La verifica dell'età per i siti porno non funziona: Pornhub chiede aiuto alle Big Tech per trovare una soluzione migliore
Il sistema di verifica dell'età a livello di sito web non funziona e i portali come Pornhub stanno registrando un netto calo del traffico web: per questo motivo l'azienda che gestisce il sito ha chiesto aiuto alle big tech per trovare una soluzione più efficace
di Davide Raia pubblicata il 24 Novembre 2025, alle 07:31 nel canale WebIl tema della verifica dell'età per gestire l'accesso a siti web con contenuti pornografici ed evitarne l'utilizzo da parte dei minori è particolarmente attuale, in Italia, con il sistema di verifica voluto da AGCOM, ma anche in molti altri Paesi in tutto il mondo.
A dire la sua, questa settimana, è stata Aylo, proprietaria di Pornhub, Brazzers, Redtube e YouPorn, che ha inviato una lettera alle Big Tech (Google, Apple e Microsoft) con l'obiettivo di esortare l'adozione di un meccanismo di verifica dell'età a livello di sistema operativo, in modo da semplificare la questione legata all'uso di servizi vietati ai minori.

Come risolvere il problema della verifica dell'identità?
Secondo quanto scritto da Anthony Penhale, responsabile legale di Aylo: "Sulla base della nostra esperienza pratica con le leggi vigenti in materia di garanzia dell'età, sosteniamo fermamente l'iniziativa per proteggere i minori online. Tuttavia, abbiamo riscontrato che gli approcci di garanzia dell'età basati sui siti sono fondamentalmente imperfetti e controproducenti".
Al momento, i sistemi di verifica dell'età basati sui siti "non sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo primario: proteggere i minori dall'accesso a materiale online non appropriato alla loro età", mentre una soluzione migliore sarebbe quella di implementare un sistema di autenticazione a livello di dispositivo e, quindi, integrato nel sistema operativo (Android, iOS, Windows etc.). In questo modo, tramite API, il dispositivo potrebbe condividere le informazioni sulla verifica con il sito che potrebbe, quindi, autorizzare l'utente all'accesso. Le Big Tech contattate da Aylo hanno rifiutato di commentare direttamente la questione.
Il tema è particolarmente attuale, non solo in Italia. Negli Stati Uniti, ad esempio, 25 Stati hanno già introdotto sistemi di verifica dell'identità, procedendo in modo indipendente e contribuendo a rendere complicato l'accesso ad alcuni siti. Anche nel Regno Unito la situazione è complicata. A farne le spese, in questo momento, sono proprio i siti web come quelli di Aylo, a partire da Pornhub, che stanno registrando un drastico calo del traffico.










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23 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoAl momento, i sistemi di verifica dell'età basati sui siti "non sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo primario: proteggere i minori dall'accesso a materiale online non appropriato alla loro età", mentre una soluzione migliore sarebbe quella di implementare un sistema di autenticazione a livello di dispositivo e, quindi, integrato nel sistema operativo (Android, iOS, Windows etc.). In questo modo, tramite API, il dispositivo potrebbe condividere le informazioni sulla verifica con il sito che potrebbe, quindi, autorizzare l'utente all'accesso. Le Big Tech contattate da Aylo hanno rifiutato di commentare direttamente la questione.
Ecco un altro che da fiato alla bocca senza capire una sega, tanto per restare in tema. Ma si, passiamo dalla padella alla brace, mi sembra proprio la strada giusta. Le Big Tech si sono rifiutate di commentare, lo credo bene, un minimo di dignità e senso di imbarazzo è rimasto anche a loro. E certo adesso siccome dobbiamo tutelare il business del porno andiamo a mettere più paletti direttamente nei sistemi operativi. Ma questa gente è fuori con l'accuso, peggio di un davanzale. Tira veramente un'ariaccia ultimamente. Ormai con la scusa della sicurezza è evidente dove vadano a parare.
Per Anubi...ma che bel modo di partire di lunedì mattina, sempre e solo belle notizie...incoraggianti soprattutto !
E poi non ho capito... se il mio pc lo usa mio figlio minore che succede, che entra con la mia verifica anagrafica?
veramente geni
E poi non ho capito... se il mio pc lo usa mio figlio minore che succede, che entra con la mia verifica anagrafica?
veramente geni
no guarda, come è oltremodo facile intuire, il traffico cala perchè 99 utenti su 100 se devono registrarsi chiudono e vanno altrove.
E questo i gestori lo sanno benissimo.
Per Anubi...ma che bel modo di partire di lunedì mattina, sempre e solo belle notizie...incoraggianti soprattutto !
dignità e imbarazzo le Big Tech ? davvero ? DAVVERO ???
semmai le Big Tech lo sanno già se sei maggiorenne senza bisogno di implementare nient'altro, lo sanno da come usi e cosa fai con il PC
Ma è ovvio che l'obiettivo non sia "proteggere i bambini", dunque non verrà fatto. Poi, nota a parte, attenzione che in Inglese chiamano "bambini" tutti i non-maggiorenni, benché un termine legale per "minore" in genere esista anche lì.
Stanno a inventare scuse per togliere il divieto!
Spero che non cambino nulla!!!
Stanno a inventare scuse per togliere il divieto!
Spero che non cambino nulla!!!
Scoraggiare l'uso di tali siti tramite minaccia implicita del potenziale rischio di fuga di dati e perdita di privacy (oltre che generale seccatura) con la scusa di "proteggere i bambini" è da meschini e mafiosi; non è semplicemente questione di non essere in grado di dimostrare di essere maggiorenni.
È inoltre più che ovvio oramai che l'obiettivo sia estendere ciò oltre i "siti porno". Per essere "a prova di bambino", Internet dovrebbe diventare per forza di cose tutto chiuso di default o senza possibilità agli utenti di inviare contenuti a meno di moderazione stringente.
E questo i gestori lo sanno benissimo.
che poi voglio dire
basta aprire un qualunque motore di ricerca senza registrarsi e cercare immagini digitando TETTE
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