Figlio muore in un incidente stradale, giudice obbliga Apple ad aprire iCloud ai genitori

Figlio muore in un incidente stradale, giudice obbliga Apple ad aprire iCloud ai genitori

Per la prima volta in Italia, il Tribunale civile di Milano ha ordinato ad Apple di dare ai genitori di un ragazzo morto in un incidente stradale accesso ai dati sincronizzati su iCloud. Lo racconta il Corriere della Sera.

di pubblicata il , alle 18:01 nel canale Apple
AppleiPhone
 

Non è la prima volta che accade e purtroppo non sarà nemmeno l'ultima, ma il Tribunale civile di Milano è dovuto intervenire per ordinare ad Apple, con un provvedimento cautelare d'urgenza, di consentire genitori di un ragazzo deceduto un anno fa in un incidente stradale un anno fa di accedere all'account cloud del figlio per recuperare contenuti altrimenti persi con lo smartphone, distrutto nell'increscioso evento.

Sappiamo quanto Apple sia restia a sbloccare gli iPhone e tantomeno a concedere l'accesso agli account cloud - d'altronde l'azienda ha costruito una fortissima campagna marketing attorno al tema della privacy - e quindi quanto raccontato da Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera è di assoluto rilievo.

A fronte delle richieste dei genitori, che volevano semplicemente "colmare almeno in parte il senso di vuoto" raccogliendo le ultime foto e video del figlio, tra cui le ricette annotate (faceva lo chef) per crearne uno progetto alla memoria, Apple aveva negato questa possibilità invocando "la protezione dell'identità di terzi in contatto con il ragazzo, nonché la sicurezza dei clienti; e aveva preteso che i genitori si dotassero di una serie di prerequisiti giuridici come l'essere agenti del defunto e portatori formali di un consenso legittimo secondo le definizioni dell'Electronic Communications Privacy Act", scrive il CdS.

Martina Flamini, giudice della I sezione del Tribunale civile di Milano, ha tuttavia reputato "del tutto illegittima" le richieste di Apple di "subordinare l'esercizio di un diritto, riconosciuto dall'ordinamento giuridico italiano, alla previsione di requisiti del tutto estranei alle norme di legge".

La giudice si è appoggiata a un articolo del Codice della privacy secondo cui in assenza di un divieto esplicito da parte della persona defunta, i diritti sui dati passano a chi agisce "per ragioni familiari meritevoli di protezione". Secondo l'ufficiale giudicante, il legame tra genitori e figli e "la volontà di realizzare un progetto che possa tenerne viva la memoria" rispecchiano quel requisito di legittimo interesse del Regolamento generale europeo sulla privacy. Insomma, Apple non può opporsi con la motivazione di tutelare la sicurezza dei clienti, dando così un po' di pace a due genitori distrutti.

87 Commenti
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agonauta7810 Febbraio 2021, 18:02 #1
La richiesta del giudice non ha al momento avuto seguito e dubito che lo avrà.
songohan10 Febbraio 2021, 18:10 #2
È assurdo che un'azienda privata, per quanto grande, si metta al di sopra della legge. Un'azienda, per quanto grande e ricca, giuridicamente parlando è allo stesso livello di Gasparino er carbonaro.
canislupus10 Febbraio 2021, 18:15 #3
Originariamente inviato da: agonauta78
La richiesta del giudice non ha al momento avuto seguito e dubito che lo avrà.


Se vi è una sentenza, Apple deve rispettarla.
Le leggi che invoca le può far valere sul proprio territorio, ma dubito che possa imporle laddove non vi sia la controparte locale.
Allora se in futuro si volessero evitare queste situazioni, sarebbe sufficiente prevedere un modulo nel quale si deleghi qualcuno a poter accedere ai propri contenuti in caso di morte.
La privacy degli altri?
Io faccio una foto con Pippo... e sono in vita... la sua privacy come è rispettata?
Non posso far vedere la foto agli altri? non posso condividerla con gli altri?
Se però muoio, allora spunta di nuovo la privacy???
albythebest10 Febbraio 2021, 18:22 #4

Il problema è prendere le proprie decisioni per tempo...

Visto il tema importante mi permetto di dare il mio contributo...
Anch'io ho conosciuto una famiglia con un problema simile, proprio per questo con altre persone abbiamo creato eLegacy due anni fa. Vogliamo aiutare le persone a ordinare e tramandare la propria vita digitale, ma anche a evitare che i propri eredi ottengano informazioni e contenuti che non dovrebbero... è un esigenza troppo importante oggi!
Per chi vuole approfondire: https://www.elegacy.app
Marko_00110 Febbraio 2021, 18:23 #5
però, non sarà sicuramente questo caso, ma se
il defunto vi tenesse immagini sensibili che coinvolgono terzi?
immagini che magari deteneva legittimamente, con il consenso
dell'altra/e persona/e interessata/e, oppure che deteneva
senza il loro consenso.
la loro consegna a terzi sarebbe un bel problema,
seppur consegnate a parenti.
anzi, nel secondo caso, verrebbero a conoscenza di un fatto
delittuoso che il loro caro commetteva.
stessa cosa si può dire per le chat, o i messaggi, che credo possano
essere paragonati a posta privata tra due o più soggetti,
soggetti egualmente da tutelare, se invece li consegni a terzi
questi sapranno fatti che non hanno diritto di sapere.
canislupus10 Febbraio 2021, 18:32 #6
Originariamente inviato da: Marko_001
però, non sarà sicuramente questo caso, ma se
il defunto vi tenesse immagini sensibili che coinvolgono terzi?
immagini che magari deteneva legittimamente, con il consenso
dell'altra/e persona/e interessata/e, oppure che deteneva
senza il loro consenso.
la loro consegna a terzi sarebbe un bel problema,
seppur consegnate a parenti.
anzi, nel secondo caso, verrebbero a conoscenza di un fatto
delittuoso che il loro caro commetteva.
stessa cosa si può dire per le chat, o i messaggi, che credo possano
essere paragonati a posta privata tra due o più soggetti,
soggetti egualmente da tutelare, se invece li consegni a terzi
questi sapranno fatti che non hanno diritto di sapere.


Tu credi seriamente che Apple lo faccia per tutelare la privacy?
Se non erro in passato ci sono state questioni con l'FBI per sbloccare degli iPhone di alcuni criminali.
Quindi il motivo è solo circondarsi di un'aurea di superiorità.
Poi dubito che un genitore si metterebbe a giudicare il figlio morto di incidente stradale.
Anche se avesse commesso le peggiori cose, di lui cercherebbe di conservare sempre il lato positivo e quello vorrebbe diffondere.
agonauta7810 Febbraio 2021, 18:35 #7
Cito uno dei tanti contratti di acquisto di un iPhone...
il presente Contratto e il rapporto tra Lei e Apple, e tutte le Operazioni sui Servizi saranno disciplinate dalle leggi dello Stato della California..
Dubito che apple si adeguera', d'altronde non sarà la prima o l'ultima volta che le viene chiesto di fornire i contenuti di un dispositivo di un parente defunto. Non mi sembra che si sia mai adeguata. Quando acquistate qualcosa, sarebbe buona norma leggerverlo tutto il contratto, software o hardware che sia.
Piedone111310 Febbraio 2021, 18:37 #8
Originariamente inviato da: Marko_001
però, non sarà sicuramente questo caso, ma se
il defunto vi tenesse immagini sensibili che coinvolgono terzi?
immagini che magari deteneva legittimamente, con il consenso
dell'altra/e persona/e interessata/e, oppure che deteneva
senza il loro consenso.
la loro consegna a terzi sarebbe un bel problema,
seppur consegnate a parenti.
anzi, nel secondo caso, verrebbero a conoscenza di un fatto
delittuoso che il loro caro commetteva.
stessa cosa si può dire per le chat, o i messaggi, che credo possano
essere paragonati a posta privata tra due o più soggetti,
soggetti egualmente da tutelare, se invece li consegni a terzi
questi sapranno fatti che non hanno diritto di sapere.


Cosa cambia se invece che in cloud tutto fosse scritto ed annotato in un diario contenuto in una cassetta di sicurezza?
La banca forse si sognerebbe di non consegnarlo ai legittimi eredi?
E se ci sono delle poesie o un trattato di cucina dal valore artistico e/o commerciale in cloud ci si può rifiutare di darlo agli eredi?
Ti rammento che in caso di morte tutti i beni ( materiali ed immateriali ) vanno agli eredi, incluso testi di canzoni inedite ( pe battisti, dalla o de andre) o debiti da capogiro ( dove gli eredi devono affrontare la prassi della rinuncia tutelare all'eredità se discendenti).
Riguardo poi le eventuali foto di terzi presenti sul cloud l'importante è non divulgarle senza il loro consenso dato che gli eredi ne hanno comunque ereditato il diritto di visione e possesso.
Insomma la storiella della privacy verso terzi non regge ne eticamente ne giuridicamente ( dato che il possesso è sopraggiunto per eredità e l'eventuale consenso o meno alla distribuzione segue la stessa trafila)
coschizza10 Febbraio 2021, 18:43 #9
Originariamente inviato da: canislupus
Allora se in futuro si volessero evitare queste situazioni, sarebbe sufficiente prevedere un modulo nel quale si deleghi qualcuno a poter accedere ai propri contenuti in caso di morte.
La privacy degli altri?
Io faccio una foto con Pippo... e sono in vita... la sua privacy come è rispettata?
Non posso far vedere la foto agli altri? non posso condividerla con gli altri?
Se però muoio, allora spunta di nuovo la privacy???


con i servizi google questo è possibile farlo gia da tempo, puoi delegare chi vuoi ad accedere ai tuoi dati dopo la tua morte o dopo un tempo che decidi tu
kamon10 Febbraio 2021, 18:47 #10
Originariamente inviato da: songohan
È assurdo che un'azienda privata, per quanto grande, si metta al di sopra della legge. Un'azienda, per quanto grande e ricca, giuridicamente parlando è allo stesso livello di Gasparino er carbonaro.


Non ho capito dove stia la questione, apple tutela i dati nei limiti della legge come è giusto che sia, finché un giudice non gli impone di cacciare tali dati, loro giustamente non lo fanno, casa c'è di sbagliato o intollerabile in questo?

A me non piace affatto l'idea che se dovessi stirare le zampe improvvisamente chicchessia, anche i miei famigliari, per qualunque ragione si mettano a frugare a caso nelle mie questioni private, ciò che mi sta bene che sia a disposizione non è protetto da password oppure la password è già in mano di coloro con i quali sono disposto a condividere questi dati.

È sacrosanto che apple pretenda senza sconti che sia la legge a imporgli di dare accesso ai dati dei suoi clienti.

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