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Old 06-02-2007, 16:00   #41
zuper
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Città: PV Milano Nord
Messaggi: 3851
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Originariamente inviato da radiovoice
piuttosto di leggere altre volgarità di quel genere... Certo.
Per scrivere che per considerare alluncinante quanto accaduto con il Cermis e con Calipari occorre essere antiamericani ci vuole una dose di oscena distorsione del pensiero che non merita ulteriori commenti.
che vuoi che ti dica?

che se ti consideri antiamericano per il cermis sei nel giusto?
__________________
"W la foca, che dio la benedoca"
poteva risolvere tutto la sinistra negli anni in cui ha governato e non l'ha fatto. O sono incapaci o sta bene anche a "loro" cosi.
L'una o l'altra inutile scandalizzarsi.[plutus]
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Old 06-02-2007, 16:01   #42
radiovoice
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L'Avatar di radiovoice
 
Iscritto dal: Oct 2004
Città: Vicenza
Messaggi: 2764
Quote:
Originariamente inviato da zuper
che vuoi che ti dica?

che se ti consideri antiamericano per il cermis sei nel giusto?
mai detto di essere antiamericano.
Certo che se per te questo è esserlo, beh...chiamami come vuoi.
radiovoice è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 06-02-2007, 19:34   #43
fuegosm
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Iscritto dal: Jan 2007
Messaggi: 1
La Nato dice che non si è trattato "di una sua iniziativa". E il governo di Bucarest precisa che "non era stato informato" dell'iniziativa dell'ambasciatore romeno in Italia. Si parla della ormai famosa lettera dei "sei" sull'Afghanistan. Quella inviata a Repubblica dagli ambasciatori di alcuni paesi impegnati sul fronte afgano (Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia, Romania e Olanda) in cui si esortava il nostro esecutivo a confermare al più presto la presenza militare a Kabul. Un'iniziativa che ha provocato il plauso del dipartimento di Stato americano; e, invece, la reazione di protesta del ministro degli Esteri Massimo D'Alema.

Ma adesso, uno dei "sei" si dissocia. A precisarlo è il premier romeno Calin Popescu Tariceanu. "Il gesto del nostro ambasciatore n Italia di firmare la lettera sull'Afghanistan rappresenta una pratica insolita, fuori dalle consuetudini diplomatiche e che sarà difficile spiegare al premier italiano" Romano Prodi, ha spiegato il primo ministro.

Diversa, invece, la presa di posizione dell'Olanda: l'ambasciata in Italia sostiene infatti di aver "contattato alcuni ministeri italiani prima dell'invio della lettera a Repubblica sull'Afghanistan. Quanto alla Spagna, altro paese coinvolto a Kabul, il portavoce dell'ambasciata in Italia, Pedro Jesus Fernandez, riferisce che sull'iniziativa "non siamo stati contattati".

La repubblica 6 febbraio 2007
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Old 07-02-2007, 10:58   #44
svarionman
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L'Avatar di svarionman
 
Iscritto dal: Aug 2004
Messaggi: 689
Quote:
D’Alema: altolà alle interferenze

Washington: la lettera dei sei paesi è in linea con Bush

«Sorpresa e disapprovazione» per un’iniziativa che, magari «animata dalle migliori intenzioni», «si presta a essere intepretata come un’inopportuna interferenza esterna in un processo decisionale di esclusiva competenza del governo italiano». La replica di Massimo D’Alema ai 6 ambasciatori che hanno chiesto un maggiore impegno italiano in Afghanistan - dura nella sostanza e nella forma - è appoggiata da Romano Prodi, che si dichiara «sorpreso per l’iniziativa» pur sottolineando i rapporti di «amicizia e cooperazione» con gli Usa, e precisando di aver «ricevuto le scuse dei responsabili di alcuni Paesi firmatari». La reazione del vice premier appare dura soprattutto perché non si rivolge ai rappresentanti in Italia di Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Paesi Bassi, Australia e Romania ma direttamente a Condoleezza Rice e ai colleghi degli altri Paesi coinvolti. Nonostante D’Alema scriva di «considerare chiuso il caso», immediata è stata la controreplica del Dipartimento di Stato, a confermare che lo scontro fra Italia e Stati Uniti richiederà altre suture prima di ricomporsi: «Non si è trattato di un’interferenza nella politica interna italiana», ribatte il portavoce McCormack, che definisce la lettera di Spogli «assolutamente coerente con quanto hanno più volte ribadito il presidente Bush, il segretario di Stato Rice e il segretario alla Difesa Gates»: «Eravamo consapevoli di quanto l’ambasciatore avrebbe scritto a un giornale italiano».

«Un incidente di percorso», si tentava di sdrammatizzare alla Farnesina nel pomeriggio, prima delle dichiarazioni del portavoce della Rice. La tensione fra Italia e Stati Uniti in realtà non è mai stata così alta dai tempi di Sigonella, ottobre 1985, quando gli F-14 Usa intercettarono l’aereo con a bordo il dirottatore dell’Achille Lauro costringendolo ad atterrare alla base siciliana, ma non riuscirono ad arrestare Abu Abbas per l’opposizione del governo italiano, che impedì alle forze Usa di entrare nella base. Questa volta al centro del braccio di ferro non c’è un terrorista ma il rappresentante in Italia di George Bush: il che rende più delicata, politicamente e diplomaticamente, la vicenda. Anche perché l’ambasciatore Spogli, oltre a essere amico personale di Condoleezza Rice, è stato uno dei principali finanziatori della campagna elettorale del presidente Bush.

D’Alema ha esitato prima di replicare alla «iniziativa irrituale» dei 6 ambasciatori. Voleva capire se la lettera fosse una semplice gaffe («per parlare di questi problemi ci sono le sedi opportune», aveva ricordato domenica) o un’iniziativa appoggiata dai rispettivi governi. A convincerlo a intervenire in modo formale è stato - al rientro dal viaggio in Oriente - un primo commento del portavoce di Condy Rice, secondo il quale l’iniziativa di Spogli «è lodevole». Anche il modo scelto per recapitare la protesta sottolinea il disagio del governo: la lettera del ministro è stata recapitata dai nostri rappresentanti nelle 6 capitali ai rispettivi ministeri degli Esteri, non affidata agli ambasciatori in Italia. Una sfumatura non da poco, nel linguaggio della diplomazia. E’ convinzione della Farnesina infatti che l’iniziativa di Spogli - il vero ispiratore della lettera - costituisca una violazione delle norme alle quali deve attenersi l’ambasciatore di un Paese amico. Intervenire nelle vicende interne italiane con una lettera a un giornale, si nota, va al di là delle regole della «public diplomacy» alla quale l’amministrazione Bush ha affidato il compito di ripulire l’immagine americana nel mondo. «Non è legittimo» ricorrere a questa forma di «diplomazia pubblica», si nota, quando sono in gioco iniziative politiche di un Paese Nato.
La Stampa

Per farsi due risate ecco la prima pagina di Libero:
__________________
Attenzione: il messaggio potrebbe essere ironico... gli amici (s)comodi di Topolino
"L’uso della libertà minaccia da tutte le parti i poteri tradizionali, le autorità costituite...Il popolo è minorenne. La città è malata. Ad altri spetta il compito di curare e di educare. A noi il dovere di reprimere. La repressione è il nostro vaccino! Repressione è civiltà!”

Ultima modifica di svarionman : 07-02-2007 alle 11:02.
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Old 07-02-2007, 11:02   #45
easyand
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Iscritto dal: Apr 2004
Messaggi: 666
Minchia, mi sa che i 6 pensavano di aver avuto un idea geniale, è hanno fatto una cazzata gigante
easyand è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 07-02-2007, 17:42   #46
radiovoice
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L'Avatar di radiovoice
 
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Città: Vicenza
Messaggi: 2764
Essendo la questione, almeno fino ad una demarcazione, di interesse sia di questo 3d che in quello sulle Basi Usa a Vicenza, riporto anche qui:

ehhh si...siamo proprio ALLEATI!

Calipari, «Lozano a giudizio»
Il Pentagono: non lo estradiamo
Il gup di Roma chiede rinvio a giudizio per omicidio per il militare Usa che in Iraq uccise il funzionario italiano. Gli americani non intendono consegnarlo

Nicola Calipari fu ucciso volontariamente, per fermarlo e impedirgli di portare a termine la sua missione. Il Gup di Roma Sante Spinaci ha deciso il rinvio a giudizio del marine Usa Mario Luis Lozano, che la sera del 4 marzo 2005 al check point alle porte di Bagdad sparò e uccise il funzionario del Sismi: "La condotta di Mario Lozano appare sorretta da un dolo diretto finalizzato a raggiungere l'obiettivo di bloccare l'autovettura anche mediante il ferimento o la morte dei suoi occupanti" scrive il Gup. Le accuse per Lozano sono di omicidio volontario e duplice tentato omicidio di Giuliana Sgrena (la giornalista del Manifesto appena liberata) e del maggiore Andrea Cartani che erano sull'auto (una Toyota Corolla) con Calipari e vennero feriti.

Nell'ordinanza di 6 pagine il Gup spiega che l'omicidio "è da qualificarsi come delitto oggettivamente politico in considerazione dell'evidente lesione degli interessi politici dello stato e al funzionamento delle sue istituzioni supreme". Nel merito tecnico della vicenda "vi fu una macroscopica violazione delle regole d'ingaggio. La sparatoria avvenne in contemporanea con l'illuminazione dell'auto". In questo senso, per il Gup "sono inattendibili le dichiarazioni dei militari Usa sulla dinamica dei fatti". Non solo, l'ordinanza parla anche di un vero e proprio inquinamento probatorio: "Non è stato conservato lo stato dei luoghi - si legge nell'ordinanza - sono stati rimossi i veicoli, distrutti i diari dei servizi di quella sera".

Lozano, dunque, sarà processato in Italia. Sicuramente da contumace anche perché il Dipartimento di Stato Usa ha subito negato l'estradizione.

Spinaci ha anche escluso la tesi difensiva dell'avvocato difensore di Lozano sulla sussistenza dell'esimente per quanto riguarda l'adempimento di un dovere derivante dall'ordine del superiore gerarchico. Insieme ai rinvii a giudizio arriva anche la citazione del responsabile civile del Dipartimento della Difesa americana per i danni.

"Sono molto soddisfatta di questo primo passo verso la verità", è stato il commento a caldo della senatrice Rosa Villecco, vedova dello 007 italiano. "Noi volevamo il processo. Sono soddisfatta anche se non cerco un capro espiatorio in Lozano. Voglio che il processo serva ad acclarare la verità. Comunque non mi faccio illusioni", ha detto Giuliana Sgrena.

Di tutt'altro tono il commento del legale di Lozano, l'avvocato Fabrizio Cardinali: "Non me l'aspettavo proprio", ha detto il difensore d'ufficio del militare Usa che aveva chiesto per il suo assistito il non luogo a procedere per legittima difesa e per aver adempiuto a un dovere da un ordine legittimo del suo superiore. "Se Nicola Calipari avesse avuto una scorta quel tragico incidente non si sarebbe verificato", ha detto l'avvocato aggiungendo, "Nicola Calipari e Andrea Carpani non hanno voluto la scorta militare perché volevano tenersi il merito dell'operazione, risultata poi sbagliata, tutto per loro".

Una osservazione che ha lasciato visibilmente irritata la vedova di Calipari: "Nessuno può contestare diritto alla difesa di Lozano, il legale avrebbe però dovuto evitare giudizi di merito". Duro il commento anche di Giuliana Sgrena che parla di "meschino attacco alla persona che mi ha liberato", e ha aggiunto. "L'avvocato è andato oltre ogni decenza".

Il processo nei confronti di Lozano, avrà inizio davanti alla terza corte d'assise il 17 aprile prossimo. Il militare è stato dichiarato irreperibile dai magistrati che hanno preso atto dell'insistito silenzio delle autorità statunitensi che non hanno voluto fornire ufficialmente le generalità dell'indagato. Ma al suo nome, indicato con un 'omissis', si arrivò indirettamente grazie a un banale errore di criptazione del testo della Commissione d'inchiesta mista che concluse i suoi lavori sostenendo che il veicolo italiano rappresentava una minaccia concreta per militari Usa e che i soldati avevano agito nel pieno rispetto delle regole di ingaggio.

"Il giudice si sarebbe potuto limitare ad elencare fonti di prova - sottolinea Francesca Coppi, legale della vedova dell'agente del Sismi -, invece ha fatto una vera e propria motivazione con cui ha affermato che c'era la piena consapevolezza di uccidere da parte di Lozano, è una sorta di sentenza di condanna".

"E' stata accolta 'a latere' da parte del gup Sante Spinaci la nostra richiesta di citazione in giudizio del responsabile civile del Dipartimento della Difesa. Ce lo ha comunicato lo stesso gup", ha detto l'avvocato di Giuliana Sgrena. Lo stesso legale ha spiegato che domani il gup depositerà l'atto di citazione che coinvolge nel processo il Dipartimento Usa alla Difesa".


Ma siii...diamoli gli basi a questi alleati...diamogli tutto...anche il...
Sarà, come già è ed è stato, lo stesso per i reati che sono commessi e verranno commessi dai militari usa delle basi nelle nostre città.
Tutto sepolto e coperto da segreto.
radiovoice è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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