Serial ATA
Breve analisi della nuova interfaccia Serial ATA, destinata a sostituire nel tempo l'attuale standard delle connessioni per periferiche EIDE. Esposte alcune considerazioni tecniche e differenze esistenti fra Serial ATA e l'attuale parallel ATA.
di Alessandro Bordin pubblicato il 15 Luglio 2002 nel canale StorageConsiderazioni
Difficile a priori stabilire se l'interfaccia Serial ATA porterà al sistema che ne sarà dotato un reale beneficio in termini prestazionali, quantomeno a breve. E' logico supporre però che l'eliminazione di molti problemi e tare ereditarie che l'attuale tecnologia EIDE si trascina da tempo porterà ad alcuni vantaggi immediati. Prima di tutto una migliore gestione da parte del sistema delle periferiche stesse, che non dovranno più stare sullo stesso cavo con i problemi descritti in questo articolo.
In secondo luogo un vantaggio certo è dato dall'adozione di cavi molto più contenuti nelle dimensioni, con benefici immediati a favore del raffreddamento delle componenti interne al case e all'ordine generale. Un ulteriore punto a favore del Serial ATA sta nella possibilità di adottare dischi di capacità pressoché illimitate, cosa che con l'ATA 100 non è possibile in quanto esiste il limite di specifica di 137GB, superato solo con l'ATA 133 in tempi abbastanza recenti.
Da non sottovalutare inoltre che il nuovo standard dispone di funzionalità hot swap e transfer rate teorici destinati a crescere nel tempo in modo molto più rapido rispetto a quanto l'attuale standard ci ha abituato. Attualmente i transfer rate sono comunque di gran lunga superiori al necessario, ma non possiamo sapere cosa ci riservi il futuro.
E' stato recentemente annunciato dai maggiori produttori di chipset il supporto allo standard, anche se i vari south bridge supportanti il serial ATA saranno disponibili solo dall'anno prossimo. Facile aspettarsi soluzioni alternative quali schede aggiuntive su slot PCI almeno per i primi tempi.
Difficile dire se l'interfaccia Serial ATA segnerà il declino delle periferiche SCSI, dubbio legittimo, essendo sulla carta in grado di assolvere a tutte le funzioni della costosa interfaccia "concorrente". Ancora una volta sarà il mercato a decidere se sarà necessario continuare a percorrere due vie nettamente differenziate per target e utilizzo o far confluire i percorsi nell'unica via del Serial ATA.







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34 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIn effetti alla fine ci si interroga quale sarà il futuro di questa interfaccia soprattutto in relazione allo standard SCSI, e mi è venuto spontaneo domandarmi perchè non si sia puntato sulla diffusione di massa di quest'ultima tecnologia.
Se si pensa che consente, con un unico connettore anche l'utilizzo contemporaneo di quindici periferiche, periferiche che oltretutto sono generalmente più performanti delle corrispettive versioni EIDE, e che il problema del cavo piatto è un falso problema, visto che è sufficiente l'adozione di cavi rounded, la risposta secondo me va rinvenuta in altri fattori, che penso coinvolgeranno lo stesso serial ata.
Mi sembra chiaro che lo standard scsi è, assieme ai sistemi multiprocessore, una tecnologia riservata ad una utenza di tipo professionale, che, tradotta in parole povere, vuol dire maggior costo. Ma siamo sicuri che sia sempre il mercato a decidere il successo o meno di certe scelte? Penso che sia difficile veder scomparire il mercato delle periferiche di memorizzazione professionali, su cui aziende molto importanti basano la loro esistenza. Penso quindi che il serial ata, oltre ai vantaggi più spiccioli, come cavi più piccoli "di serie" e senza il problema delle configurazioni master/slave (recentemente falso problema in considerazione della diffusione dei controller raid), si trovi sempre di fronte il problema ben più consistente della meccanica delle periferiche e delle loro prestazioni intrinseche.
Io ad esempio ho sia un hd ata100 che un hd scsi su interfaccia U2W con velocità di trasferimento teorica di 80 mb/s. Eppure la superiorità dello scsi è schiacciante, anche nel semplice uso quotidiano. Soprattutto per la meccanica dell'Hd stesso.
Quindi ben venga il serial ata, ma deve essere accompagnato anche da periferiche adeguatamente veloci, visto che le periferiche eide rappresentano indubbiamente un imponente collo di bottiglia nello sfruttamento dell'Hardware più recente.
Scusate se mi sono dilungato
dovrebbero essere 3000 e 6000 Mb (Mbit/s)
ciao
a
Fino a poco tempo fa pensavo che non facessero HD EIDE da 10.000 rpm perchè se no poca gente avrebbe comprato gli SCSI, ma ora che gli SCSI sono arrivati a 15.000 rpm, perchè non creare dei "mostri" EIDE da 10.000 rpm?? sai che prestazioni.... tempi di risposta brevissimi.... speriamo che la Serial ATA porti tutto ciò...
Se è così quanti connettori ci daranno i produttori? Non è uno spreco?
Sinceramente lo SCSI è molto più costoso ma mi rendo conto anch'io nell'uso quotidiano che un disco SCSI di vecchia generazione 7200rpm è molto più performante di alcuni dischi moderni. Sarà più costoso ma questo è dovuto un po' anche al mercato piuttosto limitato. Se fosse maggiormente diffuso anche lo SCSI sarebbe economico.
CiaoCiao
[B]Un articolo interessante, che mi ha fatto venire in mente alcune considerazioni.
In effetti alla fine ci si interroga quale sarà il futuro di questa interfaccia soprattutto in relazione allo standard SCSI, e mi è venuto spontaneo domandarmi perchè non si sia puntato sulla diffusione di massa di quest'ultima tecnologia.
Se si pensa che consente, con un unico connettore anche l'utilizzo contemporaneo di quindici periferiche, periferiche che oltretutto sono generalmente più performanti delle corrispettive versioni EIDE, e che il problema del cavo piatto è un falso problema, visto che è sufficiente l'adozione di cavi rounded, la risposta secondo me va rinvenuta in altri fattori, che penso coinvolgeranno lo stesso serial ata.
Mi sembra chiaro che lo standard scsi è, assieme ai sistemi multiprocessore, una tecnologia riservata ad una utenza di tipo professionale, che, tradotta in parole povere, vuol dire maggior costo. Ma siamo sicuri che sia sempre il mercato a decidere il successo o meno di certe scelte? Penso che sia difficile veder scomparire il mercato delle periferiche di memorizzazione professionali, su cui aziende molto importanti basano la loro esistenza. Penso quindi che il serial ata, oltre ai vantaggi più spiccioli, come cavi più piccoli "di serie" e senza il problema delle configurazioni master/slave (recentemente falso problema in considerazione della diffusione dei controller raid), si trovi sempre di fronte il problema ben più consistente della meccanica delle periferiche e delle loro prestazioni intrinseche.
Io ad esempio ho sia un hd ata100 che un hd scsi su interfaccia U2W con velocità di trasferimento teorica di 80 mb/s. Eppure la superiorità dello scsi è schiacciante, anche nel semplice uso quotidiano. Soprattutto per la meccanica dell'Hd stesso.
Quindi ben venga il serial ata, ma deve essere accompagnato anche da periferiche adeguatamente veloci, visto che le periferiche eide rappresentano indubbiamente un imponente collo di bottiglia nello sfruttamento dell'Hardware più recente.
Scusate se mi sono dilungato
Ciao!
La questione che sollevi è interessante. Ho avuto modo di parlarne, nei vari CeBIT e SMAU, con i vari rappresentanti dei produttori. Il problema è tutto di carattere economico.
Nei dischi SCSI c'è molta tecnologia, che permette di avere dischi a 15.000 giri e meccaniche in grado di garantire un trasferimento di dati affidabile anche a quelle velocità. Tutto ciò però ha un costo notevole. EIDE almeno a 10.000 giri? Il problema è lo stesso. Il 70/80% degli hard disk vengono venduti alla grande distribuzione, con la quale indichiamo le grandi catene (Vobis, Dell ecc ecc, solo per fare un esempio).
Se conti che i PC venduti attraverso questi canali si garantiscono il successo di mercato proprio in ragione del prezzo, allora capirai che il settore EIDE ha puntato soprattutto sull'economia, pur differenziandosi in sotto-settori più o meno performanti.
Dischi a 5400 giri e 7200 giri montano meccaniche sicuramente obsolete, tecnicamente parlando. Però questo ci porta ad avere in commercio dischi a 100€. Per le prestaziopni sono d'accordo con te, non c'è paragone con gli SCSI, come potrai notare lo dico in ogni recensione riguardante dischi dotati di quell'interfaccia.
Alle grandi catene interessa dire che montano un disco da 60GB (Già che ci sono rispondo a atomo37, grazie della segnalazione, uso GB/MB per comodità, non sai che casini sono già usciti...
Per quanto riguarda il futuro dei dischi Serial ATA poco è dato a sapere. Personalmente ritengo che se davvero sostituirà l'EIDE, allora assisteremo ad un progressivo aumento delle prestazioni, ma sempre e comunque lontane da quelle degli SCSI.
Potrebbe anche verificarsi uno "sdoppiamento" all'interno del settore Serial ATA, con dischi molto performanti e cari e altri economici ma lenti. Sicuramente al prossimo SMAU cercherò di saperne di più.
Ci sentiamo e grazie dei commenti
ALe
[B]Di sicuro migliore, più affidabile ma in molti casi si è tradotto come una scusante per aumentare i costi finali e far guadagnare di più. Scometto che nel tempo di un 2 o 3 anni non i saranno più hard-disk e MB con interfaccia EIDE. Speriamo che sia solo una visione pessimistica
Visto che il connettore è più piccolo e ci sono meno problemi di interferenze rispetto ai normali cavi EIDE, il tutto alla lunga dovrebbe costare meno non di più.
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