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#21 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Quote:
Se dovesse fallire la banca o l'istituto presso il quale ho il mututo, cosa potrebbe accadermi? Condono?
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Se pensi che il tuo codice sia troppo complesso da capire senza commenti, e' segno che molto probabilmente il tuo codice e' semplicemente mal scritto. E se pensi di avere bisogno di un nuovo commento, significa che ti manca almeno un test. |
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#22 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Verona... finchè non mi buttano fuori :D
Messaggi: 3224
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per i tuoi uno in cui papà almeno gli lascerà in eredità una casa |
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#23 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Messaggi: 1458
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#24 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Verona... finchè non mi buttano fuori :D
Messaggi: 3224
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Quote:
per male che possa andare loro non possono cambiarti il piano di rimborso (a meno che tu non di dimostri inadempiente.... |
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#25 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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Quote:
Il tuo debito passerà semplicemente di mano, e non si sa a quali condizioni. That's the real life. Io ho estinto una assicurazione-piano di accumulo non ancora completata 2 mesi fa, su consiglio di un mio amico che lavora nell'ambiente. Ci ho rimesso qualcosina, ma almeno non ci ho rimesso tutto.... |
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#26 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Verona... finchè non mi buttano fuori :D
Messaggi: 3224
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Quote:
la cessione del contratto, lecita e prevista dal nostro codice civile ovviamente non implica la possibilità di modifica delle condizioni dello stesso (fa storia a sè il contratto di conto corrente che è un contratto atipico) |
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#27 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Quote:
Potrebbero inventarsi che non tu non avevi effettivamente finito di pagare, e che devi di nuovo pagare daccapo. That's the real life. Ovviamente alla peggio mantengono le stesse condizioni, altrimenti io non riconosco il mandante. Se fosse cosi' facile cambiare le carte in tavola la tua banca potrebbe vendere il proprio credito alla banca "ciccio" subito, anche in assenza di fallimenti.
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Se pensi che il tuo codice sia troppo complesso da capire senza commenti, e' segno che molto probabilmente il tuo codice e' semplicemente mal scritto. E se pensi di avere bisogno di un nuovo commento, significa che ti manca almeno un test. |
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#28 | |
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Member
Iscritto dal: Jan 2005
Città: 100% caciocavallo pride
Messaggi: 146
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Quote:
Grillo come sempre, mischia cose molto diverse e contribuisce a fare casino. La crisi delle banche può portare sia alla loro insolvenza (il che danneggerebbe i depositanti), sia ad un giro di vite sul credito, e visto che sono le banche ad amministrare il mondo, e non i governi, ad un aumento dei tassi di interesse, anche sui mutui. Il che, in un panorama in cui le disponibilità personali calano rapidamente, sia per l'aumento dei prezzi che per le incertezze sul posto di lavoro, può portare chi ha contratto un mutuo a perdere la casa. Tra l'altro, si rischia di pagare a prezzi da amatore case che col tempo costeranno molto di meno.
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Se c'è rimedio, perché ti disperi? Se non c'è rimedio, perché ti disperi? |
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#29 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
Città: Modena(I) - Sophia Antipolis(F) - London(UK)
Messaggi: 1437
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per la famigliola statale vedo invece la completa statalizzazione. |
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#30 |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2007
Città: MILANO
Messaggi: 91
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Il sistema industriale americano, ha commesso il grave errore di spostare tutta
la produzione in paesi a basso costo, sottraendo lavoro al mercato nazionale. Questo, nel breve periodo, ha consentito di aumentare i profitti dei capitalisti, ma ha anche consentito di creare nuovi debiti nei confronti dei paesi emergenti. quando queste nuove nazioni riusciranno a sostituire il managment USA con quello locale, allora la crisi per l'occidente sarà ancora maggire. Gli USA saranno costretti a svendere ai Cinesi anche i loro immobili ! L'inghilterra l'ha già fatto con la Rover !!! e prima o poi toccherà anche agli altri.. L'unica risposta possibile degli USA a questo fallimento generale, è prendere il controllo del petrolio mondiale, con altre guerre. Quindi prevedo che McCain sarà il nuovo presidente.. che l'iran sarà invaso..
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#31 |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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Già, nel caso della Indy mac si tratta del fallimento di una (enorme) banca. Ovviamente il fenomeno è più vasto e comprende più banche. Ed ovviamente non è solo un problema di banche , ma dell'economia americana in generale. E del debito pubblico.
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#32 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 460
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#33 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2000
Città: Bologna provincia
Messaggi: 2547
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Oltre al fatto che mancano soldi. Forse davvero i maya avevano ragione. La fine del mondo come lo conosciamo noi è vicina? Fine di questo sistema gonfiato e marcio dal interno?! Staremo a vedere.
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Fatto affari con: MaxMas, Remok e altri ... |
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#34 |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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#35 |
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Member
Iscritto dal: May 2003
Messaggi: 56
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1929, reloaded
http://www.effedieffe.com/content/view/3900/179/
1929, reloaded Maurizio Blondet 16 luglio 2008 Le file di ansiosi risparmiatori davanti alle banche per ritirare i depositi: si ripete in USA ciò che avvenne nel ‘29. Solo, la vecchia foto in bianco e nero ci è riproposta a colori. Wall Street che crolla, come allora. Le «solide» istituzioni finanziarie che devono essere messe sotto la tenda a ossigeno. Il crack speculativo con la svalorizzazione degli «attivi» di carta (fase uno) che si trasmette alle banche commerciali (fase due) e si ripercuote nell’economia reale, con chiusure di aziende, licenziamenti in massa, insolvenze a catena nel ceto medio, caduta verticale dei consumi (fase tre). In Gran Bretagna, la polizia ha proposto seriamente di istituire di nuovo il «servizio nazionale», come si fece nel 1945, per occupare i giovani senza lavoro e senza titolo di studio - i più proni alla delinquenza - in opere sociali e lavori pubblici. E’ la fase quattro: anche Roosevelt, negli anni ‘30, irregimentò milioni di disoccupati, per occuparli in opere pubbliche. La fase cinque può essere quella del razionamento, delle economie pianificate per la necessità imposta dalla penuria, delle tessere alimentari: a ciascuno tanti grammi di grassi, tanti di proteine, tanti di farina. Insomma tutto si ripete. Con qualche aggravante: i prezzi di petrolio e alimentary, che dopo il ‘29 erano al minimo (deflazione), ora continuano a salire nonostante la stagnazione (stagflation). E peggio che nel ‘29, il centro dell’impero mondiale è senza testa, con un presidente screditato e in uscita, senza iniziativa e senza autorità; e il suo successore non entrerà in carica che fra molti, lunghissimi mesi. Le stesse avidità stolte e insaziabili, lo stesso capitalismo svincolato da ogni regola, ha prodotto la stessa rovina. Ovviamente, anche le stesse menzogne. I media ripetono ai risparmiatori USA davanti alle banche: niente paura, i vostri depositi sono garantiti dallo Stato. Infatti esiste il Federal Deposit Insurance Co (FDIC), che in caso di insolvenza paga depositi fino a 100 mila dollari. Solo che il FDIC dispone, per queste garanzie, di 52.8 miliardi di dollari. E ne ha già spesi 8 solo per salvare i depositi di una sola banca, la IndyMac; e le banche che diventeranno insolventi nei prossimi mesi saranno - secondo le stime - tra le 150 e le 300; persino il FDIC, che ha l’obbligo dell’ottimismo ufficiale, calcola che saranno una novantina. I suoi fondi bastano per sei o sette banche. Il Telegraph consiglia, con lugubre euforia, «50 modi per approfittare dei tristi tempi economici»: le Mercedes vengono con 2 mila dollari di sconto! La British Airways fa la svendita estiva di voli a lungo raggio, e vi consente anche lo sconto sull’albergo e l’auto a noleggio! Ci sono banche e ditte di costruzioni, alla ricerca disperata di liquidità, che emettono obbligazioni al 7,5%, e che sui conti correnti danno il 6,45%! Se vi fidate, se avete i nervi d’acciaio, perchè quegli interessi parlano di insolvenza imminente dei debitori (1). Ma anche questa lugubre euforia è una replica del 1929. Ma il particolare è comunque istruttivo: dice che nonostante le «iniezioni di liquidità» fatte dalle Banche Centrali, nonostante la riduzione dei tassi primari da parte della Federal Reserve al 2,5%, il costo del denaro è comunque rincarato in modo proibitivo, chi ha soldi da prestare chiede il 7-8% come minimo. Finito il credito facile, la causa delle allegre bolle finanziarie che stanno scoppiando una dopo l’altra. C’era tantissimo «denaro», ed ora di colpo non ce n’è più, s’è prosciugato. Eppure le Banche Centrali americane ed europeee hanno alluvionato di liquidità le banche e i fondi speculativi; questo denaro dovrebbe circolare in massa nel sistema, provocando inflazione ma mantenendo lubrificata la grande giostra. Invece la giostra è a secco, cigola, si arresta. Dov’è finito quel fiume di liquidità? Semplice: le banche se lo sono messo nelle riserve in copertura delle perdite subite e di quelle che si aspettano. Non lo prestano. Così, avviene un fenomeno inaudito: la massa monetaria (la moneta di tutti i tipi, da M1 a M4), in USA ed Europa si è striminzita anzichè aumentare. Ciò segnala che è in atto una deflazione, mentre i rincari delle merci segnalano inflazione. «Se le Banche Centrali reagiscono in eccesso alla fiammata inflattiva provocata da greggio e granaglie - scrive Evans-Pritchard - possono innescare una spaventosa catena di eventi». Ossia aggravare la deflazione, instaurando la replica della Grande Depressione (2). Claude Trichet, il capo della Banca Centrale Europea - c’è bisogno di dirlo? - sta facendo proprio questo. Equivocando il senso dei rincari (dovuti a petrolio, quindi fuori della sua possibilità di azione) ha scelto di combattere un’inflazione che non esiste in termini monetari, mantenendo altissimi i tassi d’interesse. Il 4.5%, misura «irresponsabile» l’ha definita Zapatero, perchè condanna alla recessione la Spagna, dove il 20% dell’economia è costituito dall’edilizia, e dove quasi un milione di case sono invendute perchè i mutui sono troppo cari. Trichet, duro nella sua dottrina, mantenendo assurdamente divaricato il differenziale tra il tasso europeo e i Buoni del Tesoro americani, ha ottenuto solo una cosa: che fiumi di denaro rovente si sono rifugiati nell’euro abbandonando il dollaro che rende meno e si squaglia; con ciò, ottenendo un euro assurdamente forte, che strangola le esportazioni. Al punto che l’Europa crolla a picco prima ancora dell’America. Il solo dato positivo è che gli speculatori, ormai, ritengono l’euro sopravvalutato del 20-30%. Entro due anni lo abbandoneranno, e l’euro tornerà debole - com’è debole l’economia reale europea - e tornerà competitivo. Se saremo ancora vivi, s’intende. Per allora, il dollaro sarà sparito come riserva mondiale, e colossi come Cina e Giappone - che siedono su montagne di dollari - avranno ancora voglia di comprare le cravatte di Armani al 20% di sconto? Saremo competitivi, ma nel gelo globale del consumo. Trichet sta cercando di domare il rincaro del greggio provocando l’ulteriore abbassamento dei salari reali in Europa, già erosi dall’inflazione reale degli anni scorsi: fa calare la benzina togliendoci i soldi per comprarla, e anche il posto di lavoro da cui prendiamo i salari. E’ una scelta inumana, ossia da banchiere e burocrate. Spunta in ritardo, come nel 1929, la coscienza che è in atto non una recessione, ma la Depressione. Ha osato scrivere la parola sir William Rees-Mogg, influente eurocrate e opinionista del Times (3). Dopo una vita di menzogne liberiste, ora che ha raggiunto gli 80 anni, si permette di dire la verità. Per la prima volta su un grande giornale, un potente columnist che è anche membro dei poteri forti, evoca la Grande Depressione. Il Dow, l’indice azionario di Wall Street, non tornò ai livelli pre-29 se non un quarto di secolo dopo, alla fine del 1954, scrive Rees-Mogg; se la storia si ripete, «il mercato azionario tornerà ai livelli del 2007 nel 2032». Avremo 25 anni di vacche magrissime: uno spazio grande per una vita umana, e milioni di vite umane passeranno dalla giovinezza alla maturità nella miseria e nella caduta di speranze e prospettive. Il peggio è il sospetto che tutto questo, il crack, il caos e la rovina di milioni di vite, sia voluto, progettato. Era il 1994, e David Rockefeller parlava allo United Nations Business Council. Disse: «We are on the verge of global transformation. All we need is a major crisis, and the nations will accept the New World Order» (4). «Siamo sulla soglia di una mutazione globale. Ci manca soltanto una cosa: una crisi rilevante, e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale». Stranamente, ha ripetuto in questi giorni la stessa cosa George Bush senior, l’ex-presidente ed ex capo della CIA, il padre dell’alcolista subnormale alla Casa Bianca: «Da questi tempi di sconvolgimento può emergere il nostro obbiettivo, un Nuovo Ordine Mondiale». Hanno previsto tutto? Si preparano ad imporci l’ordine totale?
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#36 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Dal 1929 al 1954 c'e' stata un'altra cosetta in mezzo, davanti alla quale la crisi del 29 e' stata una pipi' di un colibri'.
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#37 |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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Mi sa che si sta sottovalutando il problema
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#38 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 2052
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mmm... Ma quelle stime dove le ha prese? 90 banche che falliranno come stima ottimistica? 300 banche come stima realistica?
Mio Dio ma è qualcosa di apocalittico. Ecco perchè la Borsa ha accellerato la sua discesa graduale da un mese (http://finance.google.com/finance?q=...INDEXSP:.INX): i grossi investitori accorti stanno abbandonando lentamente tutto agli squali dell'ultimo minuto... comunque ieri e oggi gli indici sono in attivo. http://finance.google.com/finance?q=...20INDEXSP:.INX Da un certo punto di vista una crisi del genere porterebbe a grossi cambiamenti, speriamo per il meglio. Ad esempio per rilanciare l'economia si potrebbe puntare tutto sull'industria delle energie rinnovabili, capaci di creare posti di lavoro e dare energia a tutti. Io sarò lì, proprio nel centro della crisi, in America fino a fine agosto. Poi dovrei essere in Canada. Vi racconterò quando potrò la percezione della crisi lì.
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ciao Ultima modifica di Marko91 : 17-07-2008 alle 14:16. |
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#39 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Se qualcuno e' veramente sicuro che ci sara' una grossa crisi, ci sono strumenti finanziari che gli permetterebbero di guadagnare tantissimo.
Talmente tanto che la decrescita del valore del denaro che ne conseguirebbe sarebbe ampiamente riassorbita dai guadagni. Ma deve andare davvero male... altrimenti perde tutto l'investimento.
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#40 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Messaggi: 2910
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La botta sarà forte, e presto. PS: http://icebergfinanza.splinder.com/
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...Grazie caro Lolek! |
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