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#1 |
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www.hwupgrade.it
Iscritto dal: Jul 2001
Messaggi: 75166
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Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/web/ne...26_148146.html
Neuralink punta ad avviare la produzione ad alto volume dei suoi impianti cerebrali entro il 2026, insieme a interventi chirurgici completamente automatizzati. Dopo l'avvio dei trial umani nel 2024, 12 pazienti con paralisi utilizzano già la tecnologia Click sul link per visualizzare la notizia. |
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Valdagno
Messaggi: 6271
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Prossimo passo,installazione di neuralink alla nascita,installazione di grok con abbonamento obbligatoria altrimenti ti spegneranno il cervello, pubblicità anche durante i sogni.....ok sto scherzando ma ho paura che fra una ventina di anni,non sarà proprio uno scherzo se continuiamo così.
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#3 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2008
Messaggi: 10572
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Le mie 80+ Trattative del Mercatino Vendo: Case Koolink midtower con pannelli fonoassorbenti |
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#4 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 12961
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Quote:
Per quanto Neuralink possa essere usata in ambito clinico, per me è raccapricciante l'idea di avere un chip nel cervello. Mi verrebbe da dire che ormai questa deriva è inevitabile. Si salvi chi può. |
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2007
Messaggi: 6494
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É una dichiarazione di Musk, simile alle sue "ottimistiche" dichiarazioni riguardo il FSD.
La realtà é che ci sono ancora molti problemi di fondo da risolvere. |
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: PD
Messaggi: 11902
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E tanto basta
Già sappiamo FSD nel 2014 Un uomo su Marte nel 2021 robotaxi per tutti nel 2023 robot optimus a 20000 $ nel 2024 Intelligenza artificiale creativa post LLM nel 2025 Giusto per ricordarne qualcuna
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Certe persone non le digerisco |
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#7 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Città: Prov. Milano
Messaggi: 1691
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Lo scopo è ammirevole se non fosse per il business ...Elon Musk la sa lunga.
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Viet Vo dao, uno stile di vita, un'arte marziale http://www.vietanhmon.org/italiano.htm |
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#8 |
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Member
Iscritto dal: Mar 2012
Messaggi: 167
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Non per spegnere speranze, ma è bene ricordare come soluzioni di questo genere siano sperimentate fin dagli anni '80, e nessuna ha mai portato a risultati stabili e sicuri tali da giustificarne l'uso clinico (ma solo sperimentale, su numeri limitatissimi di pazienti).
Salvo salti scientifico-tecnologici improvvisi e inattesi, ci vorranno ancora decenni. |
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#9 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2013
Messaggi: 877
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Esperimenti di questo tipo sono cominciati non prima degli anni 2000 e in modo consistente solo negli ultimi anni. |
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#10 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2007
Messaggi: 6494
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É da allora che si studia come risolvere i vari problemi che emergono nel tempo con l'impianto di elettrodi permanenti nel cervello. |
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#11 |
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Member
Iscritto dal: Mar 2012
Messaggi: 167
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E' corretto quanto dice LMCH.
Anzi, gli impianti cocleari, che insieme alla DBS sono da decenni l'unica applicazione clinica di queste tecnologie (peraltro, i secondi su una base ben più solida della prima) nascono fra fine anni '50 e primi anni '60. In tutti questi decenni, che io sappia, l'unico dispositivo approvato (dalla FDA) per un limitatissimo uso clinico, e con risultati limitiati (soprattutto con grossi problemi nel tempo) è stato lo Utah Array, nei primi anni 2000. Riporto quanto ho già scritto tempo fa al riguardo. I due problemi fondamentali irrisolti, e di difficile soluzione sono gli stessi da decenni: • questi sistemi sono puramente associativi (e peraltro associano in maniera assai grossolana): non capiamo nulla o quasi nulla di ciò che fa il cervello, del perché ecc... ciò in teoria pone meno problemi a obiettivi motori, ma ne pone di grandi per altre funzioni (percezione ad es.), e i primi senza le seconde sono assai limitati. Per dirla con la nota battuta di un neuroscienziato sulla DBS, non sappiamo né perché né come funziona, ma se paragoniamo il funzionamento cerebrale normale alla perfetta esecuzione al piano di un pezzo di Mozart, è come se noi stessimo tirando martellate a casaccio sulla tastiera. L'ordine di distanza è questo, e parliamo di una delle due sole applicazioni di una discreta efficacia (almeno in parte dei casi), testata da decenni. • i materiali usati, sostanzialmente gli elettrodi, oltre a fare danni irreparabili quando sono inseriti (danni sostanzialmente casuali), provocano quasi sempre reazioni di rigetto/infiammatorie a medio-lungo termine, così che il sistema smette di funzionare e va sostituito (se possibile) con una nuova operazione neurochirurgica, nuovi danni ecc… E' molto probabile che per fare dei sostanziali passi avanti dovremmo cambiare completamente materiali, e anche in questo caso la strada è molto lunga. Se dovessi fare un previsione, vedo molto migliore la strada dei dispositivi non invasisi tipo caschetto. Felice di sbagliarmi, ovviamente. |
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: PD
Messaggi: 11902
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Ma tanto a Musk che je frega delle cavie che usa ?
"L'empatia è debolezza" secondo lui
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Certe persone non le digerisco |
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#13 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2013
Messaggi: 877
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e quello lo sappiamo fare, ci sono le prove Quote:
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#14 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2020
Messaggi: 4562
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Tutto è per il business.
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#15 | |||
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Member
Iscritto dal: Mar 2012
Messaggi: 167
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Diverso è il discorso per gli impianti cocleari che, in primis per la particolare neurofisiologia della coclea, sono fondati su conoscenze ben più solide; ciò nonostante, anche in questo caso il limite più grande da molti anni rimangono gli elettrodi, tanto che una delle strade più promettenti è quella dell'optogenetica, del tutto diversa (ma, anche qua, ci vorranno almeno 2-3 decenni per giungere, eventualmente, a un'applicazione clinica). Quote:
Se uno non si occupa di neurobiologia, può immaginare che i prototipi di questi sistemi che consentono certi movimenti a pazienti paralizzati funzionino perché abbiamo compreso il funzionamento della corteccia motoria, ma in larga misura NON è così: di nuovo, sono sistemi associativi, correlazionali. Non capiscono niente dell'elaborazione neurale, si limitano ad associare X a Y. Certo, un po' funzionano, e non è cosa da poco per un soggetto paralizzato. Il problema è che se nel movimento non integri propriocezione, sensibilità, gestione della forza e gestione dell'equilibrio, vai poco lontano, anche per gesti relativamente semplici come prendere in mano un bicchiere. Ma queste abilità di controllo, non le integri con un sistema associativo. Quote:
Vedremo se gli elettrodi di Neuralink sono tanto migliori dei precedenti: sia ben chiaro, me lo auguro. E tutto questo senza considerare che la trasmissione elettrica biologica dipende dal movimento di ioni attraverso la membrana dell'assone, non dal flusso di elettroni come negli elettrodi. Può darsi la strada migliore richieda un profondo cambio di paradigma e tecnologico. Vedremo. Ultima modifica di andresb : 05-01-2026 alle 12:41. Motivo: editato |
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