TSMC: produrre wafer in Arizona le costa solo il 10% in più rispetto a Taiwan?
Un'analisi di TechInsights smentisce l'idea che produrre wafer in Arizona sia troppo costoso, evidenziando una differenza di costo inferiore al 10% rispetto a Taiwan. Miracolo dell'automazione?
di Manolo De Agostini pubblicata il 25 Marzo 2025, alle 16:01 nel canale ProcessoriTSMC
La decisione di TSMC di produrre negli Stati Uniti, ormai realtà con l'avvio della prima Fab e la decisione di investire ulteriori 100 miliardi di dollari nei prossimi anni, per complessivi 165 miliardi di dollari, è stata accompagnata da numerosi interrogativi sulla "sostenibilità" dell'investimento.
Più volte si è infatti discusso del costo dei wafer fuori dai confini di Taiwan, e se la produzione in un paese occidentale avrebbe influenzato negativamente il prezzo dei prodotti finali. Negli anni passati il fondatore di TSMC, Morris Chang, ha parlato di costi produttivi troppo elevati rispetto a Taiwan, ma un'analisi condotta dagli esperti di TechInsights sembra smentirlo.

Badate bene, un sovrapprezzo c'è, ma il costo di produzione di wafer nella Fab 21 di TSMC in Arizona sarebbe meno del 10% maggiore rispetto a quello sostenuto, per lo stesso chip e a parità di processo, presso un'analoga fonderia a Taiwan.
Fermo restando che uno dei fattori principali che contribuiscono al costo complessivo è rappresentato dai macchinari, il cui prezzo è lo stesso in ogni parte del mondo, uno degli aspetti più discussi riguarda i costi della manodopera.
Negli Stati Uniti, i salari sono circa tre volte superiori rispetto a quelli di Taiwan, e molti analisti hanno erroneamente considerato questa differenza come un elemento determinante nel costo finale della produzione.
Tuttavia, le moderne fabbriche di semiconduttori sono altamente automatizzate, e ciò riduce l'incidenza del lavoro umano a meno del 2% del totale. Questo significa che la differenza nei salari ha un impatto trascurabile sul costo complessivo della produzione di wafer.
Un altro elemento che ha alimentato la percezione dell'esistenza di un divario significativo tra Arizona e Taiwan è il costo legato alla costruzione dell'impianto stesso e la formazione di una forza lavoro in gran parte priva di esperienza nel settore.
Infine, vi è la logistica ad aggiungere un ulteriore elemento di complessità. Attualmente, i wafer prodotti in Arizona devono essere inviati a Taiwan per essere tagliati, testati e confezionati prima di essere distribuiti ai clienti. Questo processo, sebbene più articolato rispetto alla filiera strutturata a Taiwan, non incide in modo significativo sui costi complessivi. TSMC, inoltre, ha in programma di imbastire capacità di packaging negli Stati Uniti per ottimizzare ulteriormente la catena produttiva.
In passato sono circolate voci secondo cui TSMC applicherebbe un premio del 30% sui chip prodotti negli Stati Uniti. Tuttavia, alla luce dell'analisi di TechInsights, la presunta maggiorazione non sarebbe direttamente correlata ai costi di produzione, bensì a dinamiche di mercato e strategie commerciali.
L'analisi di TechInsights mette quindi in discussione l'esistenza di una marcata differenza di costo tra Arizona e Taiwan, che sarebbe molto più contenuta di quanto comunemente ritenuto.










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18 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIl trasporto dipende anche dal tipo di merce che trasporti, in questo caso è una merce con alto costo e basso volume e peso.
E cmq un impatto c'è ed è del 3-4% sul prezzo finale...
ma già all'epoca si etichettava no-global chi lo diceva, oggi dopo 25anni di invasione cinese (faccio partire a spanne dall'11 settembre che ha "causato" l'entrata della cina nel WTO) ci si sveglia. Intanto i salari reali italiani dal 2008 ad oggi sono scesi del 9%:
https://www.corriere.it/economia/la...02a460xlk.shtml
Link ad immagine (click per visualizzarla)
mi pare, ma non ho voglia di cercare le fonti, che siamo tornati indietro agli anni 90 come salari reali, alla faccia del progresso.
Com'era bello eh negli anni 2000 sentirsi cittadini del mondo globale, con quell'aria frizzantina di liberal-progressismo (unificato in questo caso) e l'entusiasmo di una internet nascente che abbatteva le barriere, accorciava le distanze, ecc.
Sempre bello giocare, col culo degli altri...
Globalizzazione e ipocrisie, vent’anni di Cina nel Wto:
https://centroriformastato.it/wp-co...ina-nel-wto.pdf
Wto, la scommessa persa sulla Cina:
https://www.paroledimanagement.it/w...nta-dalla-cina/
la Gabanelli:
https://www.corriere.it/dataroom-mi...ff5768-va.shtml
ma già all'epoca si etichettava no-global chi lo diceva, oggi dopo 25anni di invasione cinese (faccio partire a spanne dall'11 settembre che ha "causato" l'entrata della cina nel WTO) ci si sveglia. Intanto i salari reali italiani dal 2008 ad oggi sono scesi del 9%:
https://www.corriere.it/economia/la...02a460xlk.shtml
Link ad immagine (click per visualizzarla)
mi pare, ma non ho voglia di cercare le fonti, che siamo tornati indietro agli anni 90 come salari reali, alla faccia del progresso.
Com'era bello eh negli anni 2000 sentirsi cittadini del mondo globale, con quell'aria frizzantina di liberal-progressismo (unificato in questo caso) e l'entusiasmo di una internet nascente che abbatteva le barriere, accorciava le distanze, ecc.
Sempre bello giocare, col culo degli altri...
Globalizzazione e ipocrisie, vent’anni di Cina nel Wto:
https://centroriformastato.it/wp-co...ina-nel-wto.pdf
Wto, la scommessa persa sulla Cina:
https://www.paroledimanagement.it/w...nta-dalla-cina/
la Gabanelli:
https://www.corriere.it/dataroom-mi...ff5768-va.shtml
io non ho mai capito perchè la globalizzazione doveva aiutarci ma molti partiti e politici si sono spesi per convincere gli stolti che sarebbe stato un grande vantaggio farci invadere..
alla fine la gente ha pensato che fosse più bello e migliore perdere la propria identità ed eccoci qua a perdere pezzetti di cultura e storia ogni giorno
ma basta anche vedere il percorso di studi che si fa da 10 anni a questa parte per capire l'impoverimento che c'è anche nel mondo dello sviluppo delle future generazioni dove si perde più tempo a pensare alla diversità e all'integrazione del diverso che a studiare le materie.. d'altro canto come era ? più stupidi più facili da controllare ?
stiamo combattendo battaglie inutili per distrarci dal vero problema ma ti diranno che sbagliamo noi a voler salvare la nostra storia e cultura e che dobbiamo essere più aperti alla conquista economica e sociale degli altri
stiamo facendoci concorrenza in europa per 4 stracci quando abbiamo permesso a tutti di entrare a casa nostra e prendere quello che avevamo
Perché la globalizzazione "fatta bene", permette di sfruttare il prossimo e avere un mercato globale (USA)
Mentre qui in Italia è stata fatta per chiudere le aziende locali e fare produrre a meno fuori.
La grandissima visione di Berlusconi e Tremonti
Ma la cattivissima Europa, pensa solo alle FER e ai finti problemi, con i carini e coccolosi Putini.
Ma non eri tu che campavi di Eolico?
In Italia, automazione a parte, non riusciamo a traguardare gli altri punti.
Certo, a quei miserabili pezzenti imprenditori gli lanci una monetina da 1 euro e li fai camminare sulle mani e scodinzolare come cani. Arrivera il loro turno dove il dittatorelllo di turno gli confischerá tutto, a loro o ai loro eredi, ovunque nel mondo si siano rintanati questi scarafaggi.
alla fine la gente ha pensato che fosse più bello e migliore perdere la propria identità ed eccoci qua a perdere pezzetti di cultura e storia ogni giorno.
Mentre qui in Italia è stata fatta per chiudere le aziende locali e fare produrre a meno fuori.
Comunque non è stato certo il governo italiano (quale che fosse) a dare il via libera alla Cina nel WTO. All'epoca l'italia cercava di entrare in europa e non essere sbattuta fuori a causa di parametri sotto i limiti imposti, internazionalmente non contava nulla come oggi, anzi forse anche meno di oggi.
Anche oggi dietro l'ideologia dell'immigrazione selvaggia c'è (anche, non solo) lo sfruttamento di manodopera a basso costo per quello che non si delocalizza, e comunque la concorrenza dei disperati tiene bassi i salari. Basta vedere i servizi televisivi sugli addetti della logistica (le consegne coi furgoncini degli e-commerce che vanno tanto di moda, ma non solo), sui lavoratori nei cantieri navali, ecc.
E' sempre facile fare i "filosofi" col c.lo degli altri.
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