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Old 16-07-2004, 15:00   #21
ni.jo
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Hawking rivede la sua teoria: "Ho sbagliato sui buchi neri"

16/7/2004

Un buco nero
Secondo quanto riporta il settimanale britannico New Scientist, Hawking svelerà durante un convegno a Dublino la settimana prossima i risultati della sua nuova scoperta, che rivede e corregge la sua famosa teoria del "Paradosso dei buchi neri".

Un buco nero nella teoria dei buchi neri? Non dovrebbe poi sorprendere tanto. Sorprendente però che a rivelare l'aporia sia l'autore stesso di una delle teorie scientifiche più seguite sui buchi neri: l'astrofisico britannico Stephen Hawking.

Il quale ha candidamente ammesso che la sua idea sui buchi neri, elaborata nel 1976 e chiamata "Paradosso dei buchi neri", è sbagliata: lo scienziato di fama mondiale afferma che, contrariamente a quanto pensava, i buchi neri non solo non distruggono tutto ciò che fagocitano, ma alla fine potrebbero aprirsi rivelando le preziose informazioni contenute al loro interno.
Per trent'anni, l'eminente studioso inglese ha difeso la nozione che i "buchi neri", lo stadio finale dell'evoluzione di una stella, non lasciano sfuggire nulla verso lo spazio esterno, neppure la luce, distruggendo tutto ciò che risucchiano senza lasciare traccia di niente.

Ma nei giorni scorsi l'autore del best-seller mondiale Breve storia del tempo ha scritto agli organizzatori di una conferenza che si terrà a Dublino la settimana prossima, chiedendo di poter fare un intervento sull'argomento: "Ho risolto il paradosso dei buchi neri e vorrei parlarne", diceva il messaggio, inviato a Curt Cutler, fisico dell'istituto Albert Einstein di Golm, in Germania, che presiederà il convegno.

Nel 1976, appunto, Hawking aveva calcolato che, una volta formatosi, un "buco nero" comincia a perdere massa trasmettendo radiazioni di energia; che tali radiazioni non contengono alcuna informazione sulla materia all'interno del "buco nero"; e che quando un "buco nero" evapora, non ne resta alcuna traccia.
La sua scoperta era in contraddizione con le leggi della fisica quantistica, secondo cui è impossibile spazzare via completamente le tracce di ciò che esiste.
Ma il fisico rispondeva a questo apparente paradosso affermando che i campi gravitazionali dei "buchi neri" hanno una tale intensità da sconvolgere le leggi della fisica.

In attesa di conoscere nel dettaglio le nuove teorie e le nuove definizioni di Hawking, ecco intanto la definizione, comunemente e scientificamente accettata di buco nero.
BUCO NERO
In astrofisica, l'oggetto celeste che esercita un'attrazione gravitazionale così intensa da impedire alla materia e anche alla luce (o a qualunque altra radiazione elettromagnetica) di allontanarsi da esso: in questo senso, non emette luce ed è quindi nero.
In un buco nero la materia è estremamente addensata in una regione di spazio relativamente piccola, tanto che, in teoria, la sua massa può essere considerata riunita in un punto.

Un buco nero è caratterizzato da una superficie immaginaria il cui raggio è direttamente proporzionale alla massa; un buco nero. di massa pari a quella del Sole avrebbe un raggio di 3 km, mentre per una massa pari a quella della Terra il raggio sarebbe di solo 1 cm.

FORMAZIONE DI UN BUCO NERO
Può avvenire in seguito all'esplosione di una stella di grande massa (supernova): la parte centrale della stella subisce un violento collasso gravitazionale e, se la sua massa è almeno tre volte quella solare, il collasso comprime la materia indefinitamente, generando il buco nero.
che successivamente può catturare altra materia e aumentare così la propria massa (in rari casi, per filsione con altri buchi neri.) fino a valori di milioni di volte quella del Sole; prima di cadere nel buco nero., la materia gli ruota attorno muovendosi a spirale e formando un disco di accrescimento.

OSSERVAZIONE DI BUCHI NERI
Poiché non emettono radiazioni, i buchi neri non possono essere osservati direttamente. È però possibile rilevare le radiazioni (soprattutto raggi X) emesse dal gas molto caldo del disco di accrescimento. Questo accade, per esempio, nei sistemi binari in cui una delle stelle è un buco nero se esso sottrae gas alla stella compagna. Si ritiene che i fenomeni energetici osservati nelle galassie con nucleo attivo dipendano da quanto avviene nel disco di accrescimento di un buco nero estremamente massiccio posto nel loro centro.

SINGOLARITÀ
Stando alla relatività generale, in certe condizioni estreme alcune regioni dello spazio-tempo acquistano una curvatura infinitamente grande e diventano singolarità: qui le usuali leggi fisiche cessano di valere.
Nei buchi neri, per esempio, dovrebbero esservi singolarità nascoste dietro l'orizzonte degli eventi. http://www.panorama.it/scienze/ambie...-A020001025814
candidamente?
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Old 29-07-2004, 10:59   #22
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EUCLIDE/ SETTIMANALE DI SCIENZA E TECNOLOGIA -2
25/07/2004

Cosmologia e astrofisica
Roma, 25 lug. (Apcom) - Prosegue la rassegna delle più interessanti notizie di scienza e tecnologia diffuse durante la settimana.

STEPHEN HAWKING PRESENTA LA SUA NUOVA TEORIA SUI BUCHI NERI Anche le stelle collassate riemettono materia ed energia

Dublino - I buchi neri non rappresentano la fine di ogni materia ed energia intrappolate dalla loro attrazione gravitazionali: anche le stelle collassate sono in grado di restituire allo spazio esterno parte di quanto inghiottito in prcedenza. Questa è in sintesi la nuova teoria sui buchi neri presentata alla 17esima Conferenza Internazionale sulla Relatività generale dal fisico britannico Stephen Hawking.

L'illustre scienziato è uno dei fondatori della fisica dei "black holes", come vennero battezzate dall'astronomo britannico Fred Hoyle quelle stelle diventate talmente massicce che il loro campo gravitazionale impedisce persino alla luce di sfuggire dalla loro superficie.

Hawking abbandona così quella che per trent'anni era stata la sua ipotesi principale sui buchi neri: ovvero che una volta oltrepassato l'"orizzonte degli eventi" - il punto di non ritorno - materia ed energia finissero nella singolarità centrale del buco nero aumentandone la massa senza possibilità di fuga, se non eventualmente in un altro universo. La stella collassata si accrescerebbe potenzialmente in questo modo senza limiti se non fosse per la "Radiazione Hawking", una perdita di particelle quantistiche che nel corso del tempo porterebbe all'"evaporazione" del buco nero, sempre che l'universo viva abbastanza a lungo.

Tuttavia, la vecchia teoria di Hawking si scontrava con il cosiddetto "Paradosso dell'informazione": secondo la meccanica quantistica infatti l'informazione relativa ad una particella non può venire completamente eliminata dall'universo, mentre i buchi neri sembravano invece "cancellare" qualsiasi informazione relativa alle particelle catturate.

Mentre una singola particella ha bisogno di molti parametri per poter essere descritta fisicamente, un oggetto come un buco nero è estremamnete semplice da caratterizzare proprio per questo motivo: bastano i tre numeri relativi alla massa, alla carica elettrica, se ne ha, e al momento angolare, se è in rotazione. Tutta l'informazione relativa al numero sterminato di partcelle catturate viene per così dire "cancellata" dall'azione del buco nero.

Secondo la nuova teoria invece i buchi neri sono in grado di restituire informazione - materia ed energia - all'esterno, sebbene in uno stato "irriconoscibile" rispetto a quello originale. Hawking ha presentato le sue idee in un breve discorso, mentre per la pubblicazione del corrispondente articolo occorrerà ancora aspettare qualche tempo.

Se Hawking convincerà il suo uditorio, dovrà dichiarare persa la scommessa fatta con John Preskill, fisico del Caltech, il quale ritiene che l'affermazione secondo la quale "l'informazione inghiottita da un buco nero è nascosta per sempre e non può essere mai rivelata" sia falsa: in palio vi è un'enciclopedia sul baseball - dalla quale l'appassionato Preskill potrà recuperare tutte le informazioni desiderate a volontà. (segue)
copyright @ 2004 APCOM
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