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Old 03-04-2007, 11:25   #1021
Fritz!
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Dal Corriere della Sera:

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L'osservatorio
«Interventi» della Chiesa:il 51% dice sì
Il 16% ritiene che il Vaticano possa anche «condizionare il voto dei parlamentari su particolari temi delicati»

Il confronto sui rapporti tra Chiesa e Stato italiano si fa sempre più arroventato. E, al tempo stesso, partecipato, poiché, oltre i leader dell'esecutivo e quelli ecclesiastici, esso coinvolge e fa discutere gran parte dei cittadini, specie sulla questione dell'influenza del Vaticano sulle scelte legislative del nostro paese. La discussione non riguarda la mera esistenza del fenomeno: la grande maggioranza della popolazione, a destra come a sinistra, concorda sul fatto che la Chiesa tenda, per le materie che essa ritiene di sua competenza, ad interessarsi, in misura maggiore o minore, delle normative adottate dai governi che via via si succedono. Vi è però forte contrasto sull'opportunità di questo comportamento. Più del 40% ritiene che il Vaticano non debba occuparsi del merito delle leggi discusse in parlamento. Ma la maggioranza (51%) approva un intervento, più o meno incisivo. Per la gran parte, esso dovrebbe limitarsi a «indicazioni di carattere generale». Ma una quota significativa, anche se minoritaria (16%), ritiene che il Vaticano possa, se crede, anche «condizionare il voto dei parlamentari su particolari temi delicati». Questa opinione ha riscosso una maggiore approvazione proprio negli ultimi mesi, anche per effetto della offensiva che la Chiesa ha promosso contro i Dico e che ha portato in poche settimane ad una forte contrazione del favore inizialmente espresso dalla popolazione verso questi ultimi. I favorevoli all'intervento della Chiesa nelle scelte legislative si trovano in misura maggiore negli strati meno centrali socialmente: i più anziani, chi possiede titoli di studio meno elevati, i residenti al Sud. E sono più numerosi tra gli elettori del centrodestra, ove costituiscono quasi il 25%. Ma l'elemento caratterizzante è rappresentato, com'era prevedibile, dalla partecipazione religiosa: tanto che un quarto dei cattolici praticanti è dell'opinione che le indicazioni della Chiesa debbano assolutamente vincolare i parlamentari cattolici. E quasi metà ritiene comunque opportuno che il Vaticano dia indicazioni di carattere generale riguardo alle scelte legislative. Insomma, il quadro politico del nostro paese vede, ancora una volta, riproporsi l'antica frattura tra cattolici e laici. Che, come in passato, si sovrappone a quella tra centrodestra e centrosinistra. In una misura forse inaspettata e, di certo, sottovalutata da molti.

Renato Mannheimer
03 aprile 2007

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Interessante

Tutti i partiti politici (a parte forse i radicali) ritengono legittimo che la chiesa si interessi delle questioni di rilevanza politica... Mentre il 40% degli italiani è contrario

La maggioranza dei partiti politici ritengono legittima la presa di posizione della cei, ovvero l'indicazione di voto esplicita ai parlamentari, mentre questa posizione è condivisa solamente dal 16% degli elettori

Quindi emerge chiaramente come il peso clericale nella politica sia smisurato e totalmente sproporzionato rispetto al paese reale...

Cosa che poi era intuibile anche senza sondaggi, visto che la Chiesa agisce sul versante legislativo perchè sul versante "pastorale" di convincimento delle persone è largamente minoritaria nel paese reale
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Old 03-04-2007, 11:27   #1022
D.O.S.
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Perdonami, ma facco davvero fatica a credere alle cose che ho nerettato.
Se tu potessi darmi una mano a capire meglio...
1) ha paragonato i DICO alla pedofilia ed all'incesto
2) ha urtato la sensibilità di tutte quelle persone che chiedono i DICO
3)ha ricevuto delle semplici critiche di protesta ( non offese perchè scrivere vergogna non è un'offesa ... al massimo è un atto di vandalismo se viene scritto su di muro )
4) viene messo sotto protezione per timore verso la sua incolumità



forse il Viminale teme un gesto inconsulto delle Brigate Gay o del Partito Combattente delle famiglie di fatto ????
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Old 03-04-2007, 11:35   #1023
LightIntoDarkness
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1) ha paragonato i DICO alla pedofilia ed all'incesto <cut>
NON-E'-VERO
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...Grazie caro Lolek!
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Old 03-04-2007, 11:43   #1024
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NON-E'-VERO
strano come milioni di persone possano fraintendere la stessa cosa? anche il berlusconi mica aveva chiamato coglioni quelli di sinistra...

su una cosa é essere obiettivi un altra difendere l'indifendibile
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La libertá sopratutto di parola é un lusso che non ci si puo' permettere in italia, per la strada come su internet.
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Old 03-04-2007, 11:53   #1025
sider
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NON-E'-VERO
Sono sati messi volutamente accanto nel discorso, affinchè le persone facessero un accostamento mentale.
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Old 03-04-2007, 11:54   #1026
D.O.S.
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NON-E'-VERO
hai ragione .... quel poveruomo presidente della CEI e con uno staff composto da esperti di comunicazione si è semplicemente espresso male .... ha soppesato male le parole ....
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Old 03-04-2007, 11:57   #1027
AtenaPartenos
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Sono sati messi volutamente accanto nel discorso, affinchè le persone facessero un accostamento mentale.
Nessun paragone ne assimilazione. Si può ipotizzare il tentativo di, ma non è matematicamente provato.
A me risulta palese la paura che quelle siano derive plausibili e successive ai dico. E il messaggio di grimmer lo ha sottolineato.

E' un messaggio che pone interrogativi. Nessuna similitudine, imho.

Bisognerebbe invece confrontarsi sulla pedofilia, sull'incesto.
Non mi sembrano qui tutti così contrari a incesto e pedofilia senza violenza.
A rigor di logica quindi l'effetto di colpire al cuore si vanifica.
__________________
«Potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e tuttavia sentirmi re dell’infinito spazio».
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Old 03-04-2007, 12:04   #1028
Ziosilvio
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ha paragonato i DICO alla pedofilia ed all'incesto
Riporto l'intervento di monsignor Bagnasco, come citato da indelebile nel post 901:
Quote:
"Nel momento in cui si perde la concezione corretta autotrascendente della persona umana - ha affermato Bagnasco -, non vi è più un criterio di giudizio per valutare il bene e il male e quando viene a cadere un criterio oggettivo per giudicare il bene e il male, il vero e il falso, ma l'unico criterio o il criterio dominante è il criterio dell'opinione generale, o dell'opinione pubblica, o delle maggioranze vestite di democrazia - ma che possono diventare ampiamente e gravemente antidemocratiche, o meglio violente - allora è difficile dire dei no, è difficile porre dei paletti in ordine al bene".

"Perché - ha proseguito l'arcivescovo di Genova - dire di no a varie forme di convivenza stabile giuridicamente, di diritto pubblico, riconosciute e quindi creare figure alternative alla famiglia? Perché dire di no? Perché dire di no all'incesto come in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene? Perché dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano? E via discorrendo, perchè poi bisogna avere in mente queste aberrazioni secondo il senso comune e che sono già presenti almeno come germogli iniziali".

"Oggi ci scandalizziamo - ha concluso il presidente della Cei - ma, a pensarci bene, se viene a cadere il criterio antropologico dell'etica che riguarda la natura umana, che è anzitutto un dato di natura e non di cultura, è difficile dire 'no'. Perché dire no a questo a quello o a quell'altro. Se il criterio sommo del bene e del male è la libertà di ciascuno, come autodeterminazione, come scelta, allora se uno, due o più sono consenzienti, fanno quello che vogliono perché non esiste più un criterio oggettivo sul piano morale e questo criterio riguarda non più l'uomo nella sua libertà di scelta ma nel suo dato di natura".
Posso concedere che monsignor Bagnasco abbia accostato le tre cose, per esprimere con più forza (e in modo indubbiamente non condivisibile) l'idea che la libertà personale possa non coincidere con il bene comune.
Ma il paragone, lo vede solo chi lo vuole vedere.
Quote:
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ha urtato la sensibilità di tutte quelle persone che chiedono i DICO
Questo dipende non solo da monsignor Bagnasco, ma anche dalle persone che chiedono i DiCo.
Non solo la bellezza, ma anche l'offesa può essere nell'occhio di chi guarda.
Quote:
Originariamente inviato da D.O.S. Guarda i messaggi
ha ricevuto delle semplici critiche di protesta ( non offese perchè scrivere vergogna non è un'offesa ... al massimo è un atto di vandalismo se viene scritto su di muro )
Non sarà un'offesa.
Ma non è nemmeno una critica costruttiva: al massimo, è un modo incivile di dire "io ciò raggione e te ciai torto".
Quote:
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viene messo sotto protezione per timore verso la sua incolumità
Su iniziativa della Questura, e non della Curia.
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Ubuntu è un'antica parola africana che significa "non so configurare Debian" Chi scherza col fuoco si brucia.
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Old 03-04-2007, 12:05   #1029
Ziosilvio
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Sono sati messi volutamente accanto nel discorso, affinchè le persone facessero un accostamento mentale.
Allora, come ho già detto a D.O.S., il problema è anche nelle persone che fanno poca attenzione a quello che leggono.
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Ubuntu è un'antica parola africana che significa "non so configurare Debian" Chi scherza col fuoco si brucia.
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Old 03-04-2007, 12:16   #1030
Nevermind
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Bagnasco dice che se proseguiamo sul concetto di libertà individuale, secondo la chiesa distorto, che si sta spingendo con la campagna pro matrimoni omosessuali, le prospettive di "libertà" sono quelle qui sopra esposte.
Ah beh una causa - effetto senza ombra di dubbi ovvia e probabilissima.

Cioè dai difendere sto tizio vuol dire non essere obiettivi, l'ha fatta fuori dal vaso (di brutto), può succedere a tutti per carità ma cercare di giustificare queste esternazioni degne di un ubriaco è assurdo.

Una persona intelligente e corretta avrebbe semplicemente chiesto scusa umilmente e morta li.....ma evidentemente se non lo fa ho il sospetto che sia convinto di quello che sostiene.....il che diventa preoccupante molto più che una frase sbagliata dettata dal pathos del momento.
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Old 03-04-2007, 12:31   #1031
indelebile
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"I vescovi sbagliano, noi non marceremo al Family Day"




di GIACOMO GALEAZZI

Noi al Family day non ci saremo». Aumenta il dissenso nella Chiesa per la crociata sulla famiglia e cresce il fronte dei cattolici «sì Dico», cioè sacerdoti diocesani, comunità di base, associazioni e movimenti ecclesiali che diserteranno la chiamata della gerarchia e degli stati maggiori del laicato alla «guerra santa» contro la regolarizzazione delle unioni di fatto. Sono in molti, nelle diocesi e nel laicato, a ritenere che la prova di forza, l’esibizione «muscolare» di 100mila cattolici in piazza, non giovi alla causa di un istituto (il matrimonio religioso) la cui crisi non accenna ad arrestarsi. No alla kermesse, spiega don Vittorio Cristelli, capofila dei «dissenzienti» in Trentino. «Le manifestazioni di piazza, anche per esigenze di spettacolarizzazione, si caricano di simboli polemici e di sceneggiature satiriche, che estremizzano le tematiche e personalizzano lo scontro», spiega.

E anche tra i movimenti che hanno firmato il manifesto del «Family day» si aprono lacerazioni interne. Nelle Acli, per esempio, l’adesione del gruppo dirigente nazionale alla manifestazione del 12 maggio ha fatto infuriare una fetta consistente della base aclista. Una contrarietà che in alcuni casi si è tradotta persino in pronunciamenti ufficiali, come il clamoroso sì ai Dico della presidenza provinciale delle Acli di Arezzo: «Il ddl Bindi-Pollastrini non tocca l’istituto del matrimonio e nemmeno ne crea un altro simile, ma prende atto di una situazione e attribuisce alcuni diritti non alle convivenze in quanto tali ma ai conviventi, in quanto persone». Quindi no alla partecipazione alla kermesse anti-Dico perché «lo Stato deve occuparsi di tutti i cittadini senza distinzioni e discriminazioni, riconoscendo i loro giusti diritti».

Mentre i cattolici del centrosinistra, dai diessini Mimmo Lucà e Giorgio Tonini agli ex-popolari della Margherita Pierluigi Castagnetti e Antonello Soro provano ad attenuare l’effetto della nota Cei sul ddl Bindi-Pollastrini, nella galassia «bianca» e tra i preti «pro-Dico» sono sempre meno quelli disposti a smussare gli angoli. Non si mobilita affatto contro la legge sulle unioni di fatto, per esempio, il parroco spoletino don Gianfranco Formenton che invece di sfilare a piazza san Giovanni il 12 maggio chiama alla «disobbedienza civile i cattolici impegnati in politica e cresciuti nei valori del cattolicesimo democratico». Un «contro-Family day», praticamente, «in nome del rispetto di tutti, della maturità e della coscienza dei fedeli impegnati in politica considerati, politicamente, dei minorati incapaci di intendere e di volere, cattolicamente». Eppure, aggiunge don Formenton, «nella "res publica" ci sono anche gli omosessuali e i conviventi che hanno il diritto di non veder confinati i loro diritti nel privato ma riconosciuti giuridicamente dallo Stato».

Family day e nota Cei, rincara la dose il parroco aquilano don Aldo Antonelli, dimostrano la «talebanizzazione della Chiesa e l’ideologizzazione della teologia». E a «una gerarchia che non ha occhi per vedere se non se stessa» corrisponde l’«ammutinamento omertoso e interessato di politici abituati all’adulazione e alla prostrazione». La genuflessione, osserva don Antonelli, è «lo sport dominante nei due rami del Parlamento». Diserta il Family day anche don Beppe Scapino, parroco a Ivrea: «I Dico non sviliscono la proposta religiosa del matrimonio come unione tra un uomo e una donna per sempre e non cercano di sostituirsi ad essa, né vogliono imporsi come modello unico ed esclusivo per la società».

Anche l’adesione dell’Azione cattolica al Family day suscita malumori. Una parte della dirigenza, a livello locale e nazionale, è in subbuglio. A Torino, l’appello a favore dei Dico di un gruppo di credenti è stato sottoscritto, tra gli altri, dai responsabili del Settore Adulti dell’Ac torinese Nino Cavallo e Paola Gariglio e dall’amministratore diocesano Stefano Vanzini (tutti e tre membri della presidenza diocesana). Oltre a loro, il presidente del Meic locale Beppe Elia e gli ex responsabili di Ac-ragazzi Domenico Raimondi, Elena Gariglio, Roberta Russo, l’ex responsabile Giovani Luca Bobbio e altri consiglieri. «Sintomo di un malumore diffuso, che ha trovato una sponda anche a livello nazionale: nel corso di una seduta straordinaria della presidenza di Ac - evidenzia l’agenzia cattolica Adista - i vicepresidenti nazionali degli adulti e dei giovani hanno lamentato il ruolo imposto all’associazione dalla Cei, che ha reso l’Ac semplice cinghia di trasmissione dei desiderata della gerarchia verso i credenti e le altre strutture laicali».
__________________
Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit)

Ultima modifica di indelebile : 03-04-2007 alle 12:52.
indelebile è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 03-04-2007, 12:35   #1032
indelebile
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chiedo scusa per lo sballotamento del thread

PIÙ FAMIGLIA, MENO DIBATTITO. STORIA DI UNA MANIFESTAZIONE NON ANNUNCIATA




33828. ROMA-ADISTA. La gestazione del manifesto "Più famiglia", sottoscritto il 19 marzo dalle principali associazioni e movimenti del laicato cattolico, è stata piuttosto turbolenta. Mettere insieme tante sigle e sensibilità ecclesiali non è infatti risultato semplice, anche se le pressioni della gerarchia ecclesiastica hanno senz'altro facilitato l'impresa. Ciò non toglie, però, che nella fase preparatoria del documento il dibattito sia stato ugualmente acceso, tanto tra le diverse realtà ecclesiali quanto all'interno delle singole strutture associative. Alcuni, infatti, avrebbero preferito che il documento restasse un contributo al dibattito sul ruolo ed il valore della famiglia nella società contemporanea, senza divenire il manifesto di una kermesse politica, sia perché il ricorso alla piazza è distante dalla sensibilità di molti credenti, sia perché manifestare a S. Giovanni significa – giocoforza – dare all'iniziativa a difesa della famiglia un significato prettamente politico e antigovernativo. E questo, soprattutto i settori più progressisti del laicato cattolico (Acli e Ac tra tutti), avrebbero preferito evitarlo. Inoltre, sono in molti, nelle diocesi e nelle parrocchie, a ritenere che la prova di forza, l'esibizione "muscolare" di decine di migliaia di cattolici in piazza, poco giovi alla causa di un istituto - il matrimonio (e specialmente quello religioso) - la cui crisi non accenna ad arrestarsi: un trend che - tra l'altro - finora neanche i discorsi del papa, i pronunciamenti della Cei, le prediche domenicali, i corsi prematrimoniali tenuti da preti, l'impegno nelle parrocchie di laici e psicologi, le pastorali familiari e le catechesi sono riusciti ad invertire.
Nonostante i dubbi e i malumori della base avessero trovato eco anche nelle riunioni preparatorie tra le organizzazioni cattoliche, alla fine il documento pro-famiglia è stato approvato all'unanimità. È passata così l'idea - caldamente sostenuta in ambienti Cei - di replicare il modello rivelatosi vincente nel 2005 (all'epoca della costituzione del Comitato Scienza e Vita): quello, cioè, di impegnare in blocco l'associazionismo cattolico. E infatti, da Comunione e Liberazione ai Focolarini, dalle Acli a Rinnovamento nello spirito, dall'Azione cattolica al Movimento per la Vita, nella lista dei firmatari le realtà più rappresentative della galassia cattolica ci sono tutte. E questa volta, rispetto a quanto avvenne 2 anni fa, tra le adesioni c'è anche quella dell'Agesci (la cui firma per questioni puramente tecniche è arrivata però qualche giorno dopo la presentazione ufficiale del documento): gli scout, all'epoca del referendum sulla legge 40, non avevano infatti risposto alla mobilitazione astensionista voluta dal card. Camillo Ruini. Stavolta, gli appelli dei vescovi non li hanno trovati indifferenti.
Manca, a scorrere con attenzione la lista dei firmatari, le sigle dei "movimenti" dell'Ac: Fuci, Meic, Mieac, Mlac e Msac. Certo, l'adesione del presidente dell'Azione Cattolica si può considerare rappresentativa anche di queste sigle, che dell'Ac sono parte integrante. Se non fosse che il presidente del Meic, Renato Balduzzi, è stato tra i collaboratori del ministro Rosy Bindi più impegnati nella stesura del disegno di legge sui Dico. E che la Fuci ha più volte manifestato, nel dibattito interno all'Ac, il proprio disagio per la posizione assunta dall'associazione sulla questione delle coppie di fatto. E, infine, che il Mieac ha recentemente pubblicato un proprio documento in cui ci sono chiare aperture al riconoscimento delle convivenze (v. Adista n. 25/07). Insomma, se non si può dire che i movimenti dell'Ac non abbiano aderito al manifesto, è però vero che nessuno li ha interpellati nella fase di stesura del documento, né ha chiesto loro di sottoscriverlo una volta pronto. Un modo, probabilmente, per evitare imbarazzanti rifiuti.
Il rospo dell'Azione Cattolica
Ma anche l'adesione dell'Ac all'operazione non è stata pacifica. Le pressioni della Cei sull'associazione, tramite l'assistente generale, mons. Francesco Lambiasi (non a caso recentemente riconfermato dalla Conferenza episcopale nel suo ruolo per altri tre anni, pur essendo in carica già dal 2001), si sono fatte nelle ultime settimane particolarmente insistenti, creando dentro l'Ac diversi malumori. Al presidente Luigi Alici è stata dapprima chiesta una formale presa di distanza rispetto al ddl Bindi-Pollastrini; poi gli è stato chiesto di assumere il ruolo di "pontiere" tra le diverse anime presenti all'interno del cartello del Forum. Pare che Alici abbia accettato il ruolo di mediazione all'interno del gruppo di 5 "saggi" (Giovanni Giacobbe del Forum delle famiglie, Carlo Casini del Movimento per la Vita, Francesco D'Agostino dell'Unione dei giuristi cattolici, Domenico Delle Foglie di "Scienza e Vita", oltre ad Alici stesso) chiamato a redigere il manifesto "Più famiglia", perché convinto dalle rassicurazioni di mons. Giuseppe Betori che al documento non sarebbe seguita alcuna manifestazione di piazza (una iniziativa che colto alla sprovvista anche Cl e Movimento per la Vita). Ma poi le cose sono andate diversamente, e il presidente dell'Ac ha portato a termine obtorto collo il suo compito, limando ed emendando il manifesto in modo che non risultasse "indigesto" a nessuno dei firmatari (anche se l'ala destra dello schieramento ha trovato la sintesi troppo "morbida"). Ma l'eccessiva esposizione dell'Ac in una operazione tutt'altro che condivisa all'interno dell'associazione ha messo in subbuglio una parte della dirigenza, a livello locale e nazionale. A Torino, l'appello a favore dei Dico di un gruppo di credenti (per sottoscriverlo basta inviare una mail a [email protected], v. Adista n. 23/07) è stato sottoscritto, tra gli altri, dai responsabili del Settore Adulti dell'Ac torinese Nino Cavallo e Paola Gariglio e dall'amministratore diocesano Stefano Vanzini (in pratica, 3 membri della presidenza diocesana). Oltre a loro, il presidente del Meic locale Beppe Elia e gli ex responsabili di Acr Domenico Raimondi, Elena Gariglio, Roberta Russo e l'ex responsabile Giovani Luca Bobbio, oltre ad altri consiglieri. Sintomo di un malumore diffuso, che ha trovato una sponda anche a livello nazionale: nel corso di una seduta straordinaria della presidenza di Ac, tenutasi il 17 marzo e protrattasi a lungo, i vicepresidenti nazionali degli adulti e dei giovani hanno lamentato il ruolo imposto all'associazione dalla Cei, che ha reso l'Ac semplice cinghia di trasmissione dei desiderata della gerarchia verso i credenti e le altre strutture laicali.
E al danno si è poi aggiunta anche la beffa. Se il manifesto "Più famiglia", evitando ogni esplicito riferimento ai Dico, tenta di non cadere nella contrapposizione frontale col governo e i parlamentari cattolici del centrosinistra, ci ha pensato il Sir, l'agenzia di stampa dei vescovi, a spiegare quale deve essere il vero senso della manifestazione del 12 maggio. In una nota del 19 marzo, l'agenzia sottolinea infatti che nel Manifesto firmato dalle associazioni cattoliche c'è un "evidente riferimento ai Dico".

Le Acli di Arezzo: ma a noi i Dico piacciono
Ciononostante, Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli, il 21 marzo difendeva la scelta di non citare i Dico nel manifesto: ''Non nascondiamo la testa sotto la sabbia, è noto che il disegno governativo non ci piace, ma abbiamo voluto 'volare più alto' indicando alcune questioni basilari rispetto al futuro del soggetto famiglia, senza entrare nella polemica".
Tra le righe, le parole di Olivero rivelano che se Sparta piange, Atene certamente non ride. Anche nelle Acli, infatti, l'adesione del presidente nazionale alla manifestazione del 12 maggio è stata digerita male da una fetta consistente della base aclista. E c'è già chi marca le distanze dal gruppo dirigente. Come la presidenza provinciale delle Acli di Arezzo, che in un documento del 26 marzo sottolinea come "in una società pluralista la laicità rappresenta la giusta garanzia per la libera espressione delle diverse componenti della società" e ciò "richiama i cristiani stessi a impegnarsi a favore dei più deboli, più bisognosi di giustizia e solidarietà. In questo senso, il disegno di legge sui Dico non tocca l'istituto del matrimonio e nemmeno ne crea un altro simile, ma prende atto di una situazione e cerca di attribuire alcuni diritti non alle convivenze in quanto tali ma ai conviventi, in quanto persone. Lo Stato deve occuparsi di tutti i cittadini senza distinzioni e discriminazioni, riconoscendo loro giusti diritti dove e quando ci sono". "Spetta alla Chiesa – conclude il documento – individuare i principi, comunicarli in modo chiaro, favorendo confronto e dialogo. E aiutare i laici impegnati in politica a realizzarli nella loro autonoma responsabilità: sono i laici a orientarsi secondo l'insegnamento della Chiesa, assumendo la fatica di scelte politiche".
Anche nella stampa diocesana c'è chi ha deciso di disertare la chiamata alla guerra anti-Dico proclamata dal card. Ruini e dal papa. Uno di questi è don Vittorio Cristelli una delle firme più autorevoli del settimanale Vita trentina (di cui è stato anche direttore dal '67 all''89). Sul numero del 18 marzo, Cristelli afferma che le manifestazioni di piazza, "anche per esigenze di spettacolarizzazione, si caricano di simboli polemici e di sceneggiature satiriche, che estremizzano le tematiche e personalizzano le polemiche. Il rischio è che, complice anche l'ulteriore spettacolarizzazione televisiva, l'opinione pubblica sia indotta a soffermarsi sugli aspetti scandalistici, anzi colga solo i messaggi collaterali gridati, anziché il senso tematico della manifestazione". Come è avvenuto per la manifestazione pro-Dico di piazza Farnese, a Roma: "Si è imposta solo quella che Avvenire ha chiamato ‘caciara anticlericale' e vengono ritrasmessi solo i cartelli e le sceneggiate contri i vescovi e il Vaticano. Vedrete che qualche cosa di analogo, ma in senso contrario, avverrà al Family day". Perché, spiega Cristelli, "la piazza va bene ed è un diritto. Ma andrebbe sottoposta alla potatura da quelle deformazioni che Francesco Bacone nel suo metodo per una lettura oggettiva della realtà chiama ‘idola' (immagini deformanti)": per questo, "la serietà del tema famiglia, ma anche del tema unioni di fatto, meriterebbe una potatura decisa e potente dalle deformazioni. Anche noi credenti dobbiamo sottoporci a queste potature che possiamo chiamare conversioni quaresimali". (valerio gigante)
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Old 03-04-2007, 12:37   #1033
Ziosilvio
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Originariamente inviato da indelebile Guarda i messaggi
chiedo scusa per lo sballotamento del thread
Prego.

Potresti, però, per cortesia, rimpicciolire l'immagine del post 1031?
Al 75% delle dimensioni attuali dovrebbe essere ancora chiara, e non scombussolerebbe il resto dei messaggi...
EDIT: grazie.
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Ubuntu è un'antica parola africana che significa "non so configurare Debian" Chi scherza col fuoco si brucia.
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Ultima modifica di Ziosilvio : 03-04-2007 alle 13:35.
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Old 03-04-2007, 12:45   #1034
LucaTortuga
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Allora, come ho già detto a D.O.S., il problema è anche nelle persone che fanno poca attenzione a quello che leggono.
Secondo me, chi ha scritto "vergogna" non l'ha fatto perchè si sentiva offeso in prima persona; l'ha fatto, piuttosto, per rimproverare il "vergognoso" tentativo di insinuare nelle menti più deboli (che sono da sempre l'obiettivo privilegiato della propaganda ecclesiastica) un collegamento tra il riconoscimento delle coppie omosessuali, ed un futuro analogo "riconoscimento" di pedofilia ed incesto, come se regolare legislativamente le une favorisse in qualche modo un futuro "sdoganamento" degli altri.
Un po' come quando si afferma, in modo del tutto arbitrario e strumentale, che lo spinello favorisce il passaggio all'eroina.
Riconoscendo al Bagnasco un'intelligenza perlomeno normale, non si può evitare di attribuirgli la responsabilità di quanto sopra, escludendo che si tratti di una mera svista.
Imho, tutto ciò è un validissimo motivo per invitarlo a vergognarsi.
L'unica critica che si può fare è di averlo scritto sul muro.
Ma visto che non tutti hanno l'onore di veder pubblicata in prima pagina sui quotidiani nazionali ogni loro esternazione, e visto che i proprietari quell'edificio, non pagando l'ICI, manifestano la propria volontà di sottrarsi al sistema di doveri/diritti istituito dallo Stato italiano, non me la sento di dolermi più di tanto per l'imbrattamento subito.
Il buon Bagnasco, IMHO, averbbe dovuto armarsi di pennello e provvedere cancellare la scritta da solo, semmai con l'aiuto di qualche chirichetto; ciò non prima di aver, ovviamente, rifiutato qualsiasi tipo di scorta o attenzione particolare da parte delle forze dell'ordine italiane, che noi paghiamo e lui no.
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Old 03-04-2007, 12:45   #1035
AtenaPartenos
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Il dialogo nella Chiesa c'è.
Rileggendo trovo i dubbi che ho io e le convinzioni che ho io.
Speriamo per il futuro.
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Ultima modifica di AtenaPartenos : 03-04-2007 alle 12:53.
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Old 03-04-2007, 13:06   #1036
D.O.S.
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Originariamente inviato da Ziosilvio Guarda i messaggi
Posso concedere che monsignor Bagnasco abbia accostato le tre cose, per esprimere con più forza (e in modo indubbiamente non condivisibile) l'idea che la libertà personale possa non coincidere con il bene comune.
Ma il paragone, lo vede solo chi lo vuole vedere.

.
l'intento di creare una figura retorica è evidente .....
ma allora perchè ha usato proprio questi 2 termini ? perchè non ha preso :
- ABORTO
- DIVORZIO
- DROGA
- EUTANASIA
- ESPERIMENTI SUGLI EMBRONI
ecc. ecc.

perché ha scelto proprio questi 2 fra le infinite altre possibilità ?
per me il tentativo di voler proporre un paragone è evidente .

Ultima modifica di D.O.S. : 03-04-2007 alle 14:02.
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Old 03-04-2007, 13:18   #1037
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...
Posso concedere che monsignor Bagnasco abbia accostato le tre cose, per esprimere con più forza (e in modo indubbiamente non condivisibile) l'idea che la libertà personale possa non coincidere con il bene comune.
Ma il paragone, lo vede solo chi lo vuole vedere.

....
IL paragone non è stato fatto magari in modo letterale ma l'intenzione era chiara suvvia.
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Old 03-04-2007, 13:23   #1038
AtenaPartenos
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IL paragone non è stato fatto magari in modo letterale ma l'intenzione era chiara suvvia.
Io vedo l'intenzione di fugare rischi e derive. Sono esternazioni di dubbi e perplessità non sul disegno in se, ma sulle evoluzioni.

Ovvio che poteva prevedere ste polemiche e poteva tentare di spiegare la sua idea senza paragoni fraintendibili.

Un bel contraddittorio, nel caso, sarebbe auspicabile.
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Ultima modifica di AtenaPartenos : 03-04-2007 alle 13:26.
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Old 03-04-2007, 13:35   #1039
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NON-E'-VERO
stiamo ancora aspettando che lo dimostri.
Incredibile come tutti qui si arrampicano sugli specchi con distinguo sulla forma che nulla cambiamo a livello semantico.
Già sucesso con le dichiarazioni del Papa sul voto dei politici, vedere dietro nel td...
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Old 03-04-2007, 13:36   #1040
Cfranco
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Originariamente inviato da LucaTortuga Guarda i messaggi
Secondo me, chi ha scritto "vergogna" non l'ha fatto perchè si sentiva offeso in prima persona; l'ha fatto, piuttosto, per rimproverare il "vergognoso" tentativo di insinuare nelle menti più deboli (che sono da sempre l'obiettivo privilegiato della propaganda ecclesiastica) un collegamento tra il riconoscimento delle coppie omosessuali, ed un futuro analogo "riconoscimento" di pedofilia ed incesto, come se regolare legislativamente le une favorisse in qualche modo un futuro "sdoganamento" degli altri.
Un po' come quando si afferma, in modo del tutto arbitrario e strumentale, che lo spinello favorisce il passaggio all'eroina.
Riconoscendo al Bagnasco un'intelligenza perlomeno normale, non si può evitare di attribuirgli la responsabilità di quanto sopra, escludendo che si tratti di una mera svista.
Imho, tutto ciò è un validissimo motivo per invitarlo a vergognarsi.
L'unica critica che si può fare è di averlo scritto sul muro.
Ma visto che non tutti hanno l'onore di veder pubblicata in prima pagina sui quotidiani nazionali ogni loro esternazione, e visto che i proprietari quell'edificio, non pagando l'ICI, manifestano la propria volontà di sottrarsi al sistema di doveri/diritti istituito dallo Stato italiano, non me la sento di dolermi più di tanto per l'imbrattamento subito.
Il buon Bagnasco, IMHO, averbbe dovuto armarsi di pennello e provvedere cancellare la scritta da solo, semmai con l'aiuto di qualche chirichetto; ciò non prima di aver, ovviamente, rifiutato qualsiasi tipo di scorta o attenzione particolare da parte delle forze dell'ordine italiane, che noi paghiamo e lui no.
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Posso concedere che monsignor Bagnasco abbia accostato le tre cose, per esprimere con più forza (e in modo indubbiamente non condivisibile) l'idea che la libertà personale possa non coincidere con il bene comune.
Ma il paragone, lo vede solo chi lo vuole vedere.
Non giochiamo con le parole , il significato è chiaro , tanto è vero che Bagnasco ha attentamente evitato di dire che il suo pensiero è stato travisato .
Come diceva qualcun altro prima , è la stessa cosa di quel "coglioni" dato agli elettori di sinistra , un discorso va valutato nella sua interezza , compreso il contesto , mettersi lì a spaccare il capello in quattro guardando una parola alla volta è come quello che dice che un mosaico non rappresenta niente in quanto composto di piccole tessere colorate uniformemente .
Il significato di un discorso non è dato dall' analisi parola per parola , ma dal fluire di concetti e dal rapporto che essi hanno l' uno con l' altro , il senso delle parole di Bagnasco è chiaro e lampante , i Dico sono un' aberrazione come e quanto la pedofilia e l' incesto .
__________________
Certe persone non le digerisco
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