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Old 08-02-2008, 11:06   #61
Redux
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Originariamente inviato da Charonte Guarda i messaggi
roba da non credere nel 2007
siamo al ridicolo
tenderei a dire che un dogma religioso, proprio per esser tale, non dovrebbe adeguarsi ai tempi e ai costumi, sennò è una moda, non una religione.
Che ti serve? una rivisitazione "fescion" della Bibbia? una fede digitale? che si deve dire nel 2007? nel 2007 non possiamo più credere in Dio? se è così poveri noi, bella roba il progresso!
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Old 08-02-2008, 11:36   #62
blackgnat
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Originariamente inviato da Killer Application Guarda i messaggi
si accede ai piani alti solo se si è uomini giusti e corretti.

Il fatto è che, almeno che una persona è santa, qualche peccato nella sua vita l'ha fatto(tipo condannare chiesa/cristianesimo) e quindi ha bisogno di un bel reset dei peccati, chiamata confessione.

Il fatto è che per confessarsi si deve essere cattolici,quindi.....
scusa ... ammetto la mia ignoranza ... ma questo,( la confessione ..come occasione per un bel reset..) Cristo quando lo ha detto ??
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Old 08-02-2008, 11:41   #63
LightIntoDarkness
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Originariamente inviato da blackgnat Guarda i messaggi
scusa ... ammetto la mia ignoranza ... ma questo,( la confessione ..come occasione per un bel reset..) Cristo quando lo ha detto ??
Come già segnalato, nè Cristo nè tantomeno la Chiesa lo hanno detto... la Misericordia Divina non è mai assoggettata al sacramento della riconciliazione.
Consiglio di leggere il catechismo della chiesa cattolica on-line per maggiori chiarimenti.
__________________
...Grazie caro Lolek!
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Old 08-02-2008, 11:44   #64
nestle
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Originariamente inviato da blackgnat Guarda i messaggi
scusa ... ammetto la mia ignoranza ... ma questo,( la confessione ..come occasione per un bel reset..) Cristo quando lo ha detto ??
sei rimasto un po' indietro...
sono tante le cose non scritte nei vangeli e inventate di sana pianta... (non che quelle dei vangeli non lo siano...).

perchè cristo (o chiunque esso sia stato) ha mai parlato di indulgenze, strutture ecclesiastiche, papi,etc...?

diciamo che la struttura ecclesiastica ha preso una base da una storia e poi ha costruito intorno il suo impero; nei secoli ha distorto il messaggio di base e ha imposto i suoi "valori".

quindi andare a vedere quello che ha detto il così detto "cristo" è l'ultima cosa sensata da fare per capire la chiesa...
__________________
il mio blog:

http://gabrireef.blogspot.com/
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Old 08-02-2008, 11:47   #65
LightIntoDarkness
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Originariamente inviato da nestle Guarda i messaggi
sei rimasto un po' indietro...
sono tante le cose non scritte nei vangeli e inventate di sana pianta... (non che quelle dei vangeli non lo siano...).

perchè cristo (o chiunque esso sia stato) ha mai parlato di indulgenze, strutture ecclesiastiche, papi,etc...?

diciamo che la struttura ecclesiastica ha preso una base da una storia e poi ha costruito intorno il suo impero; nei secoli ha distorto il messaggio di base e ha imposto i suoi "valori".

quindi andare a vedere quello che ha detto il così detto "cristo" è l'ultima cosa sensata da fare per capire la chiesa...
Meglio approfondire un po' la dottrina cattolica.
Suggerisco il catechismo (magari il compendio che è più leggero), le encicliche più recenti (partendo dalla Spe Salvi), tutte disponibili on-line.

__________________
...Grazie caro Lolek!
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Old 08-02-2008, 11:49   #66
Ziosilvio
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Originariamente inviato da blackgnat Guarda i messaggi
questo,( la confessione ..come occasione per un bel reset..) Cristo quando lo ha detto ??
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Originariamente inviato da LightIntoDarkness Guarda i messaggi
nè Cristo nè tantomeno la Chiesa lo hanno detto
Come no?
E le parole agli apostoli: "Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi"? (Vangelo di Giovanni, capitolo 20, versetti 22 e 23)
__________________
Ubuntu è un'antica parola africana che significa "non so configurare Debian" Chi scherza col fuoco si brucia.
Scienza e tecnica: Matematica - Fisica - Chimica - Informatica - Software scientifico - Consulti medici
REGOLAMENTO DarthMaul = Asus FX505 Ryzen 7 3700U 8GB GeForce GTX 1650 Win10 + Ubuntu
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Old 08-02-2008, 11:53   #67
nestle
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Originariamente inviato da LightIntoDarkness Guarda i messaggi
Meglio approfondire un po' la dottrina cattolica.
Suggerisco il catechismo (magari il compendio che è più leggero), le encicliche più recenti (partendo dalla Spe Salvi), tutte disponibili on-line.

no grazie

so come impiegare il mio tempo in modo più costruttivo

e se dovessi andare alla ricerca della verità sulla dottrina cattolica di certo non la cercherei nelle encicliche o nel catechismo...
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Old 08-02-2008, 11:57   #68
Ziosilvio
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Originariamente inviato da LotharInt Guarda i messaggi
Affermazioni di questo tipo , obsolete e minacciose,a mio parere oltre ad infondere inutili paure nei piu' suscettibili , sono estremamente dannose per la conflittualità che generano nei fedeli cristiani e completamente incompatibili con la realtà moderna in cui viviamo.
A me, leggendo il tuo post, sembra che il Papa abbia detto le cose seguenti:
  • che la salvezza richiede impegno---cosa che la Chiesa cattolica dice da sempre, e che certi "nuovi movimenti religiosi" molto di moda oggigiorno preferiscono negare;
  • che si dovrebbe digiunare dal rumore come si digiuna dal cibo---cosa che mi pare si dica anche qui quando ci si lamenta del TGCom o del Giornale o di Libero
e che nessuna delle cose seguenti sia, di per sé, cattiva.
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Old 08-02-2008, 11:58   #69
Ziosilvio
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Originariamente inviato da LightIntoDarkness Guarda i messaggi
Meglio approfondire un po' la dottrina cattolica.
"Conosci il tuo nemico" è uno dei precetti di Sun-Tzu, mi pare.
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Old 08-02-2008, 12:05   #70
cdimauro
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Ma qui serve prima conoscere il tuo amico...
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Per iniziare a programmare c'è solo Python con questo o quest'altro (più avanzato) libro
@LinkedIn Non parlo in alcun modo a nome dell'azienda per la quale lavoro
Ho poco tempo per frequentare il forum; eventualmente, contattatemi in PVT o nel mio sito. Fanboys
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Old 08-02-2008, 12:26   #71
LightIntoDarkness
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Originariamente inviato da Ziosilvio Guarda i messaggi
Come no?
E le parole agli apostoli: "Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi"? (Vangelo di Giovanni, capitolo 20, versetti 22 e 23)
Occhio che non si è cristiani cattolici semplicemente estrapolando delle frasi dalle scritture: sappiamo bene che lo fanno in moltissimi, dagli atei ai TdG.
"Egli come ai discepoli di Emmaus, ci svela il senso delle scritture e spezza il pane con noi": è fondamentale scoprire come Cristo ci svela questo senso, attraverso la Chiesa ma in primis con la luce dello Spirito nell'inviolabilità sacrale della nostra coscienza.

Per il fatto in questione, partiamo dal catechismo:

IL SACRAMENTO DELLA PENITENZA E DELLA RICONCILIAZIONE
  • 1422 “Quelli che si accostano al sacramento della Penitenza ricevono dalla misericordia di Dio il perdono delle offese fatte a lui e insieme si riconciliano con la Chiesa, alla quale hanno inflitto una ferita col peccato e che coopera alla loro conversione con la carità, l'esempio e la preghiera” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 11].
  • 1423 E' chiamato sacramento della conversione poiché realizza sacramentalmente l'appello di Gesù alla conversione, [Cf ⇒ Mc 1,15 ] il cammino di ritorno al Padre [Cf ⇒ Lc 15,18 ] da cui ci si è allontanati con il peccato.
    E' chiamato sacramento della Penitenza poiché consacra un cammino personale ed ecclesiale di conversione, di pentimento e di soddisfazione del cristiano peccatore.
  • 1428 Ora, l'appello di Cristo alla conversione continua a risuonare nella vita dei cristiani. Questa seconda conversione è un impegno continuo per tutta la Chiesa che “comprende nel suo seno i peccatori” e che, “santa insieme e sempre bisognosa di purificazione, incessantemente si applica alla penitenza e al suo rinnovamento” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 8]. Questo sforzo di conversione non è soltanto un'opera umana. E' il dinamismo del “cuore contrito” ( ⇒ Sal 51,19 ) attirato e mosso dalla grazia [Cf ⇒ Gv 6,44; ⇒ Gv 12,32 ] a rispondere all'amore misericordioso di Dio che ci ha amati per primo [Cf ⇒ 1Gv 4,10 ].
  • 1429 Lo testimonia la conversione di san Pietro dopo il triplice rinnegamento del suo Maestro. Lo sguardo d'infinita misericordia di Gesù provoca le lacrime del pentimento ( ⇒ Lc 22,61 ) e, dopo la Risurrezione del Signore, la triplice confessione del suo amore per lui [Cf ⇒ Gv 21,15-17 ]. La seconda conversione ha pure una dimensione comunitaria. Ciò appare nell'appello del Signore ad un'intera Chiesa: “Ravvediti!” ( ⇒ Ap 2,5; 1429 ⇒ Ap 2,16 ).
  • 1430 Come già nei profeti, l'appello di Gesù alla conversione e alla penitenza non riguarda anzitutto opere esteriori, “il sacco e la cenere”, i digiuni e le mortificazioni, ma la conversione del cuore, la penitenza interiore. Senza di essa, le opere di penitenza rimangono sterili e menzognere; la conversione interiore spinge invece all'espressione di questo atteggiamento in segni visibili, gesti e opere di penitenza [Cf ⇒ Gl 2,12-13; ⇒ Is 1,16-17; ⇒ Mt 6,1-6; 1430 ⇒ Mt 6,16-18 ].
  • 1431 La penitenza interiore è un radicale riorientamento di tutta la vita, un ritorno, una conversione a Dio con tutto il cuore, una rottura con il peccato, un'avversione per il male, insieme con la riprovazione nei confronti delle cattive azioni che abbiamo commesse. Nello stesso tempo, essa comporta il desiderio e la risoluzione di cambiare vita con la speranza della misericordia di Dio e la fiducia nell'aiuto della sua grazia. Questa conversione del cuore è accompagnata da un dolore e da una tristezza salutari, che i Padri hanno chiamato “ animi cruciatus [afflizione dello spirito]”, “compunctio cordis [contrizione del cuore]” [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1676-1678; 1705; Catechismo Romano, 2, 5, 4].
  • 1432 Il cuore dell'uomo è pesante e indurito. Bisogna che Dio dia all'uomo un cuore nuovo [Cf ⇒ Ez 36,26-27 ]. La conversione è anzitutto un'opera della grazia di Dio che fa ritornare a lui i nostri cuori: “Facci ritornare a te, Signore, e noi ritorneremo” (⇒ Lam 5,21 ). Dio ci dona la forza di ricominciare. E' scoprendo la grandezza dell'amore di Dio che il nostro cuore viene scosso dall'orrore e dal peso del peccato e comincia a temere di offendere Dio con il peccato e di essere separato da lui. Il cuore umano si converte guardando a colui che è stato trafitto dai nostri peccati [Cf ⇒ Gv 19,37; 1432 ⇒ Zc 12,10 ].
  • 1433 Dopo la Pasqua, è lo Spirito Santo che convince “il mondo quanto al peccato” ( ⇒ Gv 16,8-9 ), cioè al fatto che il mondo non ha creduto in colui che il Padre ha inviato. Ma questo stesso Spirito, che svela il peccato, è il Consolatore [Cf ⇒ Gv 15,26 ] che dona al cuore dell'uomo la grazia del pentimento e della conversione [Cf ⇒ At 2,36-38; cf Giovanni Paolo II, Lett. enc. Dominum et Vivificantem, 27-48].
  • 1435 La conversione si realizza nella vita quotidiana attraverso gesti di riconciliazione, attraverso la sollecitudine per i poveri, l'esercizio e la difesa della giustizia e del diritto, [Cf ⇒ Am 5,24; 1435 ⇒ Is 1,17 ] attraverso la confessione delle colpe ai fratelli, la correzione fraterna, la revisione di vita, l'esame di coscienza, la direzione spirituale, l'accettazione delle sofferenze, la perseveranza nella persecuzione a causa della giustizia. Prendere la propria croce, ogni giorno, e seguire Gesù è la via più sicura della penitenza [Cf ⇒ Lc 9,23 ].
  • 1439 Il dinamismo della conversione e della penitenza è stato meravigliosamente descritto da Gesù nella parabola detta “del figlio prodigo” il cui centro è “il padre misericordioso” ( ⇒ Lc 15,11-24 ): il fascino di una libertà illusoria, l'abbandono della casa paterna; la miseria estrema nella quale il figlio viene a trovarsi dopo aver dilapidato la sua fortuna; l'umiliazione profonda di vedersi costretto a pascolare i porci, e, peggio ancora, quella di desiderare di nutrirsi delle carrube che mangiavano i maiali; la riflessione sui beni perduti; il pentimento e la decisione di dichiararsi colpevole davanti a suo padre; il cammino del ritorno; l'accoglienza generosa da parte del padre; la gioia del padre: ecco alcuni tratti propri del processo di conversione. L'abito bello, l'anello e il banchetto di festa sono simboli della vita nuova, pura, dignitosa, piena di gioia che è la vita dell'uomo che ritorna a Dio e in seno alla sua famiglia, la Chiesa. Soltanto il cuore di Cristo, che conosce le profondità dell'amore di suo Padre, ha potuto rivelarci l'abisso della sua misericordia in una maniera così piena di semplicità e di bellezza.
  • 1440 Il peccato è anzitutto offesa a Dio, rottura della comunione con lui. Nello stesso tempo esso attenta alla comunione con la Chiesa. Per questo motivo la conversione arreca ad un tempo il perdono di Dio e la riconciliazione con la Chiesa, ciò che il sacramento della Penitenza e della Riconciliazione esprime e realizza liturgicamente [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 11].
  • 1441 Dio solo perdona i peccati [Cf ⇒ Mc 2,7 ]. Poiché Gesù è il Figlio di Dio, egli dice di se stesso: “Il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati” ( ⇒ Mc 2,10 ) ed esercita questo potere divino: “Ti sono rimessi i tuoi peccati!” ( ⇒ Mc 2,5; ⇒ Lc 7,48 ). Ancor di più: in virtù della sua autorità divina dona tale potere agli uomini [Cf ⇒ Gv 20,21-23 ] affinché lo esercitino nel suo nome.
  • 1442 Cristo ha voluto che la sua Chiesa sia tutta intera, nella sua preghiera, nella sua vita e nelle sue attività, il segno e lo strumento del perdono e della riconciliazione che egli ci ha acquistato a prezzo del suo sangue. Ha tuttavia affidato l'esercizio del potere di assolvere i peccati al ministero apostolico. A questo è affidato il “ministero della riconciliazione” ( ⇒ 2Cor 5,18 ). L'apostolo è inviato “nel nome di Cristo”, ed è Dio stesso che, per mezzo di lui, esorta e supplica: “Lasciatevi riconciliare con Dio” ( ⇒ 2Cor 5,20 ).
  • 1443 Durante la sua vita pubblica, Gesù non ha soltanto perdonato i peccati; ha pure manifestato l'effetto di questo perdono: egli ha reintegrato i peccatori perdonati nella comunità del Popolo di Dio, dalla quale il peccato li aveva allontanati o persino esclusi. Un segno chiaro di ciò è il fatto che Gesù ammette i peccatori alla sua tavola; più ancora, egli stesso siede alla loro mensa, gesto che esprime in modo sconvolgente il perdono di Dio [Cf ⇒ Lc 15 ] e, nello stesso tempo, il ritorno in seno al Popolo di Dio [ Cf ⇒ Lc 19,9 ].
  • 1444 Rendendo gli Apostoli partecipi del suo proprio potere di perdonare i peccati, il Signore dà loro anche l'autorità di riconciliare i peccatori con la Chiesa. Tale dimensione ecclesiale del loro ministero trova la sua più chiara espressione nella solenne parola di Cristo a Simon Pietro: “A te darò le chiavi del Regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” ( ⇒ Mt 16,19 ). Questo “incarico di legare e di sciogliere, che è stato dato a Pietro, risulta essere stato pure concesso al collegio degli Apostoli, unito col suo capo” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 22].
  • 1445 Le parole legare e sciogliere significano: colui che voi escluderete dalla vostra comunione, sarà escluso dalla comunione con Dio; colui che voi accoglierete di nuovo nella vostra comunione, Dio lo accoglierà anche nella sua. La riconciliazione con la Chiesa è inseparabile dalla riconciliazione con Dio.
  • 1458 Sebbene non sia strettamente necessaria, la confessione delle colpe quotidiane (peccati veniali) è tuttavia vivamente raccomandata dalla Chiesa [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1680; ⇒ Codice di Diritto Canonico, 988, 2]. In effetti, la confessione regolare dei peccati veniali ci aiuta a formare la nostra coscienza, a lottare contro le cattive inclinazioni, a lasciarci guarire da Cristo, a progredire nella vita dello Spirito. Ricevendo più frequentemente, attraverso questo sacramento, il dono della misericordia del Padre, siamo spinti ad essere misericordiosi come lui: [Cf ⇒ Lc 6,36 ]

    Chi riconosce i propri peccati e li condanna, è già d'accordo con Dio. Dio condanna i tuoi peccati; e se anche tu li condanni, ti unisci a Dio. L'uomo e il peccatore sono due cose distinte: l'uomo è opera di Dio, il peccatore è opera tua, o uomo. Distruggi ciò che tu hai fatto, affinché Dio salvi ciò che egli ha fatto. Quando comincia a dispiacerti ciò che hai fatto, allora cominciano le tue opere buone, perché condanni le tue opere cattive. Le opere buone cominciano col riconoscimento delle opere cattive. Operi la verità, e così vieni alla Luce [Sant'Agostino, In Evangelium Johannis tractatus, 12,
  • 1466 Il confessore non è il padrone, ma il servitore del perdono di Dio. Il ministro di questo sacramento deve unirsi “all'intenzione e alla carità di Cristo” [Conc. Ecum. Vat. II, Presbyterorum ordinis, 13]. Deve avere una provata conoscenza del comportamento cristiano, l'esperienza delle realtà umane, il rispetto e la delicatezza nei confronti di colui che è caduto; deve amare la verità, essere fedele al magistero della Chiesa e condurre con pazienza il penitente verso la guarigione e la piena maturità. Deve pregare e fare penitenza per lui, affidandolo alla misericordia del Signore.

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Old 08-02-2008, 12:28   #72
LightIntoDarkness
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no grazie

so come impiegare il mio tempo in modo più costruttivo

e se dovessi andare alla ricerca della verità sulla dottrina cattolica di certo non la cercherei nelle encicliche o nel catechismo...
Benissimo, sono contento per te, se davvero pensi che sia la cosa migliore da fare: lascia allora gentilmente questo 3d, onde evitare che gli altri sprechino tempo ed energie a cercare di discutere con te, energie che magari potrebbero essere dedicate a rispondere a persone più "sincere" nel porsi in un forum.

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Old 08-02-2008, 12:29   #73
FabioGreggio
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Occhio che non si è cristiani cattolici semplicemente estrapolando delle frasi dalle scritture: sappiamo bene che lo fanno in moltissimi, dagli atei ai TdG.
"Egli come ai discepoli di Emmaus, ci svela il senso delle scritture e spezza il pane con noi": è fondamentale scoprire come Cristo ci svela questo senso, attraverso la Chiesa ma in primis con la luce dello Spirito nell'inviolabilità sacrale della nostra coscienza.

Per il fatto in questione, partiamo dal catechismo:

IL SACRAMENTO DELLA PENITENZA E DELLA RICONCILIAZIONE
  • 1422 “Quelli che si accostano al sacramento della Penitenza ricevono dalla misericordia di Dio il perdono delle offese fatte a lui e insieme si riconciliano con la Chiesa, alla quale hanno inflitto una ferita col peccato e che coopera alla loro conversione con la carità, l'esempio e la preghiera” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 11].
  • 1423 E' chiamato sacramento della conversione poiché realizza sacramentalmente l'appello di Gesù alla conversione, [Cf ⇒ Mc 1,15 ] il cammino di ritorno al Padre [Cf ⇒ Lc 15,18 ] da cui ci si è allontanati con il peccato.
    E' chiamato sacramento della Penitenza poiché consacra un cammino personale ed ecclesiale di conversione, di pentimento e di soddisfazione del cristiano peccatore.
  • 1428 Ora, l'appello di Cristo alla conversione continua a risuonare nella vita dei cristiani. Questa seconda conversione è un impegno continuo per tutta la Chiesa che “comprende nel suo seno i peccatori” e che, “santa insieme e sempre bisognosa di purificazione, incessantemente si applica alla penitenza e al suo rinnovamento” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 8]. Questo sforzo di conversione non è soltanto un'opera umana. E' il dinamismo del “cuore contrito” ( ⇒ Sal 51,19 ) attirato e mosso dalla grazia [Cf ⇒ Gv 6,44; ⇒ Gv 12,32 ] a rispondere all'amore misericordioso di Dio che ci ha amati per primo [Cf ⇒ 1Gv 4,10 ].
  • 1429 Lo testimonia la conversione di san Pietro dopo il triplice rinnegamento del suo Maestro. Lo sguardo d'infinita misericordia di Gesù provoca le lacrime del pentimento ( ⇒ Lc 22,61 ) e, dopo la Risurrezione del Signore, la triplice confessione del suo amore per lui [Cf ⇒ Gv 21,15-17 ]. La seconda conversione ha pure una dimensione comunitaria. Ciò appare nell'appello del Signore ad un'intera Chiesa: “Ravvediti!” ( ⇒ Ap 2,5; 1429 ⇒ Ap 2,16 ).
  • 1430 Come già nei profeti, l'appello di Gesù alla conversione e alla penitenza non riguarda anzitutto opere esteriori, “il sacco e la cenere”, i digiuni e le mortificazioni, ma la conversione del cuore, la penitenza interiore. Senza di essa, le opere di penitenza rimangono sterili e menzognere; la conversione interiore spinge invece all'espressione di questo atteggiamento in segni visibili, gesti e opere di penitenza [Cf ⇒ Gl 2,12-13; ⇒ Is 1,16-17; ⇒ Mt 6,1-6; 1430 ⇒ Mt 6,16-18 ].
  • 1431 La penitenza interiore è un radicale riorientamento di tutta la vita, un ritorno, una conversione a Dio con tutto il cuore, una rottura con il peccato, un'avversione per il male, insieme con la riprovazione nei confronti delle cattive azioni che abbiamo commesse. Nello stesso tempo, essa comporta il desiderio e la risoluzione di cambiare vita con la speranza della misericordia di Dio e la fiducia nell'aiuto della sua grazia. Questa conversione del cuore è accompagnata da un dolore e da una tristezza salutari, che i Padri hanno chiamato “ animi cruciatus [afflizione dello spirito]”, “compunctio cordis [contrizione del cuore]” [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1676-1678; 1705; Catechismo Romano, 2, 5, 4].
  • 1432 Il cuore dell'uomo è pesante e indurito. Bisogna che Dio dia all'uomo un cuore nuovo [Cf ⇒ Ez 36,26-27 ]. La conversione è anzitutto un'opera della grazia di Dio che fa ritornare a lui i nostri cuori: “Facci ritornare a te, Signore, e noi ritorneremo” (⇒ Lam 5,21 ). Dio ci dona la forza di ricominciare. E' scoprendo la grandezza dell'amore di Dio che il nostro cuore viene scosso dall'orrore e dal peso del peccato e comincia a temere di offendere Dio con il peccato e di essere separato da lui. Il cuore umano si converte guardando a colui che è stato trafitto dai nostri peccati [Cf ⇒ Gv 19,37; 1432 ⇒ Zc 12,10 ].
  • 1433 Dopo la Pasqua, è lo Spirito Santo che convince “il mondo quanto al peccato” ( ⇒ Gv 16,8-9 ), cioè al fatto che il mondo non ha creduto in colui che il Padre ha inviato. Ma questo stesso Spirito, che svela il peccato, è il Consolatore [Cf ⇒ Gv 15,26 ] che dona al cuore dell'uomo la grazia del pentimento e della conversione [Cf ⇒ At 2,36-38; cf Giovanni Paolo II, Lett. enc. Dominum et Vivificantem, 27-48].
  • 1435 La conversione si realizza nella vita quotidiana attraverso gesti di riconciliazione, attraverso la sollecitudine per i poveri, l'esercizio e la difesa della giustizia e del diritto, [Cf ⇒ Am 5,24; 1435 ⇒ Is 1,17 ] attraverso la confessione delle colpe ai fratelli, la correzione fraterna, la revisione di vita, l'esame di coscienza, la direzione spirituale, l'accettazione delle sofferenze, la perseveranza nella persecuzione a causa della giustizia. Prendere la propria croce, ogni giorno, e seguire Gesù è la via più sicura della penitenza [Cf ⇒ Lc 9,23 ].
  • 1439 Il dinamismo della conversione e della penitenza è stato meravigliosamente descritto da Gesù nella parabola detta “del figlio prodigo” il cui centro è “il padre misericordioso” ( ⇒ Lc 15,11-24 ): il fascino di una libertà illusoria, l'abbandono della casa paterna; la miseria estrema nella quale il figlio viene a trovarsi dopo aver dilapidato la sua fortuna; l'umiliazione profonda di vedersi costretto a pascolare i porci, e, peggio ancora, quella di desiderare di nutrirsi delle carrube che mangiavano i maiali; la riflessione sui beni perduti; il pentimento e la decisione di dichiararsi colpevole davanti a suo padre; il cammino del ritorno; l'accoglienza generosa da parte del padre; la gioia del padre: ecco alcuni tratti propri del processo di conversione. L'abito bello, l'anello e il banchetto di festa sono simboli della vita nuova, pura, dignitosa, piena di gioia che è la vita dell'uomo che ritorna a Dio e in seno alla sua famiglia, la Chiesa. Soltanto il cuore di Cristo, che conosce le profondità dell'amore di suo Padre, ha potuto rivelarci l'abisso della sua misericordia in una maniera così piena di semplicità e di bellezza.
  • 1440 Il peccato è anzitutto offesa a Dio, rottura della comunione con lui. Nello stesso tempo esso attenta alla comunione con la Chiesa. Per questo motivo la conversione arreca ad un tempo il perdono di Dio e la riconciliazione con la Chiesa, ciò che il sacramento della Penitenza e della Riconciliazione esprime e realizza liturgicamente [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 11].
  • 1441 Dio solo perdona i peccati [Cf ⇒ Mc 2,7 ]. Poiché Gesù è il Figlio di Dio, egli dice di se stesso: “Il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati” ( ⇒ Mc 2,10 ) ed esercita questo potere divino: “Ti sono rimessi i tuoi peccati!” ( ⇒ Mc 2,5; ⇒ Lc 7,48 ). Ancor di più: in virtù della sua autorità divina dona tale potere agli uomini [Cf ⇒ Gv 20,21-23 ] affinché lo esercitino nel suo nome.
  • 1442 Cristo ha voluto che la sua Chiesa sia tutta intera, nella sua preghiera, nella sua vita e nelle sue attività, il segno e lo strumento del perdono e della riconciliazione che egli ci ha acquistato a prezzo del suo sangue. Ha tuttavia affidato l'esercizio del potere di assolvere i peccati al ministero apostolico. A questo è affidato il “ministero della riconciliazione” ( ⇒ 2Cor 5,18 ). L'apostolo è inviato “nel nome di Cristo”, ed è Dio stesso che, per mezzo di lui, esorta e supplica: “Lasciatevi riconciliare con Dio” ( ⇒ 2Cor 5,20 ).
  • 1443 Durante la sua vita pubblica, Gesù non ha soltanto perdonato i peccati; ha pure manifestato l'effetto di questo perdono: egli ha reintegrato i peccatori perdonati nella comunità del Popolo di Dio, dalla quale il peccato li aveva allontanati o persino esclusi. Un segno chiaro di ciò è il fatto che Gesù ammette i peccatori alla sua tavola; più ancora, egli stesso siede alla loro mensa, gesto che esprime in modo sconvolgente il perdono di Dio [Cf ⇒ Lc 15 ] e, nello stesso tempo, il ritorno in seno al Popolo di Dio [ Cf ⇒ Lc 19,9 ].
  • 1444 Rendendo gli Apostoli partecipi del suo proprio potere di perdonare i peccati, il Signore dà loro anche l'autorità di riconciliare i peccatori con la Chiesa. Tale dimensione ecclesiale del loro ministero trova la sua più chiara espressione nella solenne parola di Cristo a Simon Pietro: “A te darò le chiavi del Regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” ( ⇒ Mt 16,19 ). Questo “incarico di legare e di sciogliere, che è stato dato a Pietro, risulta essere stato pure concesso al collegio degli Apostoli, unito col suo capo” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 22].
  • 1445 Le parole legare e sciogliere significano: colui che voi escluderete dalla vostra comunione, sarà escluso dalla comunione con Dio; colui che voi accoglierete di nuovo nella vostra comunione, Dio lo accoglierà anche nella sua. La riconciliazione con la Chiesa è inseparabile dalla riconciliazione con Dio.
  • 1458 Sebbene non sia strettamente necessaria, la confessione delle colpe quotidiane (peccati veniali) è tuttavia vivamente raccomandata dalla Chiesa [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1680; ⇒ Codice di Diritto Canonico, 988, 2]. In effetti, la confessione regolare dei peccati veniali ci aiuta a formare la nostra coscienza, a lottare contro le cattive inclinazioni, a lasciarci guarire da Cristo, a progredire nella vita dello Spirito. Ricevendo più frequentemente, attraverso questo sacramento, il dono della misericordia del Padre, siamo spinti ad essere misericordiosi come lui: [Cf ⇒ Lc 6,36 ]

    Chi riconosce i propri peccati e li condanna, è già d'accordo con Dio. Dio condanna i tuoi peccati; e se anche tu li condanni, ti unisci a Dio. L'uomo e il peccatore sono due cose distinte: l'uomo è opera di Dio, il peccatore è opera tua, o uomo. Distruggi ciò che tu hai fatto, affinché Dio salvi ciò che egli ha fatto. Quando comincia a dispiacerti ciò che hai fatto, allora cominciano le tue opere buone, perché condanni le tue opere cattive. Le opere buone cominciano col riconoscimento delle opere cattive. Operi la verità, e così vieni alla Luce [Sant'Agostino, In Evangelium Johannis tractatus, 12,
  • 1466 Il confessore non è il padrone, ma il servitore del perdono di Dio. Il ministro di questo sacramento deve unirsi “all'intenzione e alla carità di Cristo” [Conc. Ecum. Vat. II, Presbyterorum ordinis, 13]. Deve avere una provata conoscenza del comportamento cristiano, l'esperienza delle realtà umane, il rispetto e la delicatezza nei confronti di colui che è caduto; deve amare la verità, essere fedele al magistero della Chiesa e condurre con pazienza il penitente verso la guarigione e la piena maturità. Deve pregare e fare penitenza per lui, affidandolo alla misericordia del Signore.


10 euro a chi lo legge tutto.



fg
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Old 08-02-2008, 12:32   #74
Gio22
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nel tempo che perdo a leggerlo (e capirlo)
li pedo di lavoro


naaa

preferisco la religione fai da te.
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Old 08-02-2008, 12:38   #75
nestle
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Benissimo, sono contento per te, se davvero pensi che sia la cosa migliore da fare: lascia allora gentilmente questo 3d, onde evitare che gli altri sprechino tempo ed energie a cercare di discutere con te, energie che magari potrebbero essere dedicate a rispondere a persone più "sincere" nel porsi in un forum.

dove non sarei "sincero"?

primo, se vedi il mio post non sono entrato nel merito dell'esistenza o meno dell'inferno, o solo espresso la mia opinione su una notizia senza entrare nei meriti di questioni religiose.

secondo, posso benissimo parlare di religione cattolica senza per questo dover leggere il catechismo o le encicliche ma semplicemente basandomi sulla storia. non sei te a decidere chi abbia l'onore di partecipare alle discussioni.

terzo, leggere il catechismo o le encicliche equivale per me a leggere i testi "sacri" di scentology, hanno la stessa importanza e attendibilità, quindi preferisco pensare con il mio cervello e basarmi su quello che vedo e che la storia ci ha mostrato.

quarto, forse sarò presuntuoso io, sicuramente, ma vedo molta più sincerità in me che in un vecchio ricoperto d'oro che predica la povertà e l'umiltà, come insegna la sua religione e di cui dovrebbe essere portavoce.
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Old 08-02-2008, 12:40   #76
Marco!
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bene se l'inferno esiste lui sarà di sicuro uno dei primi ad andarci.
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Old 08-02-2008, 12:41   #77
FabioGreggio
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10€ !!!

nel tempo che perdo a leggerlo (e capirlo)
li pedo di lavoro


naaa

preferisco la religione fai da te.
Miscredente!

fg
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Old 08-02-2008, 12:41   #78
FabioGreggio
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Originariamente inviato da Marco! Guarda i messaggi
bene se l'inferno esiste lui sarà di sicuro uno dei primi ad andarci.
Sei stato nominato.

fg
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Old 08-02-2008, 12:53   #79
raph45
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ti giuro,
Non giurare in maniera facile perchè proprio nel Vangelo gesu' ci ha detto di non giurare affatto perchè non abbiamo il potere di far nulla da soli.
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Old 08-02-2008, 12:56   #80
Gio22
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Originariamente inviato da raph45 Guarda i messaggi
Non giurare in maniera facile perchè proprio nel Vangelo gesu' ci ha detto di non giurare affatto perchè non abbiamo il potere di far nulla da soli.
giuro che nn conoscevo questa frase di cristo.
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