Google Pine Island: il nuovo datacenter sarà alimentato da 1,9 GW di rinnovabili e batterie ferro-aria
Google ha annunciato il suo primo datacenter in Minnesota, a Pine Island. L'impianto sarà supportato da 1,9 GW di energia eolica e solare e da un innovativo sistema di batterie ferro-aria da 30 GWh. La tecnologia, basata sull'ossidazione del ferro, promette accumulo a lungo termine a costi ridotti rispetto al litio.
di Manolo De Agostini pubblicata il 03 Marzo 2026, alle 13:01 nel canale Server e WorkstationL'espansione dell'infrastruttura cloud di Google coinvolge anche il sud-est del Minnesota, dopo il Texas e la promessa di non usare acqua per il raffreddamento. Il nuovo polo di Pine Island sarà alimentato da un mix di 1,4 GW di energia eolica e 200 MW di solare e rappresenterà un vero e proprio banco di prova per la gestione energetica su larga scala.
La sfida principale per i dat center moderni rimane la costanza dell'approvvigionamento in assenza di sole o vento. Per risolverla, Google implementerà una batteria da 300 MW con una capacità di accumulo record di 30 GWh. Se confermata, questa installazione supererebbe per scala i maggiori progetti attuali, inclusi i sistemi agli ioni di litio operativi negli Emirati Arabi Uniti.

Il cuore tecnologico dell'impianto è il sistema sviluppato da Form Energy. A differenza dello standard agli ioni di litio, questa batteria sfrutta il principio della corrosione reversibile del ferro, in cui in fase di scarica l'ossigeno dell'aria ossida minuscoli pellet di ferro, creando ossido di ferro (ruggine) e rilasciando elettroni. Al contrario, nella fase di carica la corrente elettrica inverte la reazione, rimuovendo l'ossigeno e riportando il ferro allo stato metallico.
Sebbene l'efficienza roundtrip, ovvero le perdite di energia subite durante un ciclo completo di carica e scarica, siano inferiori (50-70%) rispetto alle batterie agli ioni di litio (>90%), i vantaggi risiedono nei costi e nella durata. Con una spesa stimata di 20 dollari per kWh - circa un terzo rispetto ai sistemi tradizionali - e la capacità di erogare energia per 100 ore consecutive, questa tecnologia si prefigura come ideale per stabilizzare carichi critici come quelli di un datacenter durante periodi prolungati di scarsa produzione rinnovabile.
Oltre all'innovazione tecnica, il progetto introduce una novità normativa: il Clean Energy Accelerator Charge (CEAC). Evoluzione del modello già testato in Nevada, questo contratto permette a Google di coprire integralmente i costi del servizio elettrico e di finanziare lo sviluppo di energia pulita senza che questi oneri ricadano sulle bollette dei residenti.
Infine, Google investirà inoltre 50 milioni di dollari nel programma Capacity Connect di Xcel Energy, finalizzato alla creazione di una rete distribuita di batterie di dimensioni minori per aumentare la resilienza della rete locale.










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1 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoImbarazzante pensare a dove investiamo le nostre risorse..
Ci puoi alimentare alcune città da milioni di persone o UN datacenter di Google…
Beati loro che hanno i soldi per farlo..
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