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#161 |
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2008
Città: Nagoya (JP)
Messaggi: 0
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Buongiorno a tutti! E' da un po' che lurko il forum e vorrei intervenire sulla discussione della proposta di reintroduzioni dei manicomi. Scrivo dall'estero e quindi mi scuso se le mie informazioni sulla realta' italiana non sono aggiornate come dovrebbero.
Vorrei partire dall'affermazione che i manicomi andrebbero reintrodotti per ragioni terapeutiche. Francamente su questo punto non sono d'accordo nemmeno molti medici psichiatri. Per molti infatti la cura di una malattia mentale richiede un percorso terapeutico mirato impossibile in una struttura "generalista" come un ospedale psichiatrico. Per questo motivo sono stati proprio dei medici i primi promotori della loro chiusura in molti paesi tra i quali anche l'Italia. Il fatto che alcune esperienze personali di persone che hanno avuto amici o parenti malati testimonino il contrario non conta nulla a livello statistico. Alla stregua del fatto che se una persona ha avuto un tumore o assistito parenti con tumore non diventa automaticamente ne' un oncologo ne' un esperto dell'argomento. Anzi, dispiace, ma per certi versi il coinvolgimento emotivo toglie obiettivita' e la sostituisce con un "senso comune", "buon senso", spesso piu' dannoso che inutile. Veniamo poi alla definizione di malattia mentale. Esiste una definizione condivisa? Non sarei cosi' sicuro. Le comunita' scientifiche (medica, sociologica, psicologica, ecc) sono in accordo? No. Basti pensare che tra queste (sotto distrurbi della sessualita') rientrava fino a pochi anni fa anche l'omosessualita'. Il discrimine, stante il fatto che in molti casi non esistono misurazioni quantitative, sta oggi in un riscontro oggettivo di "comportamenti dannosi per se stessi e per la collettivita'". E' una definizione tanto ampia da mettere tutti d'accordo, ma altrettanto da far rientrare in gioco un giudizio di valore sul comportamento che ha poco di scientifico. Non sto parlando di malattie riconosciute tali in termini biomedici, ma della pericolosita' interpretativa di questo concetto. Vediamo alcuni risvolti giuridici per cominciare. Secondo l'ordinamento giuridico italiano, esistono molti casi in cui una persona puo' essere dichiarata incapace di intendere e di volere. Oggi, in Italia come in altri paesi, un medico psichiatra puo' disporre il ricovero obbligato di un paziente (TSO) in caso conclamato. Ovviamente si deve assumere una responsabilita' giuridica in quanto un tribunale puo' ribaltare il ricovero e disporre sanzioni al medico per aver violato un principio costituzionale che garantisce al cittadino il diritto di decidere sulla propria salute. Sta al medico assumersi questa responsabilita' sulla base delle sue competenze e della sua considerazione dell'interesse del paziente. In molti casi non lo si vuole fare e ci si lava le mani, ma in altri ci si spinge verso l'interdizione per ragioni prettamente economiche (testamenti, eredita', ecc), non dimentichiamolo. Ma se diamo per scontata (e voglio farlo) la buona fede del clinici, non basterebbe gia' lavorare per migliorare questo strumento giuridico-medico? Perche' parlare di manicomi? Passiamo dunque al concetto di manicomio e interroghiamoci un po' di piu'. Non prendersi la briga di farsi un'idea della letteratura scientifica prima di negare il rischio politico associato alla reintroduzione di questa istituzione e' quantomeno superficiale. I manicomi sono istituzioni totalizzanti, come le carceri, prima ancora che di cura. Chi ne ha studiato la storia e il funzionamento (Foucault, Goffman, Garfinkle, ecc solo per fare alcuni nomi) o chi ha trattato la storia dell'evoluzione del concetto di "malattia mentale" ha sempre messo in evidenza come il principare obiettivo di queste istituzioni sia quello di spezzare il controllo dell'individuo sulla realta' abbattendo la frontiera tra pubblico e privato, tra sfera personale e sfera sociale. Detto in parole povere si mira a far si che chi viene definito come malato accetti questa definizione di se' prima ancora che la cura. Esistono delle ragioni mediche che non nego, ma sulla cui utilita' non vi e' una voce univoca nella comunita' medica. Si potrebbe allora sostenere che il professionista sappia quando la malattia e' reale o meno? Non credo ci si possa fidare totalmente. Alle obiezioni sociologiche che ho riportato piu' sopra, se ne aggiungono di sperimentali. In passato vi sono sono stati molti studi (posso documentare a richiesta) che dimostrano come fattori politici e di logica di preservazione della reputazione istituzionale rientrino gia' nella prima valutazione della malattia. Lo studio piu' famoso e' un doppio cieco effettuato negli USA intorno agli anni '70. Nella prima fase dello studio i ricercatori si recarono al manicomio lamentando rabbia, depressione e altri sintomi inventati ricevendo una diagnosi di schizzofrenia. La percentuale di ricoveri sia tra i ricercatori che i normali utenti fu del 90%. Nella seconda fase i manicomi ricevettero una lettera che li informava dell'imminente arrivo di alcuni ricercatori per sostenere dei colloqui di valutazione. Nonostante il fatto che nessun ricercatore si sia realmente presentato in questa fase, la percentuale di ricoveri scese al 7% circa (ho detto AL non DEL). Cosa ci dice questo? Ci dovrebbe quantomeno far prendere le distanze dal binomio manicomio=cura visto che gia' al livello di diagnosi della malattia esistono dei dubbi molto seri. Su come poi si viveva realmente nei manicomi consiglio una lettura di http://www.agenziaradicale.com/index...4080&Itemid=55 Veniamo ora alle implicazioni politiche che sono necessarie visto che la fonte del progetto di reintroduzione non e' medica, ma politica. Sono forze politiche la cui logica alla fine e' politica e dunque simile a quella militare di creare ed isolare un nemico per muovere il consenso delle masse verso una direzione precisa. Non ne voglio fare un discorso partigiano. Un tale strumento potrebbe essere appetibile sia per la destra che per la sinistra. Sono tuttavia pervaso da un certo sgomento quando sento dare per scontata la democrazia. Sul fatto che oggi l'Italia sia pienamente democratica avrei qualche perplessita', ma ognuno ha le sue idee. Idee che rispetto, ma che per essere condivise o prese in considerazione dovrebbero avere piu' sostanza che semplici slogan, frasi ad effetto e quant'altro sia oggi ritenuto provante in una societa' basata sul monologo. Mi sembra invece che si manchi un po' di visione di insieme e di memoria storica. E' ovvio che l'equazione manicomio=controllo politico e' molto azzardata, ma non sarebbe la prima volta nemmeno in paesi considerati, con riferimento al loro contesto temporale, DEMOCRATICI. Lasciamo perdere l'uso fattone in Unione Sovietica o in Cina. Non voglio tirare in ballo nemmeno 1984 ne' Half Life 2 anche se quest'ultimo e' una buona metafora letteraria di un'inquietante evoluzione della democrazia. Ma se volete citazioni piu' dotte basti pensare a Hobbes a Locke e molti altri filosofi politici che hanno messo in evidenza in rischi per la democrazia in qualunque momento storico in cui le masse chiedono piu' controllo, piu' sicurezza, piu' repressione e ricevono in cambio minore liberta'. Basti pensare al "terrore" dopo la Rivoluzione Francese; e la rivoluzione francese e' una delle tappe storiche innegabili della democrazia occidentale, sbaglio? Chi in momenti di crisi o di stasi manipola la frontiera tra il "normale" e il "non normale" decide le sorti di un individuo e di un popolo. Chi vuole manipolarla deve controllare le informazioni. Questa e' storia, non sono videogames. Pensiamo al Patriot Act negli USA o al controllo per impronte digitali in Giappone (Io ci vivo da qualche anno... non sono un informatico ne' un ingegnere, ma qualcuno mi spiega come puo' costare solo 400E un sistema cosi' complesso? Dove sono i reali interessi?). Se siete andati in questi due paesi membri del G8, tecnologicamente avanzati e difensori della democrazia, per ragioni altre che il turismo potete rendervi ben conto di come la democrazia non manchi solo in paesi come Cuba, il Cile o il Nicaragua, ma sia da difendere in ogni momento e in ogni Nazione. Non vorrei sbagliarmi, ma entrambi i paesi hanno misure di carcere preventivo. Cioe' sulla base del fatto che si presuppone che un individuo stia per commettere un reato lo si definisce un potenziale pericolo e lo si arresta. Cosa manca a che, quando non ci sono prove oggettive (armi ritrovate, esplosivi, ecc) si possa ritenere l'individuo momentaneamente "pericoloso per se stesso e la collettivita'" e lo si avvii verso un programma di rieducazione? Vorrei precisare che le mie non sono affermazioni categoriche, ma solo spunti di riflessione per superare una sterile discussione di equazioni da operetta. Invito chi fosse interessato ad una discussione (anche accessa) a rispondermi e allo stesso tempo vi anticipo che non ho intenzione di rispondere a messaggi che non siano un minimo documentati e razionali. cordialmente vi saluto Ultima modifica di nagoyakochin : 11-04-2008 alle 11:55. Motivo: aggiunta di un link fonte e divisione in paragrafi |
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#162 |
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2008
Città: Nagoya (JP)
Messaggi: 0
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Grazie, piacere di conoscerti.
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#163 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Trentino
Messaggi: 1084
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Video tornato in homepage di Youtube.
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#164 |
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Bannato
Iscritto dal: Apr 2008
Messaggi: 0
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#165 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Messaggi: 39839
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Ma qui si sta ancora discutendo del fatto che il PdL abbia comprato o meno uno spazio pubblicitario? Ma siamo pazzi?
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#166 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Città: Milano
Messaggi: 19149
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![]() meno male che è il penultimo giorno va... |
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#167 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Trentino
Messaggi: 1084
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Stavolta è il video di un comizio elettorale.
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#168 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 2151
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#169 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
Messaggi: 367
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14:41 Berlusconi: "Ho in testa una sorpresa, maa devo verificare..."
La sorpresa? "In testa ce l'avrei. Sto verificando la sostenibilità della spesa conseguente...". Così Silvio Berlusconi, intervistato dal Tg3, risponde a una domanda sulla sorpresa agli italiani che potrebbe annunciare questa sera al suo intervento a Matrix. OOOOOOOOOOOOOOOOOOH ha la sorpresa, ma non l'avrei maaai detto "vi tolgo ...................... meno .......... per ........... più ............. per ............. un sogno ..... anche per te " quale sarà la sparata finale? mi vergogno dei milioni di Italiani che si faranno fregare anche stavolta da una sparata elettorale dell'ultimo minuto |
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