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#81 | |
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Senior Member
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La tua e' un assurda quantomai fantomatica teoria che non ha fondameto nemmeno nella statistica. E come voler affermare che se il 50% di una popolazione mangia due polli e il rimanente no, tutti sono sazi. Infatti il 6 aprile 1994 il Ruanda è il teatro di uno dei più spaventosi massacri del nostro secolo. Quella che viene in genere definita una guerra tribale fra Hutu e Tutsi è in realtà una lotta per il potere. Prima del periodo coloniale essere Hutu o Tutsi non faceva alcuna differenza in Ruanda. Inoltre i Tutsi, esclusi i due gruppi privilegiati degli Abanyginya e degli Abega, venivano trattati come la maggioranza hutu. Quello che era importante era invece l'appartenenza ad uno degli innumerevoli sottogruppi. Le cose cominciarono a cambiare quando le potenze coloniali misero i due popoli uno contro l'altro. In questo caso, alcune tribu, tra i quali gli Hutu e i Tutsi, hanno scatenato il conflitto che ha trascinato il resto del paese in una guerra senza fine. I cristiani come vedi non hanno rappresentato niente, benche' rappresentino l'85% della popolazione.
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![]() Referenti in Compravendite Ognuno sceglie le cause per cui combattere in base alla propria statura. Ultima modifica di Jo3 : 26-11-2006 alle 19:19. |
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#82 | |
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Bannato
Iscritto dal: Oct 2005
Città: UK
Messaggi: 11
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Facendola breve, il motivo scatenante di fondo della violenza era la sovrappopolazione, la crescita esponenziale della popolazione in un paese a gran parte basato su microagricoltura familiare. Prima del genocidio, in Ruanda c'era la stessa densità di abitanti dell'olanda, Quindi anche in questo caso la contraccezione, potrebbe essere una cosa poitiva. Poi, ti riporgo la domanda. Tu che chiedi castità agli africani, come ti comporti personalmente? Usi i profilattici? Sei casto? Ai tuoi figli cosa dici? |
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#83 | |
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Registered User
Iscritto dal: Oct 2005
Messaggi: 361
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Da Wikipedia: Mentre molti cattolici e altri considerano Teresa l'incarnazione di una vita santa, delle critiche hanno sollevato questioni riguardo le sue dichiarazioni pubbliche, i suoi metodi di lavoro, i suoi collegamenti politici e l'uso dei fondi donati alla sua organizzazione di carità. In particolare, nel 1997 il giornalista Christopher Hitchens pubblicò la sua inchiesta "La posizione della missionaria. Teoria e pratica di Madre Teresa", in cui portava un'analisi dettagliata dell'operato di Madre Teresa. Dall'indagine condotta risultano particolari interessanti: ad esempio la totale mancanza di ottimizzazione nei processi ospedalieri, e la conseguente inaffidabilità e scarsa funzioanlità degli ospedali stessi gestiti dalla missionaria. L'inchiesta mette in luce come, in nome della divina provvidenza e della sofferenza che purifica, i miserabili curati da madre Teresa non ricevessero analgesici o antidolorifici di sorta, con l'eccezione dell'aspirina, e fossero costretti a dormire su scomodi pagliericci. «[...] Lodava la povertà, la malattia e la sofferenza come doni dall'alto, e diceva alle persone di accettare questi doni con gioia. Era adamantinamente contraria alla sola politica che abbia mai alleviato la povertà in tutte le nazioni - e cioè dare potere alle donne ed estendere il loro controllo sulla propria fertilità. La sua celebre clinica di Calcutta in realtà non era che un ospizio primitivo, un posto dove la gente andava a morire, un luogo dove le cure mediche erano poche, quando non addirittura inesistenti, (quando fu lei ad ammalarsi, volò in prima classe alla volta di una clinica privata in California). Le grandi somme di denaro raccolte venivano spese per la maggior parte nella costruzione di conventi in suo onore. Aveva fatto amicizia con tutta una serie di ricchi truffatori e sfruttatori, da Charles Lincoln della Lincoln Savings & Loans, alla ripugnante dinastia Duvalier di Haiti, accettando da entrambi generose donazioni di denaro che in realtà era stato rubato ai poveri» (Christopher Hitchens, La posizione della missionaria. Teoria e pratica di Madre Teresa) Da UAAR: La posizione della missionaria Christopher Hitchens. La posizione della missionaria. Teoria e pratica di Madre Teresa (titolo originale: The Missionary Position. Mother Teresa in Theory and Practice. Verso, London 1995). Traduzione di Eva Kampmann. Prefazione di Antonio Pascale. Introduzione di Christopher Hitchens. I edizione minimum fax, Roma 1997, pp. 128. II edizione minimum fax, Roma 2003, pp. 134, € 7.75. ISBN 88-7521-009-8 Un libro di forte impatto, un testo scomodo su uno dei personaggi di culto del pantheon cattolico dei nostri giorni. L’immagine della missionaria ne esce a pezzi: Christopher Hitchens, saggista di successo e giornalista per alcune importanti riviste statunitensi, ha scritto questo agile pamphlet dopo aver curato, sullo stesso argomento, un documentario per Channel Four (che mai vedremo in Italia). Pagine provocatorie fin dal titolo, che gettano una luce sinistra sulla venerata missionaria, dipinta come una fanatica di scarsa intelligenza. A riprova, racconta l’aneddoto di quando le posero la domanda «cosa avrebbe scelto, fra Galileo e l’Inquisizione?»: la missionaria ebbe modo di scegliere, senza esitazione, la seconda opzione. Il suo integralismo l’ha portata a comportamenti che denotano una ben scarsa umanità: dalla convinzione che la sofferenza dei poveri sia di grande aiuto per il mondo, al battesimo praticato in punto di morte ad inermi induisti e musulmani, agli standard di assoluta inefficienza dei suoi ospedali (anche se poi, per i propri malanni, si faceva curare in costose cliniche occidentali). Il testo si sofferma anche sulle fortune economiche dell’Ordine religioso creato da madre Teresa, tanto elevate e ben celate da non permetterne, in pratica, una quantificazione sicura. Sicuro è invece il suo comportamento sfacciato nella causa contro Charles Keating, reo di aver imbrogliato migliaia di risparmiatori USA. Ebbene, madre Teresa non si fece alcuno scrupolo di scrivere al giudice una lettera in sua difesa, solo perché il truffatore le aveva donato più di un milione di dollari, non suoi, ovvio! Quanto alle opinioni politiche, il libro cita le diverse occasioni in cui la religiosa ha esplicitamente appoggiato dittatori sanguinari come Duvalier o Hoxha. Un libro «pericoloso», quindi, specialmente se pubblicato in una società aprioristicamente genuflessa come la nostra. Un libro da far sparire, conseguentemente, come ben dimostra la sua vicenda italiana. Il 3 novembre del 1999 il settimanale Diario della settimana ha pubblicato un articolo su Hitchens, lamentando l’improbabilità di una diffusione in Italia del testo. Sorprendentemente, un lettore scrisse - in seguito - alla rivista informando dell’esistenza della traduzione italiana del libro, che peraltro risultava introvabile. Il successivo 1° dicembre, l’editore Minimum Fax inviava a sua volta una lettera, della quale riportiamo un passo eloquente: «…in realtà il libro non è esaurito né fuori catalogo […] madre Teresa ebbe il cattivo gusto di passare a miglior vita proprio mentre il libro usciva e così le librerie si riempirono immediatamente di testi agiografici sulla “Santa dei poveri” mentre il papa ne proponeva una beatificazione in tempi record. Il nostro volumetto, scalzato da tanta mole di santità a cui dava un po’ fastidio, venne subito sfrattato per tornare prima del tempo in forma di reso alla casa madre». Se non lo trovate in libreria, il testo è comunque reperibile a prezzo scontato del 10% (€ 6,98) presso l’editore (minimum fax s.r.l., piazzale di Ponte Milvio 28, 00191 Roma, e-mail [email protected]). L’AUTORE Christopher Hitchens (Portsmouth, UK, 1949) si è laureato nel 1970 in filosofia, scienze politiche ed economiche al Balliol College, presso l’Università di Oxford. Nel Regno Unito ha prestato la sua firma a varie testate, tra le quali il New Statesman e l’Evening Standard. Dal 1977 al 1979 è stato corrispondente di cronaca estera del London’s Daily Express, poi di nuovo al New Statesman come responsabile esteri dal 1979 al 1981. Ha collaborato poi come commentatore da Washington per Harper’s e corrispondente USA per The Spectator, nonché per il supplemento letterario del Times. A parte l’opera qui recensita, Hitchens ha scritto più di dieci libri tra cui i più recenti sono A Long Short War: The Postponed Liberation of Iraq (2003), Why Orwell Matters (2002), The Trial of Henry Kissinger (2001) e Letters to a Young Contrarian (2001). Ha anche insegnato come professore associato all’Università della California a Berkeley, all’Università di Pittsburgh (Pennsylvania) e alla Nuova Scuola di Ricerche Sociali. Attualmente vive e lavora a Washington D.C. (USA) dove scrive mensilmente saggi letterari sull’Atlantic Monthly e cura la rubrica Minority Report per l’edizione in inglese di Vanity Fair. Sergio D’Afflitto, Roma Novembre 2005 http://www.uaar.it/ateismo/opere/47.html Opinione di tal Tiziano Scarpa http://www.minimumfax.com/speciale.a...ialeID=24&ns=3 La posizione di Tiziano Scarpa È ora di finirla di attaccare Madre Teresa come mostro di opportunismo economico, cinismo politico, sadismo assistenziale, carrierismo religioso. Tutto il mondo adesso vorrebbe linciarla, vorrebbero dissotterrare il suo cadavere per crocifiggerlo, ma io dico che non è giusto, è troppo facile dare retta a chi non si è documentato su di lei, troppo comodo stare a sentire chi non si è accontentato della fede per inseguire un’insensata mania di verifica. Io dico che abbiamo bisogno di credere che nell’intero pianeta, c’è almeno una persona veramente buona, almeno una, dico, è questo l’importante, credere che in tutto il globo terrestre c’è almeno una persona assolutamente buona, non dico tante, almeno una. Madre Teresa ha fatto questo per noi, è apparsa per trent’anni sulle televisioni di tutto il mondo impersonando una donna assolutamente buona, senza dare fastidio, una comparsata e via, non ha mai chiesto che si indagasse su di lei, non si è mai formalizzata sui dettagli, e nemmeno noi abbiamo mai sentito la necessità di farlo, perché Madre Teresa soddisfaceva pienamente il nostro bisogno di individuare la bontà in almeno un essere umano, a colpo d’occhio, e questa persona era lei, che appariva in tivù quel tanto che bastava a farci dire: «Non è vero che tutto fa schifo, che siamo tutti dei bastardi dal primo all’ultimo, eccolo lì un essere umano buono» e l’attimo dopo lei spariva subito fuori dalla televisione a fare la buona nel mondo, e noi distoglievamo lo sguardo dalla televisione per continuare a inculare il prossimo, ma lo inculavamo con una cattiveria diversa, più confortevole, perché adesso sapevamo che qualcuno al mondo di buono per fortuna c’è, non noi, ma c’è. Le donazioni e le elemosine e tutte le entrate di Madre Teresa sarebbero bastate ad attrezzare moltissimi ambulatori con tutti gli strumenti e i farmaci necessari, ma Madre Teresa non li ha mai voluti mettere in piedi, anzi, ha sempre dissuaso le sue Suore Missionarie della Carità dal somministrare ai malati qualsiasi antidolorifico o analgesico, e se si trattava di malati terminali li ha tenuti segregati senza permettere che ricevessero visite, perché ha sempre propugnato il culto della sofferenza, del dolore fisico e della morte. Essere finalmente informati di questo ci deve rendere tanto più grati a Madre Teresa, perché a noi non è mai interessato sapere se Madre Teresa voleva diminuire le sofferenze fisiche dei suoi malati, Madre Teresa è stata caritatevole verso di noi, perché non ci ha mai fatto sorgere questo dubbio, non ha fatto nulla per instillarci questa curiosità, si è limitata a farci sapere che lei si occupava dei poveri e basta, senza stare tanto a dirci come, perché Madre Teresa sapeva benissimo che l’importante è credere che al mondo ci sia qualcuno di buono, ed è molto grave venire a sapere che non è del tutto vero, può essere una delusione tremenda, e una persona assolutamente buona non deve procurare delusioni tremende. Madre Teresa ha fatto bene a prendere un sacco di aerei per farsi curare nei più costosi ospedali e nelle cliniche più eleganti dell’Occidente, per rimediare ai suoi acciacchi e ai suoi problemi di cuore, è stata molto giudiziosa nel badare a se stessa, si è salvaguardata per noi, perché altrimenti sarebbe morta prima, e noi saremmo rimasti privi dell’unica persona buona vivente in tutta la Terra. Le montagne di soldi che ha ricevuto da ogni parte del mondo sono giustamente accatastate in banca, perché le suore devono rimanere povere, e i malati poveri hanno bisogno di benessere spirituale e assistenza religiosa, compreso il battesimo di straforo in punto di morte all’insaputa del moribondo, tutte cose molto più importante degli ambulatori e degli antidolorifici. Madre Teresa si è sempre battuta contro gli anticoncezionali e la pianificazione delle nascite, e questo è essenziale perché, se nascessero meno poveri, per aiutarli basterebbero due o tre soluzioni politiche e quattro o cinque trovate organizzative, tutte cose molto meno suggestive rispetto a una sola persona assolutamente e completamente buona che si occupa di loro. Madre Teresa ha accettato soldi da tutti, anche dai telepredicatori più schifosi, e ha fatto bene perché una persona assolutamente buona trasforma la schifezza in opere di bene, anzi i soldi devono puzzare il più possibile, così diventa ancora più sbalorditivo quanto è deodorante la bontà di Madre Teresa, che infatti è intervenuta scrivendo personalmente a un giudice per difendere un grande truffatore di piccoli risparmiatori, un truffatore che con i soldi truffati ai piccoli risparmiatori le aveva fatto una grossa donazione. Quando non ha potuto scrivere lettere ha preso un sacco di aerei per sorridere al fianco del dittatore di Haiti Duvalier, e siccome Madre Teresa era albanese ha preso tanti aerei anche per rendere omaggio a Enver Hohxa e al monumento a Madre Albania, che era l’emblema della Grande Albania, un progetto politico militare che in mezzo al caos ex Iugoslavo voleva annettersi parte della Serbia, il Kosovo, un pezzo di Macedonia e dell’Epiro, ma di sicuro i fanatici guerrafondai che propugnavano la Grande Albania come risposta alla Grande Serbia e sventolavano nelle loro manifestazioni di piazza l’immagine di Madre Teresa, lo facevano per avere sempre ben presente che loro erano fanatici guerrafondai, ma per fortuna al mondo c’era una piccola donna e grande albanese assolutamente buona e premio Nobel per la pace. Queste e altre cose si leggono su Madre Teresa nel libro di Christopher Hitchens, La posizione della missionaria Teoria e pratica di Madre Teresa, anzi, non si leggono, non si devono assolutamente leggere queste cose, perché adesso che Madre Teresa è morta a maggior ragione c’è bisogno di credere che al mondo ci sia stato almeno un essere umano assolutamente buono. Per questo, nel mio piccolo, per quanto possa suonare assurdo e mostruoso, io propongo che Madre Teresa venga beatificata al più presto e che in un secondo momento la si faccia santa, e che non se ne parli più. (Articolo comparso sulla rivista «Sandokàn», n. 13, autunno 1997 e successivamente inserito nella raccolta Cos’è questo fracasso? Alfabeto e intemperanze, Einaudi, Torino 2000, pp. 77-80. minimum fax desidera ringraziare Tiziano Scarpa) |
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Ultima modifica di dantes76 : 26-11-2006 alle 21:22. |
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#85 | |
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#86 | |
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Tentare di rendere responsabile la Chiesa Cattolica anche indirettamente dell'avvenuta guerra e dei genocidi avvenuti e' tutto fuorche sensato. "Il governo rwandese desidera che gli hutu si convertano all'islam e questi poveri contadini delle zone rurali, affamati, ignoranti, marchiati ed abbandonati da tutti, non hanno altra scelta. Il presidente Kagame desidera che la Regione dei Grandi Laghi diventi una seconda Palestina. Il tuo esempio e' totalmente illogico, lo comprendi e l'hai capito benissimo anche tu
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Adesso a poco a poco l'idea sta cambiando per arrivare ad un'accettazione del profilattico da parte delle coppie sposate, qualora uno dei coniugi fosse sieropositivo. Cmq, anche se la chiesa cattolica fosse favorevole al profilattico, non vi sarebbe di colpo il crollo dell'aids..entra in gioco anche la cultura (i cattolici ci sono anche in Europa e negli Stati Uniti, eppure l'incidenza della malattia è molto più bassa), l'educazione e le strutture sanitarie degli stati africani, in genere molto carenti.
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#88 | |
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Non dovrebbero essere i cattolici i primi a seguire le indicazioni della Chiesa? come mai invece utilizzano i profilattici e altri metodi anticoncezionali proibiti dalla stessa Chiesa della quale fanno parte? La Chiesa è contro i metodi contraccettivi, ma i cattolici li usano. difficilmente qualcuno potra' sostenere il contrario, ma mai dire mai. Se dunque i cattolici sono i primi trasgressori, per quale oscura ragione loro che non sono capaci di seguire le indicazioni della loro stessa confessione vogliono imporre a popoli privi di una solida base culturale e soggetti quindi a facili manipolazioni, cosa devono fare? è lecito vedere prevaricazione nei confronti di persone che non hanno strumenti e capacita' per difendersi, oppure no? |
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#89 | |
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