Serial ATA

Serial ATA

Breve analisi della nuova interfaccia Serial ATA, destinata a sostituire nel tempo l'attuale standard delle connessioni per periferiche EIDE. Esposte alcune considerazioni tecniche e differenze esistenti fra Serial ATA e l'attuale parallel ATA.

di pubblicato il nel canale Storage
 

Analisi delle novità

Cominciamo ad inquadrare le differenze esistenti fra le diverse soluzioni e sul perché sia nata la necessità di sviluppare un'alternativa all'attuale tecnologia.

Parallel ATA

 

Serial ATA

(Immagini tratte dal sito www.anandtech.com)

 

Da molti anni sulle motherboard sono presenti i connettori EIDE, che permettono il collegamento di hard disk, lettori CD ROM e tutto quello che è dotato di tale interfaccia. Questa realtà ha subito negli anni diversi aggiornamenti: attualmente le motherboard integrano connettori ATA100 oppure ATA133, che permettono fino a un massimo, rispettivamente, di 100 e 133MB per secondo di transfer rate teorico. Lo standard però comincia ad accusare alcuni limiti, non solo a livello prestazionale. L'interfaccia EIDE prevede il collegamento fino a due periferiche per ogni connettore, ad esempio hard disk e masterizzatore, ma prevede anche la comunicazione di una singola periferica alla volta, cosa che di fatto rende impossibile la comunicazione delle due periferiche contemporaneamente.

Questo problema era molto sentito qualche tempo fa, quando il processo di masterizzazione CD poteva creare qualche problema qualora il masterizzatore fosse collegato allo stesso cavo EIDE da cui provenivano i dati da scrivere. Il problema è stato aggirato con l'introduzione del Burn Proof (che mette in stand-by il masterizzatore in caso di interruzione del flusso di dati), ma in fondo non è mai stato risolto alla base. Capita inoltre che vi siano problemi di configurazione del DMA qualora allo stesso cavo siano collegati un hard disk e un lettore CD datato (un esempio). Il sistema operativo potrebbe non abilitare la funzione DMA e rendere così più lento il sistema.

Ultimamente inoltre, con l'introduzione di processori, schede video e chipset molto performanti, il problema del raffeddamento sta acquistando sempre più importanza, al punto da rendere necessaria l'adozione di ventole supplementari rispetto ai sistemi di qualche tempo fa. La presenza dei classici cavi piatti è di sicuro ostacolo alla circolazione dell'aria e al conseguente processo di raffreddamento, oltre a creare un certo disordine all'interno del case e rendere difficoltosi anche semplici interventi. 

Lo standard Serial ATA si pone come obiettivo quello di risolvere alcuni di questi problemi, almeno sulla carta. Analizziamo le caratteristiche principali.

Lo standard serial ATA, nato da una collaborazione fra i colossi dell'hardware e del software, promette molte novità fra le quali la connessione di una singola periferica ad un singolo slot, eliminando quindi i problemi che possono insorgere nel flusso di dati e nella configurazione di master, slave o cable select e quelli dovuti alla comunicazione con altre periferiche. Il cavo di collegamento, molto sottile, adotta solo 4 fili contro i 26 dell'attuale standard.

Altra funzione da non sottovalutare è la possibilità di collegare o scollegare "a caldo" le unità (hot swap), rendendo così disponibili funzionalità finora precluse all'utente che non utilizzi controller adatti allo scopo. 

Abbiamo accennato in precedenza al problema del raffreddamento: ebbene, uno dei punti forti dello standard Serial ATA risiede nell'adozione di cavi molto più sottili (quelli rossi, nell'immagine appena sopra), la cui lunghezza può arrivare, in base alle prime specifiche disponibili, fino al metro. I vantaggi sono evidenti, sia in termini volumetrici che di ordine. 

 
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