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Old 08-01-2009, 15:24   #61
Kharonte85
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Oscillazioni della estensione della superficie ghiacciata
Immaginavo ma non capisco come lo devo inserire in quello che ho detto: continuano a martellarci con la storia dello sciogliemento del polo nord e


Questa la profezia:

National Geographic: Polo Nord sciolto in estate

Dal 1979 il Polo Nord perde quasi l'1% dei ghiacci estivi all'anno, ma il ritmo sta accelerando tanto che, entro l'estate, tutto il ghiaccio dell'area rischia di sciogliersi. Il girdo d'allarme si alza dalle pagine di una ricerca condotta da un gruppo di studiosi canadesi e pubblicata sul National Geographic. Secondo la ricerca, la drastica accelerazione sarebbe dovuta alla presenza di ghiacci stagionali molto giovani nelle immediate vicinanze del Polo Nord, una tipologia molto meno resistente allo scioglimento.



come sintomo del riscaldamento globale poi capita l'anno freddo dove non solo il polo nord non si scioglie ma in inverno torna ai livelli del 1979 e guardacaso si scopre che 1) sono oscillazioni cicliche appunto e 2) sono completamente imprevedibili 3) Non significa che la terra non si stia riscaldando.

Pero' quando lo si sosteneva prima in senso contrario (guardate che potrebbero non essere un sintomo causa-effetto dell'azione diretta dell'uomo) non andava bene...






Historic snow cover data not displayed on these images. Sea ice concentrations less than 30% are not displayed in these images. Snow cover data is displayed only for most recent dates.
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Old 08-01-2009, 16:09   #62
sider
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Immaginavo ma non capisco come lo devo inserire in quello che ho detto: continuano a martellarci con la storia dello sciogliemento del polo nord e


Questa la profezia:

National Geographic: Polo Nord sciolto in estate

Dal 1979 il Polo Nord perde quasi l'1% dei ghiacci estivi all'anno, ma il ritmo sta accelerando tanto che, entro l'estate, tutto il ghiaccio dell'area rischia di sciogliersi. Il girdo d'allarme si alza dalle pagine di una ricerca condotta da un gruppo di studiosi canadesi e pubblicata sul National Geographic. Secondo la ricerca, la drastica accelerazione sarebbe dovuta alla presenza di ghiacci stagionali molto giovani nelle immediate vicinanze del Polo Nord, una tipologia molto meno resistente allo scioglimento.



come sintomo del riscaldamento globale poi capita l'anno freddo dove non solo il polo nord non si scioglie ma in inverno torna ai livelli del 1979 e guardacaso si scopre che 1) sono oscillazioni cicliche appunto e 2) sono completamente imprevedibili 3) Non significa che la terra non si stia riscaldando.

Pero' quando lo si sosteneva prima in senso contrario (guardate che potrebbero non essere un sintomo causa-effetto dell'azione diretta dell'uomo) non andava bene...


[IMG]http://arctic.atmos.uiuc.edu/cryosphere/deetest/deetmp.30108.png[/MG]

[IMG]http://arctic.atmos.uiuc.edu/cryosphere/deetest/deetmp.31229.png[/MG]

Historic snow cover data not displayed on these images. Sea ice concentrations less than 30% are not displayed in these images. Snow cover data is displayed only for most recent dates.
La risposta è nelle pagine precedenti. Possono capitare ovviamemte annate più fredde di quelle precedenti, ma il trend dice che andiamo verso il completo scoglimento. Speriamo inverta la sua direzione.
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Old 09-01-2009, 16:17   #63
entanglement
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allarme si.... ma per gli ecoterroristi.

perchè, a parte il freddo infame di questi giorni, è notizia di oggi che le dimensioni della calotta polare artica sembrano essere tornati a quelle misurate del 1979.

si aspettano le reazioni dei soliti catastrofisti.
esibizione di notizie di senso contrario, sbugiardamento di quella sopra o, più radicalmente, abbandono dell'allarme serra e contemporanea invenzione di un nuovo spauracchio?
...
una rondine non fa primavera (cit)
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Old 10-01-2009, 08:25   #64
Ziosilvio
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Immaginavo ma non capisco come lo devo inserire in quello che ho detto: continuano a martellarci con la storia dello sciogliemento del polo nord e


Questa la profezia:

National Geographic: Polo Nord sciolto in estate

Dal 1979 il Polo Nord perde quasi l'1% dei ghiacci estivi all'anno, ma il ritmo sta accelerando tanto che, entro l'estate, tutto il ghiaccio dell'area rischia di sciogliersi. Il girdo d'allarme si alza dalle pagine di una ricerca condotta da un gruppo di studiosi canadesi e pubblicata sul National Geographic. Secondo la ricerca, la drastica accelerazione sarebbe dovuta alla presenza di ghiacci stagionali molto giovani nelle immediate vicinanze del Polo Nord, una tipologia molto meno resistente allo scioglimento.



come sintomo del riscaldamento globale poi capita l'anno freddo dove non solo il polo nord non si scioglie ma in inverno torna ai livelli del 1979 e guardacaso si scopre che 1) sono oscillazioni cicliche appunto e 2) sono completamente imprevedibili 3) Non significa che la terra non si stia riscaldando.

Pero' quando lo si sosteneva prima in senso contrario (guardate che potrebbero non essere un sintomo causa-effetto dell'azione diretta dell'uomo) non andava bene...
Perché mi vengono in mente quei fanatici religiosi, che quando tu ti comporti bene e le cose ti vanno bene è merito di Dio, ma quando tu ti comporti bene e le cose ti vanno male "è colpa tua che hai qualche peccato nascosto, e comunque non vuol dire che Dio non esista"?

P.S.: metti le foto una sotto l'altra, se no scombini la pagina.
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Old 12-01-2009, 11:57   #65
indelebile
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http://www.greenreport.it/contenuti/...?id_cont=17379
La mezza bufala dei ghiacci del 2008
di Riccardo Mostardini

FIRENZE. La notizia dei “ghiacci artici marini tornati ai livelli del 1979”, che nei giorni scorsi ha cominciato a circolare con sempre maggiore insistenza, aveva destato molte perplessità in chi – come noi – monitora con attenzione e costanza quei dati che più sono indicatori delle fluttuazioni del clima.

E l’estensione dei ghiacci marini boreali è uno di questi, poichè la superficie della banchisa (cioè del ghiaccio marino) è un valore che segue rapidamente e con notevole aderenza l’andamento delle temperature, ed è inoltre un dato ricavabile con una certa agilità attraverso l’uso dei rilevamenti satellitari.

Come giustamente scriveva ieri Pietro Greco su greenreport, il dato relativo alla banchisa fornisce solo una visione orizzontale della sua estensione, senza fornire altre indicazioni ben più significative, come l’età dei vari strati di ghiaccio (indice della loro potenziale persistenza per le stagioni a venire) e il volume accumulato. E ricordiamo anche che ai fini della valutazione del possibile impatto del surriscaldamento globale sulle società umane, ben altro valore assumono i dati relativi all’estensione e allo spessore non della banchisa, ma della calotta glaciale, cioè di quel ghiaccio terrestre il cui scioglimento porta alla crescita del livello dei mari. Per la banchisa il problema – è notorio – non sussiste, poichè si tratta di ghiaccio che galleggia, e il cui eventuale scioglimento non causa quindi l’innalzamento degli oceani, così come lo scioglimento di un cubetto di ghiaccio galleggiante in un bicchiere d’acqua non ha conseguenze sull’aumento del livello iniziale del liquido nel contenitore.

Fatta questa prefazione, giungiamo al punto: la notizia è stata introdotta in Italia dal “Corriere della Sera” del 5 gennaio. «Il livello dei ghiacci artici è tornato ai livelli del 1979», come rivelano «i dati, per certi versi sorprendenti, del Centro di Ricerca sul Clima Artico dell´Università dell´Illinois». Il Corriere non ha rinunciato neanche a lanciare una stoccata a chi «aveva predetto la scomparsa totale dei ghiacci artici entro l’anno», riferendosi chiaramente a quanto affermato dai ricercatori del National Geographic a giugno scorso: il problema è che nessuno aveva predetto la scomparsa totale in estate dei ghiacci artic i (evento che, anche negli scenari peggiori, non è previsto poter avvenire prima di alcuni decenni), ma era stata invece preventivata la scomparsa della banchisa dalla zona del polo geografico. Evento poi non avvenuto, ma che era effettivamente nel novero delle possibilità per l’estate scorsa: resta comunque da aggiungere che molti quotidiani avevano fatto confusione, all’epoca, soprattutto molti avevano riportato la notizia giusta nel testo, ma avevano scelto invece titoli ambigui, come ad esempio “La Repubblica” del 23 giugno («entro l’estate Polo senza ghiaccio»).

Ma, a parte questo, la notizia del Corriere del 5 gennaio è stata ripresa il giorno dopo da alcuni media di grande diffusione, come “la Stampa” («Nonostante alcune apocalittiche previsioni il livello dei ghiacci della terra è risalito negli ultimi mesi del 2008, chiudendo l’anno appena trascorso agli stessi valori del 1979») e il TG2.

Ciò che non ci convinceva, però, era la vaghezza della notizia, e la mancata citazione delle fonti. Si parlava, nei media citati, solo di ricerche compiute dal Centro di ricerca sull’Artico dell’ università dell’Illinois, e del parere di Bill Chapman, ricercatore presso la facoltà. Fatta qualche ricerca, abbiamo scoperto con sconcerto che non c’è stata nessuna pubblicazione di nuove ricerche da parte del centro Arctic Atmos Uiuc, tantomeno di ricerche dall’impronta così “rassicurante” come abbiamo letto o ascoltato sui media generalisti, e che Bill Chapman, effettivamente ricercatore nell’istituto citato, aveva solamente rilasciato delle dichiarazioni al blog di Michael Asher, giornalista americano piuttosto noto tra i cosiddetti “climate skeptics”, che aveva poi pubblicato il primo gennaio un articolo sulla rivista on-line “Daily tech” in cui spiegava, appunto, l’equivalenza dell’estensione della banchisa della fine del 2008 con quella del 1979.

Vista l’impronta dell’articolo, conoscendone (di “fama”) l’autore, e sospettando in tutta sincerità una bufala colossale, siamo andati a controllare i dati relativi alla banchisa, che sono monitorati a livello di comunità scientifica accreditata proprio dall’Arctic climate research center, fin dal 1979, anno di inizio delle misurazioni satellitari.

E quanto visibile nell’immagine (che indica le anomalie rispetto ad una media costante, e che quindi in pratica racconta la dinamica della banchisa) spiega come stiano effettivamente le cose: se noi congiungiamo con una linea rossa l’estensione della banchisa a fine 1979 e a fine 2008, effettivamente non possiamo negare l’equivalenza in questione. Ma se osserviamo attentamente, si può notare come l’estensione di dicembre 1979 era poco sopra la minima annuale (evidentemente quell’anno si ebbe un autunno-inizio inverno caldo, al polo), mentre quella di dicembre appena passato è stata quasi l’estensione massima del 2008, superata peraltro già a marzo, alla fine della scorsa stagione invernale.

Quindi possiamo dire che, all’atto pratico, l’estensione massima della banchisa del 2008 è pressoché identica a quella minima del 1979. Per facilitare la comprensione abbiamo segnato in blu tutti i picchi annuali di estensione, e poi congiunto i vari massimi con una spezzata, visibile nell’immagine, che fa capire ampiamente come il pur significativo recupero avvenuto sia quest’anno, sia nel 2007, non possa per ora essere trattato che alla stregua di una semplice fluttuazione, che peraltro mantiene l’estensione della banchisa su valori ben inferiori (circa mezzo milione di kmq) alla media.

Ecco quindi che una notizia del genere, che andrebbe pubblicata con mille distinguo e con una necessaria analisi dei trend, viene data in pasto all’opinione pubblica con una faciloneria che solitamente – almeno su media di alto spessore come quelli citati – viene riservata a questioni meno importanti del cambio climatico. E il problema di fondo è questo: dire che l’estensione (quasi) minima del 1979 è uguale a quella (quasi) massima del 2008 è una cosa, dire che “i ghiacci sono tornati ai livelli del 1979” è tutt’altra cosa. Parlare di “notizia rilasciata dall’università dell’Illinois” è falso, poichè come abbiamo detto la notizia è stata “creata” e diffusa da un blog che ha poi chiesto un commento ad un singolo ricercatore (e che peraltro ha solo spiegato i motivi del recupero avvenuto quest’anno).

E francamente, non sappiamo se i media generalisti del nostro paese si siano armati, come noi, di righello e matita (elettronici), e abbiano disegnato come noi una linea rossa orizzontale e una spezzata blu: ma desta sincero sconforto il pensare che l’unica vera notizia ricavabile da quel grafico è la spezzata blu, non certo quella sottile linea rossa che dal punto di vista climatologico c’entra come il cavolo a merenda.
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Old 12-01-2009, 12:04   #66
entanglement
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Old 12-01-2009, 12:49   #67
lishi
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Interessante notare come universita' di illinois(Quella su cui si basano i dati che dice che i ghiacci sono tornati a livelli del 1979) abbia ufficialmente risposto alla questione

http://arctic.atmos.uiuc.edu/cryosphere/

Francamente penso che possiamo facilmente giudicare la qualita' dell'articolo fatto da un giornalista(del corriere) che taglia incolla da altri senza citare nemmeno la fonte.

http://www.dailytech.com/Sea+Ice+End...ticle13834.htm
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Old 12-01-2009, 13:36   #68
sider
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La mezza bufala dei ghiacci del 2008
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FIRENZE. La notizia dei “ghiacci artici marini tornati ai livelli del 1979”, che nei giorni scorsi ha cominciato a circolare con sempre maggiore insistenza, aveva destato molte perplessità in chi – come noi – monitora con attenzione e costanza quei dati che più sono indicatori delle fluttuazioni del clima.

E l’estensione dei ghiacci marini boreali è uno di questi, poichè la superficie della banchisa (cioè del ghiaccio marino) è un valore che segue rapidamente e con notevole aderenza l’andamento delle temperature, ed è inoltre un dato ricavabile con una certa agilità attraverso l’uso dei rilevamenti satellitari.

Come giustamente scriveva ieri Pietro Greco su greenreport, il dato relativo alla banchisa fornisce solo una visione orizzontale della sua estensione, senza fornire altre indicazioni ben più significative, come l’età dei vari strati di ghiaccio (indice della loro potenziale persistenza per le stagioni a venire) e il volume accumulato. E ricordiamo anche che ai fini della valutazione del possibile impatto del surriscaldamento globale sulle società umane, ben altro valore assumono i dati relativi all’estensione e allo spessore non della banchisa, ma della calotta glaciale, cioè di quel ghiaccio terrestre il cui scioglimento porta alla crescita del livello dei mari. Per la banchisa il problema – è notorio – non sussiste, poichè si tratta di ghiaccio che galleggia, e il cui eventuale scioglimento non causa quindi l’innalzamento degli oceani, così come lo scioglimento di un cubetto di ghiaccio galleggiante in un bicchiere d’acqua non ha conseguenze sull’aumento del livello iniziale del liquido nel contenitore.

Fatta questa prefazione, giungiamo al punto: la notizia è stata introdotta in Italia dal “Corriere della Sera” del 5 gennaio. «Il livello dei ghiacci artici è tornato ai livelli del 1979», come rivelano «i dati, per certi versi sorprendenti, del Centro di Ricerca sul Clima Artico dell´Università dell´Illinois». Il Corriere non ha rinunciato neanche a lanciare una stoccata a chi «aveva predetto la scomparsa totale dei ghiacci artici entro l’anno», riferendosi chiaramente a quanto affermato dai ricercatori del National Geographic a giugno scorso: il problema è che nessuno aveva predetto la scomparsa totale in estate dei ghiacci artic i (evento che, anche negli scenari peggiori, non è previsto poter avvenire prima di alcuni decenni), ma era stata invece preventivata la scomparsa della banchisa dalla zona del polo geografico. Evento poi non avvenuto, ma che era effettivamente nel novero delle possibilità per l’estate scorsa: resta comunque da aggiungere che molti quotidiani avevano fatto confusione, all’epoca, soprattutto molti avevano riportato la notizia giusta nel testo, ma avevano scelto invece titoli ambigui, come ad esempio “La Repubblica” del 23 giugno («entro l’estate Polo senza ghiaccio»).

Ma, a parte questo, la notizia del Corriere del 5 gennaio è stata ripresa il giorno dopo da alcuni media di grande diffusione, come “la Stampa” («Nonostante alcune apocalittiche previsioni il livello dei ghiacci della terra è risalito negli ultimi mesi del 2008, chiudendo l’anno appena trascorso agli stessi valori del 1979») e il TG2.

Ciò che non ci convinceva, però, era la vaghezza della notizia, e la mancata citazione delle fonti. Si parlava, nei media citati, solo di ricerche compiute dal Centro di ricerca sull’Artico dell’ università dell’Illinois, e del parere di Bill Chapman, ricercatore presso la facoltà. Fatta qualche ricerca, abbiamo scoperto con sconcerto che non c’è stata nessuna pubblicazione di nuove ricerche da parte del centro Arctic Atmos Uiuc, tantomeno di ricerche dall’impronta così “rassicurante” come abbiamo letto o ascoltato sui media generalisti, e che Bill Chapman, effettivamente ricercatore nell’istituto citato, aveva solamente rilasciato delle dichiarazioni al blog di Michael Asher, giornalista americano piuttosto noto tra i cosiddetti “climate skeptics”, che aveva poi pubblicato il primo gennaio un articolo sulla rivista on-line “Daily tech” in cui spiegava, appunto, l’equivalenza dell’estensione della banchisa della fine del 2008 con quella del 1979.

Vista l’impronta dell’articolo, conoscendone (di “fama”) l’autore, e sospettando in tutta sincerità una bufala colossale, siamo andati a controllare i dati relativi alla banchisa, che sono monitorati a livello di comunità scientifica accreditata proprio dall’Arctic climate research center, fin dal 1979, anno di inizio delle misurazioni satellitari.

E quanto visibile nell’immagine (che indica le anomalie rispetto ad una media costante, e che quindi in pratica racconta la dinamica della banchisa) spiega come stiano effettivamente le cose: se noi congiungiamo con una linea rossa l’estensione della banchisa a fine 1979 e a fine 2008, effettivamente non possiamo negare l’equivalenza in questione. Ma se osserviamo attentamente, si può notare come l’estensione di dicembre 1979 era poco sopra la minima annuale (evidentemente quell’anno si ebbe un autunno-inizio inverno caldo, al polo), mentre quella di dicembre appena passato è stata quasi l’estensione massima del 2008, superata peraltro già a marzo, alla fine della scorsa stagione invernale.

Quindi possiamo dire che, all’atto pratico, l’estensione massima della banchisa del 2008 è pressoché identica a quella minima del 1979. Per facilitare la comprensione abbiamo segnato in blu tutti i picchi annuali di estensione, e poi congiunto i vari massimi con una spezzata, visibile nell’immagine, che fa capire ampiamente come il pur significativo recupero avvenuto sia quest’anno, sia nel 2007, non possa per ora essere trattato che alla stregua di una semplice fluttuazione, che peraltro mantiene l’estensione della banchisa su valori ben inferiori (circa mezzo milione di kmq) alla media.

Ecco quindi che una notizia del genere, che andrebbe pubblicata con mille distinguo e con una necessaria analisi dei trend, viene data in pasto all’opinione pubblica con una faciloneria che solitamente – almeno su media di alto spessore come quelli citati – viene riservata a questioni meno importanti del cambio climatico. E il problema di fondo è questo: dire che l’estensione (quasi) minima del 1979 è uguale a quella (quasi) massima del 2008 è una cosa, dire che “i ghiacci sono tornati ai livelli del 1979” è tutt’altra cosa. Parlare di “notizia rilasciata dall’università dell’Illinois” è falso, poichè come abbiamo detto la notizia è stata “creata” e diffusa da un blog che ha poi chiesto un commento ad un singolo ricercatore (e che peraltro ha solo spiegato i motivi del recupero avvenuto quest’anno).

E francamente, non sappiamo se i media generalisti del nostro paese si siano armati, come noi, di righello e matita (elettronici), e abbiano disegnato come noi una linea rossa orizzontale e una spezzata blu: ma desta sincero sconforto il pensare che l’unica vera notizia ricavabile da quel grafico è la spezzata blu, non certo quella sottile linea rossa che dal punto di vista climatologico c’entra come il cavolo a merenda.
E questo mette la parola FINE a chi parla di ecoterrorismo.....i ghiacci si sciolgono eccome .
Da notare il tempismo di alcuni utenti che postano leggendo solo il primo post, e neanche tutto.
sider è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 12-01-2009, 13:50   #69
dave4mame
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a dire il vero dimostra solo che (ovviamente) la situazione non è tornata d'amblè ai livelli del 1979.
leggendo attentamente la replica non si può non notare che è volta a ridimensionare il fenomeno, non a negarlo....
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Old 12-01-2009, 16:11   #70
Ziosilvio
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a dire il vero dimostra solo che (ovviamente) la situazione non è tornata d'amblè ai livelli del 1979.
leggendo attentamente la replica non si può non notare che è volta a ridimensionare il fenomeno, non a negarlo....
Assolutamente.
Tra l'altro, i ghiacci sono tornati sì alla stessa estensione, ma non certo allo stesso spessore di trent'anni fa...
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Old 12-01-2009, 16:27   #71
Sp4rr0W
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Assolutamente.
Tra l'altro, i ghiacci sono tornati sì alla stessa estensione, ma non certo allo stesso spessore di trent'anni fa...
appunto e poi cmq bisogna aspettarei dati delle medie stagionali
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Old 12-01-2009, 16:27   #72
killercode
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una rondine non fa primavera e un anno freddo non fa un'inversione di tendenza, ne riparleremo tra vent'anni su chi aveva ragione o torto.
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Old 13-01-2009, 16:20   #73
John Cage
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http://www.repubblica.it/2009/01/sez...the-world.html

Quote:
Il rapporto "State of the World" del prestigioso istituto Usa conferma
le previsioni più pessimistiche sulla situazione ambientale del pianeta
Worldwatch: continua il caos climatico
Troppe emissioni, sale il livello dei mari
Cresce la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera
Rischia di raffreddarsi la Corrente del Golfo. Le misure per evitare il peggio
di ANTONIO CIANCIULLO



ROMA - Undici su 12. Undici degli ultimi 12 anni rientrano nella dozzina degli anni più caldi dal 1800 ad oggi. Mentre in Italia qualche giorno di nevicate trasformava la meteorologia in politica, il Worldwatch Institute, uno dei più prestigiosi istituti di ricerca americani, stava stampando lo State of the world 2009, interamente dedicato al caos climatico e alla sua cura. Il rapporto, che viene reso noto in queste ore a Washington, fa il punto sulla situazione evidenziando le novità.

Primo: le emissioni. L'Ipcc, la task force di scienziati Onu, è stata accusata per anni dalla lobby del petrolio di esagerare i toni dell'allarme. Ma dal primo rapporto al quarto (1990 - 2007) le sue previsioni sono risultate fin troppo caute: il cambiamento climatico ha battuto ogni stima. Anche l'ultimo dato, quello relativo al 2007, mostra la continua progressione delle emissioni serra che derivano dall'uso di combustibili fossili e dalla deforestazione. Si è passati dai 22,6 milioni di tonnellate di anidride carbonica del 1990 ai 31 miliardi del 2007: più 37 per cento. A cui vanno aggiunti i 6,5 miliardi di tonnellate che derivano dalla deforestazione. Così la concentrazione di CO2 in atmosfera non cresce più al ritmo di 1,5 parti per milione per anno ma è arrivata a 2,2 parti in più per anno.

Secondo: i mari. La perdita dei ghiacci della Groenlandia e della penisola antartica non è stata inserita nelle valutazioni dell'Ipcc perché i margini di incertezza sulla velocità del processo sono stati considerati troppo alti. Aggiungendo questo elemento, si ottiene un quadro molto più allarmante di quello fornito dagli scienziati Onu: l'aumento di livello degli oceani nell'arco del secolo in corso potrebbe superare di tre volte il tetto massimo Ipcc (0,59 metri) disegnando uno scenario in cui la risalita delle acque si misura in metri anziché in centimetri.

Terzo: i grilletti climatici. Si chiamano tipping points e sono i punti di non ritorno, i momenti in cui il processo di cambiamento compie un salto brusco e irreversibile nella scala temporale che interessa l'umanità. Uno di questi tipping points riguarda la corrente del Golfo, il grande tapis roulant energetico che riscalda la parte nord occidentale dell'Europa. L'afflusso massiccio di acqua dolce derivante dalla perdita dei ghiacci artici potrebbe bloccare o rallentare questa corrente causando un'ondata fredda sulla Gran Bretagna e sulla Scandinavia (è il fenomeno descritto con hollywodiana esagerazione nel film "L'alba del giorno dopo"). L'acidificazione degli oceani, che minaccia molte delle forme di vita marine, costituisce un altro tipping point.

Quarto: la cura. Per evitare che il caos climatico raggiunga il punto in cui i danni diventano seri bisognerebbe bloccare la crescita della temperatura a 1,4 gradi di aumento rispetto al livello pre industriale.

In realtà è praticamente certo che questo obiettivo sia oggi irraggiungibile. Ma ci si potrebbe avvicinare evitando i guai peggiori. Come? La ricetta è contenuta nella seconda parte del rapporto, quella dedicata agli edifici bioclimatici, all'aumento dell'efficienza energetica, allo sviluppo delle energie rinnovabili. Nel 2007 le rinnovabili (compreso l'idroelettrico) hanno fornito il 18 per cento dell'elettricità su scala mondiale.

Si può fare di meglio. Secondo uno studio del German Aerospace Center, nel 2030 le rinnovabili potrebbero fornire almeno il 40 per cento dell'elettricità consumata in 13 delle 20 economie più importanti del mondo. Inoltre costruendo case più intelligenti si ottengono guadagni energetici che vanno dal 50 all'80 per cento e la Gran Bretagna ha già deciso che tutte le case costruite dopo il 2016 e tutti gli edifici commerciali costruiti dopo il 2019 dovranno essere a emissioni zero.

Obiettivi troppo radicali? I 35 metri l'anno di ritirata dei ghiacci himalayani che alimentano il Gange (il fiume da cui dipende la vita di centinaia di milioni di esseri umani rischia di trasformarsi in un torrente) e la pressione crescente dei deserti asiatici stanno convincendo India e Cina ad adottare politiche energetiche più caute. Negli Usa, già alla vigilia dell'ingresso di Obama alla Casa Bianca, 27 stati hanno adottato piani per combattere i mutamenti climatici. Nel 2006 è stata lanciata una campagna per piantare 2 miliardi di alberi in 150 paesi.

La battaglia sull'energia pulita è in corso. Nel dicembre prossimo, alla conferenza Onu sul clima di Copenaghen, si vedrà se la specie umana deciderà di scegliere il clima in cui vivere o se affiderà il suo futuro al caso.
(13 gennaio 2009)
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Old 14-01-2009, 17:23   #74
tehblizz
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una stoccata agli ecoterroristi e una risposta agli ecopirla
http://www.repubblica.it/2008/06/sez...-recupero.html
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Old 14-01-2009, 20:19   #75
CarloR1t
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Il link al documento nel primo post di commento non funziona, ecco quello giusto:
http://www.aspoitalia.it/attachments...hiacciante.pdf
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Ultima modifica di CarloR1t : 14-01-2009 alle 20:32.
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Old 14-01-2009, 20:25   #76
entanglement
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mi correggo: riguarda solo gli ecopirla
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Old 14-01-2009, 21:01   #77
Kharonte85
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Comunque sia la devono finire col catastrofismo ambientale...siamo ancora ben lontani per poter prevedere con certezza quali saranno le conseguenze dell'innalzamento della temperatura (soprattutto l'ecosistema del pianeta è troppo dipendente da troppe cose troppo poco prevedibili) nella precisazione l'articolo cita una fonte che andrebbe letta:

"uno degli effetti collaterali del riscaldamento globale può essere proprio un momentaneo incremento nell'estensione dei ghiacci antartici"

http://www.sciencedaily.com/releases...0630064726.htm

l'Oscar ad AL Gore è stato un azzardo sulla scia dell'ambientalismo e sinceramente non se ne puo' piu' di sentire che quando fa caldo è colpa della co2 il freddo anche, i tornado, i maremoti, i terremoti tutta colpa nostra ecc... allora tratteniamo tutti il respiro per un oretta, così salveremo il pianeta dal riscaldamento globale

In tutto questo la gente si dimentica che le esigenze di consumare meno sono necessarie per garantire uno sviluppo sostenibile e soprattutto per evitare di avere un futuro inquinato e tossico per i nostri figli...altro che riscaldamento globale è per questo che dovrebbe esserci vera emergenza!
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Old 14-01-2009, 21:24   #78
entanglement
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anche il nobel è stato un azzardo ?
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Old 14-01-2009, 21:28   #79
Ziosilvio
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Comunque sia
Comunque sia faresti bene a riordinare quelle foto (come già ti avevo chiesto).
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Ubuntu è un'antica parola africana che significa "non so configurare Debian" Chi scherza col fuoco si brucia.
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REGOLAMENTO DarthMaul = Asus FX505 Ryzen 7 3700U 8GB GeForce GTX 1650 Win10 + Ubuntu
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Old 14-01-2009, 21:29   #80
scar_93
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dopo che finisce il momento che fa scandalo tutti se ne dimenticano sempre.......
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