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Old 31-03-2009, 14:53   #21
jpjcssource
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Di colpo è un pò difficile, nel giro di un 2-3 anni è più realistico come obiettivo.

Anche nel nostro occidente abbiamo avuto le nostre brave acceleratine.
I tedeschi che appoggiavano entusiasticamente il nazismo non è che siano stati riportati sulla retta via a suon di belle dichiarazioni di buoni ideali, hanno dovuto vedere i bombardamenti a tappeto e lasciarci qualche milione di morti per capire che la razza ariana e la persecuzione degli ebrei erano concetti un tantinello sbagliati.

Purtroppo la società Afgana è anni luce più arretrata di quella tedesca ed il loro comportamento è dato da una religione millenaria che ha ben più forza di un forte sentimento di vendetta (che ha scatenato il nazismo).

L'afgano non si piega davanti a nessuno e se cambia lo fa solo volontariamente dopo essere stato convinto con le buone, se provi con le cattive preferisce farsi ammazzare piuttosto.
Stiamo parlando di una società che è ancora organizzata in una struttura tribale come nella preistoria......

Allo stesso tempo però, tornare a casa e farci gli affari nostri non è possibile visto che le organizzazzioni terroristiche islamiche che usano il paese come base sicuramente non si faranno poi gli affari loro.....
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Asrock Z68 Extreme4Gen3, Core i5 2500K@3,7Ghz, Radeon HD6950 2GB, 4x1 GB OCZ PC3-12800 DDR3 1600MHz, Iiyama Prolite B2403WS LCD 24" + Plasma Panasonic 50VT20E 3D, SSD Crucial M4 256GB, WD Caviar 250GB Sata II 16MB, Alice Flat 2 Mbit/s , PS3 Slim 120GB HALF LIFE 2: LE MIGLIORI MOD

Ultima modifica di jpjcssource : 01-04-2009 alle 17:26.
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Old 01-04-2009, 17:18   #22
entanglement
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Città: ...dove Sile a Cagnan s'accompagna...
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Originariamente inviato da MARCA Guarda i messaggi
Qualche occidentale deve inziare a fare il meaculpa.

ma sarebbe giusto andarsene da quella terra?
Lasciare consapevolmente le donne afgane in questa condizione?
non è ne giusto ne sbagliato, è ragionevole

stato loro, legge loro, cazzi loro

se ci fosse una cosa su cui è prioritario spendere questa è cemento armato alle frontiere
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And did you exchange a walk on part in the war for a lead role in a cage?
nerdtest: 36% - http://www.nerdtests.com
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Old 12-04-2009, 15:42   #23
IpseDixit
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KANDAHAR - E' stata uccisa da due uomini armati una donna impegnata nella difesa dei diritti femminili, eletta parlamentare provinciale a Kandhar, nel sud dell'Afghanistan. Lo ha riferito il capo del Consiglio provinciale e fratello del premier, Ahmad Wali Karzai. Sitara Achikzai stava tornando a piedi del lavoro quando i due killer l'hanno avvicinata a bordo di una moto e hanno aperto il fuoco.

Achikzai era nota per la sua lotta in favore delle donne. Negli ultimi giorni è tornata a infuriare in Afghanistan la polemica sui diritti femminili, dopo l'approvazione da parte del parlamento nazionale di una legge, fortemente voluta dagli ambienti religiosi, in cui si stabilisce la subordinazione della moglie al marito e in pratica se ne autorizza lo stupro. Karzai su pressione degli occidentali ha promesso di rivedere il testo ma ieri un eminente esponente religioso è tornato sull'argomento affermando che ogni ripensamento sarebbe inaccettabile oltre che anticostituzionale.

Oggi l'Afghanistan è stato squassato dalla violenza: 22 talebani sono morti in scontri con l'esercito afgano e le forze della missione internazionale. Sempre nel sud, a Helmand, un kamikaze è stato ucciso mentre cercava di entrare in una stazione di polizia; l'esplosivo è scoppiato quando gli agenti gli hanno sparato.

(12 aprile 2009)

http://www.repubblica.it/2009/03/sez...lamentare.html
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Old 12-04-2009, 16:02   #24
lishi
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Purtroppo non deve sorprendere che la condizione della donna in afganistain non sia delle più agiate, e un paese la cui modernità non e certamente avanzata, IMO la modernità porta alla parità dei sessi, aggravata da 20 anni di domino talebano che non aiuta.

Il problema è il governo che dovrebbe indicare alla società del paese la via giusta.

Comunque mi sembra di aver sentito che la costituzione afgana dovrebbe garantire la parità dei sessi(infatti la percentuale rosa del parlamento è più alta che in italia, anche se probabilmente era una decisione simbolica), il provvedimento dovrebbe riguardare i sciiti dove è specificato che possono aver regole particolari. Non che questo addolcisca la legge, visto che i sciiti sono probabilmente quelli che hanno più bisogno di ammodernamento.
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Old 12-04-2009, 17:21   #25
easyand
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ques't estate ci sono le elezioni e karzai tenta di essere riconfermato, gli uomini votano le donne no, fate voi i vostri conti
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Old 15-04-2009, 15:51   #26
IpseDixit
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KABUL - Una manifestazione di circa 300 donne nei pressi dell'università di Kabul è stata presa a sassate mentre la polizia famminile afghana interveniva per disperdere la folla (guarda il video). Le donne stavano protestando contro la legge, che riguarda solo minoranza sciita degli hazara, che autorizza i mariti a chiedere rapporti sessuali obbligatori ogni quattro giorni a meno che la moglie sia malata o subisca danni durante il rapporto. La legge inoltre vieta alle donne di uscire di casa, di cercare lavoro o anche di andare dal medico senza il permesso del consorte, e affida la custodia dei figli esclusivamente ai padri e ai nonni. Il testo permette inoltre tacitamente il matrimonio di bambine e assicura agli uomini maggiori diritti in materia di eredità.
«MORTE ALLE SCHIAVE DEI CRISTIANI» - Il corteo era stato convocato da alcuni attivisti per i diritti umani ma si è scontrato con una contromanifestazione di altre donne, sostenute da uomini - in tutto circa mille persone - che gridavano «morte alle schiave dei cristiani» e alla fine hanno lanciato alcuni sassi contro di loro. Altri uomini gridavano «siete cagne, non donne sciite» alle attiviste che reggevano cartelli con la scritta «Non vogliamo la legge talebana». Secondo le attiviste, in gran parte giovani, parlamentari e attiviste dei diritti umani, molte altre donne avrebbero voluto partecipare alla protesta, ma i loro mariti lo hanno proibito. Secondo le donne che partecipavano alla contromanifestazione, invece sono stati gli occidentali «che sono contro l'islam» a male interpretare la legge.

http://www.corriere.it/esteri/09_apr...4f02aabc.shtml
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Old 15-04-2009, 16:03   #27
ConteZero
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KABUL - Una manifestazione di circa 300 donne nei pressi dell'università di Kabul è stata presa a sassate mentre la polizia famminile afghana interveniva per disperdere la folla (guarda il video). Le donne stavano protestando contro la legge, che riguarda solo minoranza sciita degli hazara, che autorizza i mariti a chiedere rapporti sessuali obbligatori ogni quattro giorni a meno che la moglie sia malata o subisca danni durante il rapporto. La legge inoltre vieta alle donne di uscire di casa, di cercare lavoro o anche di andare dal medico senza il permesso del consorte, e affida la custodia dei figli esclusivamente ai padri e ai nonni. Il testo permette inoltre tacitamente il matrimonio di bambine e assicura agli uomini maggiori diritti in materia di eredità.
«MORTE ALLE SCHIAVE DEI CRISTIANI» - Il corteo era stato convocato da alcuni attivisti per i diritti umani ma si è scontrato con una contromanifestazione di altre donne, sostenute da uomini - in tutto circa mille persone - che gridavano «morte alle schiave dei cristiani» e alla fine hanno lanciato alcuni sassi contro di loro. Altri uomini gridavano «siete cagne, non donne sciite» alle attiviste che reggevano cartelli con la scritta «Non vogliamo la legge talebana». Secondo le attiviste, in gran parte giovani, parlamentari e attiviste dei diritti umani, molte altre donne avrebbero voluto partecipare alla protesta, ma i loro mariti lo hanno proibito. Secondo le donne che partecipavano alla contromanifestazione, invece sono stati gli occidentali «che sono contro l'islam» a male interpretare la legge.

http://www.corriere.it/esteri/09_apr...4f02aabc.shtml
Ovviamente nessuno s'azzarda a buttare sul piatto un "o fate leggi più civili o ce ne andiamo del tutto e vi lasciamo di nuovo in balia dei talebani (dopo aver sparso qualche tonnellata di sale per i campi, così almeno non rompete più con l'oppio)...
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Old 15-04-2009, 17:14   #28
lishi
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Ovviamente nessuno s'azzarda a buttare sul piatto un "o fate leggi più civili o ce ne andiamo del tutto e vi lasciamo di nuovo in balia dei talebani (dopo aver sparso qualche tonnellata di sale per i campi, così almeno non rompete più con l'oppio)...
E buttare via risorse, vite, lavoro di 5 anni?

Mi sembra ovvio che nessuno si azzardi a fare ciò. Poi non vedo la logica di lasciare le donne in balia dei talebani perché non ci piace una legge che lascia le donne in balia a valori che i talebani sostengono.

Forse era meglio una generazione sotto il comunismo ateo piuttosto i talebani.
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Old 15-04-2009, 17:19   #29
ConteZero
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E buttare via risorse, vite, lavoro di 5 anni?

Mi sembra ovvio che nessuno si azzardi a fare ciò. Poi non vedo la logica di lasciare le donne in balia dei talebani perché non ci piace una legge che lascia le donne in balia a valori che i talebani sostengono.

Forse era meglio una generazione sotto il comunismo ateo piuttosto i talebani.
Se in Afghanistan c'è ancora in vigore una qualche forma di la sharia (me la ricordo solo io la propaganda del "liberare le donne da questo carcere che è il velo" ?) allora è segno che si sono GIA'buttati via cinque anni di lavoro, risorse e vite.
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Old 15-04-2009, 17:31   #30
lishi
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Se in Afghanistan c'è ancora in vigore una qualche forma di la sharia (me la ricordo solo io la propaganda del "liberare le donne da questo carcere che è il velo" ?) allora è segno che si sono GIA'buttati via cinque anni di lavoro, risorse e vite.
Evidentemente chi decide (e che ha usato la maggior parte di queste risorse) non la pensa nello stesso modo, oppure pensa che andarsene sia pure peggio.

Ripeto, andarsene come protesta per lo stato delle donne significa peggiorare ulteriormente lo stato, che mi sembra un comportamento infantile.

A meno che tu non dici, fottesega delle donne, me ne vado perché qui non ci voglio stare, che non è un comportamento infantile, ma IMO nemmeno tanto responsabile.
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Old 15-04-2009, 17:35   #31
ConteZero
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Evidentemente chi decide (e che ha usato la maggior parte di queste risorse) non la pensa nello stesso modo, oppure pensa che andarsene sia pure peggio.

Ripeto, andarsene come protesta per lo stato delle donne significa peggiorare ulteriormente lo stato, che mi sembra un comportamento infantile.

A meno che tu non dici, fottesega delle donne, me ne vado perché qui non ci voglio stare, che non è un comportamento infantile, ma IMO nemmeno tanto responsabile.
No, chi decide c'è andato perché gli fa comodo per altre (incoffessabili) ragioni.
Quel "fottesega delle donne" quel qualcuno lo sottintende quando si gira dall'altra parte davanti ad un Karzai che avalla certe leggi. E se non si riesce NEI FATTI a cambiare la situazione delle donne in Afghanistan la domanda sorge spontanea: Ma che ci siamo andati a fare ? Ed a seguire: Ma che ci stiamo a fare ?
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Old 15-04-2009, 17:52   #32
lishi
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No, chi decide c'è andato perché gli fa comodo per altre (incoffessabili) ragioni.
Mi sembra che il motivo principale fosse eliminazione dei talebani (buttiamo dentro le lobby dei armamenti se vogliamo proprio pensare male)

Quote:
Quel "fottesega delle donne" quel qualcuno lo sottintende quando si gira dall'altra parte davanti ad un Karzai che avalla certe leggi. E se non si riesce NEI FATTI a cambiare la situazione delle donne in Afghanistan la domanda sorge spontanea: Ma che ci siamo andati a fare ? Ed a seguire: Ma che ci stiamo a fare ?
Allora, dobbiamo tenere conto di due fatti.

1) lo stato NEI FATTI, non è pensabile che si possa cambiare la società nei suoi comportamenti nel giro di pochi anni. Lo stato della donna in afghanistan si cambia incrementando educazione e indipendenza di questa, cosa che richiedono tempo. Un primo passo è dare la parità almeno nel punto legislativo che per adesso vale per tutte le donne(e se questa legge diviene definitiva tutte le donne meno le sciite) per la mentalità sarà un lavoro più lungo.

2) per la legge in questione bisogna chiaramente fare di tutto per evitare che passi ( imo forse ci vorrebbe un po meno democrazia e un po di più intervento estero, ma questo crea altri problemi) ma fra il non fare nulla e andarsene ci sono molte opzioni intermedie.

Per il cosa ci stiamo a fare mi sembra che ti sei risposto da solo all'inizio. Non certamente per migliorare le condizioni delle donne (che è un effetto collaterale dell'ammodernamento del paese e calo del estremismo religioso).
Ci stiamo a fare per eliminare i talebani, e su quello ci stanno facendo passi avanti (o comunque ci si sta cercando di farli)
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Old 15-04-2009, 17:57   #33
Rand
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No, chi decide c'è andato perché gli fa comodo per altre (incoffessabili) ragioni.
Quel "fottesega delle donne" quel qualcuno lo sottintende quando si gira dall'altra parte davanti ad un Karzai che avalla certe leggi. E se non si riesce NEI FATTI a cambiare la situazione delle donne in Afghanistan la domanda sorge spontanea: Ma che ci siamo andati a fare ? Ed a seguire: Ma che ci stiamo a fare ?
La situazione militare è in peggioramento -> Karzai cerca di ottenere consensi.

Senza risollevare la situazione e creare uno stato stabile ho paura che non si vada da nessuna parte... in Iraq ci sono riusciti (o perlomeno sono sulla buona strada), in Afghanistan ci stanno provando (vedi recente decisione di raddoppiare i soldati sul campo).
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Old 15-04-2009, 17:57   #34
eoropall
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Per carità, se loro reputano giusto segregare e stuprare le donne, non sta a certo noi giudicare.

Lasciamo che nel giro di 150-200 anni le cose si sistemino da sole, certo chi ha la sfortuna di nascere OGGI in afghanistan senza un batacchio tra le gambe si ritroverà segregata e stuprata, così probabilmente anche le figlie e le nipoti.

Allora accettiamo questo stato di cose e smettiamola di aprire thread sulle miserevoli condizioni di vita delle donne afghane di OGGI, tanto si sa che prima o poi le cose si sistemeranno da sè, e in fondo che ci vuoi fare, loro hanno la sfortuna di viverci OGGI in afghanistan, aho mica tutti possono essere fortunati nella vita eh.
Pare che anche chi nasce con il batacchio, come nelle "migliori tradizioni" del resto, corra (specie inizialmente) dei rischi..


Un autentico paradiso terrestre non c'è che dire.. Splendidamente riuscito..


Inshallah..


Quote:

http://hurricane_53.ilcannocchiale.it/post/2151207.html

25 gennaio 2009

Afghanistan: i Talebani vogliono donne. Dategli le vostre figlie altrimenti ...

È noto l’uso talebanico di sodomizzare i propri bambini maschi per sfogarsi sessualmente proteggendo al contempo la verginità femminile che deve giungere integra al matrimonio, pena la degradazione della donna a peccaminoso oggetto di colpa, secondo l’interpretazione più oscurantista della legge coranica colà propugnata. L’ultima notizia arrivata ora dal fronte dei Taliban è che i militanti islamisti fra l’Afghanistan e il Pakistan stanno proseguendo la loro crociata contro le donne, e nelle zone sotto la loro influenza la nuova direttiva è la seguente: i genitori di bambine in età da marito (cioè appena hanno raggiunto la pubertà secondo l’islam più integralista, ma già dagli otto anni in base alle consuetudini locali) devono darle in spose ai Talebani, sotto pena d’incorrere in conseguenze terribili. Sono le moschee a diffondere pubblicamente questa campagna di matrimoni forzati, e a gestire la distribuzione delle ragazze e bambine fra i militanti.

Sulla rivista Times of India, ripresa dal sito di monitoraggio sull’islam Mille e una donna (http://milleeunadonna.blogspot.com), una maestra elementare di Peshawar, città nordoccidentale del Pakistan, ha rilasciato un’intervista in cui denuncia questa violenza, ultima d’una serie infinita. Salma, questo il nome della maestra, racconta come «I Talebani esigano che le famiglie in breve tempo dichiarino le loro figlie nubili nelle moschee, affinché s’incarichino d’offrirgliele in matrimonio. I Talebani presenti nella valle di Swat hanno poi minacciato le donne di pesanti pene se si troveranno fuori casa senza carta d’identità e senza un uomo della famiglia per accompagnarle. Una bambina di sette anni è stata sorpresa fuori casa da sola ed è stata massacrata di botte. Le coppie devono anche essere fornite di Nikah Nama, certificati di matrimonio, che devono portare con sé quando escono in strada, altrimenti saranno perseguibili. Notizie così si sentono ogni giorno alla radio illegale dei Talebani, detta Mullah Radio, da dove si proclama l’adozione della sharia (legge islamica) in tutta la regione di Swat». Gli orrori sono ormai quotidiani: «I Taliban hanno fatto saltare in aria o bruciato più di cento scuole per impedire alle donne di studiare – continua Salma – e per una donna è proibito perfino andare al mercato da sola. A noi insegnanti è vietato lavorare, così come a ogni operatrice sociale. Alcune mie colleghe maestre sono disperate anche perché erano l’unica fonte di reddito in famiglie dove gli uomini sono stati uccisi o mutilati. Le donne che lavorano fuori di casa, specialmente nel sociale, sono etichettate dai militanti islamici come immorali e quindi punite con la morte: come Bakht Zeba, un’amministratrice locale di 45 anni appena assassinata nella sua abitazione».

Non è migliore la situazione in Afghanistan. Azra Jafari è la prima donna sindaco afghana, amministra la cittadina di Nili, nella provincia del Dai Kundi. Intervistata dalla Reuters, la coraggiosa signora ha dichiarato che «Sfortunatamente la società afghana non riesce ancora ad accettare che le donne lavorino fuori casa e abbiano impieghi al pari dei maschi. Sotto il regime dei Talebani alle donne era proibito andare a scuola, quindi molte erano scappate in Iran e in Pakistan per poter studiare». Azra prima di diventare sindaco era un’insegnante perseguitata, e a tutt’oggi non riesce a essere ottimista: «La condizione femminile non solo non migliora ma addirittura peggiora. Subito dopo la cacciata dei Talebani, nel governo provvisorio c’erano tre o quattro ministri donna; oggi ce n’è una sola. Il presidente Karzai vorrebbe ottenere di più per la parità fra uomo e donna, rinforzando la cultura femminile come parte integrante della democrazia, però la nostra società è troppo maschilista, e i maschi non vogliono perdere il loro antico potere».

Nasima Rahmani, responsabile per i diritti delle donne in Afghanistan per l’Ong Action Aid, conferma che la condizione delle donne in Afghanistan era migliorata, soprattutto per il diritto all’educazione, ma è nuovamente «peggiorata dal punto di vista della sicurezza nelle strade, nelle scuole, negli uffici pubblici, nelle università». Lavorando anche come consulente legale per le vittime di violenza, spiega che «La violenza è ancora estremamente radicata in Afghanistan e colpisce in modo particolare i minori, spesso utilizzati come merce di scambio tra le famiglie. Anch’io potrei essere uccisa in qualunque momento. Grazie ad Action Aid stiamo promuovendo circoli in tutto il paese dove le donne possano incontrarsi e dialogare al sicuro e accedere all’alfabetizzazione».

A Kandahar nel novembre scorso due uomini in moto hanno bruciato con l’acido un gruppo di 15 adolescenti sulla strada per la scuola. Due sorelle di 16 e 18 anni sono state ustionate orribilmente al viso. E non si può non ricordare Malalai Kakar, la prima donna poliziotto dell’Afghanistan, simbolo del riscatto femminile: dirigeva il Dipartimento per i reati sessuali nella terra del fondamentalismo religioso, ma a ottobre è stata assassinata da un commando di talebani.

In sé queste notizie non aggiungono nulla alla follia di cui siamo abituati a registrare studiando l’attività degli integralisti coranici nel mondo: ogni giorno si contabilizzano decine e decine di uccisioni di donne da parte del fanatismo islamico, lapidate, seppellite vive, seviziate in tutti i modi, e anche l’Afghanistan non ne è immune. Il problema è capire quanto l’Occidente voglia veramente resistere a tutto questo, e soprattutto quando capirà l’importanza della difesa delle donne islamiche nella lotta all’integralismo religioso.

Se l’Occidente oggi è diverso dal mondo islamico ed è un posto migliore per viverci, lo è proprio a causa delle sue conquiste civili e politiche: democrazia, diritti umani, separazione Stato/Chiesa, tolleranza, libertà sociali e religiose, cultura illuministica, lotta all’ignoranza, carità cristiana. L’esatto contrario della cultura islamica integralista. Ma le donne musulmane sono il ventre molle dell’islam, le sue prime vittime, anche quelle che vivono in Occidente: a loro occorre rivolgersi e con loro allearsi – proteggendole – per combattere la cultura maschilista islamica che si fa scudo di perverse interpretazioni coraniche allo scopo di mantenere posizioni di potere retrogrado, totalitario e medievale. L’islam integralista è solo questo: il tentativo di costruire società maschiliste dove gli uomini abbiano il pieno potere, mentre bambini, donne e “infedeli” siano considerati solo oggetti da utilizzare e da uccidere senza remora. Se non faremo niente per impedire che tale mentalità si radicalizzi anche in Occidente, se non proteggeremo in modo sistematico le donne islamiche, allora soccomberemo, e nessuna battaglia di Lepanto questa volta ci salverà.

Per questo occorre denunciare l’ambiguità del cosiddetto islam moderato europeo, che nulla fa di concreto per emarginarne l’integralismo, Ucoii italiano e predicatori nelle moschee in prima linea. In realtà a non pochi musulmani maschi europei farebbe soltanto piacere che s’instaurasse la sharia. Come sta capitando in Inghilterra: dopo l’istituzione sciagurata delle corti islamiche per il diritto di famiglia, ora gli ospedali britannici ricevono casi su casi di donne musulmane picchiate e brutalizzate da mariti, fratelli, padri, giustificati dalla predicazione islamica. Fatima Husain, medico ostetrico e ginecologa negli ospedali di Heatherwood e di Wexham Park nel Berkshire, vede musulmane incinte arrivare con segni di strangolamento attorno al collo e lividi sul ventre gonfio; «Alcuni musulmani credono che Dio abbia concesso loro il diritto di perpetrare violenza fisica nei confronti delle loro mogli semplicemente perché è ciò che gli dice il Corano. Ne vedo il risultato quando sono ammesse qui come pazienti».

Ed ecco la differenza tra l’Occidente e l’islam integralista: “Gli uomini hanno autorità sulle donne, a causa dei favori che Allah accorda a loro su esse, e anche a causa delle spese che fanno dei loro beni. Le donne virtuose sono obbedienti (ai loro mariti), e proteggono ciò che deve essere protetto, durante l’assenza dei loro coniugi, con la protezione di Allah. E quanto a quelle di cui temete la disobbedienza, allontanatevi da esse nei loro letti e battetele (Corano 4:34)”.

Lasceremo che l’Europa torni alle barbarie?

Andrea B. Nardi L'Occidentale
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"La violenza è l'ultima risorsa degli incapaci" - "Il Saggio educa sè stesso" - MacUpgradeClub - (P. Coelho)
Per questo sono guerrieri della luce. Perché sbagliano. Perché si interrogano. Perché cercano una ragione: e certamente la troveranno.

Ultima modifica di eoropall : 15-04-2009 alle 18:24.
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Old 15-04-2009, 18:28   #35
ConteZero
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Questo è un fallimento che ricade completamente sulla testa di chi è andato in Afghanistan ad esportare la democrazia (Cit.).
Chi, come me, pensava che la democrazia non si potesse esportare a suon di bombe e mitragliatrici stà semplicemente constatando come si siano buttati cinque anni, fondi ingenti e tante vite (risorse anche nostre) per nulla.
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eoropall
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No, chi decide c'è andato perché gli fa comodo per altre (incoffessabili) ragioni.
Quel "fottesega delle donne" quel qualcuno lo sottintende quando si gira dall'altra parte davanti ad un Karzai che avalla certe leggi. E se non si riesce NEI FATTI a cambiare la situazione delle donne in Afghanistan la domanda sorge spontanea: Ma che ci siamo andati a fare ? Ed a seguire: Ma che ci stiamo a fare ?

Ecco le ragioni, cosa ci sono andati a fare e un po di storia..



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Questo è un fallimento che ricade completamente sulla testa di chi è andato in Afghanistan ad esportare la democrazia (Cit.).
Chi, come me, pensava che la democrazia non si potesse esportare a suon di bombe e mitragliatrici stà semplicemente constatando come si siano buttati cinque anni, fondi ingenti e tante vite (risorse anche nostre) per nulla.
L'importante era far fuori i comunisti, pazienza per gli "effetti collaterali"..



http://wapedia.mobi/it/Invasione_sovietica_dell'Afghanistan


1. Antefatto: la Repubblica Democratica dell'Afghanistan
Il 27 aprile 1978 il Partito Democratico Popolare dell'Afghanistan diede vita a un sanguinoso colpo di stato (la cosiddetta "rivoluzione di aprile"), che si concluse con il rovesciamento e l'assassinio di Mohammed Daoud Khan e di gran parte della sua famiglia. Noor Mohammed Taraki, segretario generale del PDPA, divenne presidente del Consiglio rivoluzionario e primo ministro dell'appena costituita Repubblica Democratica dell'Afghanistan, fortemente sostenuta dall'URSS.

Il PDPA, partito socialista filo-comunista, mise in atto un programma di governo socialista che prevedeva principalmente una riforma agraria che ridistribuiva le terre a 200mila famiglie contadine, ed anche l'abrogazione dell’ushur, ovvero la decima dovuta ai latifondisti dai braccianti. Inoltre fu abrogata l'usura, i prezzi dei beni primari furono calmierati, i servizi sociali statalizzati e garantiti a tutti, venne riconosciuto il diritto di voto alle donne e i sindacati legalizzati. Si svecchiò tutta la legislazione afghana col divieto dei matrimoni forzati, la sostituzione delle leggi tradizionali e religiose con altre laiche e marxiste e la messa al bando dei tribunali tribali. Gli uomini furono obbligati a tagliarsi la barba, le donne non potevano indossare il burqa, mentre le bambine poterono andare a scuola e non furono più oggetto di scambio economico nei matrimoni combinati.

Si avviò anche una campagna di alfabetizzazione e scolarizzazione di massa e nelle aree rurali vennero costruite scuole e cliniche mediche.

La laicizzazione forzata della società afgana portò ben presto ad uno scontro fra il regime del PDPA e le autorità religiose locali, le quali cominciarono ad incitare il jihad dei mujaheddin contro "il regime dei comunisti atei senza Dio". In verità Taraki rifiutò sempre l'idea di definire il suo nuovo regime come "comunista", preferendo aggettivi come "rivoluzionario" e "nazionalista". Gli stessi rapporti con l'Urss si limitarono ad accordi di cooperazione commerciale per sostenere la modernizzazione delle infrastrutture economiche (in particolar modo le miniere di minerali rari e i giacimenti di gas naturale). L'Urss inviò anche degli appaltatori per costruire strade, ospedali e scuole e per scavare pozzi d'acqua; inoltre addestrò ed equipaggiò l'esercito afghano. Il governo rispose agli oppositori con un pesante intervento militare e arrestando, mandando in esilio ed eliminando molti mujaheddin.

2. Gli USA a sostegno dell'opposizione islamica
Nella nuova fase politica afghana intervennero anche gli Stati Uniti d'America. L'amministrazione Carter avvertì subito l'esigenza di sostenere gli oppositori di Taraki principalmente per tre motivi: 1) in funzione anticomunista per «dimostrare ai paesi del terzo mondo che l'esito socialista della storia sostenuto dall’Urss non è un dato oggettivo» (Dipartimento di Stato, agosto 1979); 2) per creare un nuovo alleato in una zona geopolitica che aveva visto nel gennaio 1979 gli Usa perdere l'Iran con la rivoluzione khomeinista; 3) vincere la guerra fredda o quantomeno cancellare il ricordo della disfatta vietnamita del 1975. Il 3 luglio 1979 Carter firmò la prima direttiva per l’organizzazione di aiuti bellici ed economici segreti ai mujaheddin afgani. In pratica la Cia avrebbe creato una rete internazionale coinvolgente tutti i paesi arabi per rifornire i mujaheddin di soldi, armi e volontari per la guerra. Base dell'operazione sarebbe stato il Pakistan, dove venivano così costruiti anche campi di addestramento e centri di reclutamento.

Buona parte dell'operazione fu finanziata col commercio clandestino di oppio afghano. A capo della guerriglia, su consiglio del Pakistan, fu posto Gulbuddin Hekmatyar, noto per la crudeltà con cui sfigurava (usando l'acido) le donne a suo dire non in linea coi precetti islamici. I mujaheddin afgani di Hekmatyar diventarono rapidamente una potente forza militare, distinguendosi in crudeltà con pratiche che prevedevano un lento scuoiamento vivo dei nemici e l'amputazione di dita, orecchi, naso e genitali.

3. L'intervento sovietico

Mappa dell'invasione sovietica dell'Afghanistan.
La situazione precipitò all'inizio del settembre 1979, con la morte di Taraki definita misteriosa ad opera del suo vice primo ministro Hafizullah Amin, il quale, salito al potere, inasprì lo scontro con le forze di matrice religiosa islamica che andavano affermandosi nelle zone non cittadine in virtù della impopolarità che le riforme di Taraki avevano avuto fra le popolazioni rurali fortemente legate alle proprie tradizioni.

Hafizullah Amin aveva studiato negli Stati Uniti e tale motivo fu preso a pretesto, insieme con la morte non chiarita di Taraki, dall'Urss per ritenerlo un uomo della Cia e per potere intervenire direttamente in quella zona diventata fortemente instabile. Il 24 dicembre 1979 l'esercito sovietico ricevette l'ordine di invadere l'Afghanistan, e tre giorni dopo entrò nella capitale Kabul. Qui l'Armata Rossa attaccò il palazzo presidenziale, uccise Amin sostituendolo con Babrak Karmal, della fazione del PDPA avversa a quella di cui avevano fatto parte Amin e Taraki.


Soldato sovietico in Afghanistan, 1988.
Il 1° gennaio 1980 50.000 soldati, 2.000 carri armati T-55 e 200 aerei si riversarono nel Paese passando dal Turkmenistan. Gran parte del mondo protestò contro l'invasione, in particolare gli Stati Uniti; dopo aver annunciato un embargo, lo misero in atto tagliando tutte le forniture di grano e di tecnologie e nel 1980 boicottarono anche le XXII Olimpiadi che si tennero a Mosca.

Nonostante lo sforzo militare ingente pianificato l'Armata Rossa non riuscì mai ad avere il pieno controllo della regione ed i mujaheddin riuscirono ad imporre la propria superiorità strategica soprattutto nelle aree non cittadine. Essi furono capaci di ridicolizzare presso la popolazione rurale l'autorità centrale ed il sostegno dato ad essa dall'Armata Rossa, rapendo impunemente funzionari del governo e soldati sovietici e dimostrarono come i sovietici fossero interessati solo all'affermazione della propria ideologia e non si preoccupassero affatto di salvare e proteggere i civili comuni.

Col passaggio in Usa dall'amministrazione democratica Carter, a quella repubblicana di Ronald Reagan, si alzò il livello dello scontro e i mujaheddin vennero propagandati come «combattenti per la libertà». Tra questi vi era anche Osama bin Laden, uno dei principali organizzatori e finanziatori dei mujaheddin (solo per quelli di origine araba, non quelli di origina afghana), anche se ad oggi il Dipartimento di Stato Usa nega di aver avuto mai contatti con Bin Laden (Did the U.S. "Create" Osama bin Laden?), a differenza dell'ex ministro degli esteri Uk Robin Cook che è invece convinto del contrario (leggi Cook su The Guardian), anche se non porta nessuna prova di questo coinvolgimento. Nell'articolo, inoltre, Cook è convinto che siano i Sauditi a finanziarlo.

Il suo Maktab al-Khadamat (MAK, Ufficio d'Ordine) incanalava verso l'Afghanistan denaro, armi e combattenti musulmani da tutto il mondo, con l'assistenza e il supporto dei governi americano, pakistano e saudita. Nel 1988 bin Laden abbandonò il MAK insieme ad alcuni dei suoi membri più militanti per formare Al-Qaida, con lo scopo di espandere la lotta di resistenza anti-sovietica e trasformarla in un movimento fondamentalista islamico mondiale. Tra i comandanti della resistenza islamica si fece notare il moderato e filo-occidentale Ahmad Shah Massoud, che in seguito divenne ministro della difesa nello Stato Islamico Afghano (1992) creato dopo il ritiro delle truppe sovietiche e che dopo l'avvento dei Talebani combatté anche contro di loro.

Il 20 novembre 1986 viene destituito Karmal a favore di Haji Mohammed Chamkani, che resterà in carica fino al 30 settembre 1987, quando Presidente del Consiglio Rivoluzionario diventerà Mohammad Najibullah, carica che dal novembre 1987 diventerà quella di Presidente della Repubblica.

4. La fine
Con l'arrivo al Cremlino nel 1985 di Mikhail Gorbaciov si andò affermando una politica estera sovietica più distensiva, e già dall'ottobre 1986 iniziò in sordina un ritiro unilaterale delle truppe sovietiche che si concluse il 15 febbraio 1989. La guerra finì (dopo 1 milione e mezzo di afgani morti, 3 milioni di disabili e mutilati, 5 milioni di profughi e milioni di mine) con gli accordi di Ginevra del 14 aprile 1988 che avviarono il ritiro dell'Armata Rossa.

L'Unione Sovietica ritirò le sue truppe il 2 febbraio 1989 (anche se ne diede comunicazione ufficiale solo il successivo 15 febbraio), ma finché esistette (1991) continuò ad aiutare lo stato afghano. Per l'Unione Sovietica, che ebbe 13.833 morti, questo conflitto dall'esito infelice fu l'equivalente della guerra del Vietnam per gli Stati Uniti, che persero 58.226 uomini.


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Old 15-04-2009, 18:57   #37
ConteZero
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Eorocoso, capisco fare la premessa storica, ma in Afghanistan non ci stanno i sovietici, ed a portarci i NOSTRI soldati è stato un presidente americano (spalleggiato qui da chi, seguendo il filoncino NeoCon, parlava d'esportare la democrazia).
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Il Pakistan ha sostanzialmente ceduto ai taliban e agli estremisti religiosi già nell'ultima fase del governo Musharraf, l'Afghanistan idem.
Per il Pakistan ci vorrebbe un golpe militare, visto che il governo è troppo debole, per l'Afghanistan ci vorrebbe qualcosa sul modello sovietico, Karzai è troppo debole.
Ma nun se pò fa.

Chi vorrà difedendere i diritti umani, perderà..perderà contro una società che, specialmente in Afghanistan, è e rimarrà tribale.
Ieri ne hanno ammazzata un'altra
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E il 28 settembre dell'anno scorso hanno ammazzato un'altra donna poliziotto che quantomeno ha avuto la soddisfazione di ammazzare 3 talebani.
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Eorocoso, capisco fare la premessa storica, ma in Afghanistan non ci stanno i sovietici, ed a portarci i NOSTRI soldati è stato un presidente americano (spalleggiato qui da chi, seguendo il filoncino NeoCon, parlava d'esportare la democrazia).
Veramente voleva essere più di una premessa..

SPE, provo a circoscrivertelo a mo di favoletta, magari salta più all'occhio..


Quote:

PRIMA (cattivi comunisti esportatori di dittatura)


1. Antefatto: la Repubblica Democratica dell'Afghanistan

Il 27 aprile 1978 il Partito Democratico Popolare dell'Afghanistan diede vita a un sanguinoso colpo di stato (la cosiddetta "rivoluzione di aprile"), che si concluse con il rovesciamento e l'assassinio di Mohammed Daoud Khan e di gran parte della sua famiglia. Noor Mohammed Taraki, segretario generale del PDPA, divenne presidente del Consiglio rivoluzionario e primo ministro dell'appena costituita Repubblica Democratica dell'Afghanistan, fortemente sostenuta dall'URSS.

Il PDPA, partito socialista filo-comunista, mise in atto un programma di governo socialista che prevedeva principalmente una riforma agraria che ridistribuiva le terre a 200mila famiglie contadine, ed anche l'abrogazione dell’ushur, ovvero la decima dovuta ai latifondisti dai braccianti. Inoltre fu abrogata l'usura, i prezzi dei beni primari furono calmierati, i servizi sociali statalizzati e garantiti a tutti, venne riconosciuto il diritto di voto alle donne e i sindacati legalizzati. Si svecchiò tutta la legislazione afghana col divieto dei matrimoni forzati, la sostituzione delle leggi tradizionali e religiose con altre laiche e marxiste e la messa al bando dei tribunali tribali. Gli uomini furono obbligati a tagliarsi la barba, le donne non potevano indossare il burqa, mentre le bambine poterono andare a scuola e non furono più oggetto di scambio economico nei matrimoni combinati.

Si avviò anche una campagna di alfabetizzazione e scolarizzazione di massa e nelle aree rurali vennero costruite scuole e cliniche mediche.

<cut>


DOPO (i liberatori americani esportatori di democrazia e diritti civili etc. etc.)


2. Gli USA a sostegno dell'opposizione islamica

Nella nuova fase politica afghana intervennero anche gli Stati Uniti d'America. L'amministrazione Carter avvertì subito l'esigenza di sostenere gli oppositori di Taraki principalmente per tre motivi: 1) in funzione anticomunista per «dimostrare ai paesi del terzo mondo che l'esito socialista della storia sostenuto dall’Urss non è un dato oggettivo» (Dipartimento di Stato, agosto 1979); 2) per creare un nuovo alleato in una zona geopolitica che aveva visto nel gennaio 1979 gli Usa perdere l'Iran con la rivoluzione khomeinista; 3) vincere la guerra fredda o quantomeno cancellare il ricordo della disfatta vietnamita del 1975. Il 3 luglio 1979 Carter firmò la prima direttiva per l’organizzazione di aiuti bellici ed economici segreti ai mujaheddin afgani. In pratica la Cia avrebbe creato una rete internazionale coinvolgente tutti i paesi arabi per rifornire i mujaheddin di soldi, armi e volontari per la guerra. Base dell'operazione sarebbe stato il Pakistan, dove venivano così costruiti anche campi di addestramento e centri di reclutamento.
E vissero tutti felici e contenti..
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Il Pakistan ha sostanzialmente ceduto ai taliban e agli estremisti religiosi già nell'ultima fase del governo Musharraf, l'Afghanistan idem.
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