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#142 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2004
Città: Cittadino di un mondo libero dalla spazzatura
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Un articolo birichino...
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Affari conclusi: topogatto, BoBBazza, skorpion2, Ricky68, aleforumista, antarex, titave, gonfaloniere, Paramir, Liqih, stefocus, biagimax101, Torregiani, cajenna, s5otto, flu, enricobart, Sinclair63, Jeppo71, LucaAL, ercagno, tomejerry1974, oxone, tetsuya31, X1l10on88. Seccature da: diabolikoverclock; danyrace |
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#143 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
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Riportiamo in tema la discussione.
http://www.repubblica.it/2007/11/sez...ne-verita.html Operazione verità di GIUSEPPE D'AVANZO Nel bestiario italiano dei complotti, autentici o fasulli, fanno spesso capolino i ragni, i serpenti e le piovre più o meno gigantesche. La presenza in scena delle iene e degli sciacalli non è abituale, in verità. Evocati ora da Berlusconi, chi - nello scandalo delle collusioni Rai-Mediaset - ha la parte dei due tristi mammiferi? Iene e sciacalli hanno l'abitudine di cibarsi di carogne. Escluso che Berlusconi sia una carogna, come curiosamente lascia intendere una sua dichiarazione, si deve pensare - a voler stare ai fatti - che "la carogna" sia, debba essere la Rai. E' intorno al servizio pubblico morente, infatti, che si aggiravano iene e sciacalli per divorarne le risorse, le potenzialità, l'efficienza, la missione, cioè il braccio, il cuore e l'anima. Conviene uscire dal bestiario. E' buono soltanto per alzare polveroni e mettere in moto il consueto processo di "vittimizzazione" utile al Cavaliere per liquidare la questione e parlare d'altro. Non è la sola cortina fumogena che pretende di nascondere alla vista il focus dello scandalo. E' soltanto un diversivo manipolatorio, per dire di un'altra, discutere di intercettazioni. E' un rilievo del tutto fantasioso, una polemica ammuffita. Il presidente della Repubblica, pur non facendo esplicito riferimento al caso Rai-Mediaset, ha posto ieri la questione nei giusti termini: è bene che le intercettazioni restino nei faldoni dell'istruttoria, dove devono essere custodite, "almeno finché c'è il segreto istruttorio". E' quel che è accaduto. In quest'affare, non c'è più alcun segreto istruttorio. L'inchiesta è chiusa. Non ci saranno più atti investigativi. Tutte le fonti di prova sono state consegnate, lunedì scorso, ai collegi di difesa degli indagati che ne hanno preso visione. Come non è persecutorio - altra cortina fumogena - che la procura di Milano abbia voluto, nel corso dell'inchiesta, sapere di più di Deborah Bergamini, direttore del marketing della Rai, già assistente personale di Silvio Berlusconi. Come scrivono i pubblici ministeri chiedendo al giudice l'autorizzazione all'ascolto, "Deborah Bergamini è un alto dirigente della Rai, amica di Luigi Crespi (l'indagato). E' a conoscenza delle vicende della società HDC spa (è la società dell'indagato) e in particolare dei rapporti intercorsi con Publitalia/Forza Italia come emerge da alcune telefonate intercorse tra lei e Crespi". Crespi è già intercettato, dunque. Ascoltandolo, si comprende che la Bergamini la sa lunga sull'oggetto dell'indagine. Il pubblico ministero chiede che le intercettazioni si estendano alle sue telefonate. E' l'onesta e abituale prassi. Punto. La terza cortina fumogena è la più buffa. Raccontare lo scandalo Rai-Mediaset, si dice, è stato soltanto una botta a freddo alle possibilità di dialogo sulla legge elettorale tra Veltroni e Berlusconi. Come se il sistema elettorale fosse all'incanto e lo si potesse barattare con il silenzio sul conflitto di interessi. Che il Cavaliere possa crederlo, non è una novità dai tempi della Bicamerale. Che nella trappola ci caschi Veltroni, nessuno in buona fede è autorizzato a pensarlo. Bisogna lasciare da parte le manovre diversive che servono a "interrompere il fuoco" e andare al sodo. Più della metà degli italiani, secondo una ricerca della federazione degli editori, si informa in maniera esclusiva attraverso la televisione senza integrare le sue informazioni con altri media. La proporzione è peggiore della media degli altri paesi europei. Il primato della televisione come fonte primaria ed esclusiva d'informazione diventa assoluto e stupefacente durante le competizione elettorali. Il 77,3 per cento degli italiani vi si affida, mentre soltanto il 6,6 per cento si rivolge ai giornali (blog, on line e digitale non sono ancora in grado di "fare massa", per lo meno nelle ricerche demoscopiche). Quindi, se in Italia controlli la televisione (e cinque telegiornali su sei) hai la possibilità di fare tre operazioni decisive. Scrutini il chi, il che cosa e il come. Comandi l'attenzione del pubblico (decidi non soltanto di che cosa si discute e già basterebbe, ma di che cosa non si discute). Hai il potere di definire i criteri che ne informano il giudizio (Non approfondisci mai alcun problema, lo proponi in modo sintetico e semplificato nella chiave "sei d'accordo o sei contrario", "sei ostile e favorevole": il contenuto non importa, conta solo con chi stai). Ma soprattutto chi controlla la televisione può "fare la lista", come spiega Giancarlo Bosetti nel suo "spin", può selezionare la classifica delle notizie del giorno, determinare che cosa andrà o non andrà nella prima parte dei telegiornali, di che cosa si occuperanno e come i talk show. Lo scandalo non è che queste tre operazioni siano state nelle mani della squadra di un uomo solo, equamente disposti in Rai e in Mediaset. Questo lo si sapeva, come potenzialmente eravamo tutti consapevoli dell'esplosività di quel conflitto di interessi per la qualità della nostra democrazia. Lo scandalo è che quella "squadra", organizzata come una "struttura delta", ha concretamente disegnato giorno dopo giorno, a tavolino, una realtà italiana ingannevole e artefatta, eliminando le perturbazioni negative e le rogne del governo, deviando lo sguardo dell'opinione pubblica verso le mosse favorevoli o in apparenza favorevoli, ora sollecitando odio e risentimento ora creando e accompagnando emozioni sociali. Ricordiamo tutti come la criminalità predatoria e l'insicurezza sociale, punte di lancia ossessive fino alla paranoia dell'informazione Mediaset alla vigilia delle elezioni del 2001, siano state con Berlusconi a Palazzo Chigi del tutto eliminate dall'informazione Rai-Mediaset, sostituite con i "pericoli concreti e imminenti" di un'inesistente minaccia terroristica islamica. Lo scandalo allora non sono né le intercettazioni né la violazione della privacy di alti dirigenti pubblici infedeli. Lo scandalo è l'irrealtà in cui hanno vissuto gli italiani, privati della capacità di giudicare liberamente gli affari pubblici. Lo scandalo è un'informazione pubblica che ha mortificato la loro facoltà di ragionare; li ha trasformati a comando in confusi e raggirati "testimoni di nulla"; ne ha manipolato le percezioni; li ha resi incapaci di partecipare con consapevolezza a quella competizione tra élite per la conquista del potere politico che è la democrazia. E' uno scandalo che innanzitutto impone di accertare i fatti e la verità. E' senza dubbio un dovere della dirigenza della Rai verificare chi ha fatto che cosa e nell'interesse di chi, nel rispetto delle garanzie delle persone, ma anche a protezione degli interessi degli utenti e della pubblica opinione, della credibilità dell'azienda, del mercato, della concorrenza, che ne escono sfigurate. Ma, a questo punto, non appare opportuno che l'inchiesta resti "interna" affidata soltanto a funzionari Rai. Si può davvero incaricare l'assai discusso "ufficio legale" di viale Mazzini dell'accertamento dei fatti? Si può fare affidamento soltanto sull'orgogliosa autonomia dell'"auditing" per venire a capo di metodi e responsabilità? Non è legittimo e più accorto pensare che quei dirigenti, quei funzionari possano essere condizionati (o anche soltanto apparire condizionati) dalla prudenza di chi sa che, prima o poi, ci potrà essere un cambio di stagione politica? La verità è che nessuno in Rai oggi è in grado di dire fin dove si sono spinti gli accordi collusivi, forse nemmeno la direzione generale. Ben vengano le inchieste dell'Autorità garante della concorrenza e quella per le garanzie nelle comunicazioni, ma anche la Rai, per quest'operazione verità, spezzi subito il cerchio della sua autorefenzialità affidando a un comitato di saggi esterno (ex-presidenti dell'Authority, presidenti emeriti della Corte Costituzionale, per esempio) la rigorosa ricostruzione dei più infelici anni della sua storia. (23 novembre 2007) ----------------------- Ciao Federico |
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#144 |
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Iscritto dal: Sep 2002
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Chi volesse approfondire queste tematiche deve leggere per forza due libri:
Reginmen e Inciucio di Travaglio e Gomez. |
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#145 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
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#146 |
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Senior Member
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#147 |
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Senior Member
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#148 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2004
Città: Cittadino di un mondo libero dalla spazzatura
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Chiamate i vigili del fuoco! Qualcuno da dietro le quinte ha appiccato un incendio...
http://www.corriere.it/politica/07_n...ba99c53b.shtml Quote:
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#149 |
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#150 |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
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L'uso criminoso della Tv
Marco Travaglio Chapeau. Nemmeno il più feroce demonizzatore, il più accanito antiberlusconiano poteva immaginare la meticolosità, la scientificità, la capillarità del controllo esercitato su ogni minuto, ogni minimo dettaglio di programmazione Rai dagli uomini Mediaset infiltrati da Silvio Berlusconi nel cosiddetto “servizio pubblico”. Intendiamoci: la fusione Rai-Mediaset in un’indistinta Raiset al servizio e a maggior gloria del Cavaliere si notava a occhio nudo e questo giornale, da Furio Colombo in giù, l’ha sempre denunciato. Ma le intercettazioni della Procura di Milano, disposte nell’inchiesta sul fallimento del sondaggista del Cavaliere, Luigi Crespi, e pubblicate da Repubblica dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio la privatizzazione della Rai da parte della “concorrenza” e la sua trasformazione in una succursale di Mediaset. Da sette lunghi anni, cioè da quando Berlusconi tornò al governo e occupò militarmente Viale Mazzini, la Rai è cosa sua, un feudo privato da usare per blandire gli amici, manganellare i nemici, ammonire gli alleati appena un po’ critici, ma soprattutto per celebrare le gesta del Capo. Tacendo le notizie scomode, enfatizzando quelle comode, parlando solo di quel che vuole Lui. Non c’è voluto molto per ridurre quella che fu la prima azienda culturale d’Europa e alfabetizzò l’Italia in una miserabile Pravda ad personam: è bastato sistemare una dozzina di visagisti, truccatori e politicanti berlusconiani nei posti giusti e lasciarne molti di più sulle poltrone precedentemente occupate. Intanto venivano cacciati i Biagi, i Santoro e i Luttazzi, poi le Guzzanti e gli altri della seconda ondata, incompatibili col nuovo corso. Ma non perché fossero “di sinistra”. Perché sono fior di professionisti: con due o tre programmi ben fatti avrebbero rovinato tutto. Se qualcuno li chiama per pregarli di nascondere i dati delle elezioni amministrative per non far soffrire il Cavaliere, quelli mettono giù («uso criminoso della televisione pagata coi soldi di tutti»). I rimasti, invece, obbediscono ancor prima di ricevere l'ordine. Si spiegano così non solo le epurazioni bulgare e post-bulgare, ma anche lo sterminio delle professionalità, soprattutto nella rete ammiraglia di Rai1, affidata (tuttoggi) al fido Del Noce: uno che, oltre ad aver epurato Biagi, è riuscito a litigare persino con Baudo, Arbore, Frizzi, Carrà e Celentano. Chi ha idee e talento ha più séguito, dunque è più libero e meno censurabile, ergo inaffidabile. I superstiti, invece, sono pronti a qualunque servizio e servizietto. Il Papa sta morendo e il Ciampi prepara un messaggio a reti unificate? Anziché preoccuparsi che la Rai copra la notizia meglio della concorrenza, i dirigenti berlusconiani pianificano una degna uscita mediatica del Capo, onde evitare che il Quirinale lo oscuri. Il Papa muore proprio alla vigilia delle amministrative, distraendo gli elettori cattolici dal dovere di correre alle urne per votare il Capo? Si organizza una serie di «programmi che diano alla gente un senso di normalità, al di là della morte del Papa, per evitare forte astensionismo alle elezioni amministrative». Più che un servizio pubblico, un servizio d’ordine. In cabina di regia c’è la signorina Deborah Bergamini, detta “Debbi”, già assistente del Cavaliere, da lui promossa capo del Marketing strategico della Rai, mentre Alessio Gorla, già dirigente Fininvest e Forza Italia, diventava responsabile dei Palinsesti. Al resto pensano i servi furbi. Mimun, si sa, era in prestito d’uso da Mediaset, dov’è poi morbidamente riatterrato. Non c’è neppure bisogno di dirgli il da farsi: lo sa da sé. E poi assicurano Debbi e Delnox - fa un ottimo «gioco di squadra con Rossella» (Carlo, allora direttore di Panorama, molto vicino al premier e dunque alla Rai). Anche Vespa non ha bisogno di suggerimenti. Del Noce telefona a Debbi per avvertirla che «Vespa ha parlato con Rossella e accennerà in trasmissione al Dottore (Berlusconi, ndr) a ogni occasione opportuna». Qualcuno suggerisce che Bruno potrebbe «non confrontare i voti attuali con quelli delle scorse regionali», per mascherare meglio la disfatta del Capo, o magari «fare più confusione possibile per camuffare la portata dei risultati». Ma poi si preferisce lasciarlo libero di servire come meglio crede, perché dice giustamente la Debbi «tanto Vespa è Vespa». Ogni tanto c’è un problema: Mauro Mazza, troppo amico di Fini per piacere a Forza Italia, farà la prima serata di Rai2 sulle elezioni. Bisogna sabotarlo, perché quello magari i dati non li nasconde. Idea geniale: Deborah parla con Querci «e gli chiede di mettere una cosa forte in prima serata su Canale5», così la gente guarda quella e lo speciale Mazza non se lo fila nessuno. Del resto è un’abitudine, per lei, concordare i palinsesti con Mediaset: più che del Marketing della Rai, è la capa del Marketing di Berlusconi. Infatti, ancora commossa, commenta così i funerali di Giovanni Paolo II: «Berlusconi è stato inquadrato pochissimo dalle telecamere». Si sa com’è fatto il Cavaliere: «Ai matrimoni - diceva Montanelli - vuol essere lo sposo e ai funerali il morto». In tutti questi anni, mentre ogni inquadratura di ogni telecamera di ogni programma diurno e notturno di Raiset veniva controllata dai guardaspalle del Padrone, chiunque si azzardasse anche soltanto a ipotizzare che questi signori lavorassero per il re di Prussia, anzi di Arcore, veniva zittito dai “terzisti” e dai “riformisti” come “demonizzatore” e “apocalittico” animato da “cultura del sospetto”, incapace di comprendere che le tv non contano per vincere le elezioni; anzi, a parlar male di Berlusconi si fa il suo gioco. Poi veniva querelato e citato in giudizio per miliardi di danni dai Del Noce e dai Confalonieri, sdegnati dalle turpi insinuazioni sulla liaison Rai-Mediaset nel paradiso della concorrenza e del libero mercato. Dirigenti come Loris Mazzetti e Andrea Salerno, rei di aver chiamato censure le censure, sono stati perseguitati dall’azienda con procedimenti disciplinari. L’ultima è piovuta su Mazzetti,per aver partecipato ad AnnoZero e detto la verità sull’epurazione del suo amico Biagi. Salerno, già responsabile della satira per Rai3 quando c’era ancora la satira, ha preferito togliere il disturbo. Intanto Confalonieri non si perdeva una festa de l’Unità e le quinte colonne berlusconiane facevano carriera in Rai, tant’è che sono ancora tutte lì: Del Noce a Rai1, Bergamini al Marketing, Vespa a Porta a porta. Tutti straconfermati dalla “Rai del centrosinistra”. Ora si spera che, oltre alla solita “indagine interna”, fiocchino i licenziamenti per giusta causa, (con richiesta di danni per intelligenza col nemico) almeno per chi ha lasciato le impronte digitali nello scandalo, come accadrebbe ai manager di qualunque azienda sorpresi ad accordarsi con la concorrenza. Ma, onde evitare che la scena si ripeta in un prossimo futuro, licenziare i servi di Berlusconi non basta. Occorre una vera “legge Biagi” (nel senso di Enzo) per cacciare per sempre i partiti dalla Rai e stabilire finalmente l’ineleggibilità dei proprietari di giornali e tv. Sempreché, si capisce, la cosa non disturbi il «dialogo per le riforme». E ora, consigli per gli acquisti |
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#151 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Abano Terme (Padova)
Messaggi: 1205
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Io cmq nel post iniziale non ho letto intercettazioni ma solo delle ricostruzioni fatte dal giornalista... |
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#152 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Città: Montebelluna (TV)
Messaggi: 1045
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http://www.senato.it/leg/15/BGT/Sche...n/00023986.htm
Mica sarò il solo a pensar male.................... |
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#153 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Abano Terme (Padova)
Messaggi: 1205
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#154 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: palermo
Messaggi: 717
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occorre che preparo un ppt? |
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#155 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Abano Terme (Padova)
Messaggi: 1205
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Allora presumo che Lilli Gruber sia stata premiata ed era il mezzo busto più famoso del tg1... Presumo che sia stato premiato pure Badaloni sempre del TG1 e pure Marrazzo di RaiTre e dulcis in fundo pure Santoro... Tutti ligi al dovere impartito dal csx visto che sono stati tutti eletti nelle file del csx... Ti ringrazio del powerpoint ma ora non occorre...mi son svegliato...sai ieri sera ho fatto le ore piccole... |
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#156 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: palermo
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#157 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
Messaggi: 900
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Patetici i tentativi dei pennvendoli del partito-azienda di tentare di dichiarare normale, ad esempio, il ritardo per la pubblicazione degli exit-poll delle consultazioni amministrative 2005 e la minimizzazione del risultato finale che, ricordo per gli smemorati, finì 11 a 2 per il csx. Ciao Ciao Federico |
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#158 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Abano Terme (Padova)
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A meno che per telefono non si parli in terza persona singolare o plurale... Infatti il giornalista scrive che tizio ha chiamato caio e fra virgolette mette che parlano di sempronio... Queste sono ricostruzioni delle intercettazioni fatte dal giornalista... |
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#159 |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
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#160 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Abano Terme (Padova)
Messaggi: 1205
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Tu da interista dovresti saperlo visto che le intercettazioni di Moggi erano intercettazioni e cioè erano trascritte le parole dette durante la telefonata, che poi non hanno dimostrato nulla ma questo è un altro discorso... Infatti alcune ricostruzioni di intercettazioni fatte da giornalisti durante calciopoli furono poi smentite dalle intercettazioni stesse... Queste sono ricostruzioni, fatte da un giornalista, di intercettazioni... |
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