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#101 | |
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Messaggi: n/a
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Con l'autoscuola e poi l'esame viene certificata la capacità di portare la macchina e non di saperla guidare. Mentre la prima sono capaci di farla il 99.9% delle persone la seconda è una cosa di testa e senso della responsabilità. Con il nuovo esame nessun degli immigrati già capaci di guidare la macchina verrebbe bocciato, nulla vieterebbe poi alla persona (immigrato o no) di alcolizzarsi e/o impasticcarsi ed andare a sbattare pure se da sano fosse più bravo di Schumacher. |
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#102 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2003
Messaggi: 1108
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si sta come,d'autunno sugli alberi,le foglie ![]() 2 volte in serie "b" 7 volte la Champions League |
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#103 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Napoli
Messaggi: 211
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non hai avuto presa, direi. |
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#104 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2003
Messaggi: 1108
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?????????????????
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si sta come,d'autunno sugli alberi,le foglie ![]() 2 volte in serie "b" 7 volte la Champions League |
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#105 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Napoli
Messaggi: 211
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I tuoi interventi sono stati talmente netti, precisi e condivisibili che, alla luce delle ultime cose lette, devo presumenre mon abbiano avuto presa (in ricezione).
Io, quoto tutto quello che hai detto...tutto. |
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#106 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
Messaggi: 12349
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Con la non-integrazione non significa non avere lavoro e vivere nella miseria, ma essere emarginati dalla società che ti schifa perchè diverso. Francamente conosco diversi extracomunitari che lavorano, persone squisite. Insomma, le eccezioni ci sono. Non volevo giustificare tutti gli extracomunitari che si danno alla delinquenza. Ho solo espresso il fatto che la causa maggiore (da studi, giusti o sbagliati che siano) della criminalità piccola è data dalla non integrazione. Dall'astio verso di loro. Di tipo razziale. Gli italiani all'estero sono stati visti per moltissimi anni come mezzi neri, puzzoni, criminali, stupratori e terroristi. Se guardi alcuni libri vedi che la situazione delle galere in America nei primi anni del 900 dimostrano che principalmente erano gli italiani i più incarcerati. Addirittura facevano dei testi di biologia per classificare gli italiani, negli stati del sud degli USA il KKK perseguitava siciliani come me. Molti hanno dei pregiudizi, e il pregiudizio sconfina spesso con l'odio razziale (anche se di dovrebbe parlare di odio etnico). E questo circolo vizioso è tremendo. Perchè a farlo iniziare è anche la delinquenza di alcuni gruppi. Non è che ho dato una ricetta, assolutamente. Volevo far riflettere sul fatto che le stesse persone che vengono da noi adesso e che fanno quello che fanno, lo facevamo noi negli altri continenti, come l'America, l'Europa e l'Australia. Quasi un invito a non avere dei pregiudizi immediati verso queste persone, a dare una possibilità a chi merita. Se non merita, altro discorso. E purtroppo alcuni non meritano assolutamente.
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"Il potere non te lo dà un distintivo, o una pistola. Il potere te lo danno le bugie, grandi bugie e convincere il mondo a parteggiare per te. Se riesci a fare accettare a tutti di quello che in cuor loro sanno essere falso, li tieni per le palle..." Ultima modifica di andreamarra : 31-05-2004 alle 20:19. |
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#107 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Vicenza
Messaggi: 20129
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Oggi è la giornata contro il fumo , e al Tg5 han fatto un serivizio alle 13.
Dicevano che molte persone , nei paesi in via di sviluppo , sacrificano anche bene primari per concedersi il vizio del fumo. Perchè lo fanno? per dipendenza o altro? Io penso che l'alcol , per molte persone , sia una via di fuga dalla realtà che crea disagio. Una persona che dalla propria vita ha soprattutto insoddisfazione , è più portata all'alcolismo che una persona la quale ha trovato un proprio equilibrio sereno. Ecco perchè , a parer mio , i disagiati , anche e , magari , soprattutto gli emigrati , sono più portati ad avvicinarsi all'alcol. Questo non giustifica certi drammi , ovviamente. Ciaozzz
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FINCHE' C'E' BIRRA C'E' SPERANZA !!!
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#108 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
Messaggi: 12349
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Ripeto, non è per giustificare, ma per capire il perchè queste persone facciano queste cose, bisognerebbe guardare indietro e vedere quello che facevamo noi. Interessante il libro che raccoglie i racconti di Rossi, un emigrante del nord in America. Descrizioni allucinanti. Si resterebbe sconvolti dalle somiglianze incredibili tra quello che eravamo noi e quello che sono adesso loro.
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"Il potere non te lo dà un distintivo, o una pistola. Il potere te lo danno le bugie, grandi bugie e convincere il mondo a parteggiare per te. Se riesci a fare accettare a tutti di quello che in cuor loro sanno essere falso, li tieni per le palle..." |
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#109 | |
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Member
Iscritto dal: Jan 2004
Messaggi: 162
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#110 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Napoli
Messaggi: 211
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certo, certo... Quanti criminali tra gli islamici d'Italia(libero) Mandato da Il Legno Storto Mercoledì, 12 May 2004, 05:51 uur. di FAUSTO CARIOTI Tra tutte le comunità straniere, quella musulmana ha il record di reati e detenuti TERRORISMO: ECCO DOVE GLI IMAM DELLE MOSCHEE ARRUOLANO I KAMIKAZE ROMA - Non solo terrorismo. Tra gli immigrati musulmani in Italia c'è una lunga lista di responsabili di reati "comuni", come tali non meritevoli delle prime pagine dei giornali. Gli stranieri che soggiornano regolarmente nel nostro Paese sono 1.512.000, e di questi gli islamici sono 553.000. (...) ( segue a pagina 4) (...) La maggioranza di loro, 268.000 persone, proviene dai Paesi del Nord Africa, e in particolare da Marocco (cui fa capo la più numerosa comunità straniera in Italia), Tunisia ed Egitto. Un altro contributo importante alla presenza islamica sul territorio italiano è dato dall'Albania, da cui provengono 169.000 immigrati. A conti fatti, dunque, sono seguaci dell'Islam il 36 per cento degli stranieri soggiornanti in Italia. Se si va però a vedere le statistiche sui reati attribuiti agli stranieri, le percentuali cambiano, e si scopre che la grande maggioranza delle violazioni della legge imputabili ai non italiani è commessa proprio da cittadini provenienti dai Paesi islamici. Dati ufficiali alla mano, gli stranieri originari dei Paesi musulmani, soprattutto di quelli del nord Africa, mostrano una propensione alla delinquenza - misurabile attraverso la loro presenza in carcere e il numero di denunce ricevute - assai superiore alle altre comunità soggiornanti in Italia. Detta in altre parole, l'incidenza dei reati commessi dagli immigrati islamici, in particolare da marocchini, tunisini e algerini, è ben maggiore del loro "peso" statistico rispetto agli immigrati di altri Paesi e altre confessioni. Sul fronte opposto, spicca il comportamento di filippini (cattolici al 95%) e cinesi che, pur numerosissimi in Italia (rappresentano, rispettivamente, la quarta e quinta comunità d'immigrati), si distinguono per la loro capacità d'adattamento alle leggi italiane, tanto da non figurare tra le prime dieci nazionalità di stranieri denunciati. E se è vero - come mostrano i dati dell'ottimo "Dossier statistico sull'immigrazione" pubblicato ogni anno dalla Caritas - che ognuna delle comunità straniere più avvezze alla delinquenza sembra essersi data una qualche "specializzazione criminale", gli immigrati dai Paesi islamici del nord Africa hanno scelto la produzione e lo spaccio di stupefacenti. Dentro le carceri Secondo una fotografia appena scattata dal ministero della Giustizia gli stranieri rinchiusi nelle carceri italiane sono 17.798 e rappresentano il 30 per cento della popolazione carceraria. Di questi, quelli originari dei principali Paesi islamici del nord Africa (Marocco, Tunisia, Algeria) sono 7.323: il 41%. Una percentuale enorme, se si considera che gli immigrati dagli stessi tre Paesi superano appena il 14% degli stranieri presenti in Italia. Se si aggiungono al conto egiziani ed albanesi, la percentuale di islamici sul totale dei carcerati stranieri sale al 58% (dall'Albania, Paese musulmano all'85%, vengono 2.815 carcerati, pari al 15,8% degli stranieri, e l'11,2% degli immigrati presenti in Italia). I marocchini sono la comunità straniera con più individui (3.999) dietro le sbarre italiane. E il fatto che siano anche il gruppo straniero con più soggiornanti del nostro Paese non è una spiegazione valida, dal momento che da Rabat, Casablanca e dintorni arrivano il 22,5% dei detenuti stranieri, ma solo l'11,4% degli immigrati. La peggiore pubblicità all'Islam, però, la fanno gli algerini: con 1.330 detenuti rappresentano la quarta nazionalità straniera nelle carceri italiane, pur non figurando nemmeno tra le prime trenta presenti in Italia. Brutti numeri anche quelli degli immigrati tunisini che, pur essendo appena il 3,4% degli immigrati, valgono l'11,2% dei carcerati stranieri. Droga, furti e falsità Meritano uno sguardo approfondito anche le statistiche sulle denunce, riportate nell'ultimo Dossier della Caritas. I cittadini stranieri oggetto di querela penale in un anno (dati 2001) sono 89.390. Quanto alla provenienza, nota la Caritas, «il Marocco, in particolare, si attesta come primo Paese di questa graduatoria, con il 18,2% del totale. Contribuiscono inoltre i valori della Tunisia (6,4%), dell'Algeria e del Senegal (entrambi con il 5,5%)». I marocchini sono la prima nazionalità di denunciati stranieri in ben sette regioni d'Italia, e soprattutto «evidenziano quasi ovunque percentuali di denunciati superiori a quelle dei soggiornanti». Il peggio di loro lo danno in Lombardia, in cui i denunciati provenienti dal Marocco superano i soggiornanti della stessa nazionalità di oltre 13 punti percentuali. Quanto ai tunisini, i più facili alla delinquenza sembrano avere una certa predilezione per l'Umbria, dove i soggiornanti di questa nazionalità sono il 2% degli stranieri, ma rappresentano oltre il 10% dei non italiani denunciati. Da soli, marocchini, tunisini e algerini hanno collezionato 26.860 denunce, il 30% di quelle riservate agli stranieri. Tra le prime nazionalità oggetto di denunce figurano anche albanesi (10.780 querele penali, il 12% del totale), rumeni e senegalesi. È proprio dall'analisi delle denunce che emerge la "specializzazione" dei diversi gruppi d'immigrati. Fra i nordafricani, scrive la Caritas, «prevale sempre la realizzazione dei reati di produzione e spaccio di stupefacenti, con una percentuale che supera il 30% del totale nel caso dei tunisini e sfiora il 40% tra gli algerini. Per di più, fra queste tre nazionalità si verifica una totale coincidenza anche degli altri due titoli di reato più frequenti: il furto e i delitti di falso». da libero di martedì 11 maggio 2004 |
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#111 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Napoli
Messaggi: 211
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Visto che il fenomeno è notevole e 2.500.000 persone ospitate in un paese di 56.000.000 (terzo paese in ordine di stranieri ospitati), appare strano che sia tanto difficile mettere in colonna le informazioni.
Se poi, volete ridere sul serio, dovete saper che almeno 90.000 persone sono ancora fuori dalle statistiche per errori e ritardi delle questure italiane... |
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