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#41 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
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imho tra il pedofilo e il martire suicida c'è una differenza sostanziale (ma va?)
Il primo è perseguito dalla legge e gode di una totale riprovazione da parte della società persino da parte degli stessi detenuti. Il secondo invece non è universalmente riconosciuto come un criminale, in quanto moltissimi teologi musulmani (anche qui in italia) traslano le loro azioni suicide in atti di martirio (=testimonianza) legittimi in una guerra asimmetrica e legittimate dalla jahad che poi è lo sforzo che ogni buon fedele deve compiere in nome dell'islam (o cmq di una sua interpretazione da parte di alcuni "imam" o "teologi"). Di più..tali atti sono ben visti da una larga platea di musulmani (non tutti ovviamente)..un pò come da noi negli anni '70 una parte della popolazione vedeva con simpatia i brigatisti rossi. Il punto è imho questo: l'indonesia da Suharto in poi ha tradito l'islam "vero" ed "autentico" alleandosi con gli americani e per questo ogni atto compiuto dal fedele è legittimo per scacciare gli occidentali e punire il governo apostata. A quanto pare sono stati quelli di Jemaah Islamiah, ci ho azzeccato Cambiando scenario è davvero difficile trovare un teologo islamico che condanni le azioni di martirio in palestina ad esempio. Ogni obiettivo che sia militare e/o civile è assolutamente legittimo..ci sono Fatwe ed editti religiosi che danno una copertura morale/religiosa a questi atti e sono atti di persone assolutamente colte ed istruite come ad es. Turabi o altre personaggi come lui..
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We are the flame and darkness fears us ! |
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#42 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Città: 127.0.0.1
Messaggi: 3321
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#43 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
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#44 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Messaggi: 2910
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Quindi c'è da riflettere sulla frase di Imrahil precedente a quella.
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...Grazie caro Lolek! |
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#45 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
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Non è la prima volta che si ammazzano delle persone per realizzare una propria ideologia..non sono affatto delle persone "pazze" anzi sono individui spesso anche istruiti, con lauree nelle università europee ad esempio. imho c'entra poco la questione dell'"avere subito tanto"..è il solito tentativo di cambiare il corso della storia con la violenza...perchè anche i nazionalsocialisti e i fascisti si fecero interpreti dei sentimenti di rivalsa dei rispettivi paesi..l'italia era uscita dalla vittoria mutilata, la germania aveva perso perchè "era stata tradita da un complotto delle nazioni plutocratico-giudaiche". L'indonesia viene colpita perchè non vi è il purismo wahabita dell'islam "originario", l'indonesia infatti è contaminata dalle influenze occidentali, è persino un alleato strategico degli americani non da ora ma da Suharto (utilizzato per sterminare il forte partito comunista) quindi da più di vent'anni. Di più ..Bali è un isola in cui dominano i politeisti (induisti) che, secondo una visione purista dell'islam, o si convertono o devono essere uccisi (non hanno la possibilità di conservare la propria fede come i cristiani ad esempio). Bali inoltre è frequentata da numerosi turisti occidentali anch'essi da sterminare in quanto veicolano i germi pericolosi dell'occidente e corrompono il sacro suolo islamico, oltre al fatto che in politica vige la dinamica amico-nemico...noi siamo i loro nemici. Delle due l'una o colpivano Bali o colpivano Timor Est, a Timor ci sono soldati occidentali e quindi è più difficile far casino..quindi hanno scelto Bali..e non vedo perchè non avrebbero dovuto farlo...è logica conseguenza del loro pensiero.
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We are the flame and darkness fears us ! Ultima modifica di zerothehero : 04-10-2005 alle 12:10. |
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#46 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 3470
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Premetto che è sempre uno spettacolo leggere i tuoi interventi!
Una domanda: ma secondo te, allora, c'è soluzione a questo poblema?? Si potrà arrivare ad una "pace" fra le due culture. O la pace può esserci solo quando una delle due culture sarà estinta. |
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#47 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
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Mi spiego meglio..io non attribuisco ad una visione settaria, fondamentalista ed intransigente il monopolio "totale" della cultura "islamica". L'islam conosce una ricca dinamica di paradigmi, di diverse impostazioni che non sono rappresentate dalla violenza "fanatica" di questi attacchi terroristici. Il problema è che attraverso la violenza e l'intimidazione si arriva ad una monopolizzazione di valori da parte di una minoranza (terroristi, wahabiti etc.) nei confronti di una maggioranza, totalizzando (attraverso la violenza) il pluralismo culturale e valoriale del mondo islamico..un pò come fecero nazisti in germania in cui la nazione tedesca fu appiattita e totalizzata dal "nazionalsocialismo". Per evitare alla radice la monopolizzazione (e scardinare lo scontro tra due "monoliti" culturali come il "cristianesimo" e "l'islam") occorre la democrazia in quanto solo attraverso tale sistema si garantisce il pluralismo culturale. Laddove c'è pluralismo, si evita lo monopolizzazione culturale/sociale/politica..in italia abbiamo "diverse" visioni..abbiamo i socialisti, i democristiani, i liberali, gli atei, i cristiani etc.. Quindi il mio nemico sono i terroristi non la cultura islamica che non è rappresentata da una parte (una parte non rappresenta il tutto) Di più.. in democrazia si introietta il conflitto nelle regole dell'alternanza politica..quindi si evita (ma non si elimina, ovviamente) che ogni rivendicazionismo sia portato avanti con lo strumento della violenza o in nome della bandiera della religione (come adesso sta avvenendo in Aceh, a Mindanao, in Cecenia e nel medio-oriente). Questo l'ha capito anche Mubarak, ma ovviamente a metà.. facendo delle finte elezioni. Poi ovviamente non bisogna scendere a patti, nè invocare alcuna giustificazione..qua in Italia con i brigatisti si è stati intransigenti e non si è invocata alcuna giustificazione (la rivoluzione tradita etc, i partigiani non avevano combattuto per questo, etc.) per le loro azioni..perchè se colpiranno qui in italia durante le elezioni (non a caso stanno facendo le simulazioni, per abituare le persone) non vorrei sentirmi la litania del "ritiriamo le truppe dall'irak".. C'è tanto da fare..ma imho bisognerebbe partire da qui.
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We are the flame and darkness fears us ! Ultima modifica di zerothehero : 04-10-2005 alle 13:02. |
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#48 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
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#49 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Città: Lazio Età: 52 ex mod
Messaggi: 9300
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L’Australia chiede a Jakarta misure concrete contro il terrorismo
Inviato da Paolo Tosatti giovedì, 06 ottobre 2005 23:59 L’Australia pretende dal Governo di Jakarta un maggior controllo sui gruppi terroristici presenti sul suo territorio. Lo ha dichiarato, secondo fonti BBC, il Primo Ministro australiano John Howard, che avrebbe anche annunciato un imminente viaggio del ministro degli Esteri Alexander Downer a Jakarta, allo scopo di ottenere informazioni e dettagli in merito all’attività e all’organizzazione del gruppo noto con il nome di Jemaah Islamiah, ritenuto il braccio locale di Al-Qaeda. Alcuni membri dell’organizzazione estremista islamica sono infatti sospettati di essere collegati all’attentato di Bali che il primo ottobre scorso ha causato la morte di 25 persone e il ferimento di altre 130. “Non è sufficiente che il Governo di Jakarta si limiti a dichiarare fuorilegge i movimenti estremisti - ha dichiarato John Howard ai microfoni della BBC -. Questo non fa alcuna differenza se a livello pratico i gruppi possono comunque continuare ad agire. La vera soluzione è la concreta volontà da parte del Governo, della polizia e delle autorità di pubblica sicurezza di bloccare le organizzazioni terroristiche, le loro attività e le loro strutture”. Già nel 2002 Bali era stata teatro di un attacco terroristico che aveva causato la morte di oltre 200 persone: anche in quel caso l’attentato era stato attribuito alla Jemah Islamiah. Ma il Governo indonesiano non sembra per ora in grado di fornire una risposta decisa. “Quello della Jemah Islamiah è un movimento clandestino, difficile da combattere e da scovare - ha replicato il portavoce Andi Malarangeng ai giornalisti dell’Associated Press -. Non si tratta di contrastare un’organizzazione con una struttura delineata e identificabile”. Nel frattempo si stanno moltiplicando gli sforzi per la caccia ai responsabili. Le autorità sono sulle tracce di 5 uomini originari dell’isola di Giava. “I 5 sospettati - ha dichiarato, secondo il sito Asianews, Badrodin Haiti, capo della polizia nella provincia di Banten - erano sorvegliati per i loro legami con estremisti islamici della Jemaah Islamiah. Tre di loro sono stati in carcere per possesso di esplosivi ed ora sono scomparsi dalla loro regione. Per prima cosa dovremo quindi verificare se le teste degli attentatori suicidi ritrovate sui luoghi degli attentati corrispondono alle loro fattezze”. La conferma che le indagini si stanno muovendo in questa direzione è arrivata anche da un alto funzionario del Governo indonesiano esperto di antiterrorismo, che secondo il sito dell’Unità ha dichiarato: “Quello che è emerso da questi fatti è che tutti i gruppi che sono stati qui per un periodo sono ancora in grado di operare. Questo gruppo non è morto”. Il Presidente Susilo Bambang Yudhoyono ha assicurato che anche l’esercito parteciperà alle indagini: “Ci coordineremo con la polizia indonesiana per condividere informazioni di intelligence” ha precisato il portavoce dell’esercito indonesiano Achmad Yani Basuki secondo la Reuters. Primi obiettivi della caccia all’uomo saranno i militanti islamici malesi Azahari bin Husin e Noordin M. Top, considerati i leader della Jemaah Islamiah. L’Indonesia è attualmente lo Stato con maggior presenza di musulmani. Dopo anni di dittatura da parte del generale Suharto, salito al potere con un colpo di Stato nel 1965 e costretto a ritirarsi nel 1998 a causa di una rivolta popolare, è solo di recente che il Paese ha iniziato a percorrere la sua strada verso la democrazia, con le prime elezioni presidenziali dirette, nel settembre del 2004. Ma il tentativo di arrivare a una concreta democratizzazione della politica e della società si scontra con le continue pressioni autonomistiche che provengono da molte province del Paese, e che sono spesso appoggiate da gruppi musulmani estremisti. Secondo il governo australiano gli attacchi di Bali potrebbero rappresentare un tentativo di indebolire il Presidente Susilo Bambang Yudhoyono, da molti considerato un moderato. “Il Presidente Yudhoyono rappresenta una minaccia per l’estremismo islamico”, ha dichiarato in un discorso televisivo il primo ministro australiano secondo il sito dell’Unità. Paolo Tosatti (www.warnews.it)
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