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#101 |
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Senior Member
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Lo dici a me?
Rimani in argomento, se hai qualcosa da dire, e risparmiati i giudizi soggettivi (che potrebbero essere tranquillamente ribaltati). Ciao Ciao Federico |
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#102 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
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Riporto una analisi apparsa oggi sul sito economico lavoce.info
http://www.lavoce.info/news/view.php?id=9&cms_pk=2796 26-06-2007 Unione Europea, decollo riuscito Carlo Altomonte Lo scorso marzo, subito dopo le celebrazioni del cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma, un attento commentatore di questioni europee aveva paragonato l’Europa a un aereo lanciato alla massima potenza su una corta pista di decollo. La Dichiarazione di Berlino impegnava infatti i 27 a rilanciare il processo di integrazione con le opportune modifiche istituzionali entro il giugno 2009. In altri termini, dati i necessari tempi di ratifica, la Dichiarazione implicava la necessità per gli Stati di trovare un accordo sulle linee guida delle riforme durante il Consiglio europeo del giugno 2007, ossia in meno di tre mesi, pena una crisi forse irreversibile. Le conclusioni del Consiglio europeo, come sempre arrivate dopo una estenuante trattativa tra gli Stati, ci dicono che il decollo è avvenuto, la crisi è stata evitata, ma restano alcune zone d’ombra. Un compromesso migliore di quel che sembra Per quanto attiene il meccanismo di voto, il compromesso raggiunto perpetua l’inefficiente meccanismo deciso a Nizza (ponderazione dei voti degli Stati) almeno fino al 2014, con la possibilità di una sua ulteriore estensione sui singoli provvedimenti, a richiesta di uno Stato, fino al 2017. [b] Dopo di che si passerà alla più efficace e flessibile regola dell’accordo costituzionale, ossia maggioranze decise dal 55 per cento degli Stati che rappresentino almeno il 65 per cento della popolazione. (1) Molti commentatori si sono espressi sulla problematicità dell’attuale meccanismo ( articolo di Baldwin pubblicato sullo stesso sito), lamentando la scarsa capacità decisionale dell’Unione Europea negli ultimi anni, e dunque danno una valutazione negativa dell’accordo raggiunto. In realtà, su questo punto fondamentale, la sostanza è migliore delle apparenze. Teoricamente, è vero che il meccanismo di voto deciso a Nizza riduce drasticamente il numero complessivo di coalizioni che possono raggiungere la maggioranza, da circa il 7 per cento delle coalizioni possibili a 15, a poco più del 2 per cento. Tuttavia ciò vale se tutte le coalizioni "vincenti" sono egualmente probabili. [bSe invece gli Stati tendono a mantenere nel tempo le stesse "alleanze", la perdita di efficienza è sicuramente inferiore a quella calcolata teoricamente. A riprova di ciò, si può constatare come dopo Nizza il numero di decisioni prese ogni anno dal Consiglio si è ridotto (anche se i dati nel 2006 sembrano mostrare una ripresa), ma in misura meno che proporzionale alla perdita di efficienza prevista. In aggiunta, non possiamo essere certi che la riduzione di decisioni del Consiglio sia interamente attribuibile alla sua scarsa efficienza decisionale: il Consiglio, insieme al Parlamento, decide su proposte che vengono elaborate dalla Commissione europea. E quest’ultima negli ultimi tempi non ha certo brillato per attivismo, in quanto da organismo collegiale è ormai diventata una mini-assemblea con ventisette teste. Poiché l’accordo raggiunto prevede che dal 2009 la composizione della Commissione europea venga limitata a quindici commissari, è dunque probabile che la maggiore efficienza decisionale della Commissione dal 2009 compensi in parte il mantenimento delle regole di voto di Nizza fino al 2014/2017. Le regole di funzionamento Altra notizia positiva deriva dalle regole di funzionamento dell’Unione. Certo, il progetto di Costituzione è stato definitivamente accantonato, e l’Unione continuerà a funzionare con i suoi due Trattati, quello sull’Unione Europea che ne delinea le caratteristiche essenziali, e il vecchio Trattato della Comunità Europea, che diventerà un Trattato sul funzionamento dell’Unione. Tuttavia quest’ultimo, di fatto, incorporerà la gran parte delle innovazioni prese in sede di accordo costituzionale. In particolare, la codecisione (maggioranza qualificata al Consiglio e potere di veto del Parlamento) diventerà la procedura legislativa ordinaria, restringendo la regola dell’unanimità a poche, ben definite eccezioni. Si amplia l’area di competenze su cui l’Unione (a maggioranza) potrà decidere in maniera sovraordinata rispetto agli Stati (le cosiddette competenze concorrenti), su tematiche nuove ed essenziali per il futuro del Continente quali l’immigrazione, l’energia, il clima, la sicurezza.(2) Sarebbe dunque auspicabile che il dibattito italiano in materia, in particolare su immigrazione e politica energetica, si ricolleghi al più presto alle dinamiche europee che inizieranno a negoziarsi nei prossimi mesi. Infine, a tutela delle specificità nazionali, è stata approvata la clausola sul controllo di sussidiarietà, per cui la maggioranza semplice dei parlamenti nazionali, per la prima volta ufficialmente inseriti nel trattato, potrà richiedere il riesame di una proposta legislativa nel caso in cui si ritenga che la decisione stessa possa più efficacemente essere normata a livello nazionale o locale. Se il progetto legislativo non verrà ritenuto conforme al principio di sussidiarietà da parte di Parlamento europeo o Consiglio, a maggioranza semplice, la proposta legislativa sarà ritirata. Le zone d’ombra Anche la Carta dei diritti fondamentali è ricompresa nell’accordo. Non sarà inserita nei nuovi testi legislativi, ma è stato chiarito che il Trattato conterrà un riferimento ad essa, conferendole valore giuridicamente vincolante e stabilendone il campo di applicazione (in particolare rispetto alle pratiche del Regno Unito, oggetto di una specifica Dichiarazione). Notizie negative vengono invece, non a caso, dalla politica estera e di sicurezza comune. Al di là della rinnovata veste dell’Alto rappresentante per la politica estera, che diventa vice presidente della Commissione e dunque "capo" unico della diplomazia comunitaria, le decisioni prese dal Consiglio europeo ridimensionano ulteriormente la possibilità di significativi passi avanti in questo ambito: prevedono il mantenimento della regola dell’unanimità (come del resto già in Costituzione), ma precisano ulteriormente che la sicurezza nazionale resta di competenza esclusiva degli Stati; che le eventuali nuove competenze che gli Stati possono attribuire all’Unione Europea attraverso la cosiddetta clausola di flessibilità (articolo 308) non si applicano alla politica estera; e che la personalità giuridica che verrà attribuita all’Unione Europea in ogni caso non inficia la rappresentanza dei singoli Stati presso le agenzie internazionali, in particolare nel Consiglio di sicurezza dell’Onu. Dunque, arrivati a fine pista con i motori al massimo e un baratro davanti, sicuramente non stiamo volando troppo alti, ma se non altro ci siamo staccati da terra e abbiamo evitato un tragico impatto. Valgono ancora le parole di Robert Schuman, quando il 9 maggio 1950 diede il via a questo processo: "l’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto". Insomma, una volta decollati possiamo iniziare a preoccuparci se il carburante a bordo è sufficiente per arrivare a destinazione. Note: (1) Con il mantenimento del cosiddetto "compromesso di Ioannina", ossia la possibilità da parte di un certo numero di Stati che stanno per formare una minoranza di blocco di chiedere una revisione della decisione prima della votazione. Tale compromesso, originariamente non previsto dal testo costituzionale, era comunque stato inserito nel progetto di Trattato dalla Conferenza Intergovernativa già nel 2004. (2) In quest’ambito sono state introdotte clausole di salvaguardia, per cui uno Stato membro che ritenga che gli atti adottati ledano aspetti importanti del suo sistema di sicurezza sociale, o aspetti fondamentali del suo ordinamento giudiziario penale, può chiedere la sospensione della procedura legislativa ordinaria e il deferimento della questione al Consiglio europeo. Il Regno Unito ha negoziato una possibile non-adesione (opt-out) agli sviluppi legislativi in tema di giustizia e sicurezza interna. Restano comunque sempre possibili cooperazioni rafforzate tra gli Stati che intendano andare avanti in tali ambiti. ------------------------------ Ciao Federico |
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#103 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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I paesi dell'est sono gelosi della loro autonomia conquistata solo recentemente e per questo difficilmente spingeranno per un'europa federale, per una riduzione in sede di consiglio dell'unanimità e per l'estensione di un metodo intergovernativo (nel primo pilastro).
Inoltre la Polonia con Nizza aveva 27 voti, 2 soli in meno di Germania, Francia,Italia e Inghilterra...è chiaro che la Polonia non è disposta a rinunciare a quel numero di voti chiaramente sproporzionato al suo peso demografico. A questo va aggiunto la dimensione storica. LA polonia è stata per un secolo e mezzo un vaso di coccio tra due vasi di ferro, quindi la sua classe politica è MOLTO diffidente su qualsiasi accordo tra Germania e Russia (gasdotto sul Baltico)... IMho la soluzione è quella delle cooperazioni rafforzate. Dell'Inghiltera è quasi superfluo parlare...è entrata nell'UE dopo essere uscita dall'Efta anche solo per rallentare qualsiasi ipotesi federale della CE. Ultima modifica di zerothehero : 26-06-2007 alle 21:58. |
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#104 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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Per la revisione dei trattati costituzionali dell'Ue è necessaria l'unanimità (come se si fosse in una conf. int.) la Polonia vuole avere lo stesso peso (pur deficitando sul piano demografico) dei 4 "grandi" in sede di consiglio (che è l'organo comunitario più importante, perchè è l'organo legislativo per eccellenza, mentre il parl eur. ha solo un potere di veto)..ora è chiaro che i gemelli difenderanno con le unghie e con i denti (d'altronde perchè non dovrebbero farlo?) Nizza cercando di frenare qualsiasi tentativo di riforma che diminuisca il peso del loro paese. ADesso come è adesso in sede di consiglio bastano 3 dei quattro grandi + un paesino per fare una minoranza di blocco...(90 voti) |
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#105 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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#106 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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Manco morti...se gli Italiani avessero avuto la facoltà di ratificare i trattati internazionali a quest'ora saremmo nel patto di Varsavia e fuori dalla Nato. ![]() Gli italiani hanno fatto già abbastanza danni con i referendum..per fortuna che i trattati internazionali non possono essere sottoposti a consultazione popolare. |
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#108 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
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Idem la Repubblica Ceka. Da notare che entrambi i paesi a suo tempo aderirono alla "coalizione dei volenterosi"* e che adesso sono i prescelti dall'amministrazione USA per l'installazione del sistema antimissile in Europa. Ciao Federico * so da fonte diretta che nel 2003 i leader politici ceki parlavano apertamente anche alla stampa delle pressioni ricevute da USA e Germania, rispettivamente per aderire o per non aderire alla missione in Iraq. La scelta cadde sulla prima opzione perchè le promesse USA erano più convincenti (leggi:$$$$$ in investimenti diretti) che non quelle tedesche (un impegno futuro di impegnarsi a destinare cospicui aiuti comunitari all'indomani della loro entrata nella UE fissata per il 1° maggio 2004). Ultima modifica di flisi71 : 27-06-2007 alle 11:23. |
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#109 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Messina
Messaggi: 9300
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la polonia sta provocando la germania perche si sono abituati ogni tot di anni ad essere invasi
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#110 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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Può essere... PEr quanto riguarda la Polonia: I polacchi sono filo-bush e fortemente filoamericani...ma anche questo si può spiegare, ancora, con la...STORIA. Germania e Russia hanno sempre lavorato per fottere la Polonia...già nell'800 i rispettivi capi di stato maggiore (Prussia e Russia) lavorarono congiuntamente per reprimere qualsiasi ribellione nei territori polacchi. Senza poi dimenticare la Francia che di fatto fu molto tiepida nell'aiutare la Polonia alla vigilia della seconda guerra mondiale....la storia non si dimentica. Ecco perchè la Polonia vede molto meglio la Nato e gli USa (che sono risultati più "significativi" rispetto all'Ue agli occhi dei polacchi)...quando si procedeva all'allargamento (anche se chiaramente l'allargamento prende le mosse da una richiesta di adesione al consiglio da parte dello stato "candidato" )queste cose NON si potevano non conoscere. L'unica imho sono le cooperazioni rafforzate e un'europa a due velocità (nessuno scandalo, giù UEM va a due "velocità")..sempre che i nostri leader europei se la sentano di costruire un'Europa federale (che a mio avviso è l'unico modo per non divenire ininfluenti in un mondo in cui ci si deve confrontare con degli stati-continente..vedi Usa, Russia, Cina e India). Inoltre con un'europa federale (o rendendo il consiglio elettivo modello senato americano o dando pieni poteri legislativi al parlamento) si ovvierebbe al problema del deficit democratico. Ultima modifica di zerothehero : 27-06-2007 alle 21:11. |
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#111 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
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Un'altra uscita del premier polacco.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...trattato.shtml Il premier portoghese (presidente di turno Ue) no a cambiamenti Polonia: accordo su trattato Ue va ridiscusso Il primo ministro polacco ha annunciato la volontà di ridiscutere l'intesa di Bruxelles in sede di Conferenza intergovernativa VARSAVIA (POLONIA) - Pronti a rimangiarsi tutto. La Polonia intende riaprire il dibattito sull'accordo raggiunto la settimana scorsa al vertice dell'Ue sul nuovo Trattato Ue. Lo ha annunciato il primo ministro Jaroslaw Kaczynski. Una decisione che rimette Varsavia sulla rotta di collisione con gli altri partner europei. Il portoghese Josè Socrates, che si insedierà alla presidenza di turno dell'Ue il primo luglio, aveva ieri ammonito la Polonia a non pensare minimamente di poter rimettere in discussione il compromesso che ha evitato il veto di Varsavia sul nuovo meccanismo di voto a doppia maggioranza. «Dobbiamo ancora risolvere la questione in sede di Conferenza intergovernativa», ha invece affermato il premier polacco in una conferenza stampa. 29 giugno 2007 --------------------------- Ciao Federico |
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