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Ecco un riepilogo veloce delle novità della finanziaria
http://www.repubblica.it/2007/11/sez...nanziaria.html ECONOMIA Invia Stampa Le principali disposizioni della legge approvata il 15 dal Senato Tagli consistenti per la P.A., dalle auto blu al Voip alle comunità montane Dalla class action alle detrazioni fiscali Tutte le novità della Finanziaria di ROSARIA AMATO <B>Dalla class action alle detrazioni fiscali<br>Tutte le novità della Finanziaria</B> ROMA - Una serie corposa di riforme, dall'introduzione della class action alla soppressione di 80 comunità montane, tagli consistenti alle spese della Pubblica Amministrazione centrale e degli enti locali, detrazioni fiscali per i privati e per le imprese, l'avvio della stabilizzazione dei precari: sono solo alcune delle principali norme della Finanziaria 2008, approvata il 15 sera dal Senato, e in procinto di passare alla Camera dei deputati. TAGLIO DEI COSTI DELLA P.A. Un miliardo in meno nel 2008, 1,2 nel 2009 e 1,3 nel 2010: sono le stime anticipate dal ministero dell'Attuazione del Programma sugli effetti del taglio ai costi della politica previsto dalla Finanziaria. Governo e P.A. - Dal prossimo governo si tornerà ai 12 ministeri previsti dalla riforma Bassanini del 1999. Compresi viceministri e sottosegretari, la compagine governativa non potrà superare le 60 persone. Approvato il congelamento delle indennità dei parlamentari. Si prevede inoltre un taglio del 20 per cento, a partire dal 1° gennaio 2008, ai compensi percepiti dai commissari straordinari del governo. Le auto blu non dovranno superare una cilindrata media di 1.600 cc. (con l'esclusione di quelle assegnate alle forze dell'ordine e ai vigili del fuoco. Alla scadenza dei contratti di telefonia le amministrazioni pubbliche dovranno passare ai servizi Voip, cioè al telefono via Internet. Approvato infine il tetto per gli stipendi dei manager pubblici, pari a 274.000 euro annui: varrà però solo per i contratti futuri, e con l'esclusione dei conduttori Rai, dei dirigenti della Banca d'Italia e delle Authority e di 25 dirigenti dello Stato. Tagli enti locali - Viene tagliato anche il numero degli assessori comunali e provinciali. La riduzione opera in modo differente a seconda del numero di abitanti. Per esempio, i Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti non possono avere più di tre assessori, si arriva fino a 12 per i comuni con popolazione superiore a un milione di abitanti. Per le province gli assessori vanno da cinque per 24 consiglieri a 10 per gli enti ai quali sono assegnati 45 consiglieri. Per le spese di viaggio degli amministratori locali viene introdotto un rimborso forfettario al posto della vecchia indennità di missione. Inoltre il gettone di presenza percepito dagli amministratori locali non può essere superiore a un quarto dell'indennità del sindaco o del presidente, con divieto di cumulo con altri compensi di enti collegati. Comunità montane - Sono state soppresse 80 comunità montane. Quelle che rimangono dovranno essere composte da almeno sette comuni, non vi potranno più partecipare i capoluoghi e le località che si trovano al livello del mare. Entro tre mesi si dovrà pertanto dimezzare il numero degli assessori e dei consiglieri. LA CLASS ACTION E' stata introdotta nell'ordinamento italiano l'azione collettiva risarcitoria: se la norma verrà approvata anche dalla Camera, la riforma entrerà in vigore dal 30 giugno 2008. Le cause collettive possono essere promosse da associazioni e soggetti "portatori di interessi collettivi" di risparmiatori, consumatori o utenti, per chiedere risarcimenti a banche e società "fornitrici di beni e servizi". Il testo licenziato dal Senato è un emendamento presentato da Roberto Manzione e Willer Bordon. Ha ottenuto ampi plausi da parte delle associazioni dei consumatori, che definiscono la class action uno strumento di tutela per il consumatore e che assicurerà un corretto funzionamento del mercato. Al contrario, Confindustria l'ha attaccata come "un atto grave di ostilità alle imprese", mentre i giovani l'associazione dei Giovani Avvocati contesta "il disprezzo nei confronti della commissione Giustizia della Camera", dove da tempo è in esame un analogo progetto di legge ampiamente studiato e concordato con le parti interessate. IL FISCO Contribuenti privati - La Finanziaria contiene una norma di principio in base alla quale l'eventuale extragettito del 2008 sarà impiegata nella diminuzione della pressione fiscale a favore dei lavoratori dipendenti, cominciando dalle fasce di reddito più basse. Ma introduce anche molte agevolazioni fiscali già operative, a cominciare dallo sconto Ici sulla prima casa per il 2008, pari all'1,33 per cento della base imponibile e con un tetto di 200 euro. Esclusi dal beneficio case di lusso, ville e castelli. Detrazioni - Prevista una detrazione Irpef pari a 300 euro per chi ha un reddito sotto i 15.493 euro e a 150 euro per chi non supera il doppio di questo importo per gli affitti. Possono essere detratti gli importi fino a 250 euro spesi per gli abbonamenti al trasporto pubblico (fino al 19 per cento dell'Irpef). Confermata la analoga detrazione fino al 19 per cento dell'Irpef sulle rette degli asili. Aumenta del 10 per cento l'importo massimo degli interessi passivi detraibili per i mutui sulla prima casa. Prorogata fino al 2010 la detrazione Irpef del 36 per cento sulle ristrutturazioni edilizie e l'Iva agevolata. Sconti fiscali ancora più consistenti per la riqualificazione energetica degli edifici. Imprese e partite Iva - Per le piccole imprese che non superano il fatturato di 30.000 euro viene eliminato ogni adempimento contabile (esonero anche dagli studi di settore) purché venga corrisposta un'imposta sostitutiva del 20 per cento. L'aliquota Ires passa per tutte le imprese dal 33 al 27,5 per cento. Cala anche l'Irap dal 4,25 al 3,9 per cento. Incentivo assunzioni al Sud - Torna l'incentivo per le assunzioni a tempo indeterminato nel Mezzogiorno. I datori di lavoro che nel 2008 assumeranno a tempo indeterminato nuovi lavoratori in Calabria, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise hanno diritto per gli anni 2008, 2009 e 2010 ad un credito di imposta pari a 333 euro al mese per ciascun lavoratore. Il credito d'imposta sale a 416 euro nel caso di assunzione di donne. I PRECARI Arriva un piano triennale per l'assunzione a tempo indeterminato dei precari della pubblica amministrazione, purchè abbiano tre anni di anzianità. Ogni amministrazione dovrà predisporre un proprio piano di assunzione. Escluso 'il personale di diretta collaborazione degli organi politici'. Per i co.Co.Co, in sede di concorso, verrà riconosciuto in termini di punteggio il servizio prestato presso le pubbliche amministrazioni per almeno tre anni, anche non continuativi, nei cinque anni precedenti alla data del 28 settembre 2007. L'assunzione è comunque subordinata all'espletamento di procedure selettive di natura concorsuale. Le stesse norme sono estese ai precari della Croce Rossa. ALTRE NORME Agevolazioni anti-racket - Agevolazioni fiscali per le imprese che denunciano il racket delle estorsioni: verranno escluse da eventuali aumenti delle aliquote Irap e delle addizionali che le Regioni dovessero introdurre per ripianare i loro disavanzi. Derivati - I contratti di prodotti derivati stipulati dagli enti pubblici dovranno essere improntati "alla massima trasparenza", e saranno comunque nulli senza se non redatti senza tenere conto delle indicazioni che il Tesoro emanerà per decreto. Gli enti locali devono comunque attestare espressamente di aver preso coscienza dei rischi. (16 novembre 2007)
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#162 | |
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Iscritto dal: Jun 2005
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#163 | |
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Senior Member
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Comunità montane
- ...non vi potranno più partecipare i capoluoghi e le località che si trovano al livello del mare Quote:
Ciao Federico |
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#164 | |
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Certe persone non le digerisco |
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#165 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2000
Città: Varees
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Come al solito promettono e non mantengono Ok per le comunità montane (grazie stella e rizzo), le class action MA fa ridere il tetto dei dirigenti con 1000 esclusioni PS non vorrei sembrare di destra, ma non han fatto certo una finanziaria per il paese. Conflitto di interessi? Fede sul satellite? Finanziamento per l'editoria? soprattutto IL LAVORO........ ah no, lasciamo i contratti da precari, anche per chi lavora al centro per l'impiego |
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#166 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
Messaggi: 367
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si è dovuto trovare un compromesso purtroppo non si può chiedere il mondo ad un governo che in ogni votazione è appeso ad un filo, e basta un errore per andare sotto |
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#167 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2006
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#168 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Modena
Messaggi: 517
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Io? Io le avrei eliminate TUTTE. Ma purtroppo non governo io.
Se proprio il destino avverso mi avesse fatto essere uno di loro (grazie a Dio non è successo - ...non vi potranno più partecipare i capoluoghi e le località che si trovano al di sotto degli 800 m.s.l.m. (numero inventato su cui non ho riflettuto) Visto che come dite voi "siamo in Italia" adesso, a parte forse Cesenatico e Fregene, tutti i paesi sopra il livello del mare di almeno 1 metro saranno ancora comunità montane...
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#169 |
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Bannato
Iscritto dal: Nov 2007
Messaggi: 16
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governo ridicolo , tutti che votano controvoglia
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#170 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Città: RC
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il limite c'è (è di 600 metri di altitudine nelle Alpi, e al di sopra dei 500 metri sugli Appennini), se ci pensavi un attimo o impiegavi trenta secondi (ad essere proprio lenti) a fare una piccola ricerca, avresti fatto una figura migliore. |
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#171 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Città: PV Milano Nord
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"W la foca, che dio la benedoca"
poteva risolvere tutto la sinistra negli anni in cui ha governato e non l'ha fatto. O sono incapaci o sta bene anche a "loro" cosi. L'una o l'altra inutile scandalizzarsi.[plutus] |
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#172 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: palermo
Messaggi: 717
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certe volte la faziosità ha dei risvolti paradossali. mica pensi ai manager delle società statali che creano sfaceli in cambio di buone uscite da milioni di euro.
tu pensi a santoro ora ci vuole... |
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#173 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Città: Torino
Messaggi: 6840
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#174 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Modena
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#175 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2006
Città: Perugia - San Benedetto del Tronto
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#176 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Città: PV Milano Nord
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se ci devono essere dei limiti ci devono essere per tutti... indipendentemente da quello che fanno fatturare... se no non mettiamoli che facciamo prima
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#177 | |
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Iscritto dal: Mar 2001
Città: PV Milano Nord
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santoro no... che strano... un europarlamentare di sx... eppure qualche gg fa venne fuori un articolo che faceva notare come l'annunziata rientrasse nel limite e santoro no... che casi strani...
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#178 |
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Iscritto dal: May 2002
Messaggi: 4001
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L'ex premier e il futuro della maggioranza
«Ho i numeri per far cadere il governo» Dini al Corriere: «Noi eravamo in 5. Ha prevalso il senso di responsabilità. Per adesso» ROMA — Seduto sulla poltrona del suo studio, il giorno dopo il grande strappo, Lamberto Dini usa toni pacati. Ma la sua analisi è spietata: «Se si guarda oltre la Finanziaria, si trova un Paese in cui il degrado, il declino economico, l'insicurezza, la sfiducia nelle istituzioni, l'ondata di populismo, mostrano una situazione di scollamento della nostra società, alla quale si deve mettere assolutamente rimedio. Rimedio che il governo in carica, in questi 18 mesi, non mi pare sia stato in grado di trovare, tant'è che i consensi dei cittadini nei suoi confronti sono diminuiti costantemente ». Se questo è il passato, il futuro assume i contorni di un verdetto: «Siccome è molto improbabile che questo governo, con questa Finanziaria mediata fino all'estremo con le componenti di sinistra, sia in grado di recuperare terreno, ritengo necessario rivedere e superare il quadro politico attuale al più presto ». Facile l'obiezione: perché non l'ha staccata subito la spina, Dini, perché ha votato sì alla Finanziaria? Forse non c'erano i numeri sufficienti per far cadere Prodi? Dini, un po' si arrabbia: «Ma c'erano eccome! Ne sarebbero bastati due ieri per respingere la Finanziaria, e noi eravamo cinque: io, D'Amico, Scalera e anche Bordon e Manzione, che miriamo a costituire prestissimo un gruppo in Senato al quale si aggiungeranno altri colleghi. Ma in una situazione difficile, senza sbocchi predeterminati, abbiamo fatto prevalere il senso di responsabilità. Per il momento...». Per il momento, appunto. «Vuole sapere cosa faremo ai prossimi passaggi? Aspettiamo di vedere quale Finanziaria tornerà al Senato, che mi auguro ripristini il taglio alle sedi del Tesoro cancellato da un emendamento di FI passato anche per il mio mancato voto, non per filibustering ma per la grande confusione che c'era in quel momento in Aula. E soprattutto, vediamo cosa ne sarà del protocollo su welfare e pensioni: se il testo finale sarà quello dell'accordo tra governo e parti sociali, bene, ma se ci saranno concessioni all'estrema sinistra, se non arriveranno risposte convincenti sul punto dei lavori usuranti, noi voteremo contro». È un annuncio di sfratto imminente? Dini lascia intendere, non dice, ma su un punto è chiarissimo: chi si aspetta che possa venir sedotto da un posto di prestigio in un Prodi bis, sbaglia: «Lo rifiuterei, perché intendo portare avanti il progetto politico a cui abbiamo dato vita e dal governo non potrei farlo. E perché un Prodi rimaneggiato che comportasse solo il cambio di alcuni ministri rimanendo invariata la maggioranza, non sarebbe un governo in grado di affrontare i problemi del Paese». È quindi un cambio di maggioranza che si chiede? «Beh, un governo fotocopia o una fotocopia di questa maggioranza, non sono davvero la soluzione per le emergenze del Paese». Già, ma come si arriva alla nuova stagione? L'ex premier vede una strada stretta: «È una prospettiva di breve termine quella a cui si può rivolgere lo stesso governo, così come i suoi interlocutori e sostenitori ». Di poche settimane, perché «se il dibattito sulla nuova legge elettorale, che serve al Paese, porterà a un accordo, è chiaro che subito dopo ci saranno le elezioni, come credo Veltroni sappia bene. Se invece l'intesa fallisse, e la prospettiva fosse il referendum, ci sono forze politiche di maggioranza che hanno già annunciato che piuttosto che andare alla consultazione, sono pronte a staccare la spina». Insomma, per Prodi non c'è futuro, ma secondo Dini la strada migliore per uscire dall'impasse non è il voto nel 2008: «Per affrontare i gravi problemi del Paese c'è bisogno veramente di un grande scatto di orgoglio da parte di tutte le forze più responsabili della nazione. Lo sfilacciamento, lo sfaldamento del nostro tessuto sociale, richiederebbe la formazione di un governo di vasto consenso tra le forze politiche, un'unione forte che lanci un appello al Paese: queste sono le emergenze, tutti insieme dobbiamo agire per superarle, e poi ognuno prenderà la sua strada». Concetto sul quale secondo Dini anche D'Alema potrebbe essere d'accordo: «Ha appena detto che è stato un errore non aver gestito insieme la legislatura...». E chi potrebbe guidare l'impresa? «Essendo un governo istituzionale, il presidente del Senato Marini potrebbe essere la prima persona a cui rivolgersi». L'ipotesi parrebbe complessa, viste le resistenze a sinistra e il no di Berlusconi al dialogo, ma Dini è possibilista: «Io credo che anche nella Cdl l'intendimento sia di tenere la porta aperta» e le parole di Gianni Letta, la sua perorazione per un governo di larghe intese per le riforme lo dimostrano: «Non è pensabile che quella sia una posizione che non ha ricevuto la benedizione di Berlusconi... Io credo che si stia cercando di capire quale è la strada migliore. E sulla legge elettorale molto può nascere: Veltroni sa che deve cercare consenso con i grandi partiti. Sa che deve parlare con Berlusconi, mica con me...». Paola Di Caro 17 novembre 2007 |
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#179 |
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Bannato
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dai silvio
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#180 | |
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forse non ci sono proprio più spalle da utilizzare 








