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#141 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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Soffoco dalle risate ![]() Hanno firmato tutti, tranne quei poveri sfruttati dei piloti
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#142 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 2020
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Andrebbe capito che ogni lavoro ha la retribuzione che si merita, ma in Italia spesso non è così. Ma io non me la prenderei con piloti ed hostess, ma con chi sta a comando. Ieri ad Annozero si diceva che il vecchio amministratore delegato di Alitalia si prendeva il doppio dello stipendio rispetto ai colleghi stranieri. Si parla di oltre un milione di euro di differenza! E su queste cose che bisogna scandalizzarsi, non su piloti ed hostess che semplicemente fanno il loro mestiere e che stanno diversi giorni a settimana fuori casa. Quanti stipendi puoi pagare con un milione di euro ? E quanti stipendi puoi pagare con i soldi che vanno sprecati grazie all'aereoporto di Albenga, nato solo come capriccio di un ministro ? Quando dici che son fatti della CAI sbagli di grosso, perchè quest'ultima vuole solo speculare su Alitalia ed i contribuenti.
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<--- Transazioni concluse positivamente con: Cosmos77, king14, Max Med, fa22, ollavaollah, Starway13, giova22, Alex-RM, Serghei, Aldebaran78, djgusmy85, jjdave, pontyl, Lama dell'Ostello ---> |
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#143 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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Se la Cai vuole pagargli lo stesso stipendio, per me non è un problema...l'importante è che non sperino di vedere l'alitaglia ancora nelle mani dello stato. Chiaro? Che la smettessero però di lamentarsi, perchè fanno solo ridere. |
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#144 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Napoli
Messaggi: 4884
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Chi dice che siano indigenti?Io dico semplicemente che nonostante spingano un carrello non è così semplice come la fai tu, e che dopotutto quei 2500€ (Che non sono per tutti) o gli 8000€ (dove hai visto ste cifre poi?io sapevo 5000€) di un pilota non sono dati così alla cazzo di cane.
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Ho concluso con millemila utenti |
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#145 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 2020
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#146 |
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Member
Iscritto dal: Feb 2007
Città: Toscana
Messaggi: 146
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Ma perchè la gente si fossiliza ad analizzare lo stipendio di una singola persona senza considerare la categoria in generale?? STATE GUARDANDO IL DITO!!! Svegliatevi e puntate losguardo sulla LUNA se volete conoscere la realtà!!!
Un pilota guadagna 8.000 euro, non tutti ce ne sono molti che guadagnano decisamente di meno e ci sarà qualcuno che guadagnerà anche i 10 mila euro al mese!!! Ma gli altri piloti di AIr France, Lufthansa quanto pensate guadagnano??? E le hostess pensate che prendono 1500 euro in germania o in francia??? Bah, certe volte mi sembra che i problemi non si vogliono proprio vedere...
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"E maggior fortuna sarebbe, se in Italia ci fossero più toscani e meno italiani." C.Malaparte |
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#147 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Messaggi: 12167
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Cazzo son buono anche io di distribuire salatini, mi offro per 2000€...
Tanto per fare 8 ore in ufficio e tornare a casa tutte le sere... direi che bastano. Cosa, come dite? non si sta in ufficio? Mi danno poche ore di preavviso per una reperibilità praticamente 24/7? Si sta fuori per tanti giorni? Dovrò pagarmi io colazioni pranzi e cene? Beh dai, son sempre 2000 euro... Chissà però quando ci sarà qualche problema in volo... mah, m'inventerò qualcosa
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645Z & some glass |
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#148 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
Messaggi: 442
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Di esilarante c'è il nuovo sport di dare la colpa a queste categorie quando il fallimento di Alitalia è stato provocato dalla politica. Di esilarante c'è che invece di prendersela con la politica, con Scajola e con quelli come lui, la gente se la prende con i piloti. Di esilarante c'è il fatto che la gente, come fai anche tu, si fa influenzare dalla propaganda e chiacchiera di cose che non conosce. Di esilarante c'è la faccia tosta di aver fatto fallire Alitalia, di averci riempito di debiti e contemporaneamente gridare al grande salvataggio della compagnia nazionale. Di esilarante c'è la gente che gli crede anche. |
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#149 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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Cmq, ribadisco, se l'importante è che lo stato non li paghi, il privato può anche dargli il doppio dello stipendio, francamente non mi interessa. Un pilota 7500-8000euro se li pigliano, visto che il lordo può arrivare anche a 115'000euro. Stipendio che a parità di ore (inferiori alla media europea) viene decurtato del 7-8% e che può essere recuperato lavorando di più. Di cosa si lamentano è un mistero..compagnie di bandiera analoghe all'Alitaglia, sono fallite già da un bel pezzo...questa gente è stata stipendiata per decenni dalle casse di tutti (compresi quelli che guadagnano 1000euro) e ora che la pacchia è finita piangono miseria, morte e distruzione..alchè io chiedo: ma perchè non aprono una sottoscrizione? Così chi vuole può dare loro un obolo, visto che hanno stipendi da fame. |
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#150 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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Non sono stati i sindacati a far fallire la trattativa con Air France, rigettando la proposta di Spinetta? Continuate a difendere i poveri piloti.. |
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#151 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
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Basta chiedere la lettera di dimissioni ed andare a lavorare presso la Lufthansa/Air fRance o altra compagnia con i vantaggi e gli svantaggi del caso (lavori molto di più e di certo i distacchi alitaglia te li sogni)...grazie a Dio in europa c'è in moltissimi casi il mutuo riconoscimento dei titoli di studio (e dei brevetti), quindi perchè non salutare la Cai ed andare a lavorare da un'altra parte, lasciando gli altri 12000 lavoratori (che vogliono lavorare) in pace, senza che l'ennesima casta rompa le scatole? Al solito, piangono e fottono..e in questi 15 anni hanno fottuto moltissimo. A mica tutti i piloti, perchè ci sono alcune categorie dei piloti che hanno firmato. Ultima modifica di zerothehero : 26-09-2008 alle 16:05. |
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#152 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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MARUSKA CHE ESULTA ![]() Colazione, pranzi e cene sono pagati, con circa 42 euro...Poco? A me davano 7,50 per il pranzo. E' gente così fastidiosamente vissuta fuori dal mondo che manco si rendono conto di dove vivono. 4.2008 -Piloti e hostess lavorano molto meno dei loro colleghi di altre compagnie. Però costano tanto di più. Grazie a una giungla di benefit, difesi con le unghie e con i denti e puntigliosamente elencati in un contratto degno di Harry Potter, dove tutti i mesi durano quanto febbraio e il giorno di riposo comprende due notti. Un giorno è un giorno. Dal Circolo polare artico fino alle isole di Tonga, è uguale per tutti. Ma non per i piloti dell’Alitalia. È scritto nero su bianco a pagina 2 del Regolamento sui limiti dei tempi di volo e di servizio e requisiti di riposo per il personale navigante approvato, con la delibera n. 67 del 19 dicembre 2006, dal consiglio di amministrazione dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile. Il terzo comma dell’articolo 2 disciplina il «giorno singolo libero dal servizio». Che viene così descritto: «Periodo libero da qualunque impiego che comprende due notti locali consecutive o, in alternativa, un periodo libero da qualunque impiego di durata non inferiore a 33 ore che comprende almeno una notte locale». Un giorno di 33 ore o con due notti? Quando si tratta del personale di volo della ex compagnia di bandiera italiana, e dei relativi regolamenti di lavoro, bisogna abbandonare ogni convenzione, dal sistema metrico decimale all’ora di Greenwich: per loro non valgono. Vivono in un mondo a parte, dove tutto è dorato. Da sempre veri padroni dell’azienda, piloti e assistenti di volo si sono dati delle norme di lavoro consone al loro status (a proposito: i capintesta dei sindacati degli autisti dei cieli hanno una speciale indennità economica che percepiscono anche se se ne stanno incollati a terra tutto l’anno). Secondo il regolamento dell’Enac, dove è specificato che hanno diritto a riposare su poltrone con una reclinabilità superiore al 45% e munite di poggiapiedi regolabile in altezza, non devono volare più di cento ore nel corso del mese. Anzi nei 28 giorni consecutivi, come hanno preferito scrivere: e si vede che per loro è sempre febbraio. Nell’intero anno, cioè nei dodici mesi (se non hanno modificato a loro uso e consumo pure il calendario) il tetto non è, come da calcolatrice, mille e 200 ore (100 per 12) ma 900, e vai a sapere perché. Nel contratto, che l’azienda si rifiuta di fornire ai giornalisti, come del resto qualunque altro dato sulla produttività dei dipendenti, l’orario però si riduce. Nel medio raggio, la barriera scende a 85 ore al mese. Che nel trimestre non diventano 255, ma 240. E nell’anno non arrivano, come l’aritmetica sembrerebbe suggerire, a mille e 20, ma a 900. Ma non è neanche questo il punto: fosse vero che volano così tanto (tra gli assistenti di volo l’assenteismo è all’11%). I numeri tracciano un quadro un po’ diverso e dicono che nel medio-corto raggio gli steward e le hostess (alla fine del 2007, 480 di queste ultime su 4300, cioè l’11%, erano praticamente fuori gioco perché in maternità o in permesso in base alla legge che consente di assistere familiari gravemente malati) restano tra le nuvole per non più di 595 ore l’anno. Vuol dire 98 minuti al giorno, il tempo che molti Cipputi impiegano per fare su e giù tra casa e fabbrica. A titolo di raffronto, un assistente di volo della Lufthansa vola 900 ore, uno della Iberia 850 e uno della portoghese Tap 810. Restando in Italia, una hostess di AirOne si fa le sue belle 680 ore. I piloti, poi, alla cloche sembrano quasi allergici: la loro performance non va oltre le 566 ore, che significano 93 minuti al giorno. I loro pari grado riescono a pilotare per 720 ore all’Iberia, per 700 alla Lufthansa e all’AirOne, per 680 alla Tap e per 650 all’Air France. I nostri, insomma, non sono esattamente degli stakanovisti: in media fanno, tra nazionale e internazionale, 1,8 tratte al giorno, contro le 2,4-2,75 dei colleghi di AirOne. In compenso, sono molto più cari di tutti gli altri. Un assistente di volo con una certa anzianità può arrivare a costare ad Alitalia 86 mila e 533 euro, contro i 33 mila che deve mettere nel conto la compagnia di Toto (AirOne, ndr ). Il comandante di un Md80 dell’azienda della Magliana ha un costo del lavoro annuo pari a 198 mila e 538 euro. Per la stessa figura professionale i concorrenti italiani non sborsano più di 145 mila euro. Sempre restando allo stesso tipo di aereo, per pagare il pilota Alitalia ha bisogno di 108 mila e 374 euro, tra i 28 e i 33 mila in più di AirOne o di un’altra azienda italiana. Il mix di orari da impiegati del catasto e stipendi da superprofessionisti crea un cocktail che risulterebbe micidiale per qualunque azienda: facendo due conti viene infatti fuori che alla fine dell’anno Alitalia spende per ogni ora volata da un suo comandante qualcosa come 350,8 euro. Contro i 207,1 di AirOne. Una differenza del 69,4% che manderebbe fuori mercato chiunque. Soprattutto se si considera anche che un aereo della ex compagnia di bandiera viaggia con un equipaggio superiore di un buon 30% rispetto alla media dei concorrenti. Il risultato finale è che in Alitalia il tasso di efficienza per dipendente è pari, secondo i calcoli dell’Association of European Airlines, a poco più della metà di quello che può vantare la Lufthansa. Che i passeggeri trasportati sono 1.090 per dipendente, contro i 10 mila e 350 di Ryanair. E che nel 2004 il ricavo medio per ogni lavoratore impiegato non andava oltre i 199 mila euro, poco più di un terzo rispetto a quanto registrava ad esempio Ryanair (513 mila euro). In Alitalia comandano i sindacati (che nel solo primo semestre del 2005 hanno proclamato scioperi per 496 ore: quasi 3 ore ogni 24). E si vede. Il contratto in vigore dal 1° gennaio 2004 dice che, nel medio raggio, una hostess o un pilota non possono essere utilizzati per più di 210 ore al mese (che, con il solito giochino, diventano 600 nel trimestre e 1.800 nell’anno). Ebbene, se uno di loro parte da Roma per andare a prendere servizio a Milano la metà della durata del viaggio che lo vedrà impegnato nelle parole crociate viene considerata servizio. La tabella dell’Enac che stabilisce, a seconda dell’orario di inizio del turno, su quante tratte continuative può essere impiegato il personale navigante prevede cinque diverse ipotesi. Che salgono a diciassette nell’accordo sottoscritto da azienda e sindacato. Dove è stabilito per il personale navigante il diritto a 33 giorni di riposo a trimestre (ad AirOne sono 30), che aumentano fino a 35 per chi è impegnato nel lungo raggio. In base al contratto, al termine di ogni volo deve essere garantito un riposo fisiologico di 13 ore, che sul lungo raggio deve risultare invece pari al numero dei fusi geografici attraversati moltiplicato per otto, con un minimo però di 24 ore. Boh. Semplicemente geniale è poi il nuovo sistema retributivo, in vigore dal 1° gennaio 2005. Sono rimasti, ovviamente, lo stipendio base (quattordici mensilità) e l’indennità di volo minimo garantito: quaranta ore, che uno le faccia o meno. Le dieci voci che componevano la parte variabile della retribuzione di un pilota (compreso il cosiddetto «premio Bin Laden» corrisposto, dopo l’attentato alle Torri gemelle di New York, a tutti quelli che viaggiano in Medio Oriente e dintorni) sono state tutte sostituite da un’unica indennità di volo giornaliera (per un comandante è pari a 177 euro se è impegnato sul lungo raggio e a 164 se vola sul medio, cifre alle quali va sommata la diaria, che sono altri 42 euro, per un totale che può quindi arrivare a 219 euro). Indennità che scatta tutta intera anche se il pilota sta alla cloche solo per mezz’ora o semplicemente si trasferisce all’aeroporto da dove prenderà servizio. E perfino se il suo volo viene cancellato dopo che lui ha già raggiunto quello che doveva essere lo scalo d’imbarco. Per di più, aumenta se c’è uno spostamento dei turni rispetto al calendario originale. Siccome poi lavorare stanca, il contratto prevede l’istituzione di una Banca dei riposi individuali dove confluiscono i crediti che si ottengono per esempio quando l’aereo viaggia con personale ridotto (un riposo ogni due giorni) e dalla quale hostess e piloti possono attingere pure degli anticipi. Non è invece dato sapere se le parti hanno raggiunto un accordo su una nuova indennità graziosamente prevista nell’ultima intesa: il premio di puntualità, che per i passeggeri assume davvero il sapore della beffa. Mentre è alla direttiva dell’Enac che bisogna tornare se si vuole conoscere la dettagliatissima disciplina della cosiddetta «riserva», i periodi di tempo nei quali il personale navigante deve essere pronto a rispondere a un’improvvisa chiamata. Premesso che si può essere messi in riserva solo dopo aver goduto di un riposo, si stabilisce che la metà del tempo trascorso a casa con le pantofole ai piedi va considerata come servizio. Bingo. Di più: che se l’attesa si consuma inutilmente perché il telefono non trilla, e dev’essere proprio per lo stress, scatta un successivo periodo di riposo di almeno otto ore, che in alcuni casi salgono a dodici. Ed è sempre il premuroso Enac a stabilire che a piloti e hostess, una volta a bordo, deve essere dato da mangiare una volta ogni sei ore, come ai pupi, e adeguatamente, «in modo da evitare decrementi nelle prestazioni». Di alcuni privilegi o istituti incomprensibili nessuno ricorda neanche l’esatta origine. Ci sono e basta. Così, le hostess continuano ad avere una franchigia di ventiquattr’ore al mese, che in pura teoria dovrebbe coincidere con l’inizio del ciclo mestruale, ma si racconta del caso di una di loro che ha chiesto la giornata del 31 come permesso per il mese di dicembre e quella del 1° per il mese di gennaio: misteri del corpo femminile. Sempre le assistenti di volo, quando vanno in maternità vengono retribuite per tutto il tempo con lo stesso stipendio guadagnato nell’ultimo mese di servizio, che, guarda un po’, svolgono regolarmente sul lungo raggio, per far salire l’importo della busta paga. I piloti, invece, non possono atterrare due volte nello stesso scalo in un solo giorno. La logica della regola, che pare non sia neanche scritta ma frutto della consuetudine, è imperscrutabile. La conseguenza, però, è chiara: la crescita delle spese per le trasferte. A partire da quelle per gli alberghi, che in Alitalia vengono scelti da un’apposita commissione dopo attento esame dei loro requisiti: con il risultato che l’importo medio è superiore del 45% a quello sostenuto dagli altri vettori. Solo per le 300 stanze prenotate tutto l’anno per i dipendenti che, anziché essere trasferiti a Malpensa, vanno su e giù da Roma, la compagnia ha in bilancio 45 milioni. Nella babele dei benefit, per un certo periodo tutto il personale viaggiante ha poi goduto di una speciale indennità per l’assenza del lettino a bordo di alcuni 767-300: alcune centinaia di euro che venivano corrisposte anche a chi volava su aerei dotati delle cuccette in questione. I lavoratori più coccolati d’Italia quando viaggiano per piacere godono di una politica di sconti davvero generosa. Argomento sul quale l’azienda ha di nuovo una tale coda di paglia da rifiutarsi di fornire chiarimenti. Ma è il segreto di Pulcinella: i dipendenti (e con loro i pensionati) hanno diritto ad acquistare (anche per i loro cari: figli e coniugi o conviventi) i biglietti con una riduzione del 90% sulla tariffa piena, se rinunciano al diritto alla prenotazione. Il taglio scende invece al 50% se vogliono il posto garantito, magari perché vanno a festeggiare l’ultima promozione, che in Alitalia non si nega davvero a nessuno. Nel 2007 la direzione per la finanza dell’azienda della Magliana poteva contare su 152 persone: 20 dirigenti, 52 quadri e 80 impiegati. In quella per il personale i soldati semplici (61) prevalevano di una sola unità sui graduati (60: 25 dirigenti e 35 quadri). Dev’essere anche per questo che il consiglio di amministrazione dell’azienda ha sentito la necessità di garantirsi l’ombrello di una polizza assicurativa a copertura di possibili azioni di responsabilità nei confronti di chi ha guidato la baracca. E si è reso così complice dei sindacati. Ai quali invece nessuno potrà mai presentare il conto. DA UN LIBRO DI STEFANO LlIVADIOTTI : L’ALTRA CASTA Ultima modifica di zerothehero : 26-09-2008 alle 16:14. |
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#153 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
Messaggi: 442
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Se è come dici, i sindacati avrebbero fatto fallire anche la trattativa con Cai che aveva ritirato l'offerta come fece a suo tempo Air france. Se qualcuno avesse chiesto ad Air France di riaprire la trattativa (come è avvenuto con Cai) si sarebbe continuato a trattare. Se hai ragione tu, la trattativa con Cai non sarebbe mai ripartita. La posizione del governo, ovvero dell'azionista di maggioranza è fondamentale per il proseguimento di una trattativa. Concetto espresso CHIARAMENTE anche da Spinetta, che ha sempre considerato essenziale un accordo col nuovo governo entrante. Questa disinformazione da due soldi te la puoi anche risparmiare e lasciarla al Tremonti di turno. Almeno qui dentro abbi rispetto dell'intelligenza umana. |
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#154 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
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Nel tentativo di fare propaganda, neghi anche l'evidenza.
Spinetta voleva l'accordo di tutte le sigle sindacali. La CIGL, ad es., non ha firmato. Se -quelle che spingono i carrelli- e i -piloti- volevano essere acquisiti da Air France, perchè non hanno firmato? Questo a prescindere da Berlusconi...o pensi che la CIGL risponda a Berlusconi? Non vogliono Air France, non vogliono la Cai, ma che diamine vogliono? ![]() Bisognerebbe chiederlo a Maruska..casomai si fosse ripresa dalla boria della festa, cosa di cui dubito fortemente. Ultima modifica di zerothehero : 26-09-2008 alle 16:20. |
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#155 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
Messaggi: 442
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#156 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Messaggi: 12167
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Questo l'ho sentito anche io.
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645Z & some glass |
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#157 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
Messaggi: 442
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Ripeto, se hai raguone tu, la trattativa con Cai dovrebbe essere già morta. Com'è che invece stanno ancora trattando? La trattativa con Air france era chiusa come lo è stata quella con Cai. La trattativa poteva essere ripresa come è stata ripresa quella con la Cai. Tutto dipendeva dall'esito elettorale e dalla volontà del governo. Impossibile negarlo adesso. |
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#158 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2006
Città: Torino
Messaggi: 469
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Che consiglio vivamente a chiunque.
Quella elenca non è che UNA delle porcherie italiane presenti nel libro. Ovviamente non c'è altro da aggiungere se non: ma questi cosa vogliono?!?!?
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Cazzata sul Wii|Differenze: e |WII ARE THE WIINNER“Nel resoconto di un avvenimento,non far sentire al lettore l’opinione che te ne sei fatto.Che te ne sia fatta qualcuna,è inevitabile;chi lo nega o è un imbecille o è un bugiardo.Ma non si può ne deve imporla al lettore;bisogna lasciargliela suggerire dai fatti secondo il modo in cui gli si raccontano.I fatti vanno raccontati tutti;chi ne censura qualcuno è un disonesto che come tale prima o poi viene smascherato”(Indro Montanelli) |
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#159 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2006
Città: provincia di Napoli
Messaggi: 356
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Quote:
Addirittura un tizio (non pilota) ha sparato 2,9 euro ora Mi ha fatto ridere quando ha detto che avrebbe preferito dire a suo figlio che avrebbe cercato altro piuttosto che dovergli raccontare la miseria che guadagna Comunque, a conti fatti, a parità di ore di volo, quanto guadagna oggi un pilota Air France e quanto guadagnerà un pilota Alitalia? (vorrei un confronto che tenga conto di qualsiasi benefit, senza fare la furbata di dire sempre le cose a metà) E comunque, lo ricordo solo io o tutti gli stipendi italiani (esclusi quelli dei manager) sono più bassi che nel resto d'Europa? |
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#160 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2008
Città: Rovereto
Messaggi: 2735
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Godo, vedere come è ridotto il PCI non ha prezzo ![]() 5774_10_shevat |
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