Torna indietro   Hardware Upgrade Forum > Off Topic > Discussioni Off Topic > Storia, politica e attualità (forum chiuso)

ASUS ROG Kithara: quando HIFIMAN incontra il gaming con driver planari da 100mm
ASUS ROG Kithara: quando HIFIMAN incontra il gaming con driver planari da 100mm
ASUS e HIFIMAN uniscono le forze per creare ROG Kithara, cuffie gaming con driver magnetici planari da 100mm, design open-back e microfono MEMS full-band. Una proposta che ambisce a coniugare fedeltà per audiofili e performance ludiche, disponibili a 319 euro
Roborock Qrevo Curv 2 Flow: ora lava con un rullo
Roborock Qrevo Curv 2 Flow: ora lava con un rullo
Qrevo Curv 2 Flow è l'ultima novità di casa Roborock per la pulizia di casa: un robot completo, forte di un sistema di lavaggio dei pavimenti basato su rullo che si estende a seguire il profilo delle pareti abbinato ad un potente motore di aspirazione con doppia spazzola laterale
Alpine A290 alla prova: un'auto bella che ti fa innamorare, con qualche limite
Alpine A290 alla prova: un'auto bella che ti fa innamorare, con qualche limite
Abbiamo guidato per diversi giorni la Alpine A290, la prima elettrica del nuovo corso della marca. Non è solo una Renault 5 sotto steroidi, ha una sua identità e vuole farsi guidare
Tutti gli articoli Tutte le news

Vai al Forum
Rispondi
 
Strumenti
Old 30-01-2009, 00:49   #3961
zerothehero
Senior Member
 
L'Avatar di zerothehero
 
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
Quote:
Originariamente inviato da Kharonte85 Guarda i messaggi
Devi comprendere che sono disperati, se non lo capisci non capisci come mai sono finiti nelle mani degli estremisti islamici.
Con la scusa che quelli di Hamas sò disperati dove arriviamo?
A giustificare il lancio dei razzi sui civili, le torture contro i detenuti del fatah, i processi sommari, l'uccisione di una donna malvelata che usciva col fidanzato, l'uso degli scudi umani, la tattica delle bombe suicide, il loro tentativo di cancellare Israele, le minacce ai giornalisti, due guerre uno delle quali contro la stessa autorità palestinese...somma quale è il limite della disperazione?

Sò disperati, devi capirli.. se ti bombardano il tetto e ti ammazzano in pizzeria è perchè poverini c'hanno la disperazione in corpo.
__________________
We are the flame and darkness fears us !
zerothehero è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 01:27   #3962
estimatorebelledonne
Bannato
 
Iscritto dal: Jan 2009
Città: EU
Messaggi: 29
ragazzi facciamo sempre i buonisti... lasciamo proliferare l'islam


verrà il giorno che saranno numericamente superiori e comanderanno... come succederà in israele del resto...

e vi troverete dei nemici in casa... vedrete che bello...
estimatorebelledonne è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 01:29   #3963
estimatorebelledonne
Bannato
 
Iscritto dal: Jan 2009
Città: EU
Messaggi: 29
e uno dovrebbe spiegarmi con cosa vivrebbero i palestinesi in un eventuale stato palestinese...

qualcuno me lo spieghi per favore...

io mi chiedo come fanno a sopravvivere?

a me risulta che vivano solo degli aiuti... e se gli aiuti non arrivano si muore...

può un popolo vivere in queste condizioni?


troppo facile condannare israele
estimatorebelledonne è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 09:37   #3964
shambler1
Senior Member
 
L'Avatar di shambler1
 
Iscritto dal: Jul 2001
Messaggi: 2776
Quote:
Originariamente inviato da estimatorebelledonne Guarda i messaggi
e uno dovrebbe spiegarmi con cosa vivrebbero i palestinesi in un eventuale stato palestinese...

qualcuno me lo spieghi per favore...

io mi chiedo come fanno a sopravvivere?

a me risulta che vivano solo degli aiuti... e se gli aiuti non arrivano si muore...

può un popolo vivere in queste condizioni?


troppo facile condannare israele
Forse ti sfugge un passaggio..
shambler1 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 09:53   #3965
estimatorebelledonne
Bannato
 
Iscritto dal: Jan 2009
Città: EU
Messaggi: 29
Quote:
Originariamente inviato da shambler1 Guarda i messaggi
Forse ti sfugge un passaggio..
può definirsi Stato la Palestina?

a me risulta che l'Italia non lo riconosca
estimatorebelledonne è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 10:35   #3966
Kharonte85
Senior Member
 
L'Avatar di Kharonte85
 
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
Quote:
Originariamente inviato da zerothehero Guarda i messaggi
Con la scusa che quelli di Hamas sò disperati dove arriviamo?
A giustificare il lancio dei razzi sui civili, le torture contro i detenuti del fatah, i processi sommari, l'uccisione di una donna malvelata che usciva col fidanzato, l'uso degli scudi umani, la tattica delle bombe suicide, il loro tentativo di cancellare Israele, le minacce ai giornalisti, due guerre uno delle quali contro la stessa autorità palestinese...somma quale è il limite della disperazione?

Sò disperati, devi capirli.. se ti bombardano il tetto e ti ammazzano in pizzeria è perchè poverini c'hanno la disperazione in corpo.
Ho detto che i palestinesi sono disperati...l'ascesa di Hamas è strettamente collegata a questo stato di solitudine e abbandono in cui è la popolazione...i gruppi di Hamas che fanno attentati ai civili rimangono dei criminali eppure bisogna riconoscere che Israele ha delle grandi colpe (le maggiori) nell'aver favorito l'arrivo dell'estremismo islamico esautorando i poteri di AL Fatah.

Troppo facile dire adesso: vedete sono cattivi! e con questo giustificare azioni militari che portano al massacro di civili.
Quote:
Originariamente inviato da estimatorebelledonne Guarda i messaggi
e uno dovrebbe spiegarmi con cosa vivrebbero i palestinesi in un eventuale stato palestinese...

qualcuno me lo spieghi per favore...

io mi chiedo come fanno a sopravvivere?

a me risulta che vivano solo degli aiuti... e se gli aiuti non arrivano si muore...

può un popolo vivere in queste condizioni?


troppo facile condannare israele
Prima che arrivassero gli Ebrei a colonizzarli ci vivevano...certo ora le terre migliori ce le hanno gli Israeliani ma molte di queste sono occupate e spetterebbero di diritto (riconosciuto a livello internazionale) ad uno stato palestinese.

Al momento vivono di aiuti perche' gaza è come un ghetto e come tale non puo' liberamente scambiare merci coi paesi limitrofi e quindi pesantemente limitati nel loro sviluppo.

Il problema principale (oltre all'ignoranza storica sulla vicenda) è che ormai la situazione si è incancrenita, non esiste nessun "moderato" credibile in grado di rappresentare i Palestinesi e grazie alle azioni di Israele la situazione peggiora sempre di piu' e la gente si ritrova in mano ai fondamentalisti islamici.
Kharonte85 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 11:35   #3967
zerothehero
Senior Member
 
L'Avatar di zerothehero
 
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
Quote:
Originariamente inviato da Kharonte85 Guarda i messaggi
Ho detto che i palestinesi sono disperati...l'ascesa di Hamas è strettamente collegata a questo stato di solitudine e abbandono in cui è la popolazione...i gruppi di Hamas che fanno attentati ai civili rimangono dei criminali eppure bisogna riconoscere che Israele ha delle grandi colpe (le maggiori) nell'aver favorito l'arrivo dell'estremismo islamico esautorando i poteri di AL Fatah.
Siamo 80 a 20.
80% è colpa dei palestinesi, 20% della politica di Israele.
Hamas non l'ha votata Israele, ma i palestinesi.
Se pensano che questi ultimi 20 mesi di governo Hamas siano stati profiqui continuino a votare per loro, ammesso che Hamas permetterà loro di votare ancora in libertà si intende.
Altrimenti devo prendere atto che ai palestinesi è gradita la sharia, la violenza sistematica sulle donne, sui militanti fatah e la guerra ad oltranza contro israele, coi finanziamenti iraniani e siriani, con annesse minacce di morte per i giornalisti che non raccontano le balle che vuole hamas.
Chi vota Hamas vota per la guerra ad oltranza contro ISraele, quindi poi non si può lamentare se questo desiderio di guerra espressa per voto verrà raccolto da Tshal. Vox populi vox dei, insomma.

Quote:
Troppo facile dire adesso: vedete sono cattivi! e con questo giustificare azioni militari che portano al massacro di civili.
Se la controparte vuole il conflitto ad oltranza, Israele li accontenterà.
Anzi devono ringraziare di avere Kadima ancora al governo, perchè se per assurdo avessero avuto me al governo, avrei ordinato l'invasione della striscia non con 10000 riservisti, ma con 400000, dopo la recente uccisione del soldato israeliano.
E non avrei abbandonato la striscia fino all'eliminazione di tutti i 15000 appartenenti ad Hamas.
__________________
We are the flame and darkness fears us !

Ultima modifica di zerothehero : 30-01-2009 alle 11:42.
zerothehero è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 11:46   #3968
zerothehero
Senior Member
 
L'Avatar di zerothehero
 
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
Quote:
Originariamente inviato da Kharonte85 Guarda i messaggi
Ho detto che i palestinesi sono disperati...l'ascesa di Hamas è strettamente collegata a questo stato di solitudine e abbandono in cui è la popolazione...i gruppi di Hamas che fanno attentati ai civili rimangono dei criminali eppure bisogna riconoscere che Israele ha delle grandi colpe (le maggiori) nell'aver favorito l'arrivo dell'estremismo islamico esautorando i poteri di AL Fatah.

Troppo facile dire adesso: vedete sono cattivi! e con questo giustificare azioni militari che portano al massacro di civili.

Prima che arrivassero gli Ebrei a colonizzarli ci vivevano...certo ora le terre migliori ce le hanno gli Israeliani ma molte di queste sono occupate e spetterebbero di diritto (riconosciuto a livello internazionale) ad uno stato palestinese.

Al momento vivono di aiuti perche' gaza è come un ghetto e come tale non puo' liberamente scambiare merci coi paesi limitrofi e quindi pesantemente limitati nel loro sviluppo.

Il problema principale (oltre all'ignoranza storica sulla vicenda) è che ormai la situazione si è incancrenita, non esiste nessun "moderato" credibile in grado di rappresentare i Palestinesi e grazie alle azioni di Israele la situazione peggiora sempre di piu' e la gente si ritrova in mano ai fondamentalisti islamici.

A Gaza vivono di aiuti perchè non c'è più lavoro frontaliero e tutte le attività economiche si sono inaridite per colpa dell'assurdo rifiuto a non riconoscere Israele.
Lavoro frontaliero eliminato perchè ciò di fatto ha consentito l'eliminazione pressochè totale del martirio suicida palestinese contro i civili israeliani.

Di più, dopo lo sgombero israeliano, la prima cosa che ha fatto Hamas è stata di distruggere quel poco che era rimasto di produttivo nella striscia, per fare spregio di quello che era in mano agli ebrei.
Le serre in particolare sono state distrutte.
COn le Sinagoghe ovviamente.
Gli unni erano più civili di quelli di Hamas.
__________________
We are the flame and darkness fears us !
zerothehero è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 12:11   #3969
Kharonte85
Senior Member
 
L'Avatar di Kharonte85
 
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
Quote:
Originariamente inviato da zerothehero Guarda i messaggi
Siamo 80 a 20.
80% è colpa dei palestinesi, 20% della politica di Israele.
Hamas non l'ha votata Israele, ma i palestinesi.
Se pensano che questi ultimi 20 mesi di governo Hamas siano stati profiqui continuino a votare per loro, ammesso che Hamas permetterà loro di votare ancora in libertà si intende.
Altrimenti devo prendere atto che ai palestinesi è gradita la sharia, la violenza sistematica sulle donne, sui militanti fatah e la guerra ad oltranza contro israele, coi finanziamenti iraniani e siriani, con annesse minacce di morte per i giornalisti che non raccontano le balle che vuole hamas.
Chi vota Hamas vota per la guerra ad oltranza contro ISraele, quindi poi non si può lamentare se questo desiderio di guerra espressa per voto verrà raccolto da Tshal. Vox populi vox dei, insomma.
Inverti le percentuali e ci sei...e non puo' non essere così dato che Israele è il paese civilizzato e con piu' risorse e potere.

Le elezioni democratiche (altro errore) le hanno fortemente volute i paesi occidentali...pensa se si facessero elezioni democratiche in egitto? Tu pensi che eleggerebbero un governo filo-occidentale? Io non ci scommetterei troppo.

Tieni conto che ormai non esiste un solo palestinese che non abbia avuto un parente o un conoscente ucciso/ferito da Israele, con tali livelli di odio non stento a credere che si rimettano nelle mani di certi gruppi politici (che prima erano tenuti a bada da Fatah che pero' è stata spazzata via da Israele)

Facendo uno schema sintetico la politica di Israele li ha condotti e li conduce:

AL Fatah -----> Hamas ----> AL-Qaida

Chi ci perde sono i poveracci che vengono bombardati da Israele e gli Israeliani che non avranno mai la pace. Ed è chiaro che se si arriva all'ultimo stadio con lo scontro di civiltà ormai insanabile rischiamo di pagarne le conseguenze anche noi.

Quote:
Originariamente inviato da zerothehero Guarda i messaggi
Se la controparte vuole il conflitto ad oltranza, Israele li accontenterà.
Anzi devono ringraziare di avere Kadima ancora al governo, perchè se per assurdo avessero avuto me al governo, avrei ordinato l'invasione della striscia non con 10000 riservisti, ma con 400000, dopo la recente uccisione del soldato israeliano.
E non avrei abbandonato la striscia fino all'eliminazione di tutti i 15000 appartenenti ad Hamas.
E' chiaro che se fossi un palestinese saresti un grande sostenitore di Hamas

Poi chiariamo un punto fondamentale: il conflitto ad oltranza è vissuto come una necessità in quanto oggettivamente ci sono territori riconosciuti che sono OCCUPATI da Israele e che Israele li strozza con il blocco confinandoli nel ghetto.
Kharonte85 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 12:21   #3970
yossarian
Senior Member
 
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 5390
un altro dei motivi per cui si combatte a gaza?

http://www.nexusedizioni.it/apri/Arg...simo-Mazzucco/

http://www.eurasia-rivista.org/cogit...JEuUbTYM.shtml
yossarian è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 12:23   #3971
Kharonte85
Senior Member
 
L'Avatar di Kharonte85
 
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
Quote:
Originariamente inviato da zerothehero Guarda i messaggi
A Gaza vivono di aiuti perchè non c'è più lavoro frontaliero e tutte le attività economiche si sono inaridite per colpa dell'assurdo rifiuto a non riconoscere Israele.
Lavoro frontaliero eliminato perchè ciò di fatto ha consentito l'eliminazione pressochè totale del martirio suicida palestinese contro i civili israeliani.
Israele da fatah era stato riconosciuto (entro i confini del 1967 se non erro) non dimentichiamoci che gli attentati suicidi sono nati in reazione alla dura repressione (che ha fatto vittime civili) fatta dal governo israeliano durante la seconda intifada provocata dallo stesso Sharon

http://www.hwupgrade.it/forum/showpo...postcount=4033

Quote:
Originariamente inviato da zerothehero Guarda i messaggi
Di più, dopo lo sgombero israeliano, la prima cosa che ha fatto Hamas è stata di distruggere quel poco che era rimasto di produttivo nella striscia, per fare spregio di quello che era in mano agli ebrei.
Le serre in particolare sono state distrutte.
COn le Sinagoghe ovviamente.
Gli unni erano più civili di quelli di Hamas.
Ecco il ritiro da Gaza voluto da Sharon viene portato ad esempio della buona volontà di Israele in verità:

- fatto per ragioni economiche: tenere tot ebrei in territorio arabo controllati da tot*2 soldati era divenuto troppo costoso.

- fatto in modo umiliante: ritiro unilaterale e non risultato di una contrattazione con Fatah, la quale avrebbe potuto rinforzare la propria leadership politica (Abu Mazen).

Per quanto riguardo lo spregio è ovviamente condannabile ma allo stesso tempo comprensibile dato che gli Israeliani non si sono mai fatti remore quando hanno ruspato via interi quartieri palestinesi (insieme a qualcuno che ci è rimasto) durante la seconda intifada.

Ultima modifica di Kharonte85 : 30-01-2009 alle 12:26.
Kharonte85 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 14:38   #3972
M@aster
Member
 
L'Avatar di M@aster
 
Iscritto dal: Apr 2003
Città: nord Italia
Messaggi: 65
Kharonte85 tu come risolveresti la questione orientale ?
__________________
Se gli arabi avessero deposto le armi, adesso sarebbe scoppiata la pace
Se Israele avesse deposto le armi, israele adesso non esisterebbe.
M@aster è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 14:44   #3973
Kharonte85
Senior Member
 
L'Avatar di Kharonte85
 
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
Quote:
Originariamente inviato da M@aster Guarda i messaggi
Kharonte85 tu come risolveresti la questione orientale ?
http://www.hwupgrade.it/forum/showpo...&postcount=684

La verità è che Israele non ha interesse affinche' nasca uno stato palestinese perchè sa benissimo che la condizione necessaria per cui cio' possa avvenire è rinunciare a troppe cose. Fino a che la politica di Israele non cambierà radicalmente non ci sarà mai la pace.

Ultima modifica di Kharonte85 : 30-01-2009 alle 14:48.
Kharonte85 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 14:46   #3974
zerothehero
Senior Member
 
L'Avatar di zerothehero
 
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
Quote:
Originariamente inviato da Kharonte85 Guarda i messaggi
Poi chiariamo un punto fondamentale: il conflitto ad oltranza è vissuto come una necessità in quanto oggettivamente ci sono territori riconosciuti che sono OCCUPATI da Israele e che Israele li strozza con il blocco confinandoli nel ghetto.
Gaza è stata sgomberata completamente da Israele. I valichi sono controllati da ISraele per ovvi motivi, cioè per bloccare armi e kamikaze.
Kamikaze non ce ne sono più in Israele, sarà un caso?
__________________
We are the flame and darkness fears us !
zerothehero è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 14:48   #3975
zerothehero
Senior Member
 
L'Avatar di zerothehero
 
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
Quote:
Originariamente inviato da yossarian Guarda i messaggi
Non c'è bisogno, le acque territoriali della Striscia sono già sotto controllo israeliano.
Non c'è bisogno di fare guerra per una cosa che già si controlla.
__________________
We are the flame and darkness fears us !
zerothehero è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 14:49   #3976
zerothehero
Senior Member
 
L'Avatar di zerothehero
 
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
Quote:
Originariamente inviato da Kharonte85 Guarda i messaggi
http://www.hwupgrade.it/forum/showpo...&postcount=684

La verità è che Israele non ha interesse affinche' nasca uno stato palestinese perchè sa benissimo che la condizione necessaria per cui cio' possa avvenire è rinunciare a troppe cose. Fino a che la politica di Israele non cambierà radicalmente non ci sarà mai la pace.
Certo, la smilitarizzazione è una soluzione.
__________________
We are the flame and darkness fears us !
zerothehero è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 14:52   #3977
zerothehero
Senior Member
 
L'Avatar di zerothehero
 
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
Quote:
Originariamente inviato da Kharonte85 Guarda i messaggi
Israele da fatah era stato riconosciuto (entro i confini del 1967 se non erro) non dimentichiamoci che gli attentati suicidi sono nati in reazione alla dura repressione (che ha fatto vittime civili) fatta dal governo israeliano durante la seconda intifada provocata dallo stesso Sharon

http://www.hwupgrade.it/forum/showpo...postcount=4033
Fatah ha formalmente riconosciuto lo stato israeliano. Non c'è stato ad ora alcun accordo globale sui confini, ma solo una serie di proposte.
L'ultimo accordo globale era quello del 2000, rifiutato da noi sappiamo già chi per la questione del diritto al ritorno e roba del genere.

Quote:
Ecco il ritiro da Gaza voluto da Sharon viene portato ad esempio della buona volontà di Israele in verità:
- fatto per ragioni economiche: tenere tot ebrei in territorio arabo controllati da tot*2 soldati era divenuto troppo costoso.
- fatto in modo umiliante: ritiro unilaterale e non risultato di una contrattazione con Fatah, la quale avrebbe potuto rinforzare la propria leadership politica (Abu Mazen).
Infatti il ritiro unilaterale non andava fatto. Bisogna rimanerci a Gaza salvo poi fare un accordo con Fatah. Hamas con il soldati israeliani ad occupare non avrebbe potuto lanciare migliaia e migliaia di razzi come ha fatto negli ultimi 2 anni.
__________________
We are the flame and darkness fears us !
zerothehero è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 15:03   #3978
M@aster
Member
 
L'Avatar di M@aster
 
Iscritto dal: Apr 2003
Città: nord Italia
Messaggi: 65
Quote:
Kharonte85 :la domanda è posta male, come doveva comportarsi? E questo include l'ultimo ventennio...

Ormai è tardi, ovviamente il minor male sarebbe stato proseguire la tregua nonostante tutto, dare supporto economico ai palestinesi, assistenza, riconsegnare terre occupate, smilitarizzarsi in favore dell'intervento dell'ONU, aspettare che i palestinesi ben panciuti abbiano dato un calcio in ad Hamas in favore del ritorno dell'ANP moderata, supportata ed in grado di tenere a bada gli estremisti.

Questo secondo lo schema che meno si è disperati piu' si è ragionevoli.

in sintesi: l'esatto opposto di cio' che ha fatto.
.

Quindi tu sostieni che per la pace bisogna :

1) Proseguire la tregua nonostante tutto.

2) Dare supporto economico ed assistenza ai palestinesi.

3) Riconsegnare terre occupate.

4) Smilitarizzarsi in favore dell'intervento dell'ONU.

5) Aspettare che i palestinesi ben panciuti abbiano dato un calcio in ad Hamas in favore del ritorno dell'ANP moderata.
__________________
Se gli arabi avessero deposto le armi, adesso sarebbe scoppiata la pace
Se Israele avesse deposto le armi, israele adesso non esisterebbe.
M@aster è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 15:04   #3979
Kharonte85
Senior Member
 
L'Avatar di Kharonte85
 
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
Quote:
Originariamente inviato da zerothehero Guarda i messaggi
Certo, la smilitarizzazione è una soluzione.
Perlomeno aiuterebbe
Quote:
Originariamente inviato da zerothehero Guarda i messaggi
Fatah ha formalmente riconosciuto lo stato israeliano. Non c'è stato ad ora alcun accordo globale sui confini, ma solo una serie di proposte.
L'ultimo accordo globale era quello del 2000, rifiutato da noi sappiamo già chi per la questione del diritto al ritorno e roba del genere.
Dici poco...quel diritto è internazionalmente riconosciuto e non è un caso che i territori vengano definiti "occupati"
Quote:
Originariamente inviato da zerothehero Guarda i messaggi
Infatti il ritiro unilaterale non andava fatto. Bisogna rimanerci a Gaza salvo poi fare un accordo con Fatah. Hamas con il soldati israeliani ad occupare non avrebbe potuto lanciare migliaia e migliaia di razzi come ha fatto negli ultimi 2 anni.


Il ritiro unilaterale da Gaza

Nella striscia di Gaza, che rappresenta il 9% dei territori occupati (il 2% della Palestina storica), vive circa un milione e mezzo di Palestinesi - dei quali 470.000 profughi -, cioè più di un terzo della popolazione palestinese sotto occupazione, con una densità abitativa altissima. Fino all'agosto 2005 la situazione era aggravata dal fatto che un terzo della striscia era occupata da 8000 coloni e dall'esercito israeliano, che controllava le strade e la frontiera con l'Egitto. Nel 2004, per "ragioni di sicurezza" sono state distrutte centinaia di case nella città di Rafah, posta sulla frontiera con l'Egitto, e nei campi profughi vicini (vedi La repressione violenta della seconda Intifada: uccisioni extragiudiziarie, bombe sulle città), lasciando più di 13.000 palestinesi senza tetto. La situazione economica e sanitaria era disastrosa e l'esasperazione della popolazione altissima: da qui partivano spesso i kamikaze per le loro missioni di morte e venivano sparati i missili rudimentali Qassam contro Sderot, la più vicina cittadina israeliana (la gittata dei missili è ridotta e i danni di solito erano lievi). Occorreva fare qualcosa, e a questo punto è arrivata la decisione di Sharon del "disimpegno" unilaterale, non concordato con l'ANP: dopo molte e vistose proteste dei coloni, sono state smantellare le 21 colonie che si trovavano nella Striscia di Gaza, oltre a 4 piccole colonie, delle 120 che si trovano in Cisgiordania. I commentatori si fanno molte domande: quale sarebbe stato il futuro della striscia di Gaza (avrebbe recuperato il porto e l'aeroporto? Avrebbe potuto utilizzare liberamente la frontiera con l'Egitto e rimettere in moto la sua economia?). E quali erano le reali motivazioni di Sharon per questa operazione? Ragioni di prestigio (molti hanno salutato in lui una nuova "colomba") e insieme di opportunità politica? Forse così avrebbe avuto mano libera per una maggiore colonizzazione della Cisgiordania e di Gerusalemme? (Questa idea in effetti è suggerita, in un'intervista, da Weissglas, consigliere di Sharon).


http://www.juragentium.unifi.it/it/s...alestin/doc12/

Leggi anche qua:

Ritiro da Gaza: gli insediamenti israeliani non sono inviolabili

Gerusalemme (AsiaNews) - Il ritiro israeliano da Gaza deve essere "un primo passo" per ripensare la questione degli altri insediamenti israeliani nei territori palestinesi: è l'appello che il p. Franz Bowen, presidente di Giustizia e Pace a Gerusalemme, affida ad AsiaNews per la comunità internazionale.

In una conversazione con AsiaNews, il missionario dei Padri Bianchi, dal 1969 in Israele, ha sottolineato che il ritiro israeliano da Gaza "rompe il tabù della inviolabilità degli insediamenti israeliani… La comunità internazionale ha una grandissima responsabilità per far sì che questa dinamica del ritiro non si arresti, ma continui". L'appello di p. Bowen, che è anche direttore della rivista Proche Orient Chrétien, avviene mentre vi sono decine di migliaia di coloni israeliani pronti ad entrare nell'insediamento di Gush Katif di Gaza per contrastare il ritiro programmato per il mese prossimo.

Da due giorni la polizia dello stato d'Israele ha bloccato l'entrata dei coloni. I leader della protesta hanno cancellato la marcia, ma hanno deciso di far rimanere nella zona vicina al confine centinaia di dimostranti, come una base per future proteste. Nel suo intervento, il p. Bowen mostra che le difficoltà presenti all'interno di Israele dipendono proprio dal valore simbolico di questo ritiro. Nello stesso tempo, le autorità palestinesi sono piene di sospetto perché non riescono a vedere prospettive future.

Questo ritiro da Gaza resta per noi una situazione molto incerta, contraddittoria e imprevedibile.

Ad ogni modo, l'opinione pubblica internazionale deve augurarsi che questo ritiro si faccia, e sia un primo passo, a cui devono seguirne altri. L'importanza di questo ritiro sta nel fatto che, per la prima volta, degli insediamenti verranno smantellati e dei coloni saranno obbligati a rientrare all'interno dello stato d'Israele. E' la fine del tabù della inviolabilità degli insediamenti.

Questo spiega la forte resistenza da parte dei nazionalisti religiosi e da parte di gruppi della destra all'interno di Israele: essi comprendono che questo ritiro è l'inizio di qualcosa che può portare molto lontano, è contro il principio del legame fra la religione, il dono della terra, il diritto alla terra. Qui tocchiamo 3 punti molto delicati e sensibili nell'opinione pubblica israeliana.

Dal punto di vista dei palestinesi vi è molta diffidenza. Essi temono che nella comunità internazionale il ritiro da Gaza sia visto solo come un fatto in sé, qualcosa che serve solo ad assicurare meglio la presenza dei coloni israeliani nei territori palestinesi. Per i palestinesi questo ritiro di Gaza deve essere il segno di un ritiro più grande.

Sharon ha compreso che non è più conveniente rimanere a Gaza e per i coloni non vi è più avvenire. Ma non è arrivato a nessuna conclusione per il resto dei territori palestinesi.

È importante è che Gaza sia visto come un inizio, l'innesco di una nuova dinamica nel rapporto con i coloni e gli insediamenti. La comunità internazionale ha una grandissima responsabilità per far sì che questa dinamica del ritiro non si arresti, ma continui.
Dal punto di vista israeliano non si dice nulla del seguito. Le autorità d'Israele hanno detto chiaro che, dopo il ritiro da Gaza, il governo non compirà nessun passo fino a che l'autorità palestinese non attuerà tutte le pre-condizioni ai dialoghi: che cessino tutte le violenze; che tutte le organizzazioni terroriste siano smantellate. Essi sanno molto bene che queste condizioni così assolute non potranno mai essere realizzate. Questo non aiuta l'autorità palestinese e non dà ad essa alcuna apertura, alcun vantaggio positivo che le permetta di mostrare i risultati e l'efficacia richiesta dalle organizzazioni estremiste.


http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=3749

Ultima modifica di Kharonte85 : 30-01-2009 alle 15:13.
Kharonte85 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-01-2009, 15:08   #3980
yossarian
Senior Member
 
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 5390
Quote:
Originariamente inviato da zerothehero Guarda i messaggi
Non c'è bisogno, le acque territoriali della Striscia sono già sotto controllo israeliano.
Non c'è bisogno di fare guerra per una cosa che già si controlla.
gli accordi per la fornitura del gas riguardano le autorità palestinesi a la BG (inglese) e non quelle israeliane: quindi gli israeliani non controllano un bel niente.


L'invasione militare della striscia di Gaza da parte delle forze israeliane è direttamente legata al possesso ed al controllo delle riserve strategiche di gas in mare. Si tratta di una guerra di conquista: nel 2002 furono scoperte vaste riserve di gas, al largo del litorale di Gaza. In un accordo firmato nel novembre 1999, l'Autorità palestinese (AP) ha garantito i diritti di prospezione per il gas e il petrolio della durata di 25 anni alla British Gas (BG Group) e al suo partner di Atene Consolidated Contractors International Company (CCC), di proprietà delle famiglie libanesi Sabbagh e Koury.
Questi diritti sui giacimenti di gas in mare, sono pari al 60% per la British Gas, 30% per la Consolidated Contractors e 10% per il Fondo per gli investimenti palestinesi. (Haaretz 21 ottobre 2007). L'accordo AP-BG-CCC include lo sfruttamento dei giacimenti e la costruzione di un gasdotto. (Middle East Economic Digest, 5 gennaio 2001).
La licenza della BG copre tutta la zona marittima situata al largo di Gaza, contigua a molti impianti gasiferi israeliani. (Vedere la carta qui di seguito). Occorre sottolineare che il 60% delle riserve di gas lungo il litorale di Gaza e di Israele appartiene alla Palestina. BG Group ha trivellato due pozzi nel 2000: Gaza Marina-1 e Gaza Marina-2.
British Gas ritiene che le riserve siano dell'ordine di 1,4 miliardi di piedi cubici, valutate a circa 4 miliardi di dollari. Sono le cifre pubblicate da British Gas. Le dimensioni delle riserve di gas palestinesi potrebbero rivelarsi assai superiori.





Chi possiede le riserve di gas?
La questione della sovranità sui giacimenti gasiferi di Gaza è determinante. Da un punto di vista legale queste riserve appartengono alla Palestina. La morte di Yasser Arafat, l'elezione del governo di Hamas, come pure il crollo dell'Autorità palestinese, ha permesso ad Israele di prendere, de facto, il controllo di queste riserve. British Gas (BG Group) ha negoziato con il governo di Tel-Aviv. In compenso, il governo di Hamas non è stato consultato in ciò che riguarda la ricerca e lo sfruttamento dei giacimenti gasiferi.
L'elezione del primo ministro Ariel Sharon nel 2001 fu una svolta importante per l’affare. All'epoca, la sovranità della Palestina sulle riserve gasifere in mare era contestata alla Corte suprema d'Israele. Il Sig. Sharon affermava senza ambiguità che “Israele non comprerebbe mai gas dalla Palestina”, suggerendo che le riserve marine di Gaza appartenessero ad Israele.
Nel 2003, Ariel Sharon ha opposto il suo veto a un primo accordo, che avrebbe permesso alla British Gas di rifornire Israele di gas naturale proveniente dai pozzi marini di Gaza. (The Independent, 19 agosto 2003). La vittoria elettorale di Hamas nel 2006 ha contribuito alla caduta dell'Autorità palestinese, che è stata limitata alla Cisgiordania, sotto il regime mandatario di Mahmoud Abbas.
Nel 2006, la British Gas “era sul punto di firmare un accordo per trasportare il gas in Egitto.” (Times, 28 maggio 2007). Secondo i servizi, il primo ministro britannico dell'epoca, Tony Blair è intervenuto, per conto d'Israele, per fare rovesciare l'accordo con l'Egitto. L'anno successivo, nel maggio 2007, il gabinetto israeliano ha approvato una proposta del primo ministro Ehud Olmert, “di comperare gas dall'Autorità palestinese.” Il contratto proposto era di 4 miliardi di dollari ed i profitti previsti a 2 miliardi di dollari, di cui uno sarebbe andato ai palestinesi.
Tuttavia, Tel-Aviv non aveva nessuna intenzione di condividere il suo profitto con la Palestina. Un gruppo di negoziatori è stato costituito dal gabinetto israeliano allo scopo di giungere ad un accordo con la BG Group, evitando allo stesso tempo il governo Hamas e l'Autorità palestinese. “Le autorità della difesa israeliana vogliono che i palestinesi siano pagati in beni ed in servizi, ed insistono affinché il governo di Hamas non riceva denaro.” (Ibid)
L'obiettivo era soprattutto di fare decadere il contratto firmato nel 1999 tra la BG Group e l'Autorità palestinese, allora sotto Yasser Arafat. Ai sensi dell'accordo proposto nel 2007 con BG, il gas palestinese dei pozzi marini di Gaza doveva essere trasportato al porto israeliano di Ashkelon con un gasdotto subacqueo, trasferendo così ad Israele il controllo sulla vendita del gas naturale. Il piano fallì ed i negoziati furono sospesi: “Il capo del Mossad, Meir Dagan, s’era opposto alla transazione per ragioni di sicurezza, temendo che le entrate accumulate sarebbero servite a finanziare il terrorismo“ (Gilad Erdan membro dello Knesset, allocuzione alla Knesset “sulle intenzioni del vice primo ministro Ehud Olmert di comperare gas dai palestinesi, con i pagamenti che andrebbero a vantaggio di Hamas”, 1° marzo 2006, citato nell’articolo del tenente-generale (in pensione) Moshe Yaalon, Does the Prospective Purchase lontano British Gas from Gaza's Coastal Waters Threaten Israel's National Security? Jerusalem Center for Public Affairs, ottobre 2007)

L'intenzione d´Israele era evitare la possibilità che i compensi fossero pagati ai palestinesi. Nel dicembre 2007 la BG Group si ritirò dai negoziati con Israele e nel gennaio 2008 chiuse il suo ufficio in Israele. (sito Internet della BG).

Il piano d'invasione allo studio
Secondo le fonti militari israeliane, il piano d'invasione della striscia di Gaza, nominato “Operation Cast Lead” (operazione piombo forgiato (fuso)) è stato messo allo studio nel giugno 2008: "fonti della difesa hanno dichiarato che sei mesi fa (giugno), il ministro della difesa Ehud Barak ha chiesto alle forze israeliane di prepararsi per questa operazione, benché Israele avesse iniziato a negoziare un accordo per una tregua con Hamas. (Barak Ravid Operation "Cast Lead": Israeli air Force strike followed months of planning, Haaretz, 27 dicembre 2008).
Durante questo stesso mese, le autorità israeliane hanno contattato la British Gas per riprendere i negoziati volti a determinare l'acquisto del gas naturale di Gaza: “I direttori generali del tesoro e del ministero delle Infrastrutture nazionali Yarom Ariav ed Hezi Kugler hanno deciso di informare la BG che Israele desiderava riprendere i negoziati. Le fonti hanno aggiunto che la BG non ha ancora risposto ufficialmente alla richiesta d’Israele, ma che dei quadri della società verrebbero probabilmente in Israele fra alcune settimane, per discutere con ufficiali del governo.” (Globes online-Israel's Business Arena, 23 giugno 2008)
Cronologicamente la decisione di accelerare i negoziati con la British Gas (il gruppo BG) coincideva con la pianificazione dell'invasione di Gaza iniziata a giugno. Sembra che Israele si affrettasse a concludere un accordo con la BG Group prima dell'invasione, la cui pianificazione era già in una fase avanzata. Più che altro, questi negoziati erano condotti dal governo di Ehud Olmert, che era al corrente che un'invasione militare era allo studio.
Con ogni probabilità, il governo israeliano prevedeva anche un nuovo accordo politico-territoriale “del dopo-guerra” per la striscia di Gaza. In realtà, i negoziati tra British Gas e gli ufficiali israeliani erano in corso nell'ottobre 2008, cioè 2 a 3 mesi prima dell'inizio dei bombardamenti del 27 dicembre.
Nel novembre 2008, i ministeri israeliani delle finanze e delle infrastrutture nazionali insieme all’Israel Electric Corporation (IEC) avviarono i negoziati con la British Gas riguardo l'acquisto di gas naturale delle sue concessioni in mare a Gaza. (Globes, 13 novembre 2008).
Yarom Ariav direttore generale del ministero delle finanze, ed Hezi Kugler, direttore generale del ministero delle infrastrutture nazionali, scrissero ad Amos Lasker, capo della direzione d´IEC, informandolo della decisione del governo di permettere ai negoziati di andare avanti, conformemente alla proposta-quadro, approvata all’inizio di quest'anno. Alcune settimane fa, il consiglio d’amministrazione della IEC, diretto dal presidente Moti Friedman, ha approvato i principi della proposta-quadro. I negoziati con la BG Group cominceranno appena il consiglio d´amministrazione approverà la presentazione dell’offerta. (Globes, 13 novembre 2008)

Gaza e la geopolitica dell'energia
L'occupazione militare di Gaza ha lo scopo di trasferire la sovranità dei giacimenti gasiferi ad Israele, in violazione del diritto internazionale.
Cosa possiamo aspettarci dopo l'invasione? Qual’è l'intenzione d'Israele per quanto riguarda il gas naturale della Palestina? Ci sarà un nuovo accordo territoriale, con lo stanziamento di truppe israeliane e/o la presenza “di forze per il mantenimento della pace”? Assisteremo alla militarizzazione della totalità del litorale di Gaza, strategico per Israele?
I giacimenti gasiferi palestinesi saranno puramente e semplicemente confiscati, e la sovranità israeliana sulle zone marittime della striscia di Gaza sarà dichiarata unilateralmente?
Se ciò dovesse accadere, i giacimenti gasiferi di Gaza sarebbero integrati negli adiacenti impianti marittimi d'Israele. (Vedere la carta 1). Questi diversi impianti in mare sono anche collegati al corridoio per il trasporto energetico d’Israele, che si prolunga dal porto d’Eilat, il terminale sul Mare Rosso del gasdotto, al terminale di Ashkelon e verso nord, ad Haifa. Il corridoio si ricollegherebbe eventualmente con l’oleogasdotto israeliano-turco, attualmente in esame, nel porto turco di Ceyhan.
Ceyhan è il terminale dell’oleodotto Trans-Caspico Baku-Tbilissi-Ceyhan (BTC). “Si prevede il collegamento dell’oleodotto BTC con quello Trans-Israele Eilat-Ashkelon, noto con il nome di Israel’s Tipline.” (Vedasi Michel Chossudovsky, The War si Lebanon and the Battle foro Oil, Global Research, 23 luglio 2006).

Fonte: Mondialisation.ca 12 gennaio 2009

*Michel Chossudovsky è direttore del Centro di Ricerca sulla Mondializzazione ed è professore d'economia all'Università di Ottawa. È autore di Guerre et mondialisation, La vérité derrière le 11 septembre e Mondialisation de la pauvreté et nouvel ordre mondial (best-seller internazionale pubblicato in 11 lingue).

Ultima modifica di yossarian : 30-01-2009 alle 16:07.
yossarian è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
 Rispondi


ASUS ROG Kithara: quando HIFIMAN incontra il gaming con driver planari da 100mm ASUS ROG Kithara: quando HIFIMAN incontra il gam...
Roborock Qrevo Curv 2 Flow: ora lava con un rullo Roborock Qrevo Curv 2 Flow: ora lava con un rull...
Alpine A290 alla prova: un'auto bella che ti fa innamorare, con qualche limite Alpine A290 alla prova: un'auto bella che ti fa ...
Recensione HONOR Magic 8 Lite: lo smartphone indistruttibile e instancabile Recensione HONOR Magic 8 Lite: lo smartphone ind...
Sony WF-1000X M6: le cuffie in-ear di riferimento migliorano ancora Sony WF-1000X M6: le cuffie in-ear di riferiment...
Area Science Park scommette sul deep tec...
Samsung presenta le nuove Galaxy Buds4 e...
Ecco la nuova serie Galaxy S26: Samsung ...
Ken il Guerriero e Ghost in the Shell: l...
Fallout 4 sbarca su Nintendo Switch 2: c...
BMW tratta con Bruxelles per liberare Mi...
NVIDIA, l'amara verità: zero H200...
Uomo morto intrappolato nella Xiaomi SU7...
HP: prezzi di DRAM e NAND raddoppiati, l...
Vodafone è la rete mobile più veloce d'I...
Iliad arriva a Sanremo con un hub tecnol...
Monitor gaming QD-OLED a prezzi mai vist...
Paramount aumenta l'offerta per acquisir...
Grazie ad ALMA di ESO catturata una nuov...
30.000 Pa e autopulizia a 100 °C: Dreame...
Chromium
GPU-Z
OCCT
LibreOffice Portable
Opera One Portable
Opera One 106
CCleaner Portable
CCleaner Standard
Cpu-Z
Driver NVIDIA GeForce 546.65 WHQL
SmartFTP
Trillian
Google Chrome Portable
Google Chrome 120
VirtualBox
Tutti gli articoli Tutte le news Tutti i download

Strumenti

Regole
Non Puoi aprire nuove discussioni
Non Puoi rispondere ai messaggi
Non Puoi allegare file
Non Puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice vB è On
Le Faccine sono On
Il codice [IMG] è On
Il codice HTML è Off
Vai al Forum


Tutti gli orari sono GMT +1. Ora sono le: 22:33.


Powered by vBulletin® Version 3.6.4
Copyright ©2000 - 2026, Jelsoft Enterprises Ltd.
Served by www3v