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Old 24-09-2008, 23:56   #1
Window Vista
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The Pirate Bay: ecco il motivo xchè ci attaccano in italia!!!!

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Roma - Si terrà oggi a Bergamo l'udienza del Tribunale del Riesame sui provvedimenti intrapresi contro The Pirate Bay lo scorso agosto, provvedimenti che parlano di violazione del diritto d'autore, che hanno suscitato vivacissime polemiche e ai quali la Baia ha già risposto in vari modi, non ultima l'attivazione del dominio alternativo labaia.org esplicitamente riservato agli utenti italiani. Con Peter Sunde, uno dei tre admin della Baia dei Pirati, il giornalista newyorkese Luca Neri ha raccolto una intervista proprio su quello che è stato già definito il caso italiano, prima che Sunde annunciasse il silenzio stampa. Neri sta completando un libro su P2P, copyright e pirateria digitale che sarà in libreria ad ottobre (Cooper Editore) e Punto Informatico pubblica qui di seguito ampi stralci di quell'intervista.

Luca Neri: Qual è stata la tua reazione emotiva a tutto questo pasticcio?

Peter Sunde: Beh, la chiamerei un'esperienza "interessante", e non lo dico in senso positivo... Per me non sarebbe stato un problema se fossi stato rinviato a giudizio, in un vero processo, con il diritto di difendermi, invece di essere vittima come cittadino straniero di una decisione unilaterale. Mi sembra un provvedimento ingiusto, che va contro tutti i precedenti dell'Unione Europea, perché The Pirate Bay non è una società, e non è previsto che si possa far causa a degli individui che vivono all'estero, che non hanno alcuna attività nel vostro paese, dove anzi non hanno mai messo piede. Ancora peggio: il provvedimento è pieno di imprecisioni, scopiazzate malamente da vecchi articoli apparsi sui mass media, ispirati a loro volta dai nostri nemici. Il risultato è abbastanza inquietante.

LN: Avete ricevuto delle comunicazioni ufficiali in merito a questo caso?

PS: No, non abbiamo ricevuto nessuna notifica dal tribunale. Abbiamo appreso che un giudice aveva emesso un provvedimento contro The Pirate Bay solo grazie agli amici che abbiamo in Italia, un'altra cosa parecchio bizzarra, perché non siamo assolutamente gente che si nasconde e rintracciarci non è affatto difficile.



LN: Per quello che puoi vedere dai server di The Pirate Bay, ti sembra che il blocco dell'utenza italiana funzioni? È vero che il traffico è addirittura aumentato?

PS: Sì, ci sono tuttora molti italiani che continuano a connettersi con il nostro sito. C'è chi riesce a far questo usando DNS diversi da quelli dei loro provider, e lo possiamo vedere facilmente, e altri che usano dei "proxy", un sistema che per definizione rende molto più difficile capire da che nazione arrivano. In generale abbiamo registrato comunque un aumento, anche se modesto, un paio di punti percentuali. Questo è significativo perchè in passato non siamo mai stati molto popolari in Italia.

LN: Perché pensi allora che la magistratura italiana vi abbia preso di mira?

PS: Mi sembra evidente, dai comunicati stampa della IFPI (International Federation of Phonographic Industries) e altre organizzazioni simili, che le multinazionali del copyright stiano cercando di usare l'Italia come un esempio per le altre nazioni, mostrando che siccome l'Italia ha deciso che The Pirate Bay è illegale anche loro ne dovrebbero bloccare l'accesso. Stanno cercando di far questo in un paese dove non abbiamo molti utenti, dove non abbiamo mai ricevuto molta attenzione, e senza nemmeno mettersi in contatto con noi.

LN: Nell'ordine di oscuramento del tribunale si cita uno studio della IFPI secondo il quale The Pirate Bay genererebbe alti profitti per i suoi gestori. Conoscete questo studio?

PS: No, non lo abbiamo mai visto. Non mi risulta che sia mai stato reso pubblico.

LN: Puoi rispondere a queste accuse, anche senza conoscerne i dettagli?

PS: Posso solo dire che devono essere basate su delle stime, senza alcuna conoscenza reale delle finanze di The Pirate Bay, visto che fra l'altro nessuno ci ha mai chiesto informazioni a proposito. C'è chi insiste che noi dovremmo guadagnare una certa quantità di soldi, in base a quello che guadagnano altri siti con un volume di traffico simile. Ma non è vero, perché noi non possiamo lavorare con lo stesso tipo di inserzionisti pubblicitari, con grandi aziende di alcun tipo, perché il nostro sito è un progetto politico scomodo, e diciamo apertamente come la pensiamo. Abbiamo inoltre delle spese molto alte, perché consumiamo una grande quantità di banda di trasmissione, e nessuno sembra metterlo in conto. Il nostro obiettivo non è mai stato quello di far soldi. Nessuna persona con un po' di cervello avrebbe mai lanciato un sito che ha scatenato una causa da quasi un miliardo di corone svedesi (100 milioni di euro) pensando di lucrarci sopra. Non sarebbe una cosa furba. Non è un ipotesi minimamente plausibile.

LN: The Pirate Bay è uno dei 100 siti più trafficati del mondo. Anche se i banner pubblicitari ospitati sulle vostre pagine sono della peggior qualità, qualcosa renderanno, o no?

PS: Nei documenti messi assieme dal governo svedese, nel corso della causa intentata contro di noi, si afferma che saremmo riusciti ad incassare circa un milione e 200 mila corone (120.000 euro) nel corso di tre anni. Quella cifra non è nemmeno corretta, perché hanno contato alcuni dei nostri introiti due volte, ma è pur sempre tutto quello che sono riusciti a calcolare. La mia stima è invece attorno ai 90.000 euro nel triennio, che vuol dire circa 30.000 euro all'anno, soldi che abbiamo speso per acquistare server, pagare l'hosting, la banda di trasmissione, e che in realtà è molto meno di quello che tutta quella roba costa sul mercato. La verità è che The Pirate Bay riesce a sopravvivere solo perchè ci dedichiamo risorse personali, perché riceviamo donazioni dagli utenti, e perché otteniamo sconti da fornitori che ci conoscono e ci vogliono aiutare. È molto difficile per noi render conto di fondi che non ci sono.

LN: Negli Stati Uniti la strategia delle multinazionali del copyright, per cercare di arginare il dilagare della pirateria personale, è stata quella di fare causa a decine di migliaia di utenti. In Europa questa politica si scontra con una tradizione legale che offre una protezione maggiore alla privacy dei consumatori. Di conseguenza si punta a far pressione sui provider di connettività affinché assumano un ruolo attivo nella lotta alla violazione del copyright. Le vostre difficoltà giudiziarie in Italia si possono inquadrare in questo scontro industriale?

PS: Sì, assolutamente. Il punto qui non è veramente bloccare The Pirate Bay in Italia, dove non siamo un bersaglio di alto profilo. È chiaro invece che le organizzazioni che rappresentano gli interessi delle multinazionali del copyright collaborano a livello internazionale. Per la IFPI sarebbe estremamente importante poter vantare l'Italia come una piuma nel cappello, così come stanno cercando di fare in Danimarca, per creare un precedente a livello europeo.
Mi pare anche necessario sottolineare che The Pirate Bay non è mai stata condannata in un processo, ma che tutti questi tentativi di attaccarci addosso una reputazione illegale hanno fatto leva su degli strumenti di oscuramento preventivo, avvallati da corti di primo grado che hanno potuto valutare solo le tesi dei nostri oppositori. Più in generale, l'obiettivo non è nemmeno quello di mettere fuori gioco The Pirate Bay, ma di ottenere invece il diritto di spaventare la gente che vuole la libertà di condividere contenuti online con il file sharing. Per le multinazionali del copyright The Pirate Bay è solo particolarmente irritante, perché non abbiamo paura di dire apertamente che loro hanno perso il controllo della distribuzione della cultura, che il loro monopolio è finito, e loro non vogliono che la gente lo capisca.

LN: Insomma, vi prenderebbero di mira perché avete fatto del copyright una questione politica?

PS: Esattamente, che è poi la ragione per cui non si accaniscono nello stesso modo contro altri siti o altri sistemi di scambio peer-to-peer. In Danimarca, ad esempio, IFPI ha fatto causa ad un piccolo provider di connettività, Tele2/DMT2, perché, secondo una logica particolamente contorta, permetteva ai suoi clienti di accedere a The Pirate Bay, consentendogli quindi di iniziare il download di file potenzialmente protetti dal copyright, cosa che a sua volta avrebbe fatto circolare materiali protetti attraverso il network del provider, rendendo quindi il provider stesso colpevole di violazione del copyright. La cosa interessante è che Tele2 è uno degli ISP più piccoli della Danimarca, con meno dell'uno per cento del mercato. È quindi evidente che per la IFPI non era veramente importante impedire ai clienti di Tele2 di accedere a The Pirate Bay, quanto invece prendere di mira una società con poche risorse per combattere un'ingiunzione di oscuramento, con l'obiettivo di ottenere un verdetto contro di noi, senza darci la possibilità di difenderci, perché non siamo parte in causa in quel procedimento, visto che non abbiamo un domicilio o alcuna attività in Danimarca, esattamente come in Italia.

LN: E in quel caso che reazioni ci sono state?

PS: Tutti gli Internet Service Provider della Danimarca, assieme alla Camera di Commercio, si sono coalizzati per fare appello contro la decisione, che reputano un precedente molto pericoloso per la libera concorrenza di mercato. Anche questo mi pare significativo, perché noi ci consideriamo proprio l'alternativa libera e gratuita al monopolio distributivo rappresentato da lobby come la FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) e la IFPI. Gli unici altri paesi al mondo che hanno scelto di bloccare l'accesso a The Pirate Bay sono il Kuwait, la Turchia e la Cina, una lista che mi pare si commenti da sola.

LN: Non credi che aver scelto di chiamarvi "pirati" vi possa danneggiare in termini di pubbliche relazioni? Negli atti del tribunale di Bergamo questo è uno degli elementi menzionati proprio per giustificare l'ordine di sequestro preventivo...

PS: Beh, seguendo questa logica immagino che potremmo essere denunciati anche come una minaccia per chi naviga i mari che circondano l'Italia! The Pirate Bay non ha nulla a che fare con la violazione del copyright, così come non ha nulla a che fare con l'arrembaggio delle navi. Noi abbiamo scelto di chiamarci pirati perché vogliamo riappropriarci di un termine che le major del copyright hanno distorto per criminalizzare chi crede in un nuovo modello di distribuzione della cultura. Ma una parola è una parola. Dire che siamo colpevoli per via di quel nome è stupido come dire che qualcuno va messo in galera perché di cognome si chiama Malandrino.

Siamo messi molto male!!!
Siamo i giullari dell'Europa!!!!
link: http://punto-informatico.it/2414226/...no-italia.aspx

Ultima modifica di Window Vista : 24-09-2008 alle 23:59.
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Old 25-09-2008, 07:29   #2
luxorl
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Siamo lo zerbino di tutti.
Forza Baia! A morte il copyright
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Old 25-09-2008, 07:34   #3
luxorl
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Proprietà intellettuale e bene comune

A sostegno di una disciplina giuridica dei brevetti sorgono una serie di considerazioni in particolare nel settore delle arti.

Le arti (scultura, pittura, etc.) sono considerate un fattore di crescita della società e del cittadino, cui tutti hanno diritto di accesso in base ad un diritto all'istruzione e di un diritto, da questo indipendente, alla fruizione della bellezza, quale bisogno dell'uomo, poiché la legge non deve limitarsi a gantire il soddisfacimento delle necessità primarie della persona, ma la possibilità di una sua completa realizzazione.

Altri sostengono che l'arte non è mai il prodotto di un singolo individuo, e che non è quantificabile il contributo e le influenze che qualunque artista ha avuto, anche in modo inconsapevole, da altri artisti e uomini comuni, passati e contemporanei, e il debito dell'autore nei loro confronti. In questo senso, l'opera è prodotto e proprietà di una società e di un epoca, più che di un individuo e dei suoi eredi.

Il principio di un diritto collettivo alla fruizione della bellezza e all'apprendimento dall'arte, nelle loro opere originali sono state idee che portarono nel '700 alla nascita dei primi Musei che erano concepiti come il luogo in cui l'arte veniva valorizzata e doveva essere conservata, piuttosto che all'interno di collezioni private gelosamente custodite.

Pure per la musica, per quanto sia un' arte non "tangibile", alcune considerazioni spingono per un diritto d'accesso collettivo che può esserci solo a titolo gratuito o comunque a basso costo: il fatto che la musica è cultura e i cittadini hanno diritto d'accesso ai livelli più alti dell'istruzione, il diritto allo studio nei conservatori che richiedono spese notevoli per lo strumento e il materiale didattico musicale, la bellezza come bene comune e valore apartitico.
http://it.wikipedia.org/wiki/Copyrig..._e_bene_comune
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Old 25-09-2008, 08:54   #4
cdimauro
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Inapplicabile: siamo circondati da prodotti che ricadono nel grande ombrello della "cultura".

Inoltre le aziende hanno il diritto di imporre il prezzo che vogliono per i loro prodotti.

E' un circolo dal quale non se ne può uscire.
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Old 25-09-2008, 08:55   #5
Fil9998
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essento io utente linux, l'idea ceh il copyright "è IL male" mi è condivisibile ... ma imho la risposta non sta tanto nel diffondere illegalmente materiale coperto da copy right, ma piuttosto invece nel passare ad una "evoluzione morale" superiore e passare al COPY LEFT.

acquisto regolarmente musica senza passare da iTunes e le majors, direttamente dagli artisti, dando loro i soldi per album musicale ceh posso/meritano secondo il mio giudizio.
pagando 4 o 6 euro ad album in qusto modo sono 2 o 3 euro ceh vanno direttamente all'artista, puliti, MOLTO di più di quanto l'artista riceverebbe dalle major discografiche.

Altro esempio: che bisogno c'è di rubare software proprietario se esiste qiuello open ?


imho va bene contrastare la diffusine del caimanesimo imperante, e il miglior nemico di un caimano è un altro caimano,
ma se si vuole smettere di competere con i caimani è essenziale evolvere ed imparare a volare,
lasciando ai caimani la loro vita nel fango a nutrirsi di fango ea combattere per conquistare fango.


imho c'è pure una parte di farsa in tutto questo: il materiale copyright non sarebbe così diffuso se ognuno dovesse comperarlo... e il fatto che sia un "frutto proibito" lo rende più appetibile per esser rubato...

è una situazione grottesca, ma che spiega bene la mente umana: più una cosa anceh stupida e senza valore viene "contingentata" e più è desiderata e più si fa per averla.


esempio pratico: tera e tera di HD nelle case di italiani di films e musica che vengono visti un paio di volte e pure senza tanto entusuiasmo, musica ascoltata mai fino in fondo, ma skippata via ...

tanta banda internet, tanto hardware, tanti avvocati messi in gioco per... una fruizione distratta e superficiale
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Old 25-09-2008, 09:09   #6
cdimauro
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Altro esempio: che bisogno c'è di rubare software proprietario se esiste qiuello open ?
Perché quello open non è un'alternativa valida e/o all'altezza di quello proprietario.

Vedi ad esempio The Gimp con Photoshop.

Purtroppo quando tirate fuori queste contrapposizioni fra diverse tipologie di distribuzione del software, dimenticate due cose molto importanti.

La prima è che il software nasce per risolvere i problemi della gente.

La seconda è che i software possono risolvere gli stessi problemi in maniera diversa.

Quest'ultima porta a una considerazione che sistematicamente viene tralasciata: la produttività. Due applicazioni diverse che risolvono lo stesso problema è molto facile che abbiano un diverso livello di produttività.

E questo è un fattore che può incidere anche pesantemente, visto che la produttività è legata anche al tempo per risolvere i problemi, e il tempo non è una risorsa illimitata, ma soprattutto può "costare".

Ecco che un fotografo professionista preferisce acquistare una licenza di Photoshop perché gli fa risparmiare tempo nel suo lavoro e, quindi, ne ammortizza il costo nel tempo.

Un buon informatico, quindi, non deve lasciarsi trascinare delle ideologie nei suoi giudizi sulla scelta del software.
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Old 25-09-2008, 09:21   #7
Fil9998
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quindi la soluzione è rubare software proprietario ??

io preferirei svilupapre software open !

è come se dovessi andare da un posto ad un altro e potessi scegliere se andare con uno scooter economico e poco comodo ma MIO, in modo legale e invece siccome voglio tutti i comforts e i gadgets che ha il mio vicino di casa col suo nuovo , allora come soluzione decidessi di rubare lo scooter al mio vicino di casa.


c'è la terza soluzione: raggruppare tutte le persone che vogliono un buon scooter senza però spendere troppi soldi e organizzarsi per inventarsi e promuovere qualcosa di nuovo, prodotto con sistemi diversi da quello del mio vicino.


non è facile, è un prcedimento lungo, ma alla fine è la vera risposta alla necessità di svincolarsi da schemi economici e produttivi costosi e forieri di veri e propri ricatti.
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Ultima modifica di Fil9998 : 25-09-2008 alle 09:32.
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Old 25-09-2008, 09:30   #8
cdimauro
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Originariamente inviato da Fil9998 Guarda i messaggi
quindi la soluzione è rubare software proprietario ??
Chi l'ha detto questo? Se è gratuito semplicemente... lo usi. Altrimenti lo paghi. Rubare non è una scelta valida.
Quote:
io preferirei svilupapre software open !
Fallo allora e fornisci un'alternativa equivalente a Photoshop.
Quote:
è come se dovessi andare da un posto ad un altro e potessi scegliere se andare con uno scooter economico e poco comodo ma MIO, in modo legale e invece siccome voglio tutti i comforts e i gadgets che ha il mio vicino di casa col suo nuovo , allora come soluzione decidessi di rubare lo scooter al mio vicino di casa.
Vedi sopra: il furto non è una scelta valida. Se vuoi lo scooter come quello del vicino, lo COMPRI.
Quote:
c'è la terza soluzione: raggruppare tutte le persone che vogliono un buon scooter senza però spendere troppi soldi e organizzarsi per inventarsi e promuovere qualcosa di nuovo.
Ottimo: fatelo.
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Old 25-09-2008, 09:43   #9
Jammed_Death
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acquisto regolarmente musica senza passare da iTunes e le majors, direttamente dagli artisti, dando loro i soldi per album musicale ceh posso/meritano secondo il mio giudizio.
pagando 4 o 6 euro ad album in qusto modo sono 2 o 3 euro ceh vanno direttamente all'artista, puliti, MOLTO di più di quanto l'artista riceverebbe dalle major discografiche.
ma magari ma non è così semplice...a parte gli artisti affermati senza un buon marchio dietro non ti muovi...e quando ormai firmi il contratto sei praticaemnte lo schiavetto della major...ho avuto a che fare con musicisti italiani e vari gruppi, alcuni "si vendono", altri preferiscono scendere a compromessi, guadagnare meno, ma accettano major che pensano che anche loro abbiano dei diritti...

Quote:
Altro esempio: che bisogno c'è di rubare software proprietario se esiste qiuello open ?
d'accordissimo, io mi sono "svegliato" qualche anno fa su questo punto ...se un software mi piace e me lo posso permettere lo acquisto, se non posso cerco l'alternativa free e open. A volte non ci sono alternative veramente valide (il già citato esempio di photoshop) ma se non si fa grafica professionale ecc un paint.net o un gimp vanno bene...e se uno fa grafica professionale mi auguro che photoshop lo acquisti , alla fine è per questo che viene sviluppato no?
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...continuate a morire finchè non viene giorno...
...forse solo uno che si erge con la spada infranta dalla più profonda disperazione...
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Old 25-09-2008, 10:00   #10
entanglement
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Perché quello open non è un'alternativa valida e/o all'altezza di quello proprietario.

Vedi ad esempio The Gimp con Photoshop.

Purtroppo quando tirate fuori queste contrapposizioni fra diverse tipologie di distribuzione del software, dimenticate due cose molto importanti.

La prima è che il software nasce per risolvere i problemi della gente.

La seconda è che i software possono risolvere gli stessi problemi in maniera diversa.

Quest'ultima porta a una considerazione che sistematicamente viene tralasciata: la produttività. Due applicazioni diverse che risolvono lo stesso problema è molto facile che abbiano un diverso livello di produttività.

E questo è un fattore che può incidere anche pesantemente, visto che la produttività è legata anche al tempo per risolvere i problemi, e il tempo non è una risorsa illimitata, ma soprattutto può "costare".

Ecco che un fotografo professionista preferisce acquistare una licenza di Photoshop perché gli fa risparmiare tempo nel suo lavoro e, quindi, ne ammortizza il costo nel tempo.

Un buon informatico, quindi, non deve lasciarsi trascinare delle ideologie nei suoi giudizi sulla scelta del software.
bè vedi gnuplot+gnumeric con word+excel ... contando anche le richieste hardware. la prima accoppiata gira su un pentium di quelli oldschool
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Old 25-09-2008, 10:03   #11
cdimauro
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A me interessa la produttività, e l'avevo già scritto.

Esempio, giusto ieri un mio collega con Gnumeric non è riuscito ad aprire le righe di un foglio Excel che erano state accorpate: è dovuto venire nel mio PC per vederne il contenuto.
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Old 25-09-2008, 10:07   #12
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Inapplicabile: siamo circondati da prodotti che ricadono nel grande ombrello della "cultura".

Inoltre le aziende hanno il diritto di imporre il prezzo che vogliono per i loro prodotti.

E' un circolo dal quale non se ne può uscire.
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...Gli unici altri paesi al mondo che hanno scelto di bloccare l'accesso a The Pirate Bay sono il Kuwait, la Turchia e la Cina, una lista che mi pare si commenti da sola.
bè siamo in buona compagnia no ?
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Old 25-09-2008, 10:08   #13
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A me interessa la produttività, e l'avevo già scritto.

Esempio, giusto ieri un mio collega con Gnumeric non è riuscito ad aprire le righe di un foglio Excel che erano state accorpate: è dovuto venire nel mio PC per vederne il contenuto.
con excel 2007 ? diciamo che oltre che con gnumeric non è compatibile con niente altro che non sia excel 2007
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Old 25-09-2008, 10:19   #14
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il bello che il tipo crede sul serio in quello che dice....

Più in generale, l'obiettivo non è nemmeno quello di mettere fuori gioco The Pirate Bay, ma di ottenere invece il diritto di spaventare la gente che vuole la libertà di condividere contenuti online con il file sharing

se qualcuno si prendesse la liberta di "condividere" la sua auto cosa direbbe?
gli vogliono rovinare il giocattolino per fare i soldi e non sa su chi sparare....ma vai a lavorare!!!!!!!!
Non so dove vivi, ma morto un sito ne nasce un altro in un altro stato.
Non li creo io, ci tengo a precisarlo.

Quel che dice è vero; spaventare chi vuol scaricare è la politica di base delle major.
Sul fatto che c'è gente che investe tempo su siti o opere tirando dentro solo le spese ......... la vita è sua; meglio chi dà qualcosa agli altri che chi arraffa e mette tutto in tasca.
Sono molto peggio quelli che con sottigliezza vogliono obbligarci a lavorare 12 ore al giorno.
Cassio, se no .... non lavori.
Poverini. Nella testa.
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Old 25-09-2008, 10:34   #15
cdimauro
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Originariamente inviato da entanglement Guarda i messaggi
bè siamo in buona compagnia no ?
Non capisco l'accostamento. Puoi spiegarti meglio?
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Originariamente inviato da entanglement Guarda i messaggi
con excel 2007 ? diciamo che oltre che con gnumeric non è compatibile con niente altro che non sia excel 2007
E la produttività va a farsi benedire, come ho già detto.
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Old 25-09-2008, 11:42   #16
Teox82
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Perché quello open non è un'alternativa valida e/o all'altezza di quello proprietario.

Vedi ad esempio The Gimp con Photoshop.
Si vabbè,ma devi anche renderti conto che per il 95% della normale utenza Gimp basta e avanza,c'è gente che scarica Photoshop per ridimensionare le foto del mare..

intanto

Europarlamento: affossata la Dottrina Sarkozy

Roma - Era un passaggio essenziale, una verifica sul campo di una svolta possibile per l'industria multimediale e il governo francese, sarebbe stato il voto che avrebbe sancito per l'Europa il via libera alla Dottrina Sarkozy: temutissimo, giunto quasi sotto silenzio al momento chiave delle decisioni dell'Europarlamento, il Pacchetto Telecom è stato spogliato delle politiche antiP2P e antiprovider e reso pressoché innocuo per i diritti degli utenti.

Ne informa tra gli altri IPTegrity, che evidenzia come l'Assemblea comunitaria abbia emendato il Pacchetto cancellando la politica dei 3 colpi: gli utenti "colpevoli" di condivisione illegale secondo la Dottrina ispirata dal presidente francese Sarkozy avrebbero dovuto essere avvertiti una prima volta, poi una seconda e alla terza venir buttati fuori dalla rete. Così non sarà.

Non solo: è stata cancellata l'ipotesi di trasformare gli Internet Service Provider in poliziotti della rete. Non sarà concesso ai detentori dei diritti di accedere in alcun modo ai dati del traffico né di partecipare attivamente all'attività istituzionale di repressione degli illeciti.


In buona sostanza, gli emendamenti propongono una visione libera dell'utente Internet, i cui diritti di accesso non possono essere negati in alcun modo. Come avevano richiesto i pochi che si erano occupati di questo voto decisivo, il Parlamento chiede che contro chi viola siano adottate misure proporzionate agli abusi commessi e, soprattutto, dietro la garanzia dell'ordine del magistrato.

La buona notizia per i sostenitori delle libertà degli utenti sta nel fatto che la Dottrina Sarkozy potrebbe sì venire riproposta in seconda lettura al Parlamento Europeo, ma questo difficilmente potrà avvenire prima della fine dell'anno, quando "scade" il semestre di presidenza francese, quello considerato maggiormente "a rischio" vista la posizione così netta espressa più volte dall'attuale presidente francese. Il semestre successivo sarà gestito dalla presidenza svedese, che potrebbe peraltro avere tutt'altre priorità all'ordine del giorno.

A travolgere le speranze francesi è stato il senso del diritto dei parlamentari europei guidati dal relatore Catherine Trautmann, che in una mail dell'ultimo minuto ai suoi colleghi ha fatto notare come l'accesso a Internet sia un diritto fondamentale dell'individuo e come tale debba e possa essere trattato solo con adeguato procedimento giudiziario e certo non finire nelle more di sanzioni disciplinari per violazioni di un meno rilevante diritto d'autore.

A passare è stata anche la misura che chiede agli ISP di provvedere a comunicare agli utenti eventuali messaggi governativi di interesse pubblico ma si tratta esclusivamente di messaggi destinati "a tutti gli utenti": cancellata dunque la misura che prevedeva messaggi "per scopi specifici", una dicitura pensata per consentire la trasmissioni di warning agli utenti incappati in violazioni del diritto d'autore.

Non tutto è ancora chiaro, ci sono emendamenti e note al Pacchetto Telecom che andranno ulteriormente analizzate. Ma al momento l'affossamento della Dottrina Sarkozy in Europa non potrebbe essere più evidente e rimbalza rapidamente in tutta la Francia. Qualcuno a Parigi dovrà digerire l'accaduto.


Punto Informatico

Meno male,la possibilità di connettersi a internet deve essere un diritto
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Old 25-09-2008, 12:33   #17
drBat
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Si vabbè,ma devi anche renderti conto che per il 95% della normale utenza Gimp basta e avanza,c'è gente che scarica Photoshop per ridimensionare le foto del mare..
Quotone, sapessi quanta gente vedo col photoshop piratato (naturalmente sempre ultimissima versione, anche se non avevano ancora imparato il 3% delle funzioni di quella precedente) usato per togliere gli occhi rossi... ma guai a parlare di gimp: "ma che merda, non ha neanche il supporto alla quadricromia", cosa piuttosto comica detta da gente che non ha mai stampato una foto e salva le immagini a livelli di compressione assurdi "perchè così tengono meno spazio!!!"...
bah.. per quanto mi riguarda sono passato a sw open da più di un anno e sto molto meglio di prima, il pc è una scheggia e faccio tutto quello che voglio senza scucire un soldo e in piena legalità.. e scusate se è poco!

Per la pirateria audio/video la soluzione non è certo la dottrina del francese, ma men che meno le leggi assurde che abbiamo qui... a parte le sanzioni penali (che nel peggiore di casi si estinguono con un'oblazione da 3000 euro) la cosa assurda sono quelle amministrative: 103 euri a file illegalmente detenuto (anche non condiviso, basta la detenzione)... quindi siamo sui 1000 euro di multa per ogni cd masterizzato... insomma basta ben poco per trovarsi rovinati e con la casa pignorata... ditemi voi se è una pena commisurata al reato.
Ok le probabilità di essere pizzicati sono bassissime, ma per e il gioco non vale la candela... in ogni caso dischi non ne compro, e nemmeno film, però vado spessisimo al cinema o al videonoleggio...
Imho la soluzione migliore sarebbe una flat, con 20 euro al mese scarichi quanto vuoi... io ci starei subito!!! A chi dice che sarebbe troppo complicato rispondo che basterebbe mettere su una piattaforma tipo iTunes (senza tutti i suoi drm) con i cataloghi delle principali major di musica e film per accontentare il 99% della gente... secondo me una cosa del genere farebbe soldi a palate (molti più di quanti ne fanno adesso) e la si finirebbe con questa assurda caccia alle streghe...
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Old 25-09-2008, 12:49   #18
lowenz
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Un buon informatico, quindi, non deve lasciarsi trascinare delle ideologie nei suoi giudizi sulla scelta del software.
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Old 25-09-2008, 13:19   #19
trallallero
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L'Avatar di trallallero
 
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@ cdimauro: non pensi che se non esistesse il software proprietario forse l'opensource migliorerebbe parecchio ?

Mi spiego: immagina che non esista Photoshop, la gente sarebbe costretta ad usare Gimp o simili open source.
Milioni di clienti in più, pu donazioni, più incentivi a migliorare, più competizione tra i vari programmi open.

Già ci sono programmi open che son bestie, vedi Eclipse, Openoffice, Firefox ...
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Old 25-09-2008, 13:24   #20
entanglement
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L'Avatar di entanglement
 
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Non capisco l'accostamento. Puoi spiegarti meglio?
dico: questo attacco diretto alle fonti di comunicazione "alternative" ai canali ufficiali, viene condotto attivamente dai paesi nella lista, tra cui dovremo inserire pure il nostro.
assumere acriticamente il concetto di copyright così com'era inteso prima della diffusione del p2p è quantomeno reazionario non trovi ?
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