Apple pronta a pagare 450 milioni di dollari per la vicenda antitrust e-book negli USA

Apple pronta a pagare 450 milioni di dollari per la vicenda antitrust e-book negli USA

Emergono i dettagli di un accordo stretto da Apple con 33 stati USA, che indica in 450 milioni di dollari la cifra che l'azienda di Cupertino sarebbe pronta a pagare per porre fine al contenzioso legale

di pubblicata il , alle 10:21 nel canale Apple
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Secondo quanto riportato da numerose testate USA, come ad esempio The Verge, Apple sarebbe giunta ad un accordo con 33 stati USA per pagare 450 milioni di dollari, al fine di chiudere il contenzioso legale sul tema antitrust ed e-book. Facciamo un passo indietro per vederci più chiaro. Come riportato in una nostra notizia, nell'aprile del 2012 il Dipartimento di Giustizia USA fece causa ad Apple e a 5 editori, accusandoli di pratiche anticoncorrenziali per la definizione dei prezzi degli e-book sul negozio virtuale iBookstore.

Coinvolte nella vicenda, oltre ad Apple, anche le case editrici Hachette, Harper Collins, Macmillan, Penguin e Simon&Schuster. Scendendo un po' nel dettaglio,  il Dipartimento di Giustizia ha ritenuto plausibile l'esistenza di una sorta di "cartello" per mantenere artificiosamente alti i prezzi degli ebook, sfruttando di fatto alcune pratiche di vendita che non permettevano una libera concorrenza da parte di altri store.

Come sempre però la questione è un po' più complicata di quanto può apparire: il vero fulcro della questione è il modello di vendita adottato che va sotto il nome di  agency model, differente ad esempio dal wholesale model utilizzato da Amazon.  Agency model prevede che a fissare i prezzi degli ebook siano gli editori; Apple tratterrà poi il 30% della cifra come propria parte, avendo un ruolo chiave nelle vendite vista la popolarità del proprio iBookstore. Fin qui, nulla di anomalo.

Al centro delle critiche è una clausola imposta da Apple agli editori che va sotto il nome di "most favored nation": gli editori sono tenuti a garantire ad Apple che i prezzi dei libri venduti attraverso altri canali non saranno inferiori rispetto a quelli di iBookstore. Detto in parole povere ecco quello che Apple richiede come garanzia agli editori citati: vendete pure i vostri libri anche al di fuori di iBookstore, ma mai a un prezzo inferiore. Il wholesale model di Amazon invece prevede la possibilità di poter vendere i prodotti al prezzo che si preferisce, anche sottocosto, lasciando quindi più "libero" il mercato.

Questa clausola è il fulcro del problema, che ha fatto alzare le antenne dell'antitrust USA: può esistere una concorrenza leale se di base si esclude ogni possibilità di intervenire al ribasso sui prezzi? Ecco quindi che due anni fa sono partite le prime class action, che attualmente vedono contrapposte Apple e ben 33 stati USA. Circa un mese fa Apple avrebbe raggiunto un accordo con la parte contrapposta per chiudere in contenzioso pagando 450 milioni di dollari, 400 milioni dei quali da ridistribuire agli acquirenti di ibook.

Questo accordo è emerso solo nelle ultime ore, ma la situazione è attualmente in stallo. La causa infatti è già passata in primo grado con un'assoluzione per Apple, mentre la sentenza del ricorso è attesa nelle prossime settimane. Gli analisti si sbizzarriscono nell'avanzare ipotesi, fra le quali si trovano come dominanti tre ipotesi: la prima prevede che Apple ne esca colpevole, costretta a pagare proprio la cifra che Apple ha proposto come accordo. La seconda vede ridimensionate le richieste dell'accusa, con cifre che parlano di 70 milioni di indennizzo, 50 milioni dei quali ai consumatori.

Esiste poi una terza ipotesi, che potrebbe vedere Apple sollevata da ogni colpa e tenuta di conseguenza e non versare nulla. Insomma, Apple mette sul piatto 450 milioni di dollari per un accordo, ma potrebbe anche non pagare nulla qualora vincesse anche in appello. Il fatto che però Apple abbia messo le mani avanti può far pensare che ad essere più accreditata sia la prima ipotesi: accordandosi prima si risparmierebbe una condanna.

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4 Commenti
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Asterion17 Luglio 2014, 11:21 #1
Quello che crea infiniti problemi agli utenti (oltre alla causa sacrosante esposta nell'articolo) è che il formato digitale con DRM ci lascia meno libertà e diritti di quanti ne abbiamo con le copie cartacee. La tecnologia offre pochi vantaggi compensati da molti svantaggi, risultando poco o per nulla utile.

Io non immaginavo nemmeno che gli editori non potessero vendere ebook a prezzi inferiori rispetto a quelli utilizzati su iBookstore. A queste condizioni, se fossi un editore, sceglierei Amazon senza dubbio. Per gli utenti, i problemi rimangono gli stessi.
alexdal17 Luglio 2014, 12:30 #2
Amazon vendeva gli ebook a prezzo libero, mentre quando Apple entro' nel mercato fece un accordo che garantiva un prezzo minimo.

conveniente per chi vendeva non conveniente per i clienti. (ma tanto chi usa apple e' ricco)

Esempio un libro costava su kindle 6.99 all'autore/editore si garantiva 5 dollari
Apple invece garantiva 10 dollari minimo quindi il prezzo saliva a 12/15/20 dollari. in cambio dell'esclusiva o del prezzo minimo.

Amazon inzio' la causa seguita dagli stati USA

In Italia si e' ucciso il mercato cartaceo con l'obbligo del prezzo alto e sconto minimo.

Personalmente non compro piu' un libro da quando lo sconto massimo e' il 15% ed i prezzi sono anche saliti.

Non e' servito a salvare i negozi fisici piccoli perché non e' la concorrenza del prezzo che uccide i negozi ma i fitti alti le tasse l'imu l'ici tasi tari tarsu oltre alle tangenti a camorra, mafia, organizzazioni mafiose straniere ecc.




frankie17 Luglio 2014, 15:47 #3
e noi abbiamo lo sconto fisso al massimo 15%...
maxmax8017 Luglio 2014, 22:50 #4
apple paga 450 milioni di dollari,
una bella cifrona, ma tanto nei paradisi fiscali le riserve auree sono ben maggiori, eh...

e va a pagare un' altro colosso dell' elusione fiscale..

evviva i libri di carta.

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