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#1 |
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Member
Iscritto dal: Oct 2008
Messaggi: 326
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avete letto il messaggio del capo dello stato per il decennale della morte di Craxi?.
avete letto il messaggio del capo dello stato per il decennale della morte di Craxi?.
qui la moglie si dice soddisfatta... http://www.repubblica.it/politica/20...craxi-1979425/ ma sul web non c'è traccia del messaggio... |
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2202
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qualche che sia il messaggio quale è il disegno dietro tutto questo?
mi pare evidente che la politica ormai sia in aperto costrasto con il popolo, è tempo di rivoluzione francese
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IN ANUBIS WE TRUST
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#3 | |
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Member
Iscritto dal: Oct 2008
Messaggi: 326
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Quote:
http://www.quirinale.it/elementi/Ele...ipo=Comunicato |
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2006
Città: Roma-Milano Utente:Deberlusconizzato Iscritto:20/2/2000 Status:SuperUtenteAdm Messaggi totali:107634 Auto:BMW X3 3.0 SD M
Messaggi: 1722
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Meglio che non lo leggo, guarda...
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#5 |
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Member
Iscritto dal: Jul 2009
Messaggi: 157
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Evito, ho finito la scorta di antiemetici.
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#6 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2003
Città: Pisa/Cosenza
Messaggi: 1364
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Quote:
Ma non è che si tratta di un messaggio privato? Quote:
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#7 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2007
Messaggi: 7806
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Sicuramente privato.
Insomma,manco il coraggio di farlo pubblico per vedere cosa ci stava scritto... |
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#8 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
Città: ? ... Età: dipende ...
Messaggi: 3535
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"Cara Signora,
ricorre domani il decimo anniversario della morte di Bettino Craxi, e io desidero innanzitutto esprimere a lei, ai suoi figli, ai suoi famigliari, la mia vicinanza personale in un momento che è per voi di particolare tristezza, nel ricordo di vicende conclusesi tragicamente. Non dimentico il rapporto che fin dagli anni '70 ebbi con lui per il ruolo che allora svolgevo nella vita politica e parlamentare. Si trattò di un rapporto franco e leale, nel dissenso e nel consenso che segnavano le nostre discussioni e le nostre relazioni anche sul piano istituzionale. E non dimentico quel che Bettino Craxi, giunto alla guida del Partito Socialista Italiano, rappresentò come protagonista del confronto nella sinistra italiana ed europea. Ma non è su ciò che oggi posso e intendo tornare. Per la funzione che esercito al vertice dello Stato, mi pongo, cara Signora, dal solo punto di vista dell'interesse delle istituzioni repubblicane, che suggerisce di cogliere anche l'occasione di una ricorrenza carica - oltre che di dolorose memorie personali - di diversi e controversi significati storici, per favorire una più serena e condivisa considerazione del difficile cammino della democrazia italiana nel primo cinquantennio repubblicano. E' stato parte di quel cammino l'esplodere della crisi del sistema dei partiti che aveva retto fino ai primi anni '90 lo svolgimento della dialettica politica e di governo nel quadro della Costituzione. E ne è stato parte il susseguirsi, in un drammatico biennio, di indagini giudiziarie e di processi, che condussero, tra l'altro, all'incriminazione e ad una duplice condanna definitiva in sede penale dell'on. Bettino Craxi, già Presidente del Consiglio dal 1983 al 1987. Fino all'epilogo, il cui ricordo è ancora motivo di turbamento, della malattia e della morte in solitudine, lontano dall'Italia, dell'ex Presidente del Consiglio, dopo che egli decise di lasciare il paese mentre erano ancora in pieno svolgimento i procedimenti giudiziari nei suoi confronti. Si è trattato - credo di dover dire - di aspetti tragici della storia politica e istituzionale della nostra Repubblica, che impongono ricostruzioni non sommarie e unilaterali di almeno un quindicennio di vita pubblica italiana. Non può dunque venir sacrificata al solo discorso sulle responsabilità dell'on. Craxi sanzionate per via giudiziaria la considerazione complessiva della sua figura di leader politico, e di uomo di governo impegnato nella guida dell'Esecutivo e nella rappresentanza dell'Italia sul terreno delle relazioni internazionali. Il nostro Stato democratico non può consentirsi distorsioni e rimozioni del genere. Considero perciò positivo il fatto che da diversi anni attraverso importanti dibattiti, convegni di studio e pubblicazioni, si siano affrontate, tracciando il bilancio dell'opera di Craxi, non solo le tematiche di carattere più strettamente politico, relative alle strategie della sinistra, alle dinamiche dei rapporti tra i partiti maggiori e alle prospettive di governo, ma anche le tematiche relative agli indirizzi dell'attività di Craxi Presidente del Consiglio. Di tale attività mi limito a considerare solo un aspetto, per mettere in evidenza come sia da acquisire al patrimonio della collocazione e funzione internazionale dell'Italia la conduzione della politica estera ed europea del governo Craxi: perché ne venne un apporto incontestabile ai fini di una visione e di un'azione che possano risultare largamente condivise nel Parlamento e nel paese proiettandosi nel mondo d'oggi, pur tanto mutato rispetto a quello di alcuni decenni fa. Le scelte di governo compiute negli anni 1983-87 videro un rinnovato, deciso ancoraggio dell'Italia al campo occidentale e atlantico, anche di fronte alle sfide del blocco sovietico sul terreno della corsa agli armamenti ; e videro nello stesso tempo un atteggiamento "più assertivo" del ruolo dell'Italia nel rapporto di alleanza - mai messo peraltro in discussione - con gli Stati Uniti. In tale quadro si ebbe in particolare un autonomo dispiegamento della politica estera italiana nel Mediterraneo, con un coerente, equilibrato impegno per la pace in Medio Oriente. Il governo Craxi e il personale intervento del Presidente del Consiglio si caratterizzarono inoltre per scelte coraggiose volte a sollecitare e portare avanti il processo d'integrazione europea, come apparve evidente nel semestre di presidenza italiana (1985) del Consiglio Europeo. Né si può dimenticare l'intesa, condivisa da un arco assai ampio di forze politiche, sul nuovo Concordato: la cui importanza è stata pienamente confermata dalla successiva evoluzione dei rapporti tra Stato e Chiesa. Numerosi risultano in sostanza gli elementi di condivisione e di continuità che da allora sono rimasti all'attivo di politiche essenziali per il profilo e il ruolo dell'Italia. In un bilancio non acritico ma sereno di quei quattro anni di guida del governo, deve naturalmente trovar posto il discorso sulle riforme istituzionali che aveva rappresentato, già prima dell'assunzione della Presidenza del Consiglio, l'elemento forse più innovativo della riflessione e della strategia politica dell'on. Craxi. Nel quadriennio della sua esperienza governativa, quel discorso tuttavia non si tradusse in risultati effettivi di avvio di una revisione della Costituzione repubblicana. La consapevolezza della necessità di una revisione apparve condivisa attraverso i lavori di una impegnativa Commissione bicamerale di studio (presieduta dall'on. Bozzi) : ma alle conclusioni, peraltro discordi, di quella Commissione nel gennaio 1985 non seguì alcuna iniziativa concreta, di sufficiente respiro, in sede parlamentare. Si preparò piuttosto il terreno per provvedimenti che avrebbero visto la luce più tardi, come la legge ordinatrice della Presidenza del Consiglio e, su un diverso piano, significative misure di riforma dei regolamenti parlamentari. Tra i problemi che nell'Italia repubblicana si sono trascinati irrisolti, c'è certamente quello del finanziamento della politica. Si era tentato di darvi soluzione con una legge approvata nel 1974, a più di venticinque anni dall'entrata in vigore della Costituzione. Ma quella legge mostrò ben presto i suoi limiti, in particolare per la debolezza dei controlli che essa aveva introdotto. Attorno al sistema dei partiti, che aveva svolto un ruolo fondamentale nella costruzione di un nuovo tessuto democratico nell'Italia liberatasi dal fascismo, avevano finito per diffondersi "degenerazioni, corruttele, abusi, illegalità", che con quelle parole, senza infingimenti, trovarono la loro più esplicita descrizione nel discorso pronunciato il 3 luglio 1992 proprio dall'on. Craxi alla Camera, nel corso del dibattito sulla fiducia al governo Amato. Ma era ormai in pieno sviluppo la vasta indagine già da mesi avviata dalla Procura di Milano e da altre. E dall'insieme dei partiti e dei loro leader non era venuto tempestivamente un comune pieno riconoscimento delle storture da correggere, né una conseguente svolta rinnovatrice sul piano delle norme, delle regole e del costume. In quel vuoto politico trovò, sempre di più, spazio, sostegno mediatico e consenso l'azione giudiziaria, con un conseguente brusco spostamento degli equilibri nel rapporto tra politica e giustizia. L'on. Craxi, dimessosi da segretario del PSI, fu investito da molteplici contestazioni di reato. Senza mettere in questione l'esito dei procedimenti che lo riguardarono, è un fatto che il peso della responsabilità per i fenomeni degenerativi ammessi e denunciati in termini generali e politici dal leader socialista era caduto con durezza senza eguali sulla sua persona. Né si può peraltro dimenticare che la Corte dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo - nell'esaminare il ricorso contro una delle sentenze definitive di condanna dell'on. Craxi - ritenne, con decisione del 2002, che, pur nel rispetto delle norme italiane allora vigenti, fosse stato violato il "diritto ad un processo equo" per uno degli aspetti indicati dalla Convenzione europea. Alle regole del giusto processo, l'Italia si adeguò, sul piano costituzionale, con la riforma dell'art. 11 nel 1999. E quei principi rappresentano oggi un riferimento vincolante per la legislazione nazionale e per l'amministrazione della giustizia in Italia. Si deve invece parlare di una persistente carenza di risposte sul tema del finanziamento della politica e della lotta contro la corruzione nella vita pubblica. Quel tema non poteva risolversi solo per effetto del cambiamento (determinatosi nel 1993-94) delle leggi elettorali e del sistema politico, e oggi, in un contesto politico-istituzionale caratterizzato dalla logica della democrazia dell'alternanza, si è ancora in attesa di riforme che soddisfino le esigenze a cui ci richiama la riflessione sulle vicende sfociate in un tragico esito per l'on. Bettino Craxi. E' questo, cara Signora, il contributo che ho ritenuto di dover dare al ricordo della figura e dell'opera di suo marito, per l'impronta non cancellabile che ha lasciato, in un complesso intreccio di luci e ombre, nella vita del nostro Stato democratico. Con i più sinceri e cordiali saluti". Roma, 18 gennaio 2010
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#9 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Città: AnTuDo ---------- Messaggi Totali: 10196
Messaggi: 1521
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non avro' pieta' di nessuno. Maledetti.
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“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
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#10 |
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Messaggi: n/a
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Non l'ho letto tutto ma almeno ha ricordato la duplice condanna definitiva.
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Città: AnTuDo ---------- Messaggi Totali: 10196
Messaggi: 1521
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a me basta questo...
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#12 |
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Bannato
Iscritto dal: Mar 2008
Città: Villabate(PA)
Messaggi: 2515
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#13 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Vicenza
Messaggi: 20129
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ma al decennale della morte di mangano faranno lo stesso ?
ed a quello di provenzano ? C;l,a,la,;la,;l
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FINCHE' C'E' BIRRA C'E' SPERANZA !!!
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#14 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Hamburg/Torino
Messaggi: 2757
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#15 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2005
Messaggi: 821
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Secondo me il "razionale" che sta alla base del progetto di riabilitazione di Craxi è: era un ladro ed un corrotto, comunque non più di noi (politici attuali), ma è stato un grande statista. Riabilitiamo lui, siamo lindi e possiamo essere bravi politici pure noi, anche se fottiamo, rubiamo, mentiamo, passiamo più tempo tra festini cocaina e troie che a fare gli interessi di chi ci permette un determinato tenore di vita (anche se secondo loro è probabilmente derivante da diritto divino o di nascita e dunque dovuto).
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Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese) "Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?" Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia. |
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#16 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2202
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sono sempre più propenso a fare le carte e andare lontano lontano e lontano
e non brucerei il passaporto italiano giusto per tornare ogni tanto a salutare i miei c'è un cancro in questo paese, si chiama classe politica e deve essere tolto con le maniere forti. se qualcuno, oggi, li facesse fuori, io sicuramente non mi rattristerei. ci sono prese per il culo troppo grosse anche per le pecore con lana tricolore
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IN ANUBIS WE TRUST
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#17 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2005
Messaggi: 821
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Piccolo OT: a proposito di passaporto tricolore, appena sborsato quasi 100€ per quello nuovo.
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Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese) "Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?" Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia. |
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#18 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2202
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#19 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2006
Città: Salerno
Messaggi: 4256
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napolitano ha come motto "calmiamo le acque per il quieto vivere di tutti"
peccatto che per quei tutti intende tutti i politici, non certo il popolo. Ignora e dimentica perfino gli attacchi a lui stesso, adducendo al fatto che un "clima di tensione che non aiuterebbe nessuno". E' il perfetto alleato di questo governo.
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NABBA Italia Federazione Nazionale di Body Building, Fitness, Cultura sportiva, Educazione alimentare |
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#20 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2000
Città: prov. di Alessandria
Messaggi: 5634
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disprezzate tanto l'Italia ma siete i soliti italiani.......tutti pronti ad andare a gridare in faccia al dittatore......dopo che il dittatore è caduto in disgrazia.
La lettera è molto equilibrata, ricorda che Craxi commise dei reati, ma sottolinea che commise gli stessi reati di un'intera classe politica, che fu attore protagonista in un sistema sporco nel quale non avrebbe potuto comportarsi altrimenti....ma ammette che craxi è stato il capro espiatorio di una situazione che solitamente in Italia si conclude con il "Tutti colpevoli nessun colpevole" e che straordinariamente finì con "Tutti colpevoli un colpevole" perchè voi popolo bue abbiate qualcuno con cui sfogarvi, pronti a rimettere testa e cervello (verrebbe da chiedersi quale cervello) sotto la sabbia, pronti a farci prendere per il culo da altri politici. Craxi commise molti errori, ma non inventò nulla, utilizzo un sistema ben rodato, ma lo usò troppo bene, iniziò a fare paura e il suo sistema perfezionato iniziò a mangiarsi da solo. Se i veri poteri forti, le lobbies, non avessero dovuto dare in pasto una vittima ai leoni coglioni, Craxi si sarebbe preso la sua condanna a 18 mesi, con la condizionale, e adesso sarebbe in qualche villa sul lago di Como a godersi il malloppone e ogni tanto andrebbe da vespa.......e magari, anzi probabilmente, lo avrebbero anche ricandidato, e altrettanto probabilmente, anzi, sicuramente, non sarebbe stato peggio di quelli che ci troviamo adesso, al governo e all'opposizione........ in un sistema equo Craxi si sarebbe giustamente fatto degli anni di galera....ma con lui avremmo dovuto costruire nuove carceri e metterci dentro il 90% dei politic, dal PdC al rappresentante di Circoscrizione, e invece abbiamo visto tutti com'è finita
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Addio Pierpo, motociclista. |
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