di 720 minuti nel nostro test "overall", che viene eseguito impostando la luminosità del display a 200 nits e lanciando uno script che simula l'intervento umano in diverse pagine web, anche con streaming video, inframezzando la navigazione a benchmark CPU e GPU. Si tratta di un risultato ottimale, fra i più alti in assoluto se consideriamo i soli flagship, che garantisce oltre un giorno e mezzo di durata in tranquillità con un uso normale. In particolare, però, fa meglio OPPO Find X9 Pro in questo ambito, equipaggiato con piattaforma hardware di MediaTek.

Fotocamera

OnePlus 15 integra tre moduli al posteriore, tutti da 50 MP, e un modulo frontale da 32 MP per selfie e videochiamate:

  • Principale 50 MP (Sony IMX906): sensore da 1/1,56" con OIS e obiettivo con apertura f/1.8, impostato come modulo per la maggior parte degli scenari; sfrutta DetailMax Engine e tecnologia Ultra‑Clear 26 MP per fondere più frame a diversa esposizione con un frame ad alta risoluzione, così da preservare texture fini, ampliare la gamma dinamica e contenere lo sharpening; in video supporta fino a 8K 30 e 4K fino a 120 fps con stabilizzazione ibrida e Dolby Vision, con tone mapping in tempo reale per transizioni cromatiche più morbide tra ambienti diversi.
  • Ultra‑grandangolo 50 MP (OV50D, 116°): campo visivo ampio con autofocus per macro e close‑up creativi, correzione della distorsione e allineamento cromatico con la principale per una resa coerente tra lenti; la pipeline Clear Night Engine con Dual Analog Gain interviene su rumore e scie in notturna, mentre il profilo colore e la gestione del flare sono tarati per minimizzare aloni e artefatti in controluce.
  • Tele periscopico 50 MP (S5KJN5, 3,5x ottico): modulo stabilizzato OIS con zona "optical quality" a 7x che combina ottica e algoritmi per mantenere nitidezza e micro‑contrasto, utile per ritratti, architettura e dettagli lontani; la stabilizzazione e la pipeline di rendering riducono jitter e micro‑mosso nelle riprese video zoomate, mentre la scala digitale estesa (fino a 120x) resta un'opzione d'emergenza, con risultati migliori entro il range ottico del 7x.
  • Frontale 32 MP (Sony IMX709 RGBW): utilizza una matrice RGBW per raccogliere più luce in interni, con benefici su rumore e incarnati; video fino a 4K 60 con stabilizzazione elettronica, screen fill light e modalità ritratto dedicate; algoritmi come AI Portrait Glow bilanciano luci e micro‑contrasto sul volto senza ricorrere a smoothing aggressivo, mantenendo naturalezza del dettaglio fine.

L'esperienza fotografica di OnePlus 15 si basa sul motore DetailMax Engine, che gestisce gli algoritmi di fusione multi‑frame e gestione in tempo reale di tono e gamma dinamica lavorando per equilibrare micro‑contrasto e texture senza cadere in eccessi di sharpening. Fra le tecnologie integrate ci sono:

  • Ultra‑Clear 26 MP combina la ricchezza di dettaglio dei sensori da 50 MP con l'ampiezza dinamica di frame a risoluzione inferiore, creando file più "elastici" in post e crop credibili per la pubblicazione.
  • Clear Burst interviene sui soggetti rapidi con una raffica intelligente fino a 10 scatti al secondo supportata da doppia esposizione anti‑blur, così il sistema può scegliere o proporre la versione più nitida anche quando la scena cambia velocemente;
  • Clear Night Engine impiega Dual Analog Gain per eliminare i gap temporali tra esposizioni, abbassare il rumore cromatico e salvare luci puntiformi senza scie, con un bilanciamento di cromie che evita viraggi eccessivi verso toni caldi o freddi.

Sul fronte video, la presenza di Snapdragon 8 Elite Gen 5 abilita una certa versatilità, con supporto alla risoluzione 4K fino a 120 fps e 8K a 30 fps, con stabilizzazione ibrida EIS/OIS, Dolby Vision e mappatura del tono in tempo reale per mantenere incarnati credibili quando cambiano le condizioni; la pipeline riduce gli "scalini" cromatici passando da interni a esterni e limita i salti di esposizione nelle panoramiche, con un rolling shutter sotto controllo sulle focali più corte. Gli strumenti Pro sono presenti e pensati per i creativi che vogliono controllo senza perdere immediatezza: la modalità Pro Video con parametri granulari, profili Master per coerenza di colore tra lenti, Long Exposure e Tilt‑Shift per effetti creativi senza treppiede, Dual‑View per racconti a due prospettive; Underwater Mode assegna ai tasti volume il ruolo di shutter in acqua dolce, evitando tocchi errati sul display e mantenendo la messa a fuoco più stabile con un'anteprima leggibile.

Prezzo in Italia

OnePlus 15 debutta nel mercato europeo con due configurazioni:

  • OnePlus 15 12+256 GB sarà venduto a 979 euro;
  • OnePlus 15 16+512 GB avrà un listino di 1.129 euro.

L'acquisto sarà possibile attraverso lo store ufficiale del brand a partire da oggi, 13 novembre.​ Chi decide di acquistare direttamente dal sito OnePlus.com potrà beneficiare di una promozione lancio: uno sconto di 100 euro sulla configurazione più performante, che porterà il prezzo finale a 1.029 euro. Non solo: è prevista anche la possibilità di scegliere un gadget in regalo tra una selezione di prodotti dell'ecosistema OnePlus, come lo smartwatch Watch 3, il tablet Pad Lite o le cuffie Buds Pro 3, per un valore complessivo fino a 349 euro. I primi 100 clienti riceveranno inoltre un DJI Osmo Mobile 7, il gimbal per smartphone, come omaggio aggiuntivo rispetto al prodotto già selezionato.

Considerazioni finali

OnePlus 15 è una ulteriore dimostrazione della maturità tecnica che ha raggiunto negli anni il marchio, costruito attorno a una tesi precisa: velocità e fluidità percepite non nascono solo dalla potenza bruta, ma dalla capacità di orchestrare silicio, software e dissipazione in un sistema che riduce attriti e latenze a ogni livello. Qui, però, di potenza bruta ce n'è in abbondanza, grazie alla piattaforma Snapdragon 8 Elite Gen 5 che porta prestazioni ai vertici della categoria, mentre OxygenOS 16 e Plus Mind costruiscono un'interfaccia leggibile e reattiva, con strumenti AI che si integrano nel quotidiano senza imporsi o rallentare il flusso d'uso.

Il display LTPO da 6,78" con frequenza fino a 165 Hz, chip touch dedicato e cornici uniformi garantisce un'esperienza visiva fra le più immersive del segmento, supportata da una taratura cromatica precisa e una luminosità di picco che consente un uso senza alcun compromesso praticamente ovunque. La batteria da 7.300 mAh rappresenta un chiaro valore aggiunto per chi cerca una buona autonomia da un flagship, con SUPERVOOC a 120 W che completa il ciclo in circa 40 minuti e Bypass Charging che strizza l'occhiolino al pubblico dei giocatori mobile.

Sul fronte gaming, la somma di OP Gaming Core, schedulatore proprietario, pipeline grafica ottimizzata e chip Wi‑Fi G2 crea un ecosistema pensato per stabilità di frame rate, bassa latenza di tocco e connessione costante, rendendo OnePlus 15 un riferimento per chi affronta titoli competitivi o vuole semplicemente prestazioni regolari sotto carico prolungato. Insomma, è pur sempre un top di gamma generalista, ma rimane chiara la sua vocazione gaming.

Il comparto fotografico compone un trittico equilibrato: principale versatile con DetailMax Engine per gestire risoluzione e gamma dinamica, ultra‑grandangolo per prospettive ampie e tele periscopico 3,5x con OIS che garantisce nitidezza fino al 7x.. Video fino a 8K 30 fps, stabilizzazione ibrida e Dolby Vision completano un set di strumenti pensato tanto per chi registra contenuti quanto per chi cerca semplicità d'uso. Non il migliore camera phone sul mercato, ma il comparto imaging si difende abbastanza bene.

Design sobrio, protezioni IP complete e peso contenuto in relazione all'amperaggio della batteria chiudono un quadro che punta alla coerenza più che all'effetto a tutti i costi: uno smartphone, insomma, che sceglie qualità, prestazioni e concretezza e che si confronta ad armi pari con i migliori flagship del segmento. Certo, dimenticatevi i prezzi della prima OnePlus: sono ormai anni che i suoi migliori device sono venduti a prezzi premium, e questo aspetto non è cambiato con la nuova generazione.

11 Commenti
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cagnaluia13 Novembre 2025, 16:25 #1
come hanno risolto lo switch hardware del volume? il tasto funzione può lavorare in questo senso? abilita/disabilita audio?
cicastol13 Novembre 2025, 18:27 #2
Una volta si perculava Iphone per i suoi prezzi , adesso i cinafonini costano uguali ai top di gamma Apple, ovviamente avendo 1/20 della rete postvendita e assistenza di Apple...
LkMsWb13 Novembre 2025, 22:46 #3
Originariamente inviato da: cicastol
Una volta si perculava Iphone per i suoi prezzi , adesso i cinafonini costano uguali ai top di gamma Apple, ovviamente avendo 1/20 della rete postvendita e assistenza di Apple...


POSTO che i telefoni sono cari tutti ormai
POSTO che sì, Apple ha più rete e postvendita, ma insiste a farti pagare l'Apple Care

Va detto che OnePlus 15 vs iPhone 17 Pro (non si può confrontare col liscio... e per dimensioni andrebbe confrontato al Pro Max) a pari memoria di storage hanno 360 euro di differenza (256GB) o 460 euro (512GB), non mi sembra proprio uguale.

Se poi prendiamo il Pro Max, allora ci sono 510 euro (256GB) e 610 euro (512GB) in meno acquistando l'OnePlus.

Chiaramente parlo di prezzi ufficiali per ogni modello.
Tasslehoff13 Novembre 2025, 23:05 #4
Originariamente inviato da: cicastol
Una volta si perculava Iphone per i suoi prezzi , adesso i cinafonini costano uguali ai top di gamma Apple, ovviamente avendo 1/20 della rete postvendita e assistenza di Apple...
Fammi pensare, dov'è che viene prodotto iPhone? In Massachusetts, giusto? Ah no hai ragione, in Montana...

Il fatto che il resto dei produttori di smartphone Android abbiano una gamma di prodotti che spaziano da dispositivi da 80-90 € a quelli da 700 e passa € non ti dice nulla vero?

O che la stragrande maggioranza degli smartphone Android stanno sulla fascia dei 200-250 € e funzionano benissimo per anni e anni anni, e solo gli invasati vadano a spendere queste cifre folli per un top di gamma?

Nemmeno il fatto che un qualsiasi smartphone Android da 200 € faccia tutte le stesse cose che fa l'iPhone da 1500 € ti dice nulla?

Ah giusto dimenticavo, fa le stesse cose finchè la batteria dura, perchè anche su un iPhone da 1500 € è già grasso che cola se arrivi a mezza giornata senza ricaricare...
actarus_7714 Novembre 2025, 09:19 #5
Originariamente inviato da: Tasslehoff
Fammi pensare, dov'è che viene prodotto iPhone? In Massachusetts, giusto? Ah no hai ragione, in Montana...

Il fatto che il resto dei produttori di smartphone Android abbiano una gamma di prodotti che spaziano da dispositivi da 80-90 € a quelli da 700 e passa € non ti dice nulla vero?

O che la stragrande maggioranza degli smartphone Android stanno sulla fascia dei 200-250 € e funzionano benissimo per anni e anni anni, e solo gli invasati vadano a spendere queste cifre folli per un top di gamma?

Nemmeno il fatto che un qualsiasi smartphone Android da 200 € faccia tutte le stesse cose che fa l'iPhone da 1500 € ti dice nulla?

Ah giusto dimenticavo, fa le stesse cose finchè la batteria dura, perchè anche su un iPhone da 1500 € è già grasso che cola se arrivi a mezza giornata senza ricaricare...


Ne hai dette di hagate!!! Sei contento adesso?? Bene, adesso torna da mamma a chiederle la merenda.
redeagle14 Novembre 2025, 10:20 #6
Originariamente inviato da: cicastol
Una volta si perculava Iphone per i suoi prezzi , adesso i cinafonini costano uguali ai top di gamma Apple, ovviamente avendo 1/20 della rete postvendita e assistenza di Apple...


Da possessore di OnePlus 13 mi permetto di puntualizzare che "cinafonino" (con questo tono di disprezzo) lo dici a qualcun altro. Qui si parla di smartphone con i controcazzi.
igiolo14 Novembre 2025, 11:19 #7
domanda
sono orfano di Sony Xperia
ed android quasi stock senza bloat e ui strane

a parte i Motorola, di stock non c'è molto
i Pixel mi incuriosiscono, ma il bloat li è a livello di OS

è molto "cinese" come ui la Oxygen?
tipo per me Xiaomi (che fa buoni telefoni) lo è troppissimo , per dire

devo trovare una alternativa al mio Xperia 5
cagnaluia14 Novembre 2025, 14:39 #8
Originariamente inviato da: igiolo
domanda
sono orfano di Sony Xperia
ed android quasi stock senza bloat e ui strane

a parte i Motorola, di stock non c'è molto
i Pixel mi incuriosiscono, ma il bloat li è a livello di OS

è molto "cinese" come ui la Oxygen?
tipo per me Xiaomi (che fa buoni telefoni) lo è troppissimo , per dire

devo trovare una alternativa al mio Xperia 5


anche io cerco sempre il dispositivo più stock possibile...

I Motorola però sono un disagio... ogni avvio un sacco di app insulse da installare

Pixel invece? bloat?
unnilennium15 Novembre 2025, 19:53 #9
il problema principale di sto oneplus 15 è la fotocamera, rispetto al vecchio modello non c'è evoluzione... purtroppo. e non si capisce perchè preferire questo alle alternative in casa bbk, come oppo o realme, in fondo per lo stesso prezzo hai qualcosa in più. discorso prezzi ormai è inutile, un top di gamma costa 1000€, o di più. apple sempre di più. che sia meglio è relativo.
android però è pieno di app che ti tocca togliere, tutti cercano un modo per prenderti i dati, nessuno escluso. smasung motorola realme che differenza fa?
sdrutz16 Novembre 2025, 10:33 #10

Unica testata che fa recensioni serie. Complimenti

Come al solito HWUpgrade è l'unica testata che fa recensioni degne di questo nome. Dati tecnici super di dettaglio, benchmark a iosa e sincerità non da fun boy.
Complimenti.
Io l'ho ordinato, ho attualmente un OP11 che passerà a mio figlio (sia mai che lo prendevo nuovo a lui ahahah).
La prima cosa che amo è l'eliminazione dei bordi curvi che odio profondamente, anche se mi pare che anche il 13 fosse piatto. Poi la batteria e la possibilità di giocare connesso alla rete elettrica credo siano un vero plus. Vi dirò quando arriva.
Il prezzo è quello che è, però, se siamo disposti a spendere migliaia di euro per un fisso assemblato da noi, non vedo perché non si possa spendere un millino per un mini pc che è sempre con noi e che usiamo 5-10h al giorno...

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