Steve Jobs salva Apple dal disastro: l'intera storia in 39 immagini

Steve Jobs salva Apple dal disastro: l'intera storia in 39 immagini

Ripercorriamo la storia della rinascita di Apple dall'arrivo di Steve Jobs, una storia che ha portato una società prossima al fallimento fino all'Olimpo dell'imprenditoria americana

di Nino Grasso pubblicata il , alle 10:37 nel canale Apple
AppleiPhoneiMacMac OS XiPodiPadiOS
 

Oggi Apple è la società dal più alto valore di capitalizzazione di mercato al mondo, ma non sempre tutto è andato a gonfie vele per la società di Cupertino co-fondata dei due Steve, Jobs e Wozniak. C'è stato un periodo infatti in cui la situazione di Apple era drammatica, con cambi continui nei vertici e trimestri deludenti su trimestri deludenti. Nel 1996 Gil Amelio, allora CEO della compagnia, ha proposto l'acquisizione di NeXT, la compagnia fondata dall'esule Steve Jobs dopo esser stato cacciato via da Apple, nella speranza di dare una nuova direzione alla società. Ma Jobs non è tipo da stare in seconda fila, e così iniziato una strategia di manipolazione per allontanare Amelio e prenderne il posto.

È stata proprio questa serie di eventi che ha segnato nettamente il destino di Apple, forse proprio il momento più delicato e cruciale della sua storia. Ripercorriamo in una galleria di 39 immagini l'intera storia di quello che è accaduto dopo, fino ai giorni nostri. E nel mezzo del percorso fino al "dominio del mondo" di Apple, c'è stato anche l'importantissimo zampino di Microsoft.

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18 Commenti
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gd350turbo02 Gennaio 2017, 10:57 #1
Più in alto si sale, più è facile cadere !
jepessen02 Gennaio 2017, 11:04 #2
Originariamente inviato da: gd350turbo
Più in alto si sale, più è facile cadere !


Allora mi raccomando non fare mai niente nella vita e punta in basso cosi' non corri il rischio di farti male...
TripleX02 Gennaio 2017, 15:36 #3
Si attende con ansia il libro con le foto di jobs ora...dopo il successone del FAVOLOSO apple book da 300dollari per una serie di foto scaricabili dal web in toto
AlexSwitch02 Gennaio 2017, 18:45 #4
Lasciando perdere i soliti commenti dei soliti " spara opinioni " in libertà, diciamo così, l'articolo, così come anche alcune didascalie delle foto, presenta diverse imprecisioni e/o errori.

Quello più grande, nel testo dell'articolo ( Nino informarti meglio prima di fare magre figure... ), è quello di asserire che Gill Amelio scelse di acquisire la compagnia di Jobs, NeXT e il suo OS NextStep!
Le cose andarono in maniera completamente diversa: tutto ebbe inizio con il fallimento del progetto Copland, ovvero l'evoluzione di MacOS su basi moderne e più razionali, sviluppato da Apple.
Infatti con l'arrivo della piattaforma PPC, grazie al consorzio AIM ( Apple, IBM, Motorola ) l'OS dei Mac venne stravolto con l'aggiunta di patch e framework per sfruttare le nuove istruzioni e le nuove tecnologie delle CPU PowerPC. I risultati furono parecchio deludenti perché comunque si doveva far convivere il vecchio mondo della famiglia Motorola 68000, con quello nuovo PPC, in un unico OS.

L'aborto del progetto Copland, annunciato per altro solamente 48 ore dopo il rilascio delle prime beta agli sviluppatori, lasciò Apple in una situazione strategicamente molto delicata, se non quasi impossibile. I rapporti con gli sviluppatori erano ai minimi visti gli scarsi volumi di vendite e un OS pasticciato che risentiva parecchio degli anni sulle spalle, nelle casse c'era sempre meno liquidità a fronte di costi di gestione elevatissimi e i debiti accumulati da onorare. In sostanza Apple non aveva più le risorse per finanziare lo sviluppo di un nuovo OS internamente. L'unica notizia positiva era che c'era ancora uno zoccolo duro di utenza Macintosh ancora fedele ( anche se sempre più stanco per le tante delusioni ) con una certa consistenza da convincere Apple a guardare fuori dal proprio recinto per dotarsi di un OS moderno per il nuovo millennio.

Al tempo, escludendo Windows e Linux per ovvie ragioni, Apple iniziò a sondare il terreno UNIX con Sun ma ottenere una versione custom per PPC richiedeva tempi troppo lunghi, così si rivolse alla neonata Be Systems per il suo BeOS. Era un OS molto vicino a cosa sarebbe dovuto essere il futuro MacOS del progetto Copland, modulare, con una GUI molto snella ed intuitiva, che sapeva sfruttare molto bene l'hardware su cui era installato e soprattutto era già disponibile per PPC.
Jean Luis Gassèe ( ex dirigente responsabile di Apple, fondatore di Be e suo CEO ) propose un contratto di fornitura a licenza che prevedeva oltre al pagamento di royalties per copia installata, una somma forfettaria iniziale ma, soprattutto, il divieto assoluto ad Apple di modificare o customizzare BeOS per i futuri Mac nei suoi laboratori. Sostanzialmente Apple si stava legando mani e piedi ai destini e alle decisioni di una azienda esterna, senza avere un minimo controllo.
Amelio era quasi convinto di firmare con Be, nonostante parecchie critiche all'accordo, quando in extremis gli venne fatto " notare " ( la vulgata vuole che ci fu una telefonata notturna di Jobs ad Amelio ) NeXT e il sui OS NextStep.
Quindi più che una scelta quella di Amelio fu una necessità assoluta viste le condizioni drammatiche di Apple ( iconica fu una copertina di MacWorld del periodo in cui campeggiava un " PRAY " a caratteri cubitali ).

Il resto è storia... Una bella storia!!
digmedia02 Gennaio 2017, 18:53 #5
Originariamente inviato da: AlexSwitch
Lasciando perdere i soliti commenti dei soliti " spara opinioni " in libertà, diciamo così, l'articolo, così come anche alcune didascalie delle foto, presenta diverse imprecisioni e/o errori.

Quello più grande, nel testo dell'articolo ( Nino informarti meglio prima di fare magre figure... ), è quello di asserire che Gill Amelio scelse di acquisire la compagnia di Jobs, NeXT e il suo OS NextStep!
Le cose andare in maniera completamente diversa: tutto ebbe inizio con il fallimento del progetto Copland, ovvero l'evoluzione di MacOS su basi moderne e più razionali, sviluppato da Apple.
Infatti con l'arrivo della piattaforma PPC, grazie al consorzio AIM ( Apple, IBM, Motorola ) l'OS dei Mac venne stravolto con l'aggiunta di patch e framework per sfruttare le nuove istruzioni e le nuove tecnologie delle CPU PowerPC. I risultati furono parecchio deludenti perché comunque si doveva far convivere il vecchio mondo della famiglia Motorola 68000, con quello nuovo PPC, in un unico OS.

L'aborto del progetto Copland, annunciato per altro solamente 48 ore dopo il rilascio delle prime beta agli sviluppatori, lasciò Apple in una situazione strategicamente molto delicata, se non quasi impossibile. I rapporti con gli sviluppatori erano ai minimi visti gli scarsi volumi di vendite e un OS pasticciato che risentiva parecchio degli anni sulle spalle, nelle casse c'era sempre meno liquidità a fronte di costi di gestione elevatissimi e i debiti accumulati da onorare. In sostanza Apple non aveva più le risorse per finanziare lo sviluppo di un nuovo OS internamente. L'unica notizia positiva era che c'era ancora uno zoccolo duro di utenza Macintosh ancora fedele ( anche se sempre più stanco per le tante delusioni ) con una certa consistenza da convincere Apple a guardare fuori dal proprio recinto per dotarsi di un OS moderno per il nuovo millennio.

Al tempo, escludendo Windows e Linux per ovvie ragioni, Apple iniziò a sondare il terreno UNIX con Sun ma ottenere una versione custom per PPC richiedeva tempi troppo lunghi, così si rivolse alla neonata Be Systems per il suo BeOS. Era un OS molto vicino a cosa sarebbe dovuto essere il futuro MacOS del progetto Copland, modulare, con una GUI molto snella ed intuitiva, che sapeva sfruttare molto bene l'hardware su cui era installato e soprattutto era già disponibile per PPC.
Jean Luis Gassèe ( ex dirigente responsabile di Apple, fondatore di Be e suo CEO ) propose un contratto di fornitura a licenza che prevedeva oltre al pagamento di royalties per copia installata, una somma forfettaria iniziale ma, soprattutto, il divieto assoluto ad Apple di modificare o customizzare BeOS per i futuri Mac nei suoi laboratori. Sostanzialmente Apple si stava legando mani e piedi ai destini e alle decisioni di una azienda esterna, senza avere un minimo controllo.
Amelio era quasi convinto di firmare con Be, nonostante parecchie critiche all'accordo, quando in extremis gli venne fatto " notare " ( la vulgata vuole che ci fu una telefonata notturna di Jobs ad Amelio ) NeXT e il sui OS NextStep.
Quindi più che una scelta quella di Amelio fu una necessità assoluta viste le condizioni drammatiche di Apple ( iconica fu una copertina di MacWorld del periodo in cui campeggiava un " PRAY " a caratteri cubitali ).

Il resto è storia... Una bella storia!!


grazie, ho letto con interesse e piacere il tuo intervento
bogdaneg02 Gennaio 2017, 21:01 #6
Originariamente inviato da: AlexSwitch
Lasciando perdere i soliti commenti dei soliti " spara opinioni " in libertà, diciamo così, l'articolo, così come anche alcune didascalie delle foto, presenta diverse imprecisioni e/o errori.

Quello più grande, nel testo dell'articolo ( Nino informarti meglio prima di fare magre figure... ), è quello di asserire che Gill Amelio scelse di acquisire la compagnia di Jobs, NeXT e il suo OS NextStep!
Le cose andarono in maniera completamente diversa: tutto ebbe inizio con il fallimento del progetto Copland, ovvero l'evoluzione di MacOS su basi moderne e più razionali, sviluppato da Apple.
Infatti con l'arrivo della piattaforma PPC, grazie al consorzio AIM ( Apple, IBM, Motorola ) l'OS dei Mac venne stravolto con l'aggiunta di patch e framework per sfruttare le nuove istruzioni e le nuove tecnologie delle CPU PowerPC. I risultati furono parecchio deludenti perché comunque si doveva far convivere il vecchio mondo della famiglia Motorola 68000, con quello nuovo PPC, in un unico OS.

L'aborto del progetto Copland, annunciato per altro solamente 48 ore dopo il rilascio delle prime beta agli sviluppatori, lasciò Apple in una situazione strategicamente molto delicata, se non quasi impossibile. I rapporti con gli sviluppatori erano ai minimi visti gli scarsi volumi di vendite e un OS pasticciato che risentiva parecchio degli anni sulle spalle, nelle casse c'era sempre meno liquidità a fronte di costi di gestione elevatissimi e i debiti accumulati da onorare. In sostanza Apple non aveva più le risorse per finanziare lo sviluppo di un nuovo OS internamente. L'unica notizia positiva era che c'era ancora uno zoccolo duro di utenza Macintosh ancora fedele ( anche se sempre più stanco per le tante delusioni ) con una certa consistenza da convincere Apple a guardare fuori dal proprio recinto per dotarsi di un OS moderno per il nuovo millennio.

Al tempo, escludendo Windows e Linux per ovvie ragioni, Apple iniziò a sondare il terreno UNIX con Sun ma ottenere una versione custom per PPC richiedeva tempi troppo lunghi, così si rivolse alla neonata Be Systems per il suo BeOS. Era un OS molto vicino a cosa sarebbe dovuto essere il futuro MacOS del progetto Copland, modulare, con una GUI molto snella ed intuitiva, che sapeva sfruttare molto bene l'hardware su cui era installato e soprattutto era già disponibile per PPC.
Jean Luis Gassèe ( ex dirigente responsabile di Apple, fondatore di Be e suo CEO ) propose un contratto di fornitura a licenza che prevedeva oltre al pagamento di royalties per copia installata, una somma forfettaria iniziale ma, soprattutto, il divieto assoluto ad Apple di modificare o customizzare BeOS per i futuri Mac nei suoi laboratori. Sostanzialmente Apple si stava legando mani e piedi ai destini e alle decisioni di una azienda esterna, senza avere un minimo controllo.
Amelio era quasi convinto di firmare con Be, nonostante parecchie critiche all'accordo, quando in extremis gli venne fatto " notare " ( la vulgata vuole che ci fu una telefonata notturna di Jobs ad Amelio ) NeXT e il sui OS NextStep.
Quindi più che una scelta quella di Amelio fu una necessità assoluta viste le condizioni drammatiche di Apple ( iconica fu una copertina di MacWorld del periodo in cui campeggiava un " PRAY " a caratteri cubitali ).

Il resto è storia... Una bella storia!!


Grazie anche da parte mia.
Ogni tanto, fa molto piacere leggere il commento di una persona preparata.
Gylgalad03 Gennaio 2017, 09:56 #7
gli anni '90 sono stati per Apple qualcosa che è paragonabile solo all'uscita dell'iphone.
a quando una nuova vera stagione di offensiva sul piano macbook/imac?
LorenzAgassi03 Gennaio 2017, 14:21 #8
Originariamente inviato da: bogdaneg
Grazie anche da parte mia.
Ogni tanto, fa molto piacere leggere il commento di una persona preparata.




Azzarola ma più che persona preparata AlexSwitch sembra abbia proprio un manoscritto salvato nella mente?
AlexSwitch03 Gennaio 2017, 18:07 #9
Originariamente inviato da: Gylgalad
gli anni '90 sono stati per Apple qualcosa che è paragonabile solo all'uscita dell'iphone.
a quando una nuova vera stagione di offensiva sul piano macbook/imac?


Mah visto l'andazzo di Apple per quanto riguarda Macintosh mi viene da risponderti CHISSA'!!
AlexSwitch03 Gennaio 2017, 18:10 #10
Originariamente inviato da: LorenzAgassi
Azzarola ma più che persona preparata AlexSwitch sembra abbia proprio un manoscritto salvato nella mente?


Che ci vuoi fare... con Apple ci ho a che fare, direttamente e non, da più di 20 anni

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