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#141 |
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Junior Member
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Piemonte
Messaggi: 1
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Berlusconi fa sapere che, con le spiate del Sismi nominato dal governo Berlusconi, Berlusconi non c’entra. Del resto, se anziché spiare i terroristi islamici e nostrani, i mafiosi, i camorristi e gli ’ndranghetisti, il duo Pompa&Pollari spiava magistrati, politici d’opposizione e giornalisti ritenuti ostili a Berlusconi, chi mai potrebbe sospettare che lo facesse per conto di Berlusconi? È vero, i dossier di Spio Pompa su Prodi finivano dritti e filati su Libero per la firma di Renato Farina, intervistatore di fiducia di Berlusconi stipendiato dal Sismi. Ma Berlusconi non c’entra. I dossier su inesistenti vertici a Lugano tra magistrati italiani e stranieri ansiosi di arrestare Berlusconi finivano su Panorama di Berlusconi, sul Foglio di Berlusconi e sul Giornale di Berlusconi per la penna di Lino Jannuzzi, senatore del partito di Berlusconi, ma Berlusconi non c’entra. Pompa e Pollari maneggiavano dossier sulla Telekom Serbia che foraggiavano l’omonima commissione creata da Berlusconi per dimostrare la corruzione degli oppositori di Berlusconi, ma Berlusconi non c’entra. Le teorie sul planetario complotto mediatico-giudiziario ai danni di Berlusconi formulate chez Pompa venivano copiate pari pari e rilanciate da Berlusconi, ma Berlusconi non c’entra. I giornalisti che scrivevano cose turpi (e dunque vere) su Berlusconi venivano pedinati da uomini del Sismi a spese dei contribuenti, ma Berlusconi non c’entra. Nei dossier di via Nazionale si progettava di «disarticolare con mezzi traumatici» i magistrati che indagavano su Berlusconi e i suoi cari, ma Berlusconi non c’entra. Pompa nel 2001 scriveva a Berlusconi: «Sarò, se Lei vorrà, il Suo uomo fedele e leale… Desidero averLa come riferimento e esempio ponendomi da subito al lavoro. Un lavoro che vorrei concordare con Lei quando potrò, se lo riterrà opportuno, nuovamente incontrarLa… Insieme a don Luigi (Verzè, ndr) voglio impegnarmi a fondo, com’è nella tradizione contadina della mia famiglia, nella difesa della Sua straordinaria missione che scandisce la Sua esistenza», ma Berlusconi non c’entra. In un paese decente, per molto meno, si parlerebbe di regime, tantopiù se si associa il caso Sismi a quanto sta emergendo sulla «macelleria messicana» del G8 di Genova («uno a zero per noi!», esultava nel 2001 un poliziotto dopo la morte di Carlo Giuliani) e chi ha avuto responsabilità anche solo politiche in questi sporchi affari andrebbe ipso facto a casa, o forse in luoghi meno ospitali. Invece da noi la parola «regime» è stata per 5 anni vietata dalla stessa sinistra (dava l’«orticaria», come ben ricorda Furio Colombo) e non si dimette nessuno. La classe politica, salvo rare eccezioni, guarda a questi scandali con annoiata sufficienza. Poi c’è qualche furbastro trasversale che coglie la palla al balzo per varare la tanto sospirata commissione d’inchiesta sulle intercettazioni. Naturalmente le deviazioni istituzionali del Sismi non c’entrano: le intercettazioni non le fa il Sismi, ma i magistrati, che proprio grazie alle intercettazioni hanno scoperto i dossieraggi e le complicità dei vertici del servizio militare in un sequestro di persona, prima che il governo opponesse un inesistente segreto di Stato e bloccasse il processo. Non facciano i furbi: la commissione sulle intercettazioni non è contro i dossieraggi illegali, è contro i magistrati che applicano le leggi. Semmai, se le commissioni servissero a qualcosa, ne andrebbe creata una sulle imprese del Sismi e degli altri apparati di spionaggio abusivi con copertura istituzionali, come quello di Telecom. Invece abbiamo indagato per 5 anni su Mitrokhin, cioè sullo spionaggio sovietico, tema senz’altro stimolante se non avessimo in casa due o tre centrali di spionaggio italiano. Ma il tema non appassiona nessuno, a parte la magistratura, ostacolata in ogni modo. Sarebbe interessante conoscere il parere degl’intellettuali “liberali” che ogni due per tre intasano le prime pagine per denunciare le «invasioni di campo» della magistratura nella politica e nella privacy dei cittadini inermi. Che ne dicono delle invasioni di campo del Sismi nella politica e nella libera informazione, spiate a spese dei contribuenti addirittura nei pubblici convegni e nelle presentazioni di libri? Come si chiamano i posti in cui avvengono queste cose, se non regimi? I Panebianchi, gli Ostellini, i Galli della Loggia e altri liberali a 24 carati staranno preparando articoli di fuoco sull’argomento. Speriamo pure di leggerli, prima o poi.
Marco Travaglio |
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#142 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Città: prov di NA
Messaggi: 888
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chissa' se riusciranno a insabbiare (politici e media) anche il fatto piu' grave degli ultimi 50 anni
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#143 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2001
Città: GROSSETO
Messaggi: 1633
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http://www.ansa.it/site/notizie/awnp..._10897362.html A fare chiarezza dovrebbe essere il Copaco che ora chiede poteri d'inchiesta ed è formato da questi signori: http://www.camera.it/_bicamerali/leg15/compo/elsis.htm |
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#144 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
Messaggi: 5903
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RIcordo che Jannuzzi è colui che da intercettazione a danno di mafiosi come ciancimino e altri del brancaccio risulta essere vicino ai mafiosi per le continue difese,all'epoca,del sentator andreotti...continui attacchi a caselli and co Jannuzzi è sempre stato uno di quelli,come farina e altri di libero,che facevano parte del progetto a danni di onesti magistrati,per infangarli e renderli dei golpisti comunisti nel perseguire certe cause... |
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#145 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 1364
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#146 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Città: Firenze (Calabria nel cuore)
Messaggi: 6622
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Ah riga'... firmate tutti mi raccomando...
(forse e' tardino) http://www.petitiononline.com/farina/ giusto di dare un idea di quale conclusione avra' la vicenda... Ciao. Zerotre. |
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#147 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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Complotto contro l'Europa - Il Sismi è disponibile: l'ombra lunga della CIA contro la giustizia europea
Il SISMI spiava e creava dossier falsi per diffamare più di 200 magistrati di tutta Europa. E' quello stesso SISMI che si prestò a confezionare il Nigergate (la più falsa delle prove per giustificare l'invasione dell'Iraq) ed è lo stesso SISMI che partecipò al sequestro di Abu Omar. In nome di quali interessi agisce il SISMI? Perché Piero Fassino rompe gli indugi ed accusa Silvio Berlusconi di sapere? Sapere cosa, esattamente? Perché Fassino, è evidente, colpisce ma non affonda il coltello. Agisce come se fossimo di fronte a una polemica politica da quattro soldi, tale da procurare un vantaggio politico spicciolo e immediato e non di fronte ad un caso internazionale gravissimo. Perché Nicolò Pollari (foto), il capo dei nostri servizi segreti militari, il SISMI, spiava almeno 203 magistrati, dei quali solo 47 erano italiani? Alzi la mano chi, guardando il TG1 o leggendo Il Resto del Carlino, ha capito che i nostri servizi segreti -dipendenti direttamente dall'allora capo del governo, Silvio Berlusconi- hanno messo in piedi una macchina che tra il 2001 e il 2006 ha spiato 203 giudici di tutti i paesi europei, la maggior parte dei quali di tendenza politica progressista, tra i quali il più conosciuto è il giudice spagnolo Baltasar Garzón? Il Consiglio Superiore della Magistratura afferma che l'obbiettivo del SISMI consisteva nel mettere indebita pressione su mezza magistratura europea e costruire dossier per condurre campagne di diffamazione e discredito contro questi stessi giudici. Campagne di diffamazione e discredito contro quelli che uno dei più stretti collaboratori di Pollari, Pio Pompa, definisce (fonte La Stampa): "i sinistrorsi del movimento sovversivo mondiale". Detto questo, che non è poco, è necessario provare a profilare un quadro che spieghi un caso di tale gravità. Giova innanzitutto ricordare che compito dei servizi segreti non è vegliare sulle sorti del governo di turno, ma sulla sicurezza dello Stato. Altrettanto giova ricordare che, fino a prova contraria, altissimi funzionari dello Stato non violano le leggi per interessi privati, e quindi è indispensabile fare chiarezza su quale pericolo per la sicurezza dello Stato ha indotto il SISMI ad una campagna continentale di dossieraggio illecito che si estende dalla magistratura alla stampa alla politica. E' difficile formare un disegno coerente, ma possono essere evidenziati dei punti importanti: 1) Non è possibile liquidare lo spionaggio di 47 giudici italiani, come capitolo dell'ultradecennale campagna di Berlusconi contro la magistratura. Altrimenti non sarebbero stati spiati anche 156 giudici stranieri, la maggior parte dei quali mai si sono occupati dei guai giudiziari dell'ex primo ministro. 2) Quando il Ministro per le Infrastrutture, Antonio di Pietro, ricorda che nel governo Berlusconi "c'erano molti personaggi, incluso lo stesso presidente, interessati alla criminalizzazione di magistrati per risolvere questioni private", sta dicendo solo una parte della verità e fa restare in ombra la parte più importante: il servizio segreto italiano, agiva contro mezza magistratura europea. Ovvero agiva contro l'idea stessa di giustizia europea. 3) E' dunque la giustizia europea ad attentare alla sicurezza dello Stato italiano? Impensabile. L'intera giustizia europea non stava certo tentando di far cadere il governo Berlusconi. Ma stava facendo qualcosa di potenzialmente molto più esplosivo, nel pieno rispetto delle leggi dei singoli stati e dei processi aggregativi sottesi alla costruzione politica continentale: far fare alla giustizia il proprio corso. 4) Il 17 febbraio del 2003, un cittadino egiziano di nome Abu Omar viene sequestrato in strada a Milano da 13 agenti della CIA con la complicità dei nostri servizi segreti. Nicolò Pollari è attualmente sotto processo a Milano, accusato di complicità nel reato gravissimo di sequestro di persona in intelligenza con servizi segreti stranieri. 5) Come Abu Omar, furono sequestrati in Europa e nel mondo da agenti della CIA o emissari di questa, centinaia di cittadini, soprattutto di paesi musulmani. La maggior parte di loro furono trasportati illegalmente, torturati e spesso assassinati. Erano le "extraordinary renditions", condannate duramente lo scorso febbraio dal parlamento europeo. Qualunque cosa si pensi della "guerra al terrorismo", il sequestro di persona è ancora un reato in Europa e casi come quello di Abu Omar ricordano direttamente il Piano Condor, il piano orchestrato dal Governo degli Stati Uniti in complicità con le dittature latinoamericane negli anni '70, che causò la sparizione di decine di migliaia di persone. 6) Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, soprattutto dopo l'11 settembre 2001, le classi politiche hanno dato impulso -con il sostanziale appoggio delle opinioni pubbliche di quei paesi- ad un attacco gravissimo ai diritti individuali, con la sostanziale abolizione dell'habeas corpus e di altri diritti fondamentali. Nessun paese dell'Europa continentale ha accettato tale logica, causando un evidente vulnus all'ideologia della "guerra al terrorismo" di matrice anglosassone. 7) C'è un'eccezione al punto 6) ed è l'Italia di Genova. Tre mesi prima dell'11 settembre, al G8 di Genova, l'Italia visse una sostanziale sospensione dei diritti civili dei propri cittadini. Dall'inaudita presenza di Gianfranco Fini in Questura a coordinare -senza averne alcun titolo- la repressione, alla scuola Diaz a Bolzaneto, l'Italia di Silvio Berlusconi fu un paese dalla democrazia interrotta nei giorni del G8, come le evidenze processuali si incaricano di confermare in questi giorni. 8) L'ex ministro della difesa statunitense Donald Rumsfeld lavorò intensamente per dividere l'Europa e per impedire che questa accrescesse il suo ruolo politico. Con la complicità di chi non approvò la Costituzione europea, della Gran Bretagna di Tony Blair e oggi di Gordon Brown, e dei gemelli Kaczynski, gli antisemiti e omofobi polacchi, oggi l'Europa è una scatola politicamente vuota e tale resterà almeno fino al 2017. Il filo rosso che collega tutti questi punti, è la piena disponibilità dei servizi segreti italiani e di apparati dello Stato, a perseguire i disegni politici del governo degli Stati Uniti d'America, anche e soprattutto contro i nostri alleati europei, anche e soprattutto contro il processo europeo. Alla CIA servivano prove false per giustificare l'invasione dell'Iraq anche contro i nostri alleati franco-tedeschi? Il SISMI era disponibile. La CIA voleva sequestrare persone in piena Milano in barba alle leggi dello Stato? Il SISMI era disponibile. In nome di quale interesse ITALIANO il SISMI costruisce dossier per diffamare 203 giudici di tutta l'Unione Europea, molti dei quali indagano sulle "extraordinary renditions" o sono, come li definisce Pio Pompa, "sinistrorsi del movimento sovversivo mondiale"? Indipendentemente dall'evidente illegalità, non è un disegno italiano questo. E' un disegno atlantista. E' lecito che la NATO abbia dei disegni, ma solo finché questi collimano con gli interessi di tutti i soci. Ma è sicuramente illecito quando un disegno collide con quelli di altri soci o con progetti legittimi come l'Unione Europea. La NATO, per capirci, non può essere legittimamente antieuropea e il SISMI non si può prestare a disegni che corrispondono solo agli interessi di uno dei nostri alleati e che addirittura vanno contro gli altri. Negli ultimi anni, e in maniera feroce durante l'era Bush, i disegni atlantisti hanno invece visto sempre l'Unione politica dell'Europa come un intralcio alla primazia statunitense sull'Occidente. E il SISMI, ascaro della CIA, agisce di conseguenza. Anche se sembra intollerabile che i nostri servizi spiino e diffamino magistrati europei, probabilmente ha ragione Nicolò Pollari a rivendicare che il SISMI abbia sempre agito con lealtà. Bisogna vedere verso chi. . Fonte: www.gennarocarotenuto.it |
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#148 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 1364
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impeccabile analisi. fa paura però uno scenario del genere.
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#149 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2002
Città: Pavia.. a volte Milano o Como...talora Buccinasco! Firenze fino al 15/7
Messaggi: 2143
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una petizione contro l'Ordine per protestare contro la sospensione di Farina? ma se era sacrosanta...
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"Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia che da una piccola". (Adolf Hitler) "Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre. se sei al duomo ti tirano il duomo". (cit. un mio amico )
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#150 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2002
Città: Pavia.. a volte Milano o Como...talora Buccinasco! Firenze fino al 15/7
Messaggi: 2143
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cmq IMHO la commissione non la faranno.
Se il governo Prodi ha opposto il segreto di Stato in continuità con quello Belusconi, vuol dire che ritiene che alcuni fatti non debbano essere divulgati. E con la commissione lo sarebbero. Pollari fa la sua sparata, ma sa già che la commissione non si farà. Gli serve per accreditarsi come vittima dei giochi al di sopra di lui. non conviene a nessuno fare una Commissione.
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"Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia che da una piccola". (Adolf Hitler) "Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre. se sei al duomo ti tirano il duomo". (cit. un mio amico )
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#151 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2001
Città: GROSSETO
Messaggi: 1633
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Ad esempio, nel caso del rapimento di Abu Omar, i 26 americani indagati non rischiano molto anche se condannati in contumacia. Ci vuole una richiesta di estradizione che non si esaurisce nella mera richiesta della Procura competente al Ministero, ma rientra appunto nei poteri e nelle responsabilità del Ministro della Giustizia, chiamato ad effettuare una valutazione dell'interesse nazionale nei rapporti con le autorità straniere. Trattasi dunque di un atto politico. Come è noto, il principio generale in materia è quello che subordina l’estradizione alla doppia incriminazione. Nei rapporti di cooperazione giudiziaria con gli USA, l’art. 2 del Trattato di estradizione, firmato a Roma nel 1983, così recita: «Un reato, comunque denominato, da' luogo ad estradizione solamente se è punibile secondo le leggi di entrambe le parti contraenti». Infatti non sono mancate pubbliche prese di posizione di esponenti dell'amministrazione statunitense, come quella di John Bellinger, consulente legale del Segretario di Stato, in cui si è già anticipato, sulla base di una valutazione giuridica dei fatti diversa da quella dei giudici milanesi, un sicuro provvedimento di rigetto di un'eventuale richiesta di estradizione. Le azioni degli agenti CIA sono per loro da ritenere lecite perché a tutela della sicurezza nazionale in presenza di una minaccia terroristica (evidentemente non hanno molta familiarità con il concetto di sovranità nazionale degli altri Paesi). http://www.repubblica.it/2007/02/sez...genti-cia.html Non mi sembra poi che tutti i giudici spiati, almeno per quanto riguarda quelli italiani, si occupassero di extraordinary renditions, anzi solo una minoranza. Il dossieraggio dei giudici poi, secondo questa tesi, andrebbe spiegato anche con i presunti "disegni atlantisti che hanno visto sempre l'Unione politica dell'Europa come un intralcio alla primazia statunitense sull'Occidente". Ma come possono dei magistrati europei contribuire all'Unione politica dell'Europa non essendo capi di Stato o di Governo e non avendo nessun potere politico e diplomatico. Cosa c'entra poi lo spionaggio del SISMI per conto della CIA sulla magistratura europea con il fatto che alla CIA servivano prove false per giustificare l'invasione dell'Iraq anche contro i nostri alleati franco-tedeschi. |
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#152 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Città: AnTuDo ---------- Messaggi Totali: 10196
Messaggi: 1521
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siamo uno stato a poteri limitati..dove sono i campioni del nazionalismo? Ah si, a difendere i magnaccioni che producono mutande e lustrini...in cina..noi difendiamo l'italianita'...
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“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
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#153 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: PD
Messaggi: 11891
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Scrive Pio Pompa in una delle sue note autografe all'allora direttore del Sismi Nicolò Pollari: "Il segreto è il punto di forza di ogni mutamento". Ora, almeno in parte, quel segreto cade e l'archivio riservato di via Nazionale (di cui Pompa era l'addetto) restituisce ciò che vi è stato custodito. Letti nella loro interezza, gli "appunti" e le "schede" impilati nell'arco di almeno cinque anni (2001-2006) sul conto di magistrati, uomini politici dell'allora opposizione, giornalisti, documentano non solo la natura illegale e calunniosa del lavoro spionistico svolto dal Servizio, ma il "programma politico" che lo ispirava e chi ne era il "dominus" tecnico: il generale Nicolò Pollari.
"Alla valutazione del generale" - come indicano gli appunti riservati - Pompa sottoponeva ogni mossa. Con Pollari e l'insediamento della nuova maggioranza di centrodestra, a Palazzo Chigi nasce un "nuovo" Servizio impegnato nella "bonifica del Palazzo", "l'epurazione della pubblica amministrazione", "la tutela di eminenti personalità di governo" con il ricorso, se necessario, a iniziative non ortodosse e traumatiche. Ecco dunque i documenti. LA BONIFICA DI PALAZZO CHIGI "Sicurezza del Palazzo" (Palazzo Chigi) - appunto manoscritto "Nei confronti del personale legato da rapporto di impiego stabile con la presidenza del Consiglio, a scanso di forti reazioni burocratico-sindacali, è possibile attuare una ragionevole ed efficace attività procedendo all'attribuzione di talune funzioni a persone ritenute sicure, procedendo contestualmente ad avvicendamenti "formalmente fisiologici" di altri soggetti, onde depotenziare il dispositivo esistente, o almeno "disorientandolo" e privandolo di sicuri punti di riferimento (...) In questo senso un'attenzione particolare va rivolta ai soggetti che curano i flussi documentali e gli apparati di comunicazione. (...) Il problema di "bonificare" il dispositivo di sicurezza del "Palazzo" è meno arduo (...) Il segreto è il punto di forza di ogni decisione di mutamento. Sta nel rapporto fiduciario che deve legare tale organizzazione con la Presidenza, nonché nel sapiente dosaggio della necessità e dell'opportunità di avvicendare, nel tempo, i vari organismi nelle varie funzioni (...) E' necessario pensare alla costituzione di un dispositivo fiduciario limitato a poche persone da inserire nell'ambito della struttura (...) un apparato di sensori e cartine di tornasole utile a prevenire e, se del caso, a reprimere (...) E' superfluo aggiungere che il dispositivo in parola deve essere caratterizzato da persone di blindata affidabilità, della quale deve assumere personale responsabilità chiunque sia chiamato a individuarle". L'EPURAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE "Supporto conoscitivo all'interno della Pubblica amministrazione" - appunto manoscritto. a) Conoscenza e/o possibilità di conoscere le risorse umane e, segnatamente, gli "atteggiamenti" e i "riferimenti" del management pubblico. b) Individuazione delle aree e di soggetti in grado di intervenire in termini "non convenzionali" nelle scelte, nelle decisioni da assumere e/o per l'ostruzionismo delle stesse. c) Conoscenza delle aree di gestione degli stimoli impropri e/o della disinformazione organizzata rispetto alla linea decisa. d) Conoscenza e/o tendenziale possibilità di individuazione di focolai di contrapposizione tecnico-politica alla linea di governo. e) Possibilità di corrispondere alle esigenze di Governo di conoscenza, di volta in volta, di ambiti, soggetti, progetti, iniziative, atteggiamenti formali o sostanziali di eventuale interesse dell'Autorità. f) Possibilità di monitoraggio di ambiti, soggetti, programmi, progetti, iniziative di interesse dell'Autorità. g) Valutazione preventiva delle risorse umane cui affidare o comunque curare progetti di interesse dell'Autorità". LA NEUTRALIZZAZIONE DEL NEMICO POLITICO "Attività di tutela di eminenti personalità di governo" - appunto manoscritto A) Al livello interno. 1) Nei rapporti con le istituzioni: * Valutazione costante degli "atteggiamenti impropri" propalati, adottati o adottandi, da Organi o persone, da attivarsi secondo programmi preventivamente illustrati all'Autorità o su sue specifiche indicazioni. * Monitoraggio dei settori "notoriamente sensibili". * Studio di fattibilità di eventuali ipotesi di lavoro volte a "neutralizzare iniziative improprie". * Attivazione di procedure indicate dall'Autorità di volta in volta interessata. 2) A livello di Organi diversi dalle Istituzioni * Attività di "monitoraggio costante" di ogni iniziativa o ipotesi di iniziativa volta a incidere sul regolare funzionamento, sul corretto esercizio e sulla credibilità di organi e/o soggetti di Governo * Approfondimento cognitivo di situazioni di minaccia riferite ad aree sensibili, di cui si è attinta autonoma notizia o per cui sono richieste adeguate attività. * Valutazione delle "prospettive di rischio" e conseguente studio di fattibilità degli atteggiamenti e dei provvedimenti da assumere. * Valutazione, a livello di intelligence economica, delle fonti, delle notizie, degli indirizzi e delle prospettive di interesse, desunte dal programma di Governo, o, di volta in volta, indicate dall'Autorità (quest'ultima voce appare nell'appunto relativo al "Supporto di sicurezza generale" ndr). IL MONITORAGGIO DI MEDEL Appunto al Direttore - 3 agosto 2002 "Dallo studio preliminare delle ultime attività di Medel (organizzazione europea che raccoglie giuristi e magistrati ndr) e soprattutto dal suo principale sostegno italiano (Magistratura democratica) emerge quanto segue: Settori di attività: a) impegno per la garanzia dello status di magistrato; b) opposizione a legislazione speciale sul terrorismo, che affiderebbe maggiori poteri all'autorità di polizia ai danni della magistratura; c) opposizione a politiche e legislazione restrittive in materia di immigrazione. 2) Principali contatti in Italia: a) Gruppo Abele; Arci; Associazione di promozione sociale; Centro di iniziativa per l'Europa del Piemonte; Associazione di studi giuridici sull'Immigrazione; Agenzia testimoni di Ge-Nova; Associazione "Carta". Allegato: Per quanto riguarda i progetti specifici promossi da enti e associazioni "non profit", benché non sia esplicito alcun legame con Medel, può essere interessante approfondire la natura e i contenuti del "progetto Melting pot" promosso da "Sherwood Comunicazione e Comune di Venezia". I redattori sono: Avv. Marco Paggi; Rosanna Marcato; Cris Tommesani; Gianfranco Bonesso; Milena Zappon; Barbara Barbieri; Claudio Calia; Jelena Momcilovic; Nait Salah Mourad; Leen Elen; Vojsava Zagali; Jonas Chinedu Okonkwo; Graziano Sanavia". Appunto al signor Direttore - 13 febbraio 2002 - "La Commissione di inchiesta su Tangentopoli". "Presso ambiti qualificati si è appreso che, ben prima dell'istituzione della Commissione di inchiesta su Tangentopoli, il movimento dei "giuristi" democratici militanti avrebbe verosimilmente predisposto una strategia di contrasto sia a livello nazionale che internazionale. I giuristi si sarebbero avvalsi, da un lato, del supporto delle componenti politiche, mediatiche e antagoniste a essi contigui o organici, dall'altro del network internazionale facente capo a Medel. Nello specifico è stato riferito di incontri e contatti riservati intercorsi nei giorni immediatamente successivi al varo della Commissione tra Bruti Liberati, Livio Pepino, Ignazio Patrone, Giovanni Salvi, Cesare Salvi, Sergio Cofferati, il segretario del Fnsi Paolo Serventi Longhi. In tale contesto, sarebbero emersi i seguenti orientamenti: adottare forme di pressione sul Presidente della Repubblica strumentalizzando anche una presunta volontà da parte del Governo di porlo in difficoltà attraverso il caso Telekom Serbia. (...) appoggiare strenuamente il disegno, che farebbe capo al fronte antiriformista e al movimento venutosi a costituire intorno a Cofferati, teso a boicottare l'attività di Governo in attesa di eventuali esiti negativi delle vicende giudiziarie del Premier". La "scheda" Barbe. "Secondo talune indicazioni, il magistrato di collegamento presso il ministero di Grazia e Giustizia, Emmanuel Barbe (addetto dell'ambasciata di Francia a Roma) risulterebbe da tempo in stretti rapporti con diversi esponenti di Medel (...) Sembrerebbe che Barbe abbia avuto modo di diventare un profondo conoscitore delle vicende politiche e giudiziarie riguardanti il nostro Paese sulla scorta di frequentazioni e di legami, agevolati dalla stessa Medel, con Luciano Violante, Antonio Di Pietro, Giancarlo Caselli, Ignazio Patrone, Edmondo Bruti Liberati, Alessandro Perduca, Livio Pepino, Claudio Castelli, Maria Giuliana Civinini, Giovanni Salvi, Luigi Marini". La scheda "Gallo". "Fonte di buona affidabilità ha riferito in merito al previsto incontro tra l'esponente del movimento Batasuna, Joseba Alvarez, e il magistrato del tribunale di Roma Domenico Gallo, membro di Medel. Tale incontro dovrebbe svolgersi nella serata del 28 aprile a margine di un'assemblea fissata per le 17.30 sulla situazione nei Paesi Baschi, organizzata dal Centro sociale Intifada, via di Casalbruciato 15, Roma. In particolare, è stato riferito che il magistrato in questione risulterebbe contiguo ad ambienti della sinistra eversiva sia a livello nazionale che internazionale e segnatamente con i "Carc", l'Eta basca, il movimento bolivariano di Evo Morales, l'Ezln del Subcomandante Marcos e con le Farc colombiane. Su tale versante, egli fungerebbe inoltre da collegamento con esponenti politici, sindacali e della magistratura, tra cui: Sergio Cofferati, Nunzia Penelope (giornalista), Cesare Salvi, Giovanni Salvi, Papi Bronzini (Md), Ignazio Patrone (Medel), Edmondo Bruti Liberati (Md), Laura Curcio (Md), Amelia Torrice (Md), Amedeo Santosuosso (Md), Paolo Mancuso (Md), Giacinto Bisogni (Md), Letizio Magliaro (Md), Gianni Palombarini (Md), Marco Paternello (Md), Mario Vaudano (Md)". TELEKOM SERBIA, LA RAI E GLI INCONTRI AL QUIRINALE Appunto al signor Direttore - 26 luglio 2002: "Situazione politica e alcuni suoi possibili risvolti" "Trasmetto per le valutazioni di interesse. A disposizione per ogni ulteriore chiarimento, mi è gradita l'occasione per porgerLe cordiali saluti. Ambiti bene informati hanno fornito indicazioni inerenti il significato e le motivazioni che, verosimilmente, sarebbero sottesi al recente messaggio alle Camere da parte del Capo dello Stato. Motivazioni e significato rappresenterebbero l'esito di una serie di incontri e contatti intercorsi tra il Segretario generale del Quirinale, dr. Gaetano Gifuni, e i leaders Ds, Piero Fassino e Massimo D'Alema. Tali incontri, sollecitati fortemente anche da Lamberto Dini, avrebbero avuto come finalità la definizione di una strategia tesa a tutelare il Presidente della Repubblica e alcuni uomini politici dalle vicende che potrebbe assumere la vicenda Telekom Serbia. Nell'ambito della suddetta strategia, il messaggio alle Camere, in realtà, avrebbe perseguito lo scopo di dare un preciso segnale sullo scontro politico e istituzionale che verrebbe a determinarsi qualora la Commissione parlamentare di inchiesta sull'affare Telekom Serbia dovesse orientarsi per una chiamata in causa del capo dello Stato, all'epoca ministro del Tesoro, unitamente a determinati esponenti del governo e della maggioranza di quel periodo. In particolare, l'intervento sul pluralismo dell'informazione, contenente l'auspicio di estendere le prerogative della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai alle reti private, costituirebbe l'anticamera di una ancora più decisa forma di pressione da attuarsi tramite lo sbarramento dell'opposizione e l'alea del rinvio alle Camere della legge sul conflitto di interessi". UNA "VOCE" DA SPEGNERE. UN INGLESE DA SPIARE Appunto per il direttore - Gennaio 2003: "Attacchi contro il presidente del Consiglio alla vigilia del semestre italiano" (di presidenza Ue). "Si è avuta notizia che, sui recenti attacchi portati da alcune testate giornalistiche, avrebbero essenzialmente interagito: Il nutrito gruppo di giornalisti e "giuristi" militanti raccolto intorno alla "Voce della Campania" diretta da Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola; Michele Santoro; Giuseppe Giulietti; Paolo Serventi Longhi; Ignazio Patrone; Sandro Ruotolo e Giulietto Chiesa; il presidente della stampa estera in Italia Eric Jozsef, corrispondente del giornale francese "Liberation", autore di durissimi articoli contro il governo italiano ripresi e diffusi ad opera del magistrato belga Marie Anne Swartenbroeks. Quanto poi al ruolo mediatico esercitato dalla "Voce della Campania" esso risulterebbe caratterizzato dalle forti connessioni stabilite con ambienti dei cosiddetti "giuristi militanti", dal rappresentare una delle principali componenti del complesso circuito telematico facente congiuntamente capo ai siti "Centomovimenti" e "Manipulite. it" che alimenta il processo di delegittimazione del premier. Prestigiosi opinionisti (sic) hanno scritto negli ultimi anni per la "Voce". Tra questi, "Percy Allum", cittadino inglese il cui nome sarebbe Antony Peter Allum, che, oltre ad essere punto di riferimento di alcuni corrispondenti come quelli del "Guardian", dell'Economist e del Financial Times, godrebbe di solidi legami (in ciò agevolato dall'essere docente presso l'Orientale di Napoli) con ambiti del fondamentalismo islamico napoletano, fungendo anche da collegamento con quelli attivi in Gran Bretagna". LA COMMISSIONE MITROKHIN Appunto al signor Direttore - 6 giugno 2002 "Fonte vicina ad ambienti dell'opposizione ha informato che esponenti di spicco dei Ds, appartenenti all'area cui fa ancora capo la leadership del partito, avrebbero manifestato l'intenzione di non voler ostacolare l'accertamento, da parte della Commissione, dell'eventuale coinvolgimento di determinati uomini politici della sinistra. Ciò al fine di indebolire l'asse venutosi a costituire tra la parte più ortodossa del partito, la Cgil e il suo leader, Rifondazione comunista, Comunisti italiani e l'area movimentista ricomprendente i no global e le frange più estreme dell'antagonismo. L'obiettivo sarebbe quello di ricostituire una forte sinistra, cosiddetta di Governo, in grado di ricompattare l'opposizione e mantenerne la guida su basi programmatiche". PRODI SI CANDIDA Appunto al Direttore (senza data) "Ambiti bene informati hanno fornito indicazioni secondo cui la palese entrata in campo politico dell'attuale Presidente della Commissione Europea, tra l'altro sancita dalla recente diffusione di un vero e proprio documento programmatico titolato "Europa: il sogno e le scelte" avrebbe determinato negli ambienti dell'Unione Europea e in diversi Paesi membri forti reazioni contrarie che starebbero per sfociare in un clamoroso caso di incompatibilità. In particolare sembra che il caso in questione sia stato sollevato e fatto proprio, in punto di principio, dagli stessi organismi della Ue, nonché da diversi gruppi politici del Parlamento europeo. Tant'è che la eco mediatica suscitata dalla vicenda starebbe per assumere risvolti clamorosi soprattutto sulla stampa estera mentre in Italia verrebbe trattata con scarsa attenzione destando non poca meraviglia nel resto dell'Europa. Tuttavia, il dato rilevante sarebbe che, nel caso di specie, non si tratterebbe di mera polemica politica, bensì del rispetto di un principio, ormai consolidato in sede Ue, teso ad evitare fenomeni di commistione tra il ruolo di Presidente della Commissione e quello di leader di una coalizione politica nel Paese di appartenenza. Di qui la trasversalità delle prese di posizione contrarie, che abbraccerebbero larga parte del Parlamento europeo e non solo, con l'intento di perpetuare il rispetto di tale forma di incompatibilità cui si sono già attenuti altri leader politici". di CARLO BONINI per La Repubblica (5 luglio 2007)
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#154 |
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Sismi-Telecom colpo doppio
Marco Travaglio I pompieri di Pompa & C. sono già all’opera nel tentativo di spegnere lo scandalo di spionaggio illegale più grave dai tempi del caso Sifar: quello del Sismi dell’èra Pollari. Ma l’impresa di minimizzare i dossier sequestrati nell’ufficio pompesco di via Nazionale è ardua: salvo dimostrare che quegli appunti si sono scritti da soli, o che erano la bozza di un romanzo giallo, o magari che lo spione che li compilava e conservava era dotato di virtù divinatorie. Visto che i bersagli delle sue attenzioni entravano ipso facto nel mirino di Berlusconi e della sua band. L'episodio più grave tra quelli finora emersi, dunque il più ignorato da pompieri & minimizzatori, è quello rivelato due giorni fa da Francesco Grignetti su la Stampa: il falso dossier di Pompa per screditare l'allora capo del Sismi, ammiraglio Gianfranco Battelli, poi sostituito dall'amico (di Pompa e di Berlusconi) Niccolò Pollari. Un caso da manuale di «tecnica di un colpo di mano», che fa il paio con quello gemello avvenuto in casa Telecom negli stessi giorni dell'estate 2001: la prima estate del secondo governo Berlusconi. Anche lì si trattava di epurare la vecchia guardia per rimpiazzarla con la banda Tavaroli, gemellata col Sismi pollariano tramite Marco Mancini. E anche lì non si esitò a ricorrere al falso per agevolare il cambio della guardia: una finta microspia nell'auto dell'amministratore delegato Enrico Bondi screditò i vecchi 007, prontamente rimpiazzati dai Tavaroli Boys. Due bufale d'autore per spianare la strada, ai vertici dell'intelligence dello Stato e del colosso telefonico nazionale, a quella che un generale del Sismi definirà poi «la Banda Bassotti», ora indagata a vario titolo per sequestro di persona, dossieraggi illegali, peculato, associazione a delinquere e così via. Nell'agosto 2001 Berlusconi ha appena insediato il suo governo e già rischia di tracollare per la sciagurata gestione del G8 di Genova. Al Sismi c'è ancora Battelli, nominato dal centrosinistra dopo aver fatto il capo di gabinetto di Beniamino Andreatta, padre nobile dell'Ulivo e ministro della Difesa nel primo governo Prodi. Pollari scalpita nel suo ufficio di vicedirettore del Cesis (organo di coordinamento dei servizi) e intrattiene una fitta corrispondenza con l'«analista» Pio Pompa, segnalatogli dal comune amico don Luigi Verzè, il prete-affarista del San Raffaele che è una sorta di cappellano di Forza Italia. Pompa produce «report» a getto continuo sui presunti nemici del Cavaliere, un vero e proprio «network internazionale» da «disarticolare» anche con «metodi traumatici». Il nemico - avverte - si annida ovunque, financo a Palazzo Chigi, dove urge «bonificare». Cioè, anzitutto, cacciare l'ammiraglio Battelli, noto comunista, complice - secondo Pompa - delle manovre del «dispositivo» antiberlusconiano «tese a introdurre elementi di discredito e di depotenziamento della maggioranza… a seguito dei gravissimi fatti relativi al G8 e delle durissime polemiche sfociate nella costituzione del Comitato bicamerale di indagine conoscitiva». Il vertice Sismi (in una bozza dello stesso report, Pompa fa nome e cognome di Battelli) avrebbe addirittura «costituito una ristretta task force con il compito di produrre le prove circa la presenza di estremisti di destra negli incidenti di Genova». In pratica l'ammiraglio infedele starebbe trescando con l'ex maggioranza ulivista per sabotare il governo di centrodestra fabbricando una pista nera (Forza Nuova al posto dei No global) dietro ai Black Bloc «con l'intento di alleggerire la posizione di difficoltà dell'opposizione offrendole argomenti in grado di accrescerne il potere contrattuale nei confronti del governo, costringendolo a mediare sulle decisioni che investono i vertici di polizia e dei servizi di sicurezza». L'appunto, fondato sul nulla, è della fine di agosto del 2001. Il 27 settembre Berlusconi decapita i servizi: al Sismi esce Battelli ed entra Pollari, con Pompa al seguito. Intanto l'operazione si ripete pari pari alla Telecom. Qui la patacca non è un dossier fasullo, ma una cimice-bufala. Protagonista il trio Tavaroli-Mancini-Cipriani (quest'ultimo un investigatore privato fiorentino amico di Gelli e intimo dei primi due). Secondo il gip milanese Paola Belsito, che li ha arrestati in blocco, Mancini come numero 2 del Sismi «acquisiva nell'ambito del suo ruolo istituzionale informazioni che trasmetteva a sua volta a Tavaroli, il quale le veicolava sull'investigatore Cipriani, retribuito dalle aziende di Tavaroli con cospicue somme di denaro». Prova regina della triangolazione: una «bonifica fasulla fondata su argomenti assai seri e convincenti» che consentì a Tavaroli di «acquisire un potere ancora maggiore» con l'«azzeramento dei vertici della security Telecom». Nell'estate 2001, quando Tronchetti Provera acquista la Telecom, Tavaroli è capo della security Pirelli. Ma, com'è ovvio, aspira a mettere le mani sulla prima compagnia telefonica del paese, che gestisce pure le intercettazioni per conto dei giudici. Ma Telecom una security ce l'ha già, diretta da Piero Gallina sotto la supervisione del segretario generale Vittorio Nola. Il primo deve saltare per far posto a Tavaroli e ai suoi boys, il secondo perché bolognese e dunque ritenuto un pericoloso «prodiano». Detto, fatto. Occhio alle date. Il 31 luglio 2001 il Cda Telecom nomina Enrico Bondi amministratore delegato. Il 7 agosto il top manager noleggia un'Audi A8 e avverte interferenze sospette nell'autoradio. Se ne occupa l'autista di Tronchetti Provera che, anziché affidare l'auto alla sicurezza Telecom, si rivolge a Tavaroli (Pirelli). Questi lo manda a Firenze all'officina Verzoletto, legata all'amico Cipriani. E qui, puntualmente, il 21 agosto viene trovata la presunta microspia. Tronchetti sporge denuncia contro ignoti, viene aperta un'inchiesta, la security Telecom - additata come incapace di proteggere da intrusioni i nuovi vertici del gruppo - è delegittimata: il 10 settembre Nola e Gallina si dimettono: al loro posto arriva Tavaroli, con 500 uomini, budget e poteri illimitati. Il 15 settembre la Polis d'Istinto fabbrica un dossier zeppo d'illazioni e veleni su Prodi e Nola a proposito di presunti finanziamenti occulti al Professore camuffati da attività promozionali della Telecom. Solo cinque anni più tardi, indagando sul fallimento della Verzoletto, si scoprirà che la cimice era fasulla (un telefono cellulare smontato, senza display, tastiera e involucro esterno e dotato di un'antenna e un cavetto artigianale) e, per giunta, a infilarla nell'auto di Bondi era stata la stessa ditta indicata da Tavaroli per la «bonifica». La tecnica del colpo di mano la racconterà ai pm milanesi nel 2006 Lorenzo Baroncelli, esperto in bonifiche ambientali della Verzoletto Spa: «Il 20 agosto sera Verzoletto ci disse di prepararci a bonificare una macchina che sarebbe arrivata il mattino seguente. Il mattino seguente in laboratorio Verzoletto ci disse che la bonifica avrebbe portato a trovare una microspia di sicuro, ma io mi chiesi come poteva fare a saperlo visto che tra l'altro tutte le bonifiche che avevamo fatto fino a quel momento non avevano mai trovato un tubo. Ma il mio collega mi disse: 'Fava, la microspia la piazziamo noi'. A quel punto ci disse di fare finta di diventare operativi e cominciamo a lavorare su questa Audi A8 con operazioni solo tese a perdere del tempo in modo che l'autista potesse essere allontanato con la scusa di un caffè. A quel punto la microspia fu piazzata nella plafoniera della luce di cortesia. Al ritorno dell'autista, Verzoletto affermò che la microspia era stata ritrovata: si trattava di un cellulare sgusciato di quelli che preparavamo in laboratorio… ». Fu così che nel settembre 2001, mentre Pollari e Pompa s'insediavano al Sismi, Tavaroli si installò alla security Telecom. La Banda Bassotti aveva preso il potere. E non era la sola. Pubblicato il: 09.07.07 Unità.it |
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#155 |
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Bannato
Iscritto dal: Oct 2003
Messaggi: 112
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#156 | |
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Bannato
Iscritto dal: Oct 2003
Messaggi: 112
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Grande Pollari.
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#157 |
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Junior Member
Iscritto dal: Sep 2006
Messaggi: 13
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l'italia è l'unico paese dove la gente ascolta gli accusati che si difendono e poi se ne vanta dicendo "vedi, che ti avevo detto io", CEI docet su Sex and Vaticans, FRANZONI docet su Porta a Porta, ora Pollari docet ....
Cmq finchè la gente continua a fare una critica cosi' intelligente piena di citazioni e di fatti comprovabili che mettono in dubbio l'accusa non abbiamo nulla da temere |
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#158 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 1364
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#159 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: PD
Messaggi: 11891
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Quote:
Meglio per lui che si prepari perchè quello che ha messo in piedi è tecnicamente un colpo di stato , o riesce a mettere in piedi una bella copertura con l' aiuto del suo amico Mastella oppure stavolta finisce nella merda , ma così profonda che per tirarlo fuori non basterà una gru .
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Certe persone non le digerisco |
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#160 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: palermo
Messaggi: 717
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Quote:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...reoberlu.shtml L'ex premier vuole un aereo per lunghe tratte Berlusconi, via all'«operazione nuovo jet» Il gradimento per un Boeing da oltre 30 milioni di euro ROMA — A Berlusconi piacerebbe avere un aereo nuovo. Per cinque anni ha viaggiato con la flotta di Stato, oggi usa i Gulfstream di Mediaset, un domani potrebbe disporre di un jet di lungo raggio nuovo di zecca, prodotto per lui, arredato secondo i suoi gusti, capace di offrire maggiore comodità, un pizzico di prestigio che non guasta mai, e molta tecnologia a disposizione del tempo da impiegare durante gli spostamenti. In Italia e all'estero. Di concreto ancora non c'è nulla, tanto che l'ex premier avrebbe preso in esame sia l'ipotesi di rivolgersi alla Boeing (americana) sia quella di ordinare un apparecchio dall'Airbus, il consorzio europeo nel quale l'Italia gioca un ruolo secondario. L'intenzione del leader di Forza Italia è stata rivelata ieri mattina dal quotidiano «Libero». Citando parole che lo stesso Cavaliere avrebbe pronunciato durante una riunione di Forza Italia di qualche giorno fa. Nello staff di Berlusconi, però, frenano, descrivono quella del capo come solo un'intenzione e nulla più. Non sarebbe ancora partito alcun ordine di acquisto, così come non esisterebbe alcuna trattativa. L'unica certezza è la voglia di disporre di un aereo moderno, spazioso, con una grande cabina armatoriale, un ufficio dotato di tutto e la capacità di percorrere anche lunghe tratte senza sosta. Sarebbe stato però lo stesso Berlusconi a citare la Boeing come possibile casa produttrice e in questo caso la scelta potrebbe cadere sul BBJ, un modello (da oltre 30 milioni di euro) non dissimile dall'Airbus 319 utilizzato durante i voli di Stato nei 5 anni in cui ha ricoperto la carica di presidente del Consiglio. Se alla fine fosse effettivamente così ovviamente verrebbe facile leggere anche un taglio politico nella scelta. Gli Airbus prodotti principalmente da Francia, Germania e Inghilterra sono stati scelti per la flotta di Stato italiana proprio da Romano Prodi, nel lontano 1996. Il Professore li ordinò, ma non fece in tempo a usarli. Ma il Cavaliere, si sa, ha sempre preferito gli americani e la sintonia politica potrebbe ancora una volta guidare anche gli affari. Come già avvenuto con le grosse commesse di elicotteri che Finmeccanica ha piazzato negli Stati Uniti, con il beneplacito della Casa Bianca e la promozione di Berlusconi. 12 giugno 2006
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