Intel Summit 2018: il presente e il futuro sono nei dati, non solo nei processori

Intel Summit 2018: il presente e il futuro sono nei dati, non solo nei processori

Interessante momento di incontro l'Intel Summit 2018 tenutosi a SMAU, nel quale l'azienda ha fatto il punto della situazione illustrando strategie e tendenze. Un mondo in continuo cambiamento, nel quale Intel vede come parola d'ordine i dati e la loro gestione, senza dimenticare che tutto alla fine si appoggia a macchine potenti

di pubblicata il , alle 10:21 nel canale Processori
Intel
 

Il nome Intel è strettamente collegato ai prodotti su cui l'azienda si è concentrata maggiormente negli ultimi decenni, ovvero i processori di calcolo. CPU su tutto, ma anche versioni meno famose e potenti ma estremamente diffuse in miliardi di pezzi un po' in tutto il globo. Soprattutto per chi ha una certa età, insomma, Intel è sinonimo di hardware, principalmente. Il mondo però cambia e anche in fretta. Intel vanta successi immensi e indiscussi nel campo dei processori per PC e server, ma anche qualche nota stonata come nel caso dell'hardware per dispositivi mobili, smartphone e tablet, settori in cui la concorrenza si è mossa prima e meglio.

Sarebbe un errore però pensare ad Intel come "in rincorsa", dopo aver perseguito una strategia non certo vincente nei settori appena menzionati. Significherebbe collegare sempre e comunque Intel al mondo hardware e solo a quello, mentre le cose stanno diversamente. Il tema centrale dell'Intel Summit 2018, che indica la linea del presente e del futuro, è tutto giocato su Intel come "data driven company". Al centro insomma ci sono i dati, nel senso generico del termine (che fra poco approfondiremo), segnando un cambio di paradigma in corso già da un po', ma mai così platealmente espresso.

Un dato, impressionante, spicca su quelli mostrati nelle prime slide, ovvero che il 90% di tutti i dati creati in tutto il mondo è stato creato negli ultimi 2 anni. Non si tratta di una crescita esponenziale rispetto agli anni passati, ma qualcosa che cresce molto più in fretta ancora. Si pensi ad esempio che, ogni giorno, vengono pubblicati oltre 650 milioni di tweet, 4 milioni di ore in video su Youtube, oltre 4 miliardi di post su Facebook, si fanno oltre 5 miliardi di ricerche su Google e si inviano 22 miliardi di messaggi, ovviamente tenendo conto di tutte le piattaforme più diffuse.

E' una mole di dati impressionate che deve essere gestita e archiviata, il tutto tenendo in considerazione che fra un anno la situazione potrebbe diventare veramente critica, a meno di non disporre di servizi e delle infrastrutture adeguate. Maurits Tichelman, Vice President Sales and Marketing Group e General Manager Global Markets and Partners EMEA, parla di una "data centric transformation", facendoci capire che Intel ha la ferma intenzione di giocare un ruolo di primo piano nel fornire mezzi per gestire al meglio una mole di dati che è anche difficile immaginare, data la sua vastità.

La quarta piattaforma

Detto questo Intel certo non rinnega il proprio passato e una buona fetta del presente, quella del silicio. Anzi, il settore gode di ottima salute, al quale però sarà aggiunta l'attenzione alle tematiche appena esposte. Si parte anche da un discorso che porta alla convergenza in più punti fra settore "data centric" e l'hardware, spiegato da Intel stessa. Sono tre i grossi cambiamenti in atto:

1) Viviamo nell' "era della distrazione", con riferimento all'utilizzo sempre più massiccio degli smartphone, il cui utilizzo è nettamente diverso da quello di un PC tradizionale. Il PC tradizionale però era e resta la piattaforma più usata per creare contenuti, codice e produrre in generale.

2) Siamo più esigenti, nel senso che la grande differenziazione del mercato ci ha portato a desiderare dispositivi sempre più adatti alle nostre esigenze e sempre meno inclini al compromesso.

3) Utilizziamo la rete per molte cose, non più solo per connetterci al web

Il punto cruciale è il passaggio alla cosiddetta quarta piattaforma, indicazione alquanto rara per indicare un cambio di paradigma nel campo tecnologico, in questo caso. La prima piattaforma era quella, diciamo, delle origini: un PC o anche un terminale collegato a un server centrale, quasi sempre in locale. Arriva poi il ciclone internet, andando a cambiare radicalmente il modo di lavorare e di far interagire macchine differenti, senza più il vincolo della prossimità. La terza piattaforma, che si aggiunge ovviamente alle precedenti senza escluderle, vede entrare in campo il mondo Cloud e Big Data, con un approccio ancora differente che è un po' l'evoluzione delle potenzialità offerte dalla connettività diffusa. La quarta? Include le tematiche più "hot" del momento: Realtà Aumentata e Virtuale, Intelligenza Artificiale, IoT, Machine Learning, tutti modelli in grado di far progredire il settore tecnologico, e non solo, verso modalità completamente differenti di interazione.

Andrea Toigo, Sales Manager IoT Group EMEA, ci ha spiegato come molte delle mosse fatte da Intel fatte in tempi recenti vadano tutte in quella direzione atta a preparare il terreno a un mondo da "quarta generazione". Lo sforzo fatto per le memorie Optane, connettività sempre più veloce e processori potenti hanno lo scopo di spostare dati in modo sempre più veloce. Non solo perché sono tantissimi e saranno sempre di più, ma anche perché la velocità è la chiave del successo e va supportata sia lato hardware, sia lato servizi. Si pensi ad un'auto a guida autonoma, dove enormi quantità di dati sono scambiati da e verso la vettura. O la necessità di trasmettere molti flussi video ad alta definizione in tempo reale, generati dal sistema IoT di videosorveglianza di casa. Si tratta ovviamente solo di esempi, ma il mondo va in quella direzione.

Non stupisce quindi vedere Intel, dopo un discorso molto legato ai dati, chiudere i lavori parlando dei benefici dei processori Xeon Cascade Lake, attesi per la fine dell'anno, con una roadmap che ne promette le evoluzioni Cooper Lake e Ice Lake rispettivamente nel 2019 e nel 2020. Insomma, un segnale chiaro per dire che ci sarà sempre più focus su temi estremamente complessi legati ai dati, ma senza dimenticare che Intel, era, è e sarà comunque in prima linea nel settore del silicio.

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3 Commenti
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frankie26 Ottobre 2018, 10:52 #1
il 90% di tutti i dati creati in tutto il mondo è stato creato negli ultimi 2 anni.
ogni giorno, vengono pubblicati oltre 650 milioni di tweet, 4 milioni di ore in video su Youtube, oltre 4 miliardi di post su Facebook

Di cui il 95% è useless.
GTKM26 Ottobre 2018, 11:40 #2
Originariamente inviato da: frankie
Di cui il 95% è useless.


Facciamo 99%.
maxy0426 Ottobre 2018, 13:45 #3
Originariamente inviato da: frankie
Di cui il 95% è useless.


foto di gattini, cinquantenni con il loro "kaffe'????????" e foto di piatti di spaghetti con scritto "yum yum, buon pranzo a me!"... si, diciamo che il 95% e' una percentuale corretta.

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