UE: multa di 130 milioni di Euro a ASUS, Pioneer, Philips, Denon & Marantz per imposizione di prezzi minimi

UE: multa di 130 milioni di Euro a ASUS, Pioneer, Philips, Denon & Marantz per imposizione di prezzi minimi

La Commissione Europea multa alcuni big nel mondo dell'informatica e dell'elettronica di consumo per una politica di prezzi che prevedeva l'imposizione di quelli minimi, che si scontra con il principio di libera concorrenza. Ecco qualche dettaglio.

di pubblicata il , alle 10:21 nel canale Multimedia
ASUSPhilips
 

Con la UE non si scherza e molti big lo sanno. Nella schiera di quelli che metteranno mano al portafoglio per aver tenuto comportamenti commerciali discutibili troviamo oggi anche ASUS, Pioneer, Philips e Denon & Marantz, non solo accusate ma palesemente colpevoli di aver fatto pressioni su molti rivenditori al fine di non scendere oltre una certa soglia di prezzo per alcuni dei loro prodotti, andando quindi a scontrarsi con il principio UE di libera concorrenza, difeso già in passato con strenua volontà e a colpi di sonore multe.

Come ben spiega Techcrunch, la somma di 130 milioni di Euro è quella totale inflitta alle quattro aziende, fra le quali ASUS è quella più colpita, contribuendo infatti per ben 63,5 milioni di Euro. L'azienda taiwanese, come tutte le altre, ha negli anni collaborato assiduamente per rispondere a tutte le richieste della UE, arrivando a ridimensionare del 40-50% le cifre relative alle multe paventate. Ma questo non ha certo evitato l'inevitabile, avendo tutte ammesso le colpe di cui sono accusate.

ASUS, nello specifico, avrebbe monitorato in automatico il mercato di notebook e monitor in Germania e Francia fra il 2011 e il 2014, contattando in tempo reale gli shop che, per qualche motivo, commercializzavano alcuni prodotti ASUS al di sotto di un certo prezzo deciso da ASUS stessa. Il non adeguamento poteva comportare un blocco delle forniture. Storie tutto sommato simili quelle degli altri brand coinvolti: Pioneer, oltre a fissare prezzi minimi, impediva ad esempio di vendere i propri prodotti da un paese UE all'altro, di fatto andando ad imporre prezzi specifici per mercati specifici. Il prezzo di questa manovra, per Pioneer, è una multa da 10,1 milioni di Euro).

Philips, multata di 29,8 milioni di Euro, ha di fatto operato in Francia dal 2011 al 2013 operando un continuo monitoraggio su una vasta gamma di prodotti, imponendo come ASUS alcuni limiti sotto i quali non scendere. Denon & Marantz, infine, ha tenuto un comportamento simile in Germania e Paesi Bassi fra il 2011 e il 2015, comportamento che ora le costa 7,7 milioni di Euro. Sotto accusa, per tutti, anche i sistemi di monitoraggio a mezzo software, che hanno permesso il controllo in tempo reale dei prezzi con la precisa finalità di imporre lo stop a un calo di prezzi ritenuto eccessivo, scontrandosi appunto con il principio di libera concorrenza delle UE.

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7 Commenti
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mr.cluster25 Luglio 2018, 10:47 #1
Buono a sapersi.
Maxt7525 Luglio 2018, 11:12 #2
Secondo me questa norma danneggia i piccoli venditori comunque.
emiliano8425 Luglio 2018, 11:22 #3
mi sembra strano che apple non imponga prezzi minimi
Zenida25 Luglio 2018, 23:32 #4
Fin quando prezzi minimi non significa, mettersi di comune accordo con la concorrenza, allora non ci vedo nulla di male. Fin lì si chiama marketing, perchè anche il prezzo rientra nella strategia di un'azienda. Però se la tua distribuzione tende ad abbassare il prezzo finale ci sono solo due strade:

1) Gli fornisci i prodotti a prezzi più alti
2) Prendi il controllo dell'intera filiera verticale
pasky526 Luglio 2018, 00:15 #5
Originariamente inviato da: Zenida
Fin quando prezzi minimi non significa, mettersi di comune accordo con la concorrenza, allora non ci vedo nulla di male. Fin lì si chiama marketing, perchè anche il prezzo rientra nella strategia di un'azienda. Però se la tua distribuzione tende ad abbassare il prezzo finale ci sono solo due strade:

1) Gli fornisci i prodotti a prezzi più alti
2) Prendi il controllo dell'intera filiera verticale



1) Se sei l'unico produttore al mondo allora ok, sennò mi rivolgo altrove…
2) Giusto! compra il mio negozio/supermercato di elettronica e facci quello che vuoi
emiliano8426 Luglio 2018, 10:12 #6
Originariamente inviato da: Zenida
Fin quando prezzi minimi non significa, mettersi di comune accordo con la concorrenza, allora non ci vedo nulla di male. Fin lì si chiama marketing, perchè anche il prezzo rientra nella strategia di un'azienda. Però se la tua distribuzione tende ad abbassare il prezzo finale ci sono solo due strade:

1) Gli fornisci i prodotti a prezzi più alti
2) Prendi il controllo dell'intera filiera verticale


a ma quindi il problema era che si sono accordati tra' loro?
non che hanno stabilito prezzi minimo con I rivenditori per I loro prodotti?
Zenida28 Luglio 2018, 00:22 #7
Originariamente inviato da: pasky5
1) Se sei l'unico produttore al mondo allora ok, sennò mi rivolgo altrove…
2) Giusto! compra il mio negozio/supermercato di elettronica e facci quello che vuoi

1) Non per forza deve valere solo in regime di monopolio, basta avere sufficiente forza contrattuale. Prendi Apple, se volesse alzare i suoi prezzi potrebbe farlo che i rivenditori continuerebbero ad acquistarli lo stesso, perchè sono prodotti che si vendono ugualmente.
2) Non parlo di comprare il negozio di elettronica, parlo di controllare la filiera. Ovvero smetti di vendere a dei rivenditori e costruisci tu la tua rete distributiva (che sia tramite acquisizioni o meno poco importa). Alla fine dal produttore al consumatore ci sarai sempre tu nel mezzo.
Originariamente inviato da: emiliano84
a ma quindi il problema era che si sono accordati tra' loro?
non che hanno stabilito prezzi minimo con I rivenditori per I loro prodotti?


No no si "accordavano" con i rivenditori, ma secondo l'UE era più un'imposizione. Ovviamente i rivenditori non vogliono di certo perdere un marchio come Asus nel proprio catalogo, quindi accettavano passivamente la richiesta.

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