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Old 25-09-2008, 13:28   #21
zerothehero
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, e non è previsto che si possa far causa a degli individui che vivono all'estero, che non hanno alcuna attività nel vostro paese, dove anzi non hanno mai messo piede


In ITalia si possono fare processi in contumacia.


Qui un link interessante http://www.altalex.com/index.php?idnot=10425, non tanto per piratebay, ma per la questione dei processi in assenza dell'imputato.

www.sioi.org/Sioi/Rudel.pdf

Ultima modifica di zerothehero : 25-09-2008 alle 13:30.
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Old 25-09-2008, 13:35   #22
zerothehero
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Mi sa che ho trovato un argomento (che non sia noioso) per un eventuale tesi di diritto comunitario..
Aggiunto alla lista.
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Old 25-09-2008, 14:21   #23
cdimauro
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Originariamente inviato da Teox82 Guarda i messaggi
Si vabbè,ma devi anche renderti conto che per il 95% della normale utenza Gimp basta e avanza,c'è gente che scarica Photoshop per ridimensionare le foto del mare..
Mai negato questo, ma... è un altro discorso.
Quote:
intanto
[...]
Meno male,la possibilità di connettersi a internet deve essere un diritto
Quoto.
Quote:
Originariamente inviato da trallallero Guarda i messaggi
@ cdimauro: non pensi che se non esistesse il software proprietario forse l'opensource migliorerebbe parecchio ?

Mi spiego: immagina che non esista Photoshop, la gente sarebbe costretta ad usare Gimp o simili open source.
Milioni di clienti in più, pu donazioni, più incentivi a migliorare, più competizione tra i vari programmi open.

Già ci sono programmi open che son bestie, vedi Eclipse, Openoffice, Firefox ...
Ne dubito. Quel che serve all'open source è la massa di programmatori per realizzare e/o portare avanti queste applicazioni.

In ogni caso è un esempio inapplicabile: non vedo perché non dovrei realizzare un'applicazione e venderne soltanto gli eseguibili.

Non si può uccidere la libertà individuale e la concorrenza in nome di un ideale non meglio specificato che, tra l'altro, non dà NESSUNA garanzia che si possano ottenere dei prodotti migliori.
Quote:
Originariamente inviato da entanglement Guarda i messaggi
dico: questo attacco diretto alle fonti di comunicazione "alternative" ai canali ufficiali, viene condotto attivamente dai paesi nella lista, tra cui dovremo inserire pure il nostro.
OK, ma perdonami: continuo a non vedere il problema.
Quote:
assumere acriticamente il concetto di copyright così com'era inteso prima della diffusione del p2p è quantomeno reazionario non trovi ?
Non vedo perché: la tutela dei diritti d'autore prescinde dalla diffusione di mezzi quali il P2P.
__________________
Per iniziare a programmare c'è solo Python con questo o quest'altro (più avanzato) libro
@LinkedIn Non parlo in alcun modo a nome dell'azienda per la quale lavoro
Ho poco tempo per frequentare il forum; eventualmente, contattatemi in PVT o nel mio sito. Fanboys
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Old 25-09-2008, 14:31   #24
trallallero
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Originariamente inviato da cdimauro Guarda i messaggi
Ne dubito. Quel che serve all'open source è la massa di programmatori per realizzare e/o portare avanti queste applicazioni.

In ogni caso è un esempio inapplicabile: non vedo perché non dovrei realizzare un'applicazione e venderne soltanto gli eseguibili.

Non si può uccidere la libertà individuale e la concorrenza in nome di un ideale non meglio specificato che, tra l'altro, non dà NESSUNA garanzia che si possano ottenere dei prodotti migliori.
Ovviamente, mica 'sto dicendo che sia giusto obbligare all'open source.
Il mercato deve essere libero (ma controllato) e se voglio vendere la mia applicazione devo essere libero di farlo.

Chiedevo solo un tuo parere in merito.

Io son convinto che l'open continerà a migliorarsi ma nel frattempo devo usare programmi a pagamento per fare la mia musica.
Su windows, per di più.
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Old 25-09-2008, 19:17   #25
killercode
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Il software open e quello proprietario sono equivalenti, due filosofie di pensiero che non valgono niente se non c'è del buon codice; la cosa veramente sbagliata è la mancanza di compatibilità tra le due soluzioni. E questo è dovuto sopratutto a i produttori di software proprietario
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Old 25-09-2008, 19:36   #26
baolian
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In ITalia si possono fare processi in contumacia.
Ma se non erro bisogna prima dichiarare il soggetto contumace.
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Old 25-09-2008, 21:02   #27
cdimauro
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Originariamente inviato da trallallero Guarda i messaggi
Ovviamente, mica 'sto dicendo che sia giusto obbligare all'open source.
Il mercato deve essere libero (ma controllato) e se voglio vendere la mia applicazione devo essere libero di farlo.

Chiedevo solo un tuo parere in merito.

Io son convinto che l'open continerà a migliorarsi ma nel frattempo devo usare programmi a pagamento per fare la mia musica.
Su windows, per di più.
Il mio parere te l'ho dato.

In ogni caso come migliorano i programmi open source (più lentamente rispetto a quelli closed, generalmente dovuto all'enorme spreco di risorse che c'è a causa di forking et similia), lo fanno anche quelli closed.
Quote:
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Il software open e quello proprietario sono equivalenti, due filosofie di pensiero che non valgono niente se non c'è del buon codice; la cosa veramente sbagliata è la mancanza di compatibilità tra le due soluzioni. E questo è dovuto sopratutto a i produttori di software proprietario
La mia idea è che le specifiche debbano essere "open". Poi ognuno le può implementare come gli aggrada, con un modello open o closed, è indifferente: la differenza la farà la qualità del prodotto finale.
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Old 26-09-2008, 11:01   #28
Teox82
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Pirate Bay torna libero in Italia
accolto il ricorso degli sito p2p

di ALESSANDRO LONGO

Pirate Bay torna libero in Italia accolto il ricorso degli sito p2p
THE PIRATE BAY, uno dei più noti siti per il peer to peer, tornerà libero in Italia. È quanto ha deciso ieri il Tribunale di Bergamo, su ricorso della stessa Pirate Bay. Ha annullato, quindi, il decreto del sequestro preventivo emesso contro il sito dal Gip dello stesso Tribunale di Bergamo il primo agosto, su denuncia dei discografici.

Significa che ora i provider internet italiani dovranno riaprire l'accesso dei propri utenti al sito di Pirate Bay, che tra l'altro proprio in questi giorni festeggia un record: è arrivato a quota 15 milioni di utenti unici e a 1,2 milioni di file indicizzati (sono i file, cioè, permette di reperire tramite il proprio motore di ricerca). Nel 2006 gli utenti erano "solo" 4 milioni.

"Questa decisione rappresenta un precedente importante per il peer to peer", commenta Giovanni Battista Galdus, avvocato che insieme a Francesco Paolo Micozzi (entrambi sardi) ha difeso le parti di Pirate Bay. In particolare, di Peter Sunde, svedese, uno degli amministratori del sito e che ha seguito in prima persona la vicenda italiana. Nell'occasione, Sunde aveva scritto parole di fuoco contro l'Italia e contro Berlusconi, definendolo "fascista".

"Il giudice farà sapere le motivazioni dell'annullamento nei prossimi giorni", dice Galdus. Potrebbero essere due: difetto di giurisdizione (il gip non aveva competenza di ordinare qualcosa su un sito con sede all'estero) oppure irregolarità nella modalità del sequestro. Sono i due motivi che abbiamo portato per ottenere l'annullamento". Già al momento del sequestro c'erano stati esperti di diritto, come Andrea Monti (da noi intervistato) che avevano parlato di irregolarità giuridiche: con l'arma del "sequestro preventivo", di fatto il giudice non faceva sequestrare alcunché ma inibiva l'accesso a un sito.

È un momento travagliato per Pirate Bay, non c'è dubbio, ma in un modo o nell'altro quest'idolo dei pirati riesce sempre a cadere in piedi. È pure di questo mese una polemica scatenata in Svezia, per il fatto che le foto dell'autopsia di due bimbi uccisi erano state messe su Internet e rese raggiungibili tramite ricerca su Pirate Bay. Peter Sunde si era rifiutato di rimuovere le foto, in difesa della libertà di espressione. Lo scandalo è passato senza portare danni al sito.

Adesso resta da chiarire un'altra vicenda, collegata al sequestro i Pirate Bay: c'e stata o no anche la violazione della privacy degli utenti Internet italiani? Altroconsumo crede di sì e infatti il 23 settembre ha depositato un reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, contro i discografici. "L'ipotesi- spiega l'associazione- è che siano stati raccolti e trattati illecitamente, senza alcuna autorizzazione da parte degli utenti, i dati personali di migliaia di navigatori da parte di un soggetto privato riconducibile alla Ifpi, associazione che rappresenta a livello internazionale le industrie discografiche su diversi Paesi". Accuse che i discografici, per bocca di Fimi (Federazione dell'industria musicale italiana) rigettano con forza: le definiscono, in una nota, "una buffonata colossale che non tiene conto del fatto che ci si trova di fronte ad un procedimento penale seguito dalle forze dell'ordine e dalla magistratura con provvedimenti emessi da magistratura e dalla polizia giudiziaria che non consentono alcuna iniziativa autonoma da parte di privati e che questi ultimi, anche se coinvolti sul piano tecnico, sono comunque soggetti al controllo delle autorità che stanno seguendo l'indagine contro i titolari del sito svedese".

(25 settembre 2008)

Repubblica.it




Risultato?Crescita di popolarità di PB e gente incazzata che scaricherà più di prima
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Old 26-09-2008, 11:22   #29
baolian
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A me sembra che ci sia un po' di confusione linguistica, il che, anche se può sembrare solo una sfumatura, porta a conclusioni spesso molto distanti dalla realtà delle cose.

Un primo errore, a mio avviso, è il parallelo Open->Gratis/Closed->a pagamento che porta a dire che con un sw open non si retribuisce l'autore.
In realtà nulla vieta che un sw open sia a pagamento ed un sw closed gratuito.

L'optimum io credo che si avrebbe con un sw open che garantisca il giusto introito a tutti gli attori della filiera.

Prima di avanzare ipotesi su come ciò potrebbe essere realizzabile, vorrei evidenziare un secondo errore l'inguistico ben più importante del primo:
"Proprietà intellettuale", da cui discende che "la pirateria è un furto" (per poter invocare la fattispecie del furto infatti deve necessariamente esserci una proprietà).

Il concetto di proprietà intellettuale è un assurdo giuridico, si dovrebbe parlare, molto più correttamente, di paternità intellettuale.

Quando una collettività (sia essa una nazione od un circolo di golf, la questione non cambia) si dota di un sistema normativo, il fine delle singole norme è sempre quello del massimo benessere della collettività stessa.

Questa premessa è fondamentale per spiegare cosa è il diritto di proprietà: la differenza tra una società ad economia pianificata dove non esista un diritto di proprietà ed una società ad economia capitalistica che invece sul diritto di proprietà si fonda, non è nel fine ultimo che in entrambi i casi è comunque la massimizzazione del benessere della socità stessa; bensì è sui mezzi con i quali tale fine (comune) possa realizzarsi.

In una economia pianificata, il ragionamento è: "senza il diritto di proprietà è possibile sempre riorganizzarsi in maniera da avere in ogni istante la migliore allocazione delle risorse".

In un'economia di tipo capitalista, all'opposto si ritiene che il massimo benessere della collettività si raggiunga attraverso la protezione del singolo: se un soggetto (pensiamo ad esempio al proprietario di un fondo) ha infatti la garanzia di essere l'unico a poter accampare i diritti su un determinato bene, sarà suo interesse aver cura del bene stesso e massimizzarne la produttività; la somma di tutte le singole utilità "private" darà quindi il massimo benessere della collettività.

La proprietà è quindi un diritto "esclusivo", ovvero è un diritto con il quale si vuole escludere chiunque altro che non sia il proprietario dal godimento del bene, con l'unico limite del benessere della collettività (cioè quando il diritto di proprietà contrasta col benessere pubblico prevale, ovviamente, quest'ultimo, da qui istituti come l'esproprio o le servitù prediali da cui discende che anche il diritto di proprietà non è un diritto perfetto).

Stabilito cosa sia quindi il diritto di proprietà, è lapalissiano che questo sia un concetto non solo non applicabile alle opere dell'ingegno, ma bensì all'estremo opposto: la massimizzazione del benessere della collettività si ottiene infatti attraverso la massima diffusione delle idee e delle opere dell'ingegno.
Le norme quindi accordano protezione all'autore non per escludere gli altri ma anzi proprio per il fine opposto.

La protezione dei diritti dell'autore è infatti necessaria perchè se non ci fosse, l'autore potrebbe non aver interesse a sviluppare nuove idee o peggio potrebbe deciderle di non diffonderle.

Ecco perchè parlare di "proprietà" intellettuale è un nonsenso giuridico.
Il diritto di proprietà vuole "escludere", il diritto di paternità vuole "diffondere".
Allo stesso modo è un nonsenso giuridico definire la pirateria come "furto" (almeno in un sistema di diritto perfetto dove non esistano lobby economiche in grado di esercitare pressione sui politici e distorcere il quadro normativo).

Il problema ora è definire che tipo di protezione debba essere accordata all'autore.

Dal punto di vista morale, la paternità intellettuale non deve avere limiti temporali (se ho scritto una canzone, dovrò sempre esserne identificato come l'autore).

Dal punto di vista economico, è assolutamente sbagliato accordare protezioni eccezionalmente lunghe che limitino la diffusione dell'opera dell'ingegno ed anche le capacità dell'autore (se posso campare di rendita per i prossimi 90 anni avendo scritto una sola canzone di successo od avendo brevettato una sola idea sul sw non solo "ingesserò" il mercato e lo sviluppo, ma potrei non aver più lo stimolo a produrre,non avendone la necessità economica).

Una buona idea (non mia, ma l'autore mi perdonerà se non lo cito, non ricordandomi dove l'ho letta ) è quella di partire da quelle che sono le norme classiche del capitalismo: i piani di ritorno dell'investimento sono normalmente di breve-medio periodo, e questo è vero anche per l'industri discografica o del software che investe sull'artista o sullo sviluppatore.
Da queste considerazioni nasce questa proposta (rinnovo le mie scuse all'autore ):

Quote:
Il nuovo diritto d'autore

Si distinguono i seguenti soggetti
- autore: colui che crea l'opera;
- editore: colui che pubblica materialmente l'opera;
- produttore: colui che investe nell'opera sostenendone i costi di
pubblicazione, marketing, ... (il ruolo di produttore è molto spesso
svolto da uno degli altri due soggetti: editore o autore).

Gli attori per i quali il nuovo diritto d'autore prevede eventuali
ritorni economici sono autore e produttore. L'editore è considerato un
professionista che fa il proprio lavoro e sarà pertanto retribuito per
quello che fa, ma non questo è contemplato dal nuovo diritto d'autore.

Tempo 0: pubblicazione dell'opera.

*Da 0 a 3 anni (periodo dell'esclusiva)* : l'autore può concedere ad uno
o più produttori/editori il diritto di sfruttamento economico dell'opera
in maniera esclusiva (l'eventuale compenso viene stabilito tra le parti
autore/produttore/editore). Nessun altro può pubblicare l'opera.

Dopo 3 anni il diritto di sfruttamento economico esclusivo dell'opera
decade.

*Da 3 a 30 anni (periodo di compenso per l'autore)* : chiunque può
pubblicare l'opera. Se lo fa a scopo di lucro, deve corrispondere un
compenso all'autore per ogni copia prodotta (non solo per quelle
vendute). Se lo fa senza scopo di lucro non deve necessariamente
corrispondere alcunché all'autore.

Dopo 30 anni decadono i diritti di sfruttamento economico dell'opera.

*Oltre 30 anni (pubblico dominio)* : chiunque può pubblicare l'opera
senza dover corrispondere alcunché all'autore.


Tutto ciò ovviamente è valido a meno che l'autore non adotti una
specifica licenza che stabilisca regole differenti per la propria opera,
le quali possono essere soltanto più permissive di quelle esposte e la
licenza non può comunque prolungare i termini temporali previsti per il
periodo di esclusiva e per il periodo di compenso per l'autore.
A me sembra equa, sensata e giuridicamente e socialmente corretta.
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Old 26-09-2008, 12:02   #30
GT82
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Si vabbè,ma devi anche renderti conto che per il 95% della normale utenza Gimp basta e avanza,c'è gente che scarica Photoshop per ridimensionare le foto del mare..

intanto

Europarlamento: affossata la Dottrina Sarkozy

Roma - Era un passaggio essenziale, una verifica sul campo di una svolta possibile per l'industria multimediale e il governo francese, sarebbe stato il voto che avrebbe sancito per l'Europa il via libera alla Dottrina Sarkozy: temutissimo, giunto quasi sotto silenzio al momento chiave delle decisioni dell'Europarlamento, il Pacchetto Telecom è stato spogliato delle politiche antiP2P e antiprovider e reso pressoché innocuo per i diritti degli utenti.

Ne informa tra gli altri IPTegrity, che evidenzia come l'Assemblea comunitaria abbia emendato il Pacchetto cancellando la politica dei 3 colpi: gli utenti "colpevoli" di condivisione illegale secondo la Dottrina ispirata dal presidente francese Sarkozy avrebbero dovuto essere avvertiti una prima volta, poi una seconda e alla terza venir buttati fuori dalla rete. Così non sarà.

Non solo: è stata cancellata l'ipotesi di trasformare gli Internet Service Provider in poliziotti della rete. Non sarà concesso ai detentori dei diritti di accedere in alcun modo ai dati del traffico né di partecipare attivamente all'attività istituzionale di repressione degli illeciti.


In buona sostanza, gli emendamenti propongono una visione libera dell'utente Internet, i cui diritti di accesso non possono essere negati in alcun modo. Come avevano richiesto i pochi che si erano occupati di questo voto decisivo, il Parlamento chiede che contro chi viola siano adottate misure proporzionate agli abusi commessi e, soprattutto, dietro la garanzia dell'ordine del magistrato.

La buona notizia per i sostenitori delle libertà degli utenti sta nel fatto che la Dottrina Sarkozy potrebbe sì venire riproposta in seconda lettura al Parlamento Europeo, ma questo difficilmente potrà avvenire prima della fine dell'anno, quando "scade" il semestre di presidenza francese, quello considerato maggiormente "a rischio" vista la posizione così netta espressa più volte dall'attuale presidente francese. Il semestre successivo sarà gestito dalla presidenza svedese, che potrebbe peraltro avere tutt'altre priorità all'ordine del giorno.

A travolgere le speranze francesi è stato il senso del diritto dei parlamentari europei guidati dal relatore Catherine Trautmann, che in una mail dell'ultimo minuto ai suoi colleghi ha fatto notare come l'accesso a Internet sia un diritto fondamentale dell'individuo e come tale debba e possa essere trattato solo con adeguato procedimento giudiziario e certo non finire nelle more di sanzioni disciplinari per violazioni di un meno rilevante diritto d'autore.

A passare è stata anche la misura che chiede agli ISP di provvedere a comunicare agli utenti eventuali messaggi governativi di interesse pubblico ma si tratta esclusivamente di messaggi destinati "a tutti gli utenti": cancellata dunque la misura che prevedeva messaggi "per scopi specifici", una dicitura pensata per consentire la trasmissioni di warning agli utenti incappati in violazioni del diritto d'autore.

Non tutto è ancora chiaro, ci sono emendamenti e note al Pacchetto Telecom che andranno ulteriormente analizzate. Ma al momento l'affossamento della Dottrina Sarkozy in Europa non potrebbe essere più evidente e rimbalza rapidamente in tutta la Francia. Qualcuno a Parigi dovrà digerire l'accaduto.


Punto Informatico

Meno male,la possibilità di connettersi a internet deve essere un diritto

è un ottima notizia, speriamo che questa cultura liberale vigili sempre contro gli infami tentativi delle major di imporre a milioni di persone la loro "visione" di come debba essere Internet

e che la finiscano una volta per tutte con la palese, falsissima equazione 1 download = 1 mancato acquisto
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Old 26-09-2008, 14:37   #31
cdimauro
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Quote:
Originariamente inviato da baolian Guarda i messaggi
A me sembra che ci sia un po' di confusione linguistica, il che, anche se può sembrare solo una sfumatura, porta a conclusioni spesso molto distanti dalla realtà delle cose.

Un primo errore, a mio avviso, è il parallelo Open->Gratis/Closed->a pagamento che porta a dire che con un sw open non si retribuisce l'autore.
In realtà nulla vieta che un sw open sia a pagamento ed un sw closed gratuito.
Concordo.
Quote:
L'optimum io credo che si avrebbe con un sw open che garantisca il giusto introito a tutti gli attori della filiera.
Mah. Ne dubito. Soprattutto se poi dobbiamo quantificare il termine "giusto" per introito.
Quote:
[...]
Il problema ora è definire che tipo di protezione debba essere accordata all'autore.

Dal punto di vista morale, la paternità intellettuale non deve avere limiti temporali (se ho scritto una canzone, dovrò sempre esserne identificato come l'autore).

Dal punto di vista economico, è assolutamente sbagliato accordare protezioni eccezionalmente lunghe che limitino la diffusione dell'opera dell'ingegno ed anche le capacità dell'autore (se posso campare di rendita per i prossimi 90 anni avendo scritto una sola canzone di successo od avendo brevettato una sola idea sul sw non solo "ingesserò" il mercato e lo sviluppo, ma potrei non aver più lo stimolo a produrre,non avendone la necessità economica).

Una buona idea (non mia, ma l'autore mi perdonerà se non lo cito, non ricordandomi dove l'ho letta ) è quella di partire da quelle che sono le norme classiche del capitalismo: i piani di ritorno dell'investimento sono normalmente di breve-medio periodo, e questo è vero anche per l'industri discografica o del software che investe sull'artista o sullo sviluppatore.
Da queste considerazioni nasce questa proposta (rinnovo le mie scuse all'autore ):
[...]
A me sembra equa, sensata e giuridicamente e socialmente corretta.
3 anni sono pochi per lo sfruttamento esclusivamente commerciale. Li porterei a 10 (quindi passando il secondo periodo a 11..30 anni).

Per il resto mi sembra abbastanza equo.
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Old 26-09-2008, 17:07   #32
baolian
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Quote:
Originariamente inviato da cdimauro Guarda i messaggi
Mah. Ne dubito. Soprattutto se poi dobbiamo quantificare il termine "giusto" per introito.
Perchè ne dubiti?
Dare la possibilità ha chi ne ha la capacità la possibilità di vedere cosa veramente il codice fa e come lo fa non danneggia l'autore.
Inoltre, inserito in un contesto di un nuovo diritto d'autore come sopra riportato apre tutto un nuovo mercato (ad esempio un'azienda che ha bisogno che un sw già in uso sia adattato a nuove esigenze, potrebbe rivolgersi ad un qualsiasi sviluppatore).

Per quanto riguarda il "giusto", io credo che gli autori meritino di avere un introito proporzionato alla qualità (o meglio per quanto il mercato ne percepisca la qualità) ed all'impegno di quanto prodotto.
Ciò non vuol assolutamente dire che uno sviluppatore sw che ha investito anni della sua vita nello studio debba essere pagato poco, ma vuol dire che non è ammissibile che tre generazioni di persone campino sui diritti di "jingle bells".

Quote:
Originariamente inviato da cdimauro Guarda i messaggi
3 anni sono pochi per lo sfruttamento esclusivamente commerciale. Li porterei a 10 (quindi passando il secondo periodo a 11..30 anni).
E' leggermente diverso: 3 anni non sono il periodo di sfruttamente esclusivo commerciale, ma il periodo in cui un editore/produttore può sfruttare l'opera in via esclusiva, dopo possono intervenire anche altri produttori/editori ma sempre remunerando l'autore.
Il primo periodo di esclusiva è dovuto al fatto che il produttore/editore deve rientrare dell'investimento fatto (compresi ovviamenti gli utili), e questo normalmente avviene in periodo ben inferiore ai tre anni (preciso che si sta parlando di 3 anni a partire dalla pubblicazione dell'opera, e non dall'inizio dell'investimento).
Dopo di ciò decade per l'editore/produttore il diritto di esclusiva lasciando ad altri produttori/editori la possibilità di pubblicare l'opera e di sfruttarla commercialmente.
Se l'opera ha ancora un'interesse commerciale, saranno diversi i produttori/editori interessati, ciò stimolerà la concorrenza con beneficio del pubblico consumatore/fruitore che godrà di prezzi più bassi o di maggior servizi, ma sarà un beneficio anche per l'autore che continuerà a vedersi pagati i diritti dal produttore/editore, e questo per ancora 27 anni.

E' anche vero che dopo tre anni, se non c'è lo scopo di lucro si può liberamente fruire di un'opera, ma ricordo che si tratta di 3 anni dalla prima pubblicazione, non dall'inizio dello sviluppo.
Sono cioè 3 anni in cui l'autore ha smesso di essere produttivo (almeno in relazione a quell'opera).
Continuare a dargli una rendita di posizione oltre i tre anni mi sembra in contrasto proprio con lo spirito delle norme sulla paternità intellettuale che, come ricordato, mirano alla massimizzazione del benessere della collettività.

Quote:
Originariamente inviato da cdimauro Guarda i messaggi
Per il resto mi sembra abbastanza equo.

Fondamentalmente una revisione del diritto di autore in questi termini penso che gioverebbe sia alla collettività (smettiamola di chiamare le persone consumatori), sia alla maggior parte degli autori, sia alle piccole "etichette" e le piccole sw house.
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Old 26-09-2008, 20:07   #33
Marziano
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Quote:
Originariamente inviato da baolian Guarda i messaggi
Perchè ne dubiti?
Dare la possibilità ha chi ne ha la capacità la possibilità di vedere cosa veramente il codice fa e come lo fa non danneggia l'autore.
Inoltre, inserito in un contesto di un nuovo diritto d'autore come sopra riportato apre tutto un nuovo mercato (ad esempio un'azienda che ha bisogno che un sw già in uso sia adattato a nuove esigenze, potrebbe rivolgersi ad un qualsiasi sviluppatore).
Un software 'commerciale' adattato da terzi?
Cioè io scrivo il Windows di nuova generazione, e il primo cretino che viene può fare - su commissione, quindi lucrandoci - cut e paste di un milione di righe di codice che mi sono costate sudore e sangue, e ribrandizzarlo?

Quote:
Originariamente inviato da baolian Guarda i messaggi
Per quanto riguarda il "giusto", io credo che gli autori meritino di avere un introito proporzionato alla qualità (o meglio per quanto il mercato ne percepisca la qualità) ed all'impegno di quanto prodotto.
Ciò non vuol assolutamente dire che uno sviluppatore sw che ha investito anni della sua vita nello studio debba essere pagato poco, ma vuol dire che non è ammissibile che tre generazioni di persone campino sui diritti di "jingle bells".
C'e' gente che vive grazie al plusvalore di beni accumulati da uno sconosciuto avo secoli addietro. Secondo il tuo ragionamento, dovremmo togliere la casa a tutte le persone che l'hanno ereditata dai genitori. O le azioni di Mediaset e Mondadori ai figli e nipoti di Berlusconi.

Quote:
Originariamente inviato da baolian Guarda i messaggi
E' anche vero che dopo tre anni, se non c'è lo scopo di lucro si può liberamente fruire di un'opera, ma ricordo che si tratta di 3 anni dalla prima pubblicazione, non dall'inizio dello sviluppo.
Sono cioè 3 anni in cui l'autore ha smesso di essere produttivo (almeno in relazione a quell'opera).
Continuare a dargli una rendita di posizione oltre i tre anni mi sembra in contrasto proprio con lo spirito delle norme sulla paternità intellettuale che, come ricordato, mirano alla massimizzazione del benessere della collettività.
Ripeto il ragionamento di poco sopra: taluni beni tangibili rimangono sempre fruttuosi, anche per 270 anni, non per questo motivo ci si sente autorizzati a sottrarli al legittimo proprietario ( che non se li è guadagnati ) e a ridistribuirli alla collettivita'.

Quote:
Originariamente inviato da baolian Guarda i messaggi

Fondamentalmente una revisione del diritto di autore in questi termini penso che gioverebbe sia alla collettività (smettiamola di chiamare le persone consumatori), sia alla maggior parte degli autori, sia alle piccole "etichette" e le piccole sw house.
Parlo con cognizione di causa, dato che mi guadagno da vivere sviluppando software. Le piccole software house non le salvi con l'open source, la loro è una battaglia persa contro i leviatani tipo Google, EA ecc ( nei rispettivi campi ). Idem per le piccole 'etichette' ( cinematografiche o musicali ), semplicemente non hanno speranza in un mercato dominato da squali.
Anzi, a pensarci bene una chance ce l'hanno, sai quale?
Una Idea innovativa, da poter sfruttare commercialmente. Cioe' quello che tu e i profeti dell'open source vorreste togliergli.
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Old 26-09-2008, 20:08   #34
OvErClOck82
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scusate se non entro in discorsi che non mi competono...

ma io ho questa filosofia:

mi interessa un film/cd/software ? lo compro (o lo scarico se è free)
mi interessa ma non me lo posso permettere per il momento ? aspetto e lo acquisto in seguito.


la maggior parte della gente che frequento mi guarda storto riguardo a come la penso perchè ovviamente loro hanno una collezione di tipo 9876576 cd, film e programmini vari (tutti rigorosamente scaricati)... ma mi domando: c'è qualcosa di sbagliato in quello che faccio ?
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Old 26-09-2008, 21:27   #35
das
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Quotone, sapessi quanta gente vedo col photoshop piratato (naturalmente sempre ultimissima versione, anche se non avevano ancora imparato il 3% delle funzioni di quella precedente) usato per togliere gli occhi rossi... ma guai a parlare di gimp: "ma che merda, non ha neanche il supporto alla quadricromia", cosa piuttosto comica detta da gente che non ha mai stampato una foto e salva le immagini a livelli di compressione assurdi "perchè così tengono meno spazio!!!"...
bah.. per quanto mi riguarda sono passato a sw open da più di un anno e sto molto meglio di prima, il pc è una scheggia e faccio tutto quello che voglio senza scucire un soldo e in piena legalità.. e scusate se è poco!
Quello che non ho mai capito di molti fanatici dell'open source è perchè non fanno altro che cercare di convincere gli altri a fare le loro stesse scelte.

La prima volta che ho usato Linux è stato nel '96 quando ancora non si poteva scaricare (no adsl) e era completamente a riga di comando e vidi che per le mie esigenze windows era più pratico. (sebbene win95 si bloccasse in continuazione)
Ho provato molte distribuzioni negli anni e la mia conclusione è stata sempre la stessa ma non ho mai rotto le scatole a chi usa linux dicendogli di usare windows.
Io uso quello, gli altri usino quello che gli pare.

Per certe cose Linux è più pratico, infatti lo tengo installato in una partizione dell'hard disk. Fine.


A parte questo non capisco cosa ci sia di male a far sì che uno possa far pagare il frutto del proprio lavoro.
Se alcuni lo regalano sono affari loro.

Ultima modifica di das : 26-09-2008 alle 21:30.
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Old 27-09-2008, 00:09   #36
Dream_River
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Comunque, sono contento per i gestori di PirateBay e per tutti i loro utenti
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Old 27-09-2008, 01:23   #37
drBat
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Originariamente inviato da das Guarda i messaggi
Quello che non ho mai capito di molti fanatici dell'open source è perchè non fanno altro che cercare di convincere gli altri a fare le loro stesse scelte.

La prima volta che ho usato Linux è stato nel '96 quando ancora non si poteva scaricare (no adsl) e era completamente a riga di comando e vidi che per le mie esigenze windows era più pratico. (sebbene win95 si bloccasse in continuazione)
Ho provato molte distribuzioni negli anni e la mia conclusione è stata sempre la stessa ma non ho mai rotto le scatole a chi usa linux dicendogli di usare windows.
Io uso quello, gli altri usino quello che gli pare.

Per certe cose Linux è più pratico, infatti lo tengo installato in una partizione dell'hard disk. Fine.


A parte questo non capisco cosa ci sia di male a far sì che uno possa far pagare il frutto del proprio lavoro.
Se alcuni lo regalano sono affari loro.
a) non sono un "fanatico" dell'open source, sono semplicemente uno che pensa che se si vogliono i programmi "di marca" si comprano e si pagano il giusto, se non si vuole spendere le alternative ci sono e sono più che sufficienti per le esigenze del 95% degli utenti desktop...
b) io non voglio convincere nessuno a fare le mie stesse scelte, ma cerco almeno di far ragionare gli altri sulla questione del punto a... se uno usa windows (crackato) e photoshop (crackato) per ridimensionare 30 foto all'anno gli spiego che potrebbe fare le stesse cose con una qualsiasi distro linux... ti trovi meglio con win+photoshop? benissimo, ma allora vatti a comprare le relative licenze.. "eh ma costano!!!" è la risposta tipo...
Di fronte a questo ragionamento alcune persone hanno "aperto gli occhi" chiedendomi altre informazioni sul mondo open, di questi qualcuno è migrato e qualcun altro no (per i motivi più svariati).
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Old 27-09-2008, 09:02   #38
cdimauro
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Originariamente inviato da baolian Guarda i messaggi
Perchè ne dubiti?
Dare la possibilità ha chi ne ha la capacità la possibilità di vedere cosa veramente il codice fa e come lo fa non danneggia l'autore.
Inoltre, inserito in un contesto di un nuovo diritto d'autore come sopra riportato apre tutto un nuovo mercato (ad esempio un'azienda che ha bisogno che un sw già in uso sia adattato a nuove esigenze, potrebbe rivolgersi ad un qualsiasi sviluppatore).
Dubito che l'open rappresenti "l'optimum" e comunque non si può escludere a priori il modello proprietario.

In ogni caso già adesso c'è l'open, per cui eventualmente vedo soltanto un problema di autoorganizzazione di chi sostiene questo modello.
Quote:
Per quanto riguarda il "giusto", io credo che gli autori meritino di avere un introito proporzionato alla qualità (o meglio per quanto il mercato ne percepisca la qualità) ed all'impegno di quanto prodotto.
Ciò non vuol assolutamente dire che uno sviluppatore sw che ha investito anni della sua vita nello studio debba essere pagato poco, ma vuol dire che non è ammissibile che tre generazioni di persone campino sui diritti di "jingle bells".
Molto difficile anche questo, perché è difficilmente definibile il concetto "qualità".

Considera che ci sono "guerre di religione" fra chi mette le parentesi graffe subito dopo le istruzioni e che invece le mette all'inizio della riga successiva:
Codice:
if (condizione) {
  ...
}

if (condizione)
{
  ...
}
E questo è giusto un esempietto.
Quote:
E' leggermente diverso: 3 anni non sono il periodo di sfruttamente esclusivo commerciale, ma il periodo in cui un editore/produttore può sfruttare l'opera in via esclusiva, dopo possono intervenire anche altri produttori/editori ma sempre remunerando l'autore.
Il primo periodo di esclusiva è dovuto al fatto che il produttore/editore deve rientrare dell'investimento fatto (compresi ovviamenti gli utili), e questo normalmente avviene in periodo ben inferiore ai tre anni (preciso che si sta parlando di 3 anni a partire dalla pubblicazione dell'opera, e non dall'inizio dell'investimento).
Dopo di ciò decade per l'editore/produttore il diritto di esclusiva lasciando ad altri produttori/editori la possibilità di pubblicare l'opera e di sfruttarla commercialmente.
Se l'opera ha ancora un'interesse commerciale, saranno diversi i produttori/editori interessati, ciò stimolerà la concorrenza con beneficio del pubblico consumatore/fruitore che godrà di prezzi più bassi o di maggior servizi, ma sarà un beneficio anche per l'autore che continuerà a vedersi pagati i diritti dal produttore/editore, e questo per ancora 27 anni.

E' anche vero che dopo tre anni, se non c'è lo scopo di lucro si può liberamente fruire di un'opera, ma ricordo che si tratta di 3 anni dalla prima pubblicazione, non dall'inizio dello sviluppo.
Sono cioè 3 anni in cui l'autore ha smesso di essere produttivo (almeno in relazione a quell'opera).
Continuare a dargli una rendita di posizione oltre i tre anni mi sembra in contrasto proprio con lo spirito delle norme sulla paternità intellettuale che, come ricordato, mirano alla massimizzazione del benessere della collettività.
Come sviluppatore tre anni di sfruttamento "totale" della mia opera mi sembrano veramente troppo pochi, e penso che lo stesso valga anche per altri "artisti".

Diffondere la cultura mi sta bene concetto e lo condivido, ma senza doverci rimettere. Se non erro le case farmaceutiche hanno 10 anni di sfruttamento esclusivo dei loro prodotti, perché devono tutelare i loro ingenti investimenti.

Per un artista lo "sforzo" per produrre un'opera e comunque il suo valore non è precisamente quantificabile. Immagina uno che ha lavorato anni alla sua realizzazione (ma potrebbe anche essersi "consumato" in un solo anno): te la sentiresti di concedergliene soltanto 3 per il suo sfruttamento? Io no.

Io sono appassionato di retrogaming: per me ha poco senso vedere ancora tutelato un gioco dell'85, ma i giochi fine anni '90 sono ancora in circolazione in sala giochi perché sono ancora "giocabili" per la massa e capisco che i produttori hanno bisogno di capitalizzare gli investimenti fatti (tra l'altro oggi per produrre giochi di una certa "qualità" servono dai 10 ai 20 milioni di dollari).

Il tutto IMHO, ovviamente.
Quote:

Fondamentalmente una revisione del diritto di autore in questi termini penso che gioverebbe sia alla collettività (smettiamola di chiamare le persone consumatori), sia alla maggior parte degli autori, sia alle piccole "etichette" e le piccole sw house.
Lo penso anch'io: come modello mi piace. Con un'opportuna "limatina" secondo me si raggiungerebbe un "buon" compromesso fra il diritto di sfruttamento dell'autore e la diffusione della cultura.
Quote:
Originariamente inviato da Marziano Guarda i messaggi
Un software 'commerciale' adattato da terzi?
Cioè io scrivo il Windows di nuova generazione, e il primo cretino che viene può fare - su commissione, quindi lucrandoci - cut e paste di un milione di righe di codice che mi sono costate sudore e sangue, e ribrandizzarlo?

C'e' gente che vive grazie al plusvalore di beni accumulati da uno sconosciuto avo secoli addietro. Secondo il tuo ragionamento, dovremmo togliere la casa a tutte le persone che l'hanno ereditata dai genitori. O le azioni di Mediaset e Mondadori ai figli e nipoti di Berlusconi.

Ripeto il ragionamento di poco sopra: taluni beni tangibili rimangono sempre fruttuosi, anche per 270 anni, non per questo motivo ci si sente autorizzati a sottrarli al legittimo proprietario ( che non se li è guadagnati ) e a ridistribuirli alla collettivita'.

Parlo con cognizione di causa, dato che mi guadagno da vivere sviluppando software. Le piccole software house non le salvi con l'open source, la loro è una battaglia persa contro i leviatani tipo Google, EA ecc ( nei rispettivi campi ). Idem per le piccole 'etichette' ( cinematografiche o musicali ), semplicemente non hanno speranza in un mercato dominato da squali.
Anzi, a pensarci bene una chance ce l'hanno, sai quale?
Una Idea innovativa, da poter sfruttare commercialmente. Cioe' quello che tu e i profeti dell'open source vorreste togliergli.
Sono uno sviluppatore anch'io e posso capirti, ma sono anche un utente e mi rendo conto di un modello "equo" non sarebbe male.

Fermo restando che, per quanto mi riguarda, continuerei l'attuale divisione fra modello open e closed: ognuno ha diritto all'esistenza, e deciderà poi la massa con le sue scelte quale preferire.
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Per iniziare a programmare c'è solo Python con questo o quest'altro (più avanzato) libro
@LinkedIn Non parlo in alcun modo a nome dell'azienda per la quale lavoro
Ho poco tempo per frequentare il forum; eventualmente, contattatemi in PVT o nel mio sito. Fanboys
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Old 27-09-2008, 11:35   #39
Dream_River
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Fermo restando che, per quanto mi riguarda, continuerei l'attuale divisione fra modello open e closed: ognuno ha diritto all'esistenza, e deciderà poi la massa con le sue scelte quale preferire.
Escludendo rivoluzioni socio-politiche radicali, purtroppo questa suddivisione dovrà rimanere, concordo

Però per quanto detto da altri, c'è poco da stupirsi se la gente scarica musica e film da Internet, con quel che costano, e soprattutto considerando la proporzione con la quale effettivamente paghi l'artista
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Dream_River è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 27-09-2008, 13:13   #40
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http://www.hwupgrade.it/news/softwar...ivo_26643.html


The Pirate Bay: sospeso il sequestro preventivo
di Fabio Boneschi pubblicata il 27 Settembre 2008, alle 08:16 nel canale Software
“L'URL di The Pirate Bay torna ad essere raggiungibile: è stata infatti predisposta la rimozione del blocco”


Accettato il ricorso di The Pirate Bay: ora gli ISP dovranno togliere il blocco verso l'URL risultato inaccessibile dal 10 agosto scorso. Infatti, come ampiamente riportato nelle scorse settimane era in atto un provvedimento del Gip del Tribunale di Bergamo su denuncia di alcune case discografiche.

In queste settimane Peter Sunde, insieme ai propri legali, aveva varie volte contestato il provvedimento invocando i più ampi principi di libertà. Non sono al momento note le motivazioni in base a cui è stato revocato il sequestro preventivo e sarà molto interessante leggerle per comprendere meglio la vicenda.

In merito a The Pirate Bay c'è da segnalare un'altra vicenda sempre di carattere legate che in questo caso coinvolge Altroconsumo e il Garante della Privacy. Infatti, poco dopo l'attuazione del provvedimento di sequestro preventivo alcuni utenti hanno notato un reindirizzamento verso un URL di proprietà di un'associazione di discografici.
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