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Old 19-06-2009, 23:27   #41
nekromantik
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Di cose concrete mi sembra ce ne siano fin troppe.
Ripeto, se si muove il Vaticano (e lo sta facendo http://www.unita.it/news/politica/85...cca_il_premier ) la situazione potrebbe precipitare molto prima di quanto si pensi.
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Old 19-06-2009, 23:34   #42
nekromantik
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E la stampa estera comincia a domandarsi quanto manca alla sua dipartita politica ("atmosfera da fine impero"): http://www.repubblica.it/2009/06/sez...straniera.html

Bellissimo questo pezzo sul Foglio di Ferrara:

Quote:
La tempesta
Lo specchio del Cav. adesso rimanda un’immagine che nemmeno il Cav. riconosce


Forse è solo colpa di quel maledetto mal di collo – e quella testa fissa, rigida come nelle figure di certi quadri di scuola minore, lo sguardo che a fatica contiene il fastidio. Non poter girare la testa, proprio quando come mai prima soffia un vento che potrebbe essere quello della tempesta definitiva. La tempesta perfetta, per i mille e mille odiatori del Cav. Immobilizzato. E così, lo stesso da quindici anni a questa parte, è il corpo del sovrano che parla e si espone e comunica. Prima delle parole, prima di tutta l’immensa platea adorante – come il suo ideale modello, il Re Sole, il Cav. ha forgiato il suo partito, trasformando la spada in corte, la nobiltà in cortigiani: docili, ma nel bisogno sostanzialmente inutili – è il suo corpo che come sempre parla, come del suo corpo quasi sempre lui ha parlato. Appare un corpo dolente, quello che in questi giorni si trascina tra telegiornali e visite di stato, Gheddafi e Obama, abbracci e baci – ma sempre quell’ombra di inquietudine, il soffio di qualcosa che si sente arrivare ma non si può controllare.

Scomposto, vivisezionato, ammirato, osannato, detestato, impiccato – e sovranamente curato, cerone e approssimativa capigliatura, apparenza e sostanza, i gesti (sempre quelli), il sorriso (sempre quello), uno stranito stupore (questo del tutto nuovo), il corpo del Cav. (da cui pure apposito saggio antipatizzante di Marco Belpoliti) è stato sostanza ed espressione della stagione epica della sua politica. Ancora la settimana scorsa, ai virgulti della Confindustria, raccontava del fastidio di stringere mani sudate, che poi magari quello a cui la stringi successivamente pensa che sei tu che sudi e non sa che è il sudore di quello precedente – e un sussulto di antichi accorgimenti e di patimenti che ormai evocano più sottigliezze da stagione chiusa che strategie di conquiste di nuove stagioni.

Il corpo del Cav. è stato il Cav. prima del Cav. stesso: il mito della calza sulla telecamera al suo debutto, il tripudio del doppiopetto, le scarpe col tacco o senza tacco (sospetta cattiveria comunista, ecco), gli anni che biologicamente si dimezzavano, le notti metà in discoteca e metà a raccontarsi, “se dormo tre ore, poi ho ancora energia per fare l’amore per altre tre”, il vedersi e il tastarsi e dunque il lodarsi, “vi auguro di arrivare a settant’anni nello stato di forma in cui sono arrivato io”, il cerone che maligno, a volte, lasciava lieve traccia sul collo della camicia azzurra.

Nella storia repubblicana, mai il corpo di un politico era stato così tanta sostanza della stessa politica. La mentina in bocca contro il cattivo alito, il sole in tasca sempre raccomandato, i corpi dei candidati (in generale, non c’entra la storia delle veline) esaminati e filmati, il corpo che si levava alto (be’, diciamo: più in alto) sul predellino per fondare un partito. Il corpo, il corpo, sempre il corpo. Identico sempre, pur sempre mutando, dalle cravatte di Marinella alla bandana, dalla camicia nera al ciondolo sul petto: prima che leader, il Cav. si era trasformato in icona perfetta, riconoscibile sempre – persino nell’odio, che è lo stesso un modo di mostrare forza. Il piano inclinato degli ultimi mesi ha mutato il corpo quasi insopportabilmente vitale in corpo dolente, le tante qualità (pur discutibili, ma quasi santamente eversive nel pantano italico) in grottesche parodie di ciò che furono: la vanagloria in sospetto, la considerazione di sé in eccesso di sé, un divertito populismo in ombroso stordimento.

Le qualità e i difetti, come appunto il corpo stesso, sono stati lo specchio dove tutti infine si riflettevano – per banalmente adorarlo, e pure per odiarlo e lucrarci politicamente sopra, quello specchio era necessario. Fu, se non sposa del regno, come la grande Elisabetta I (pure lei maschera e senso di un’intera epoca), quantomeno zio – saggio o matto o divertente. Ora, quello specchio si è deformato, rimanda l’immagine che per primo non riconosce il diretto interessato. Forse non definitivamente rotto, certo non più levigato e lucido come fino a poche settimane fa. Vede, il Cav, ciò che tutti vediamo – quella meraviglia nello sguardo, sorpresa inattesa e sgradita, mentre intorno si accaniscono, foto su foto, plotoni di ragazze che sbucano dappertutto – quasi termiti, ormai famelicamente mediatiche. Fu Giustiniano, fu Erasmo, fu il Re Sole, fu infinite gioiose parodie, il Cav. Fu rottura, fu sorpresa, fu testardo, fu rivoluzionario, fu l’anticristo reazionario e fu il Cristo della buona rivoluzione. Fu molte cose e il suo contrario. Ma fu – e il dramma alle porte è tutto qui.
http://www.ilfoglio.it/soloqui/2662

Stupendo, da incorniciare.
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Old 19-06-2009, 23:42   #43
shambler1
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la "stampa estero" ce lo può ..diciamo che ci fa un baffo.
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Old 19-06-2009, 23:44   #44
nekromantik
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Anche quella italiana mi sembra unanime. Persino Il Foglio (molto vicino al Governo) ha descritto una situazione tutt'altro che rosea.
I topi cominciano a scappare...

Un altro editoriale molto condivisibile:

Quote:
Silvio Berlusconi, si fanno forza i suoi fedelissimi, ha sette vite. Ma il Pdl è in preda al panico, per vicende “felliniane” che sanno di “fine impero”.
La linea del Piave del “complotto” ordito da parti dell’opposizione e della magistratura e del “golpe internazionale” non regge.
Il logoramento (psicologico e politico) del Premier cresce sotto i colpi di “quello che si sa”. Ma si teme il peggio per “quello che non si sa”.
La domanda è sempre una sola: il capo del governo italiano è un uomo libero o è sotto ricatto per “patti” non rispettati? Gli italiani devono sapere dal premier la verità.
Si teme un “25 luglio” che sfoci rovinosamente in una caricaturale “Repubblica di Salò” di cartapesta.
E’ la prima volta che la “fine” di Berlusconi viene considerata possibile (addirittura probabile) dall’interno del partitone del Cavaliere.
Nel Pdl crescono minacce, sospetti, silenzi. C’è già la gara a defilarsi, a riappropriarsi delle antiche etichette di provenienza, a rivendicare “autonomie” sbiadite o cancellate.
Sono in molti, nelle file del premier, a temere il peggio. E, fra questi, non pochi, specie fra gli ex Dc, si preparano al “fuggi fuggi”, avviano contatti a vari livelli, per cercare un’ancora di salvezza, approdare a nuove sponde.
Al di là delle dichiarazioni di facciata, anche la Lega di Bossi teme il patatrac. Fini annusa l’aria, ma è pronto a tutto. E il Governo non si sa più dov’è.
Il Paese, stretto nella morsa della crisi più dura dal dopoguerra, è oramai in balia di se stesso.
Il problema non è se Berlusconi ha la “forza” per reggere questa tempesta. Bensì se il Paese, in questo stato di fibrillazione permanente, regge.
I fatti verranno fuori. Tutti, presto, sapranno ciò che è successo.
Berlusconi ha solo due strade: o dice “volontariamente” la sua verità sugli episodi sui quali sta indagando la magistratura o se ne va da Palazzo Chigi.
Tirando ancora la corda, per il Cavaliere sarà la resa dei conti. Perché l’Italia non è un sultanato.
http://www.polisblog.it/post/4862/or...anato#continua
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Old 19-06-2009, 23:46   #45
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Di cose concrete mi sembra ce ne siano fin troppe.
Ripeto, se si muove il Vaticano (e lo sta facendo http://www.unita.it/news/politica/85...cca_il_premier ) la situazione potrebbe precipitare molto prima di quanto si pensi.
Tutte illusioni.
Sono pronto a scommettere 100 euro che il governo completerà la legislatura.
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Old 19-06-2009, 23:50   #46
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Tutte illusioni.
Sono pronto a scommettere 100 euro che il governo completerà la legislatura.
Potrebbe non arrivare nemmeno a questo inverno: la mazzata finale a mio avviso la darà il Lodo Alfano (paradossalmente).
Un governo che si trascina in questa maniera è inconcepibile in un paese devastato dal debito e dalla crisi.
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Old 19-06-2009, 23:54   #47
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Potrebbe non arrivare nemmeno a questo inverno: la mazzata finale a mio avviso la darà il Lodo Alfano (paradossalmente).
Un governo che si trascina in questa maniera è inconcepibile in un paese devastato dal debito e dalla crisi.
Dimentichi che la consulta bocciò l'immunità nel precedente governo e che di fatto non successe nulla.
Il processo Mills ad es. è quasi certo che finirà in prescrizione.
La vicenda (imho ridicola) della escort si sgonfierà in fretta, come quella di Topolanek e dei voli di stato.
Andiamo al concreto: credi che la Lega abbandonerà il PDL o che qualcuno dentro il PDL organizzerà una fronda?
Non accadrà.
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Old 19-06-2009, 23:56   #48
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Roma, 19 giu. (Adnkronos/Aki/Ign) - Giornata di battute e siparietti in perfetto 'Berlusconi style' oggi per presidente del Consiglio. La verve il Cavaliere l'ha sfoderata già dalla mattina quando, al termine del vertice Ue di Bruxelles ha preso di mira un giornalista dell''Unità che gli domandava cosa avesse da rispondere alla stampa internazionale in merito all'inchiesta di Bari.


"Alla stampa straniera ho detto 'just rubbish, just trash, we continue to work for the common good' - ha scandito il premier sfoderando il suo inglese - . E se non l'ha capita - ha aggiunto rivolto al giornalista - se la faccia tradurre". Quindi alle insistenze del cronista ha fatto fronte con un netto: "Non le rispondo, la smetta, ho nei confronti del suo giornale una disistima totale, parliamo di cose serie e non di sciocchezze".

Finito con il 'bolscevico' dell'Unità, il presidente del Consiglio torna a punzecchiare la giornalista del Tg3 Mariella Venditti, 'pizzicata' con una spallina della maglietta leggermente calata sul braccio. "Che fa? Vuol farsi invitare a una delle mie cene?", scherza Berlusconi riaggiustandole prontamente la spallina. "Una volta ne facevo una al mese - prosegue con tono ironico il premier - adesso dovrei organizzarne 3-4 alla settimana...". Una conoscenza antica quella tra il Cavaliere e ''la birichina del Tg3'' per la quale il capo del governo coniò lo slogan "con la Venditti siamo belli e fritti".

Tornato in Italia in serata, per chiudere la campagna per le elezioni provinciali milanesi a Cinisello Balsamo, Silvio Berlusconi ha subito dimostrato di non aver perso la sua verve conquistando la platea con ''una barzelletta su di me: Berlusconi muore e dato che in Paradiso leggono l'Unità e Repubblica lo mandano all'Inferno. A questo punto Berlusconi in un mese risolve i problemi dell'Inferno e lo mandano in Purgatorio e anche lì Berlusconi risolve i problemi in un mese. A questo punto lo chiamano in Paradiso dove c'è maretta tra gli angeli, gli arcangeli, i beati e i santi. In un mese risolve anche questo problema e viene ricevuto dal Padreterno. Dopo tre ore di colloquio il Padreterno, uno sveglio di testa, dice a Berlusconi: 'Caro Silvio la tua idea di trasformare il Paradiso in una spa mi ha convinto, non capisco una cosa, perché io dovrei fare il vicepresidente?".

Risate e applausi hanno salutato l'ironia del premier che ha subito messo a posto un gruppetto di imperterriti contestatori che fischiavano, bollati come ''dei poveri comunisti''. "Vedo che c'è una manifestazione, evviva, così tutti possono vedere la differenza tra noi e loro - ha affermato - . Noi non andremmo mai ad una loro manifestazione a disturbare. Siete dei poveri comunisti, oggi come sempre. Mi fate pena e disgusto". E' spinto dall'invidia e dall'odio, sono persone sempre arrabbiate mentre noi al contrario siamo dei liberali e mai potremmo fare come loro. Non sanno cosa vuol dire la democrazia e la libertà".

adnkronos
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Old 19-06-2009, 23:57   #49
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Di cose concrete mi sembra ce ne siano fin troppe.
Ripeto, se si muove il Vaticano (e lo sta facendo http://www.unita.it/news/politica/85...cca_il_premier ) la situazione potrebbe precipitare molto prima di quanto si pensi.

ma no..ma il vaticano non si muove fa solo piccole e innocue uscite

Ratzinger dopo elezioni di silvio dixit "che era contento del nuovo clima politico"

secondo te interessa più il vaticano mario mauro (CL) come presidente del parlamento europeo, una finta legge sul fine vita, soldi alle scuole private...ecc ecc
o piuttosto si impuntano sul divorziato silvio che seppur risposato (ma non per loro) va ancora a donne?
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit)
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Old 19-06-2009, 23:57   #50
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Dimentichi che la consulta bocciò l'immunità nel precedente governo e che di fatto non successe nulla.
Il processo Mills ad es. è quasi certo che finirà in prescrizione.
La vicenda (imho ridicola) della escort si sgonfierà in fretta, come quella di Topolanek e dei voli di stato.
I fatti di questi mesi dimostrano il contrario: stanno pesando come macigni.
In concreto ha perso due milioni di voti e non ha più ne l'appoggio di Confindustria ne quello del Vaticano.
E mi sembra che in generale la sua figutra politica sia oramai decaduta sia in Italia che (soprattutto) all'estero. Questo G8 a tal proposito sarà la cartina di tornasole per testare quanto male abbiano fatto le ultime vicende a lui e al nostro paese.
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Old 19-06-2009, 23:59   #51
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o piuttosto si impuntano sul divorziato silvio che seppur risposato (ma non per loro) va ancora a donne?
La piega che sta prendendo la vicenda mi sembra piuttosto seria. La Chiesa non può permettersi di appoggiarlo in queste condizioni. Mi sembra che l'Avvenire sia stata molto esplicito a tal proposito.
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Old 20-06-2009, 00:01   #52
MZpowaa
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http://www.ilmessaggero.it/articolo....=HOME_INITALIA

Berlusconi ai contestatori: fate pena e disgusto,
non mi buttate giù, comunisti senza dignità


Alla sinistra: specula sui morti. Ai giornalisti: tutta spazzatura, vergogna. Fini si smarca: così non è a rischio il governo, ma la fiducia dei cittadini. Di Pietro: il premier come Nerone. Avvenire: serve chiarimento

ROMA (19 giugno) - «E' inutile che sperate di buttare giù il governo e la maggioranza con trame giudiziarie e attacchi mediatici. Siamo la maggioranza, e in un Paese democratico la maggioranza governa. Più continuate a fare così, più mi convincete a restare, mi fate pena, mi fate disgusto»: Silvio Berlusconi lo ha gridato dal palco di un comizio tenuto a Cinisello Balsamo (Milano)all'indirizzo di un gruppo di contestatori dei centri sociali che manifestavano da una piazza accanto e nei confronti della sinistra in generale.

La contestazione, a cui hanno partecipato alcune decine di persone, si è svolta a circa 50 metri dalla piazza sede del comizio. La polizia ha formato un cordone per tenere fuori dalla piazza i manifestanti. C'è stato solo qualche piccolo momento di tensione, ma la situazione è poi tornata sotto controllo. I manifestanti hanno gridato slogan contro il governo, ma, soprattutto, contro il premier. Su alcuni cartelli sono stati scritti slogan che invitavano il premier a dimettersi. Altri riportavano espliciti riferimenti alle inchieste di Bari. Su uno è stato scritto: «Sono una donna, non una velina. Vergognati».

«Siete dei poveri comunisti, mi fate disgusto». «Vedo che c'è una manifestazione - ha detto il premier dal palco dove teneva un comizio a sostegno di Guido Podestà, candidato alla Provincia di Milano - Evviva, così tutti possono vedere la differenza tra noi e loro. Noi siamo antropologicamente diversi da loro. Noi non andremmo mai ad una loro manifestazione a disturbare un incontro tra i loro leader e gli elettori, perché noi siamo uomini della libertà. Non avete dignità, non sapete cos'è la democrazia e la libertà, siete ancora, oggi come sempre, dei poveri comunisti. Mi fate pena e disgusto».

«Siete analfabeti della libertà - ha inveito il premier - Quelli della sinistra sono sempre incazzati perché la mattina si vedono allo specchio e non si piacciono».

«Terremoto, hanno speculato sui morti». «Hanno organizzato delle manifestazione sul nulla, mandando gente che non aveva nulla da chiedere e hanno strumentalizzato le speranze, la paura e i morti. Vergogna!» ha detto Berlusconi, riferendosi alla manifestazione organizzata a Roma contro il governo per l'azione svolta sulla ricostruzione dell'Abruzzo. «Stavolta mi sono proprio indignato, c'è stata una manifestazione organizzata dalla sinistra sul terremoto dell'Abruzzo. Il 15 settembre daremo 3.000 appartamenti e il 30 novembre altri 15.000. La sinistra strumentalizza la paura, il dolore e i morti. Vergogna. Non c'è più dignità, non c'è nobiltà d'animo».

«Vi abbraccio tutti, le signore due volte». Il premier ha concluso il suo intervento a Cinisello con l'augurio «di trasformare i sogni in realtà» con una riduzione anche della pressione fiscale. «Vi abbraccio tutti, le signore due volte - ha detto - Mi auguro di trasformare i vostri progetti e i vostri sogni in realtà. Di eliminare tutto ciò che c'è di negativo a cominciare dalla pressione fiscale».

Il premier a Bruxelles: non parliamo di comiche. «Fate domande di politica estera, non parliamo di comiche...»: così in mattinata Berlusconi, nel corso della conferenza stampa tenuta al termine del Consiglio europeo a Bruxelles, aveva invitato i giornalisti che si accingevano a fare delle domande a indirizzare la loro attenzione sui temi internazionali e non sulle questioni interne.

«Non c'è niente da chiarire, è tutto chiarissimo: è tutta spazzatura. A Napoli già l'ho fatta fuori e farò fuori anche questa», ha sottolineato Berlusconi. «La mia disistima è totale nei confronti del suo giornale e quindi non rispondo, stiamo parlando, come ho già detto a un giornalista straniero, di rubbish and trash (spazzatura, ndr). Non rispondo alle domande che riguardano presunti scandali, forse parlerò a Milano o a Roma», ha poi aggiunto il premier rivolgendosi a un cronista dell'Unità, dorante la conferenza stampa dopo il Consiglio europeo.

«Quando leggo sui giornali di complotti dentro il Pdl sono storie di fantapolitica». «Lavoro bene - ha proseguito Berlusconi facendo riferimento ad alcune ricostruzioni dei giornali che parlavano di governi tecnici guidati da Tremonti e Draghi - con Tremonti con cui c'è una assoluta amicizia, stima e fiducia. Lavoro bene con Tremonti dunque, ma anche con Mario Draghi di cui apprezzo la capacità e la correttezza».

«Vi dovreste vergognare, siete degli spioni... io non ci sto a una Italia di questo genere», ha poi osservato il premier rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla telefonata con Ghedini registrata da una telecamera di Sky. «Io ho detto una serie di frasi in questa telefonata - ha proseguito - a proposito di giornali che mi hanno attribuito cose che non ho mai dai come il fatto che risponderò colpo su colpo. Io invece continuo a lavorare per il bene del paese. Io ho in tal senso un ruolo strategico».

Fini: non è a rischio il governo, ma la fiducia dei cittadini. «E' una domanda che non c'entra assolutamente niente con quello di cui abbiamo discusso. Ma non ho difficoltà a rispondere». Gianfranco Fini, dopo il convegno sul parlamentarismo in Italia e in Germania che si è svolto nella sede del Cnel, non si sottrae alla domanda sulle conseguenze per il governo delle inchieste baresi. «Non credo ci sia un rischio di instabilità per il governo - dice Fini - Invece c'è un rischio di minore fiducia verso la politica e le istituzioni, cioè il fondamento della democrazia». Fini non cita direttamente le inchieste di Bari sulle ragazze squillo, né tanto meno parla del coinvolgimento di Silvio Berlusconi. Ma nelle sue parole non c'è il minimo accenno a una difesa del premier. A chi gli chiede cosa si possa fare per uscire dalla situazione ed evitare il rischio di una perdita di fiducia dei cittadini verso la politica, risponde sottolineando la necessità di riforme condivise. «Se si parte dal presupposto che le istituzioni sono di tutti, sarebbe opportuno evitare la via delle modifiche a maggioranza e seguire invece la via delle riforme condivise. Bisogna evitare, insomma, che ognuno si faccia la propria riforma».

«Parlamento fondamentale: democrazia impotente favorisce progetti bonapartisti». Anche nel suo intervento al convegno, Fini non risparmia stoccate indirette a Berlusconi, respingendo l'idea, espressa più volte dal Cavaliere, di un Parlamento inefficiente che ostacola la rapidità delle decisioni. «Una democrazia impotente e inefficace - sottolinea - alla lunga genera disillusione, scontento, finisce per alimentare progetti bonapartisi o cesaristi di delegittimazione del Parlamento inteso come luogo che rallenta le decisioni». Fini indica anche una via per contrastare «le pulsioni antiparlamentari»: far diventare il Parlamento «la casa di tutti» e favorire la partecipazione. Le Camere, lungi dallo sparire, devono rafforzare i propri compiti di controllo meticoloso sulle decisioni del governo e di indirizzo delle scelte necessarie al Paese. Ma soprattutto, sottolinea Fini, il Parlamento deve essere il luogo di «reciproco accreditamento» delle forze politiche, in cui prevale «lo sforzo del dialogo e del confronto civile fra le diverse istanze, anche confliggenti». In questo senso, le Camere possono avere «una funzione pedagogica di educazione della società al senso civico e al patriottismo costituzionale».

«Referendum: non bisogna perdere l'occasione per votare». Ciliegina sulla torta, l'appello ad andare a votare al referendum, anch'esso in contrasto con Berlusconi (che voterà anche lui, sì, ma, dopo i risultati delle europee, ha rafforzato l'asse con Umberto Bossi e ha deciso di accantonare la battaglia referendaria per la nuova legge elettorale). «Credo che sia opportuno - ha detto Fini - utilizzare tutti gli strumenti che la Costituzione mette a disposizione dei cittadini. Non bisogna dunque perdere l'occasione di andare a votare al referendum, indipendentemente dal fatto se il voto sarà un sì o un no. E' un modo per far sentire la propria voce ai palazzi della politica. Rinunciare a farlo significa rinunciare a una importante modalità per riavvicinare cittadini e politica».

Lolli (Pd): il premier offende gli abruzzesi. «Le affermazione di Berlusconi sulle manifestazioni di protesta contro le misure del governo per fronteggiare l'emergenza terremoto in Abruzzo sono molto gravi» dice Giovanni Lolli, deputato abruzzese del Pd. «I cittadini aquilani sono venuti a Roma su invito dei comitati autonomi, dei sindacati e di tutte le categorie sociali del capoluogo abruzzese per chiedere che il decreto cambiasse esattamente nei punti in cui Berlusconi, in una conferenza stampa tenuta a L'Aquila, si era formalmente impegnato a cambiare. Fare solenni promesse e poi non mantenerle non è il modo di affrontare un problema serio e drammatico come quello del terremoto. E usare espressioni che offendono una popolazione già tanto provata è, questo sì, una vergogna».

Avvenire: serve un chiarimento. Il quotidiano dei vescovi scende in campo e chiede a Berlusconi maggiore chiarezza riguardo alle ultime inchieste relative alla sua vita privata. «Veleni e sospetti, la catena della non chiarezza». Così titola oggi un editoriale dell'Avvenire. Il giornale della Cei si appella al premier per maggiore trasparenza soprattutto verso l'opinione pubblica. «Il punto centrale, ci sembra, è la necessita di arrivare il più presto possibile a un chiarimento sufficiente a sgombrare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier, senza illudersi che l'efficienza dell'azione di governo possa far premio, sempre e comunque, sui comportamenti privati», scrive Gianfranco Marcelli.

Opinione pubblica frastornata. «Il caso di Bari e delle indagini che dal capoluogo pugliese condurrebbero nei pressi di palazzo Grazioli, con l'immancabile contorno di gossip su feste private e accompagnamenti equivoci, è soltanto l'ennesimo ad abbattersi su un'opinione pubblica sempre più frastornata».

Di Pietro: Berlusconi come Nerone. «Berlusconi pensa a se stesso, ai propri godimenti piuttosto che al bene del Paese. Come Nerone una volta, godeva mentre Roma bruciava». Lo ha affermato il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. «L'Italia dei Valori chiede ancora una volta al premier di venire in Parlamento per riferire cosa sta succedendo, non tanto per la sua vita privata ma per la crisi economica che non sta affrontando pensando solo ai suoi godimenti - ha detto il leader dell'Idv - Per questo abbiamo chiesto il voto di sfiducia e lo ribadiamo, sperando che qualcuno dell'opposizione si decida a sottoscriverlo».
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Old 20-06-2009, 00:01   #53
Encounter
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Dimentichi che la consulta bocciò l'immunità nel precedente governo e che di fatto non successe nulla.
Il processo Mills ad es. è quasi certo che finirà in prescrizione.
La vicenda (imho ridicola) della escort si sgonfierà in fretta, come quella di Topolanek e dei voli di stato.
Andiamo al concreto: credi che la Lega abbandonerà il PDL o che qualcuno dentro il PDL organizzerà una fronda?
Non accadrà.
Si stanno illudendo un pò troppo i post-comunisti, mi sa.
Il governo è solido come un macigno. Se invece di distrarlo cin queste bassezze lo si lasciasse lavorare, forse per l'Italia sarebbe meglio.
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Old 20-06-2009, 00:02   #54
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I fatti di questi mesi dimostrano il contrario: stanno pesando come macigni.
In concreto ha perso due milioni di voti e non ha più ne l'appoggio di Confindustria ne quello del Vaticano.
E mi sembra che in generale la sua figutra politica sia oramai decaduta sia in Italia che (soprattutto) all'estero. Questo G8 a tal proposito sarà la cartina di tornasole per testare quanto male abbiano fatto le ultime vicende a lui e al nostro paese.
Un governo cade se non ha più la maggioranza parlamentare che lo sostiene.
Ripeto: pensi davvero che Berlusconi debba temere una fronda all'interno del PDL (figurarsi..il PDL è il suo partito) o temi un distacco della Lega (per far cosa? per ritornare a margine del sistema dei partiti?).

Tutto il resto è aria fritta.
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Old 20-06-2009, 00:03   #55
indelebile
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infatti la lega dopo diverse sconfitte...e dopo che il federalismo è iniziato non mollerà le poltrone di governo...
potrebbe farlo solo se qualche personaggio tipo d'alema o soci (bersani nuovo segretario?) facesse un accordo chiaro con la lega (ok , lha già fatto una volta, ma questa volta mollerebbe silvio e la barca forse dopo che se ne sono andati anche i topi)...ma ihmo...tipo un governo pd+lega mi farebbe vomitare e non penso che sia numericamente fattibile
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Ultima modifica di indelebile : 20-06-2009 alle 00:05.
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Old 20-06-2009, 00:04   #56
MZpowaa
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La barzelletta di Berlusconi: «Dio vicepresidente della Paradiso spa»


ROMA (19 giugno) - Silvio Berlusconi ha chiuso il suo intervento con una discutibile barzelletta delle sue: «Berlusconi muore - ha esordito - E viene mandato all'inferno perché anche lassù leggono l'Unità e Repubblica. Dopo un mese, Berlusconi mette a posto le cose all'inferno per cui viene chiamato in purgatorio. In un mese sistema le cose anche lì. Berlusconi viene allora chiamato in paradiso dove c'e un gran casino tra angeli, arcangeli e santi. Mette a posto le cose in un mese, allora viene chiamato dal Padre Eterno. Un incontro che dura tre ore. All'uscita gli angeli e gli arcangeli sentono il Padre Eterno che dice a Berlusconi: la tua idea di trasformare il paradiso in una società per azioni è geniale, ma non ho capito perché io dovrei fare il vicepresidente».
http://www.ilmessaggero.it/articolo_...npl=&desc_sez=

Ha-ha-ha
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Old 20-06-2009, 00:04   #57
zerothehero
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Berlusconi, che non è scemo infatti l'ha capito subito: finchè la Lega non lo abbandona, può dormire sonni più che tranquilli.
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Old 20-06-2009, 00:06   #58
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infatti la lega dopo diverse sconfitte...e dopo che il federalismo è iniziato non mollerà le poltrone di governo...
potrebbe farlo solo se qualche personaggio tipo d'alema o soci (bersani nuovo segretario?) facesse un accordo chiaro con la lega (ok , lha già fatto, ma questa mollerebbe silvio e la barca forse dopo che se ne sono andati anche i topi)...ma ihmo...tipo un governo pd+lega mi farebbe vomitare e non penso che sia numericamente fattibile
Il PD, come ha detto d'Alema, deve prepararsi già da ora a mostrarsi come una valida alternativa all'attuale governo...il che implica per necessità di cose una costruzione e un'intessitura di rapporti sia con l'IDV che, per ragioni di numeri, con l'UDC.
Altrimenti l'opposizione rischia di perdere una seconda volta, tra 4 anni, quando si voterà per le politiche.
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Old 20-06-2009, 00:06   #59
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Un governo cade se non ha più la maggioranza parlamentare che lo sostiene.
Ripeto: pensi davvero che Berlusconi debba temere una fronda all'interno del PDL (figurarsi..il PDL è il suo partito) o temi un distacco della Lega (per far cosa? per ritornare a margine del sistema dei partiti?).
Il PDL non è il suo partito. Dimentichi AN.
Io temo che all'interno del PDL qualcuno stia pensando a salvarsi le chiappe, visto un quadro politico e giudiziario piuttosto cupo.
La mia è una speranza naturalmente. Quello che leggo invece su quasi tutti i giornali italiani ed esteri sono delle piacevoli conferme.
Ci sarà un governo tecnico, è solo questione di tempo.
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Old 20-06-2009, 00:09   #60
zerothehero
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Il PDL non è il suo partito. Dimentichi AN.
Io temo che all'interno del PDL qualcuno stia pensando a salvarsi le chiappe, visto un quadro politico e giudiziario piuttosto cupo.
La mia è una speranza naturalmente. Quello che leggo invece su quasi tutti i giornali italiani ed esteri sono delle piacevoli conferme.
Ci sarà un governo tecnico, è solo questione di tempo.
AN è dentro Forza ITalia.
La realtà e la speranza sono spesso dicotomiche.
Governo tecnico lo escludo a priori, si ritornerà alle urne, qualora Berlusconi nei prossimi 4 anni non dovesse più avere i numeri per governare.
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Ultima modifica di zerothehero : 20-06-2009 alle 00:12.
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